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martedì 24 febbraio 2015

STUDIARE A MILANO - UNIVERSITA' STATALE -

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L'Università degli Studi di Milano, (nome che viene abbreviato spesso nella sigla UNIMI) nota più comunemente come Statale di Milano, è la più grande istituzione universitaria milanese e della Lombardia, la cui sede centrale è oggi situata nell'edificio rinascimentale della Cà Granda, voluto dal Duca di Milano Francesco Sforza. È l'unico ateneo italiano a far parte della LERU (League of European Research Universities).

L'Ateneo di Milano è relativamente giovane nel panorama italiano, in quanto la città di Milano faceva storicamente riferimento all'Università di Pavia, fondata nel XIV secolo.

Antecedente diretto della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Ateneo fu l'Accademia scientifico-letteraria che, come il Regio Istituto tecnico superiore (l'attuale Politecnico) fu promossa dalla legge Casati del 1859. Principalmente finalizzata ai suoi esordi alla formazione degli insegnanti, anche se non mancarono le sollecitazioni, soprattutto a opera di Graziadio Isaia Ascoli, per accentuarne le funzioni più propriamente scientifiche, all'Accademia venne in seguito aggregata una scuola di lingue moderne.

Nel 1870 fu avviata un'altra istituzione destinata a far parte dell'Università degli Studi, la Scuola superiore di Agraria, il cui Statuto, oltre ai compiti didattici e formativi, ne sottolineava la funzione di "promuovere il progresso dell'agricoltura per mezzo di ricerche sperimentali".

Un passo fondamentale nel percorso che avrebbe portato la costituzione di un'Università pubblica milanese, fu l'inaugurazione, avvenuta nel 1906, degli Istituti clinici di perfezionamento destinati ai giovani medici, voluti e promossi da Luigi Mangiagalli. Figura chiave nelle vicende che portarono alla fondazione dell'Università degli Studi, medico ostetrico, collocato politicamente nell'area della democrazia radicale, eletto deputato nel 1902 e in seguito sindaco del capoluogo lombardo, Mangiagalli operò strenuamente nei primi due decenni del Novecento per dotare Milano di un sistema di formazione superiore all'altezza delle funzioni di una metropoli moderna non limitandosi al terreno, a lui naturalmente più caro, della scienza medica, e andando ben oltre la sua idea di dar vita a una grande facoltà medica lombarda. L'entusiasmo di Mangiagalli fu sostenuto dal decisivo contributo degli enti locali, che l'avrebbe accompagnato fino alla fondazione dell'Università.

Alla fondazione dell'Università degli Studi di Milano apre la strada la riforma Gentile del settembre 1923, che prendendo atto dell'incompatibilità tra facoltà medica pavese e Istituti clinici milanesi accorpa questi ultimi all'Accademia scientifico-letteraria entro una nuova università statale autonoma, rettore Luigi Mangiagalli. Essa inizialmente comprende solo la Facoltà di Lettere e Filosofia (antica Accademia scientifico-letteraria), nonché gli Istituti clinici di perfezionamento istituiti da Luigi Mangiagalli nel 1906, cui spettava il solo compito della formazione postlaurea, che già esercitavano.

Tuttavia, specificando che all'Università si potesse ulteriormente provvedere con convenzioni tra lo stato ed altri enti che avrebbero potuto determinarne la configurazione, anche in relazione ai mezzi finanziari reperiti, la legge Gentile apriva uno spiraglio per allargare le aree di competenze del nuovo ateneo, un'opportunità che Luigi Mangiagalli, nel frattempo divenuto sindaco di Milano, non mancò di cogliere.

Al suo appello perché Milano non restasse priva di un'Università degna del suo rango, le forze locali, il Comune in prima linea, risposero con uno stanziamento finanziario in grado di conferire all'ateneo una fisionomia ben diversa da quella inizialmente prospettata. Il 28 agosto 1924, presso la Prefettura, venne firmata la convenzione con cui si sancì la nascita dell'Università degli Studi di Milano, "completa" delle quattro Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e filosofia, Medicina e chirurgia, Scienze fisiche, matematiche e naturali, così come Mangiagalli l'aveva voluta.

Le attività dell'Università di Milano iniziano nel 1924. Primo magnifico rettore è Luigi Mangiagalli e l'inaugurazione dell'Università ha luogo l'8 dicembre 1924.

Posta al servizio di una città di oltre un milione di abitanti, la nuova Università dovette subito far fronte ad esigenze superiori ai mezzi a disposizione. Se il reclutamento del corpo docente poteva contare, per Medicina e Lettere, sull'alto livello dei titolari delle cattedre già attivate presso gli Istituti clinici di perfezionamento e l'Accademia, con la facoltà di Giurisprudenza che si impose subito tra le più prestigiose del paese per il livello complessivo dei suoi docenti, più difficoltosa si presentava la formazione dell'organico del corpo docente per la Facoltà di Scienze.

Le maggiori carenze si riscontravano tuttavia nella disponibilità degli spazi, ben presto rivelatisi insufficienti per un ateneo che, partito il primo anno con 1419 iscritti, raggiunse nel 1928-29 le 1965 unità, ponendosi al quarto posto in Italia dopo Napoli, Roma e Padova.

Nell'idea dei promotori l'Università avrebbe dovuto occupare edifici da costruire nel quartiere Città Studi progettato prima della prima guerra mondiale, e avere sede nel palazzo delle Scienze di via Saldini 50, ora sede del Dipartimento di Matematica "Federigo Enriques". Tuttavia, l'idea di raggruppare entro i confini della Città degli Studi tutte le facoltà "in una possente e gloriosa unità" ribadita da Mangiagalli nel 1926, alla vigilia della sua andata fuori ruolo, si rivelò ben presto inattuabile. Medicina poté continuare ad avvalersi del fondamentale appoggio delle strutture cliniche convenzionate, ma il rettorato e le due Facoltà umanistiche dovettero rinunciare a Città Studi per trovare collocazione in un palazzo del Comune in Corso di Porta Romana, nel centro città.

L'ipotesi di destinare loro l'ospedale sforzesco venne già allora presa in considerazione, ma la sua realizzazione fu rimandata, in attesa della costruzione del nuovo grande nosocomio di Niguarda, che sarebbe iniziata solo nel 1931. Malgrado le difficoltà legate all'avvio delle attività, la risposta degli studenti che si rivolsero al nuovo ateneo fu subito rilevante. La facoltà di maggior richiamo si rivelò Medicina, passata dai 360 studenti del 1925-26 ai 1330 del 1936-37; Giurisprudenza, sulla quale si erano inizialmente indirizzate le maggiori preferenze, con 623 iscritti nel 1925-26, raggiunse una punta di 801 iscritti nel 1931-32, stabilizzandosi in seguito sulle 600 unità. Nel 1932 entrò a far parte dell'ateneo l'Antica Scuola di Veterinaria, che, come Facoltà di Medicina veterinaria, figurò quell'anno con 81 iscritti, saliti a 145 nel 1939-40. Tre anni più tardi fu la volta dell'Istituto superiore di Agraria, divenuto anch'esso facoltà, con 144 iscritti saliti a 191 alla vigilia della guerra. Entrambe le nuove facoltà vennero insediate a Città Studi, in via Celoria.

Alla metà degli anni trenta gli studenti iscritti alle sei Facoltà dell'Università degli Studi assommavano a 3017, a cui si aggiungevano i 366 che facevano capo ai corsi di perfezionamento e alle scuole di ambito medico. Alla stessa data, per avere un termine di confronto con gli altri atenei cittadini, gli studenti dell'Università Cattolica erano 2301, quelli del Politecnico 1117 e 848 quelli della Bocconi. Per la Statale, l'incremento più sensibile nel quindicennio che precedette lo scoppio della seconda guerra mondiale riguardò Scienze, che nel 1939 registrava 624 studenti iscritti, superando sia Lettere e filosofia sia Giurisprudenza.

A fronte della considerevole crescita dell'ateneo, il problema degli spazi si ripropose in termini allarmanti agli inizi degli anni quaranta. Tramontata ancora una volta l'ipotesi del trasferimento delle facoltà umanistiche alla Ca' Granda, si ritornò all'idea originaria di Mangiagalli di far confluire anche queste due strutture in nuovi edifici da costruirsi a Città Studi, ma il progetto rimase sulla carta. Alla vigilia della guerra, le facoltà di Lettere e di Giurisprudenza vivevano una situazione di grave carenza strutturale, non disponendo degli spazi necessari per integrare l'attività didattica con esercitazioni, seminari ed istituti forniti di dotazioni adeguate. Né si trovava in acque migliori la Facoltà di Scienze, costretta a far convivere in ambienti del tutto insufficienti istituti con indirizzi di studio fra loro assai differenziati.

Gli stessi problemi di carattere logistico si ripresentarono, in condizioni generali sensibilmente peggiorate, all'indomani del conflitto. I bombardamenti del 1943 avevano reso inagibili gli edifici che ospitavano le due facoltà di Lettere e di Giurisprudenza, che furono obbligate a trovare una sistemazione provvisoria nel Collegio delle Fanciulle di via Passione. Anche se la decisione di assegnare alle due facoltà umanistiche e al rettorato la Ca' Granda venne finalmente formalizzata, i tempi si prospettavano lunghi: gli ingenti danni riportati dall'ospedale sforzesco in seguito ai bombardamenti angloamericani avrebbero infatti richiesto un lavoro di restauro molto laborioso, iniziato solo nel 1951.

Compatibilmente con le risorse di bilancio e con i mezzi messi a disposizione dal Ministero dei Lavori pubblici, nel corso degli anni cinquanta proseguirono i lavori di recupero e ampliamento delle strutture, di cui si giovarono soprattutto gli istituti di Città Studi, di interesse delle facoltà di Medicina, Scienze, Agraria e Medicina veterinaria. Gli investimenti più cospicui furono riservati a Scienze, con le nuove costruzioni riservate alla geologia, alla botanica, alla zoologia, alla genetica e alla fisica: per quest'ultima venne progettato alla fine del decennio un edificio interamente nuovo su un'area concessa dal Comune tra via Ponzio e via Celoria.

Il segno dell'avvenuta conclusione della lunga fase di ricostruzione postbellica fu il trasferimento, nel 1958, del rettorato, degli uffici e delle due facoltà di Giurisprudenza e di Lettere e filosofia nella nuova sede di via Festa del Perdono, alla Ca' Granda. Il restauro aveva riguardato per il momento l'ala settentrionale sette-ottocentesca e una parte dei corpi contigui al grande cortile centrale: negli spazi che vi vennero ricavati trovarono posto l'aula magna, gli uffici e il nuovo settore didattico, tanto ampio da apparire, per quei tempi, addirittura esagerato per le esigenze delle due facoltà umanistiche. Attendevano ancora una sistemazione definitiva le biblioteche, le segreterie studenti e gli istituti delle facoltà, per i quali si sarebbe dovuto aspettare che avanzassero i lavori di recupero dell'ala più antica, affidati a Liliana Grassi, architetto del Politecnico.

Mentre proseguivano i lavori nell'edificio di Festa del Perdono, nel 1957 fu costituito il nuovo corso di laurea in Lingue e letterature straniere presso la Facoltà di Lettere.

Malgrado questi miglioramenti, restavano le difficoltà per quanto riguardava l'entità del corpo docente, che continuava ad essere sottodimensionato rispetto alle richieste, e si aggravavano i problemi per le strutture cliniche di cui usufruiva la facoltà medica, ormai compresse e sacrificate entro l'area del Policlinico, che i piani urbanistici di quegli anni destinavano d'altronde a diversi usi, e a maggior ragione dunque bisognose di trovare sistemazione in altre aree della città.

Con gli anni sessanta, per effetto dell'estensione dell'obbligo scolastico e della successiva liberalizzazione degli accessi e, più in generale, delle migliorate condizioni economiche complessive del paese, le immatricolazioni alle università italiane conobbero un progressivo e sempre più vistoso incremento. Ampiamente coinvolta nel processo in atto, l'Università degli Studi di Milano passò dai 7461 iscritti del 1959 ai quasi 20.000 del 1969-70. Da quel momento, anche sullo sfondo della contestazione studentesca e delle ulteriori suggestioni che questa alimentava, la tendenza si fece via via più intensa e accelerata, fino alla punta dei 63.642 iscritti nel 1978-79.

Gli anni della contestazione, che dal marzo 1968 investì l'Università degli Studi di Milano con particolare intensità ed effetti che si prolungarono notevolmente nel tempo, furono per l'ateneo un periodo di notevoli realizzazioni e di scelte significative, determinanti per lo sviluppo successivo.

Oltre all'avvio e al potenziamento dei rapporti di collaborazione con gli enti nazionali di ricerca (dal CNR all'INFN), nel corso degli anni settanta si provvide ad ampliare notevolmente le strutture sanitarie a disposizione per la formazione dei giovani medici, mediante specifiche convenzioni stipulate con otto poli ospedalieri, di cui cinque a Milano. Si promosse un consistente ampliamento dell'offerta didattica, con nuove facoltà (Farmacia e Scienze politiche furono create nel 1970) e nuovi corsi di laurea, si moltiplicò il numero delle scuole di specializzazione e dei centri di studio e di ricerca, mentre a partire dal 1984 si dava via libera a un primo nucleo di dipartimenti, soprattutto di area scientifica.

Erano intanto continuate le realizzazioni sul fronte dell'acquisizione di nuovi spazi: a Città Studi proseguì l'ampliamento del settore didattico di via Celoria e si diede avvio alla costruzione del grande edificio per i dipartimenti biologici su progetto dell'architetto Vico Magistretti. In vari casi, anche per le iniziative maggiori, si fece ricorso a spazi presi in locazione: fu acquisito con questa modalità palazzo Resta-Pallavicino in via Conservatorio (poi acquistato nel 1997), destinato a Scienze politiche e che tuttavia si sarebbe ben presto rivelato insufficiente a contenere il complesso delle esigenze della nuova facoltà.

L'ottenimento di un cospicuo finanziamento nell'ambito del Fondo di investimenti per l'occupazione permise di ampliare ulteriormente gli spazi di Città Studi e di avviare la realizzazione di due importanti settori didattici e di ricerca per la Facoltà di Medicina (uno presso l'Ospedale Sacco e l'altro presso il San Raffaele). Negli anni successivi si sarebbe trovato il modo di portare a compimento il restauro dell'edificio di piazza Sant'Alessandro per Lettere, di acquisire in affitto per l'Informatica un edificio in via Comelico e di provvedere alle necessità degli uffici amministrativi con la locazione di Palazzo Greppi, in via Sant'Antonio.

I maggiori investimenti negli anni 2000 sono andati alle nuovi sedi di via Noto (per la facoltà di Lettere e il centro APICE), Sesto San Giovanni (come sfogo di Scienze politiche, sede di un corso interfacoltà e vari uffici) e via Condino (per l'"incubatore d'impresa" della Fondazione Filarete), e secondariamente, in collaborazione con gli enti locali, di Crema (informatica) e Lodi (veterinaria).

L'attuale magnifico rettore è il professor Gianluca Vago, subentrato nel 2012 al professor Enrico Decleva.

L'Università comprende 31 dipartimenti afferenti a 8 facoltà e 2 scuole; le sue sedi sono sparse su oltre 200 edifici e 79 numeri civici e possiede ben 113 biblioteche.

Dipendono o fanno parte inoltre dell'Università innumerevoli enti dotati di varia autonomia, fra cui centri interdipartimentali, centri di ricerca, centri di servizio, aziende agrarie, spin-off e diverse istituzioni culturali.

Si segnalano in particolare: per la loro rilevanza economica il CTU (Centro di servizio per le tecnologie e la didattica universitaria multimediale e a distanza, fondato nel 1975 da Giovanni Degli Antoni come primo Centro Televisivo Universitario d'Italia) e il COSP (Centro di servizio di ateneo per l'orientamento allo studio e alle professioni); per la loro rilevanza culturale il centro APICE, (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale), il CALCIF, l'orchestra (fondata nel 2000 e oggi fra le poche orchestre universitarie europee e le principali orchestre giovanili italiane) e l'Istituto Confucio (approvato dagli organi accademici nel maggio 2009 e inaugurato il 30 novembre 2009 nella sede dell'interfacoltà di mediazione linguistica e culturale, a Sesto San Giovanni).

Il Centro APICE (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale) è stato fondato a ottobre 2002 con lo scopo di raccogliere, conservare e valorizzare fondi bibliografici e archivistici di particolare interesse scientifico, pregio e rarità. Nel corso degli anni il patrimonio del Centro è considerevolmente aumentato attraverso successive acquisizioni e donazioni, arrivando oggi a custodire oltre cinquanta fondi di inestimabile valore culturale e artistico che rappresentano una preziosa occasione di studio della letteratura, dell’arte e dell’editoria moderna e contemporanea. I volumi della biblioteca sono consultabili liberamente sia da studenti dell'università, sia da studiosi esterni che ne faranno richiesta. Dallo studio e dalla valorizzazione dei materiali di archivio sono state realizzate numerose tesi di ricerca, oltre a diverse mostre e ad esposizioni virtuali.

Il logo è costituito da due elementi, l'immagine della Minerva e la denominazione "Università degli Studi di Milano":
l'immagine della Minerva, a rappresentazione della Sapienza, è collocata sullo sfondo di un profilo della Ca' Granda, sede dell'Ateneo e circondata dalla scritta "Universitas Studiorum Mediolanensis".
Tale denominazione costituisce parte integrante del logo e non può per nessun motivo venire modificata (variandone il carattere o la dimensione) od omessa.
Il logo deriva da quello che si trova su una medaglia del 1924: inizialmente rappresentava Minerva con, sullo sfondo, il Duomo di Milano, il Castello Sforzesco e la Ca' Granda; nel 1954 venne aggiunto, nella mano della Dea oltre alla lancia, anche un ramo d'ulivo.

Nel 2004 il logo subisce un primo restyling: i soggetti sono inalterati, ma da ovale diventa rotondo, forma che mantiene tuttora; nel 2005 viene ridisegnato, e i soggetti sono ora più dettagliati e meglio caratterizzati. A seguito dell'ultima revisione, nel 2010, vengono rimossi dallo sfondo il Duomo e il Castello, visto il legame sempre più forte esistente tra l'università e la Ca' Granda.


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STUDIARE A MILANO - UNIVERSITA' CATTOLICA -

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L'Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC), fondata nel 1921, è un'università privata italiana di ispirazione cattolica, con sede centrale a Milano e altre sedi a Brescia, Campobasso, Piacenza-Cremona e Roma. Ente fondatore e promotore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Gesù è l'«Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori».

L'università è articolata in 12 facoltà e 7 alte scuole (postgraduate schools). L'ateneo offre corsi sia in italiano sia in inglese.

È legata a una rete di nove strutture sanitarie, in particolare ospedali, centri di ricerca e case di cura, tra cui il Policlinico Agostino Gemelli, intitolato al fondatore dell'ateneo.

Il progetto embrionale di una università cattolica nasce verso gli anni settanta dell'Ottocento, sostenuto da esponenti di tutte le correnti culturali cattoliche cui fa da guida Giuseppe Toniolo. Nel settembre 1918, quando la prima guerra mondiale stava per finire, Giuseppe Toniolo, prima di morire, raccomandò a padre Agostino Gemelli e ai suoi collaboratori di realizzare l’Università con le seguenti parole: "Io non vedrò la fine della guerra: ma voi, appena essa è terminata, fatela, fatela, l’Università Cattolica".

Nel 1919, cinque eminenti personalità sotto il profilo culturale e religioso, padre Agostino Gemelli, Ludovico Necchi, Francesco Olgiati, Armida Barelli ed Ernesto Lombardo fondano l'Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente garante e fondatore dell'Università Cattolica. Il 24 giugno 1920 ottiene l'approvazione del ministro dell'istruzione Benedetto Croce, sotto l'avallo di papa Benedetto XV.

Il 7 dicembre 1921 si inaugura ufficialmente a Milano la nascita del nuovo ateneo nella sede storica di via Sant'Agnese 2, donata all'Università. Ad inaugurarla è il cardinale Achille Ratti, che pochi mesi più tardi salirà al soglio pontificio col nome di Pio XI.

Le prime facoltà attivate sono filosofia e scienze sociali, ma già nel 1923 vedono la luce lettere e giurisprudenza. Lo Stato approva lo statuto dell'ateneo, e con esso il riconoscimento legale dei titoli di studio, il 2 ottobre 1924. Nel 1926 dalla facoltà di giurisprudenza nasce la facoltà autonoma di scienze politiche, economiche e commerciali.

Nel 1932 l'Università si trasferisce nello storico monastero cistercense di Sant'Ambrogio caratterizzato dai 2 chiostri bramanteschi i quali sono diventati uno dei simboli dell'università. L'ex monastero è situato accanto all'omonima basilica ed è tuttora la sede centrale dell'ateneo. Nel 1936, viene istituita la facoltà di magistero (oggi scienze della formazione). Nel 1947 si istituisce a Milano della facoltà di economia e commercio con due sezioni, una diurna e una serale. La nuova facoltà è destinata in tempi brevi a divenire la principale facoltà dell'ateneo per numero di studenti.

Alla presenza dell'allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi, nel 1949 viene posata la prima pietra della facoltà di agraria a Piacenza, mentre l'avvio ufficiale del corso di laurea avviene nel novembre del 1952 (la facoltà è stata istituita nel 1951).

Trent'anni dopo la fondazione, nel 1958, viene istituita a Roma la facoltà di medicina e chirurgia, fortemente voluta dal fondatore dell'ateneo, Agostino Gemelli, egli stesso laureato in medicina. A tutt'oggi la sede sanitaria dell'ospedale prende il nome dal suo fondatore “Gemelli”. È la prima facoltà in Italia a introdurre il numero chiuso.

Nel 1965 a Brescia si inaugura una nuova sede con la facoltà di magistero. Sempre a Brescia nel 1968 viene istituita la facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali e i corsi iniziano ufficialmente nel 1971.

Gli anni novanta sono propizi per la nascita della facoltà di scienze bancarie, finanziarie e assicurative che a tutt'oggi è l'unica facoltà di scienze bancarie in Italia. Dopo un anno, nel 1991, si inaugura la facoltà di scienze linguistiche e letterature straniere con sede a Milano e Brescia. Alla fine del secolo viene attivata la facoltà di psicologia e di scienze motorie.

Nel 2000 a conferma dello spirito di sostegno dell'intera nazione vengono costituiti tredici centri di cultura per lo sviluppo in diverse regioni italiane. Nei centri di cultura, grazie all'utilizzo del satellite, sono attivati alcuni corsi di laurea a distanza in collaborazione con le principali sedi dell'ateneo. I centri di cultura, inoltre, promuovono anche la ricerca applicata sul territorio, organizzano iniziative formative a vari livelli e iniziative di educazione permanente.

A partire dall'anno accademico 2000/2001 nel Campus della sede di Roma viene inaugurato il corso di laurea in "Economia e gestione delle imprese, delle aziende e dei servizi sanitari" articolato su due profili: management per l'impresa ("Economia e gestione delle imprese") e management per la sanità ("Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari"). Corso di laurea interfacoltà tra la Facoltà di Economia della sede di Milano e la Facoltà di Medicina e Chirurgia "Agostino Gemelli" della sede di Roma.

Successivamente dopo un anno nasce la facoltà di sociologia.

Nel 2002 a Campobasso viene inaugurata la quinta sede dell'università, il Centro di Ricerche e Formazione ad Alta Tecnologia nelle Scienze Biomediche (la prima pietra venne benedetta il 19 marzo 1995 da Giovanni Paolo II).

Il 2004 è un anno importante per il policlinico universitario Gemelli: viene inaugurata una nuova struttura, unica nel suo genere in Europa, denominata “piastra polifunzionale”. La struttura è destinata a imporsi come un modello organizzativo del tutto innovativo in campo sanitario, dato che consentirà di ridurre drasticamente i costi ed aumentare nettamente produttività ed efficienza. L'opera è la più importante mai realizzata nella storia del policlinico Gemelli. Lo stesso anno il rettore Lorenzo Ornaghi firma un accordo con il demanio dello Stato per la cessione della Caserma Garibaldi di Milano all'Università Cattolica, realizzando un antico desiderio del fondatore padre Agostino Gemelli. L'acquisizione è il primo tassello per la riqualificazione dell'area intorno alla sede centrale con parcheggi sotterranei e numerosi progetti che porteranno alla realizzazione di un nuovo "super campus" denominato cittadella del sapere di Sant'Ambrogio.

L'espansione dell'Università continua nel 2007 con l'inaugurazione della facoltà di psicologia a Brescia e l'acquisto di un'ala del seminario vescovile di Brescia di 21.700 metri su un totale di 70.000 metri.

Nel 2013 viene inaugurato presso la sede di Roma il nuovo edificio universitario "Giovanni XXIII", nuovo polo per gli studenti della Facoltà di Economia ma in realtà utilizzato anche dai colleghi di Medicina, con all'interno la segreteria, alcune aule, la nuova mensa, dei laboratori, una nuova biblioteca.

Durante la seconda guerra mondiale Ezio Franceschini, che appoggiava la Resistenza, ospitò all'interno dell'ateneo le riunioni del comando Corpo volontari della libertà (struttura di coordinamento dei partigiani). Sul finire della guerra, nel 1944, il professore di lettere latine medievali nascose nei sotterranei della Cattolica una cassetta contenente documenti e testi sulla Resistenza e sul gruppo FRAMA (un gruppo, fondato da Ezio Franceschini, che svolgeva un ruolo importante nella lotta antinazista). Le SS rovistarono ovunque alla Cattolica per trovare quelle carte ma, sepolti fra le ossa di cinquanta scheletri, morti per un'epidemia di peste nel XVI secolo, essi rimasero lì e riemersero solo dopo la guerra.

Parzialmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale il 15-16 agosto 1943, la Cattolica è stata ricostruita iniziando quello sviluppo che l'avrebbe portata allo stato attuale. Durante i bombardamenti vennero distrutte varie aule, il rettorato, il palazzo degli uffici, la segreteria, un chiostro bramantesco, l'aula degli atti accademici Pio XI, il superbo e antico scalone, l'atrio d'onore e i collegi. I lavori di ricostruzione cominciarono subito, mossi dalle parole di Agostino Gemelli "risorgerà più bella e più grande di prima".

Il Sessantotto in Italia ebbe la sua scintilla iniziale nell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo che l'università ebbe aumentato le rette universitarie, il 15 novembre 1967 gli studenti decidono di compiere la prima occupazione dell'Università Cattolica di Milano. La notte stessa il rettore Ezio Franceschini fa sgombrare centocinquanta occupanti dalla polizia, comandata dal commissario Luigi Calabresi. Dopo tre giorni 30.000 studenti sfilavano per Milano fino all'arcivescovado e la protesta si diffuse in tutte le principali università del paese. Il 21 marzo 1968 la Cattolica viene nuovamente occupata; dopo essere stata sgomberata viene chiusa a tempo indeterminato. Qualche giorno dopo, il 25 marzo, avviene la cosiddetta "battaglia di Largo Gemelