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martedì 12 maggio 2015

I LAGHI LOMBARDI : IL LAGO D' ENDINE

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Il lago di Èndine, o di Spinone, è un lago della Provincia di Bergamo di 2,1 km2. Situato a 337 m s.l.m. nella Val Cavallina, sviluppa un perimetro di circa 14 chilometri ed è diviso tra i comuni di Endine Gaiano, Monasterolo del Castello, Ranzanico e Spinone al Lago.

E’ il luogo ideale per una vacanza all’insegna del relax e svago.Si raggiunge facilmente da Lovere e da Riva di Solto.Si colloca in una delle più belle valli bergamasche: La Valle Cavallina.Il lago di Endine occupa la parte centrale della valle donandole caratteristiche peculiari.La superficie del lago è più modesta rispetto a quella del lago d’Iseo ( 2,34 Km quadrati).E’ alimentato dalle acque provenienti dal monte Boario e da altri corsi minori.Abbondano nel lago le seguenti specie di pesci: Luccio, Savetta, Cavedano, Scardola, Persico, Carassio, Persico sole, Trotto, Persico trota, Carpa, Tinca, Lucioperca, Alborella, Ghiozzo. Le località da visitare del lago di Endine sono: Monasterolo, Endine, Spinone al lago, San Felice al lago, Ranzanico. Monasterolo è uno dei centri più frequentati del lago, soprattutto nel periodo estivo. Interessante è, infatti , il centro storico medievale che si adagia fino alla riva. Un sito da visitare è il Castello Medievale con il suo bellissimo giardino dove si trovano numerose essenze dai colori vivaci. All’interno del castello nel ‘600 fu edificata una chiesetta e dedicata a S. Anna. Il Spinone al lago gode di buona posizione: il nucleo antico si trova un poco monte del lago e presenta una bella architettura romanica, come la chiesa di S.Pietro in Vincoli, probabilmente uno degli edifici religiosi più antichi della valle. Anche a Spinone vi era una castello ma fu abbattuto nel secolo XV. Interessanti escursioni regaleranno al visitatore splendidi scorci su tutto il lago.L’abitato di Ranzanico si trova ad una quota di 520 metri; il centro antico conserva i resti della fortificazione (la torre sulla piazza).

L'abitato e il territorio circostante non presentano sopravvivenze monumentali di grande rilievo a parte il castello medievale dei Suardi situato a Bianzano, da cui si potevano controllare i traffici sul lago. Vi si praticano gli sport d’acqua (vela, windsurf, canoa e canottaggio), e la pesca.

Non è consentito il campeggio libero, né l'uso di barche a motore.

Nei giorni più freddi dell'inverno il lago si ricopre di uno strato di ghiaccio e si può percorrere a piedi e in alcuni punti con i pattini o in bicicletta (per quanto vietato dai regolamenti comunali per motivi di sicurezza). La percorribilità invernale del lago ghiacciato era sfruttata fino al XIX secolo per raggiungere da Monasterolo la riva occidentale, attraverso il punto più stretto del lago, là dove il promontorio di Monasterolo, tenuto a parco pubblico, si protende verso Spinone.

Fino a qualche decennio fa era tradizione attendere che, al formarsi della crosta di ghiaccio, il parroco di Endine benedicesse la stessa prima che qualcuno osasse avventurarvisi sopra. Pare che la Curia abbia sconsigliato il parroco dell'assumersi le responsabilità connesse a tale azione e, di conseguenza, la cerimonia della benedizione del ghiaccio è stata abolita.




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domenica 3 maggio 2015

I PAESI DEL LAGO DI MONATE : CADREZZATE

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Cadrezzate è un piccolo ed incantevole paesino in provincia di Varese, adagiato sulle sponde del lago di Monate, il lago più pulito d’Italia.

Le prime notizie sulla popolazione di Cadrezzate ci arrivano nel 1864 grazie alla scoperta da parte di  Ranchet delle palafitte del Sabbione e del Bozzolo. Informazioni sulle popolazioni che hanno abitato il lago di Monate dell’età del Bronzo medio e recente (XVI – XIII / XII sec. A.C.) provengono dalla cultura materiale e cioè dai numerosi reperti recuperati pur senza dati relativi alla dinamica del popolamento.
Le attività economiche erano, con ogni probabilità, principalmente l’agricoltura, la raccolta, la caccia, la tessitura, l’allevamento. I resti vegetali, per lo più di nocciolo, corniolo, ghiande, more, ci fanno pensare che accanto ad un’economia agricola fosse presente la raccolta di prodotti naturali usati nell’alimentazione.
I ritrovamenti di forme di fusione, crogioli, ugelli, testimoniano un’attività probabilmente legata a una lavorazione del bronzo limitata. La tessitura è documentata, nei villaggi palafitticoli del lago di Monate, da una grande quantità di fusarole, rocchetti e pesi da telaio, ed era probabilmente legata alle esigenze della comunità.
Cadrezzate è una delle poche località di cui ci sono giunte testimonianze documentarie molto remote.
La zona in cui si trova si è dimostrata molto ricca di reperti preistorici, celti e romani.
Il primo documento che parla di Cadrezzate è una pergamena datata 26 giugno 999 che riporta un atto notarile di permuta di beni tra l’arcivescovo di Milano, Arnolfo II e Lanfredo, abate del monastero di S. Salvatore di Arona.
Con questo atto l’arcivescovo che agiva a nome della chiesa plebana di Trebbia, da parte ecclesiae plebis sancti Petri sita Bleba, cedeva all’abate Lanfredo alcune valli a Ovest del Lago Maggiore (Vall’Anzasca, Val Vigezzo, Val Divedro, Val d’Ossola … ) e riceveva alcuni appezzamenti posti nel territorio di Cadrezzate e di Caiello (presso Gallarate).
Oltre al nome del paese (locus et fondus), nella sua forma di Quasi mille anni fa, Cadregiate, il documento riferisce 14 toponimi particolari.
Quanto al tipo di coltura, oltre ai campi, prati e boschi, risultano presenti le vigne e i castagneti, tipici di questi luoghi ondulati e soleggiati. Per quasi tre secoli non ci sono più notizie riguardanti la vita di Cadrezzate.
Fino al 1276, quando si svolse un fatto bellico che toccò da vicino il tranquillo villaggio.
La lotta tra le due fazioni milanesi dei Torrioni e dei Visconti era giunta al suo punto critico.
Nel 1276 Ottone Visconti ritenne giunto il momento di eliminare i Torrioni e di entrare finalmente in Milano.
Le operazioni dovevano svolgersi tra Arona, Angera e Castelseprio. Infatti le tre fortezze, colte di sorpresa, caddero subito. Allora Napo della Torre mandò il figlio Cassone alla testa di 500 soldati tedeschi inviati dall’imperatore Rodolfo d’Asburgo, contro Angera, riservandosi di seguirlo al più presto col grosso dell’esercito.
Cassone con i suoi stava ancora accampandosi sulle rive del torrente Guassa, che metteva in comunicazione il lago di Cadrezzate col lago Maggiore, quando fu sorpreso da Goffredo di Langosco che attendeva di unire le sue forze con quelle di Ottone per sferrare l’offensiva campale decisiva.
Goffredo commise il tragico errore di attaccare Cassone senza accorgersi che Napo era già nelle vicinanze con circa 10 mila uomini. Goffredo riuscì facilmente a battere e disperdere i Tedeschi ma ben presto fu travolto disastrosamente dalle truppe avversarie congiunte. Moltissimi furono i nobili partigiani viscontei che caddero o furon fatti prigionieri. Tra essi una trentina furono decapitati sommariamente sulla piazza di Gallarate; fra loro: Goffredo di Langosco e Teobaldo Visconti nipote dell’arcivescovo.
Gli scontri continuano con vicende alterne fino al 21 gennaio 1277 quanto i Torrioni furono definitivamente sconfitti a Desio. Ottone allora poté finalmente entrare in Milano acclamato dal popolo che l’avrebbe avuto come pastore e signore fino al 1295.
Dello stesso momento storico ma di tutt’altro genere è l’informazione che viene dal Liber Notiate Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero da cui risulta che a Cadrezzate, alla fine del secolo XIII, c’era una chiesa dedicata a S. Margherita e a tutti i Santi.
Dunque il primo nucleo dell’attuale chiesa parrocchiale risale almeno al Duecento. Molte sono le leggende fiorite intorno alla personalità di questa Santa Margherita di Cadrezzate che era largamente venerata nel Medioevo. Per la veritàil suo nome esatto è Marina di Antiochia. Di lei si può ritenere come sicuro soltanto che visse ad Antiochia di Siria nel secolo IV e che fu martire.
Di Cadrezzate è possibile conoscere dettagliatamente la situazione a partire dal 1567 quando venne mons. Giovanni Battista Carcano, prevosto di Desio, come primo visitatore delegato di S. Carlo per le pieve di Trebbia.

Nel comune di Cadrezzate è presente un crossodromo tra i più conosciuti del Nord Italia.

Il lago di Monate porta ogni anno una quantità cospicua di turisti nel comune, essendo la zona una nota località balneare, sia per il lago di Monate, sia per il lago Maggiore.

Nel comune è localizzato il Sabbione, uno degli Antichi insediamenti sulle Alpi, dal 2011 nell'elenco del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

La chiesa parrocchiale di Cadrezzate ha origini ipotizzate risalenti al XIII secolo ed è intitolata a Santa Margherita. La chiesa è stata recentemente ristrutturata, pur mantenendo alcuni caratteri antichi.

La Cappella di Sant'Antonio è dedicata a Sant'Antonio Abate, i cadrezzatesi però festeggiano anche la festa di Sant'Antonio da Padova. Il 17 gennaio vi è la benedizione degli animali ed il falò alla sera.



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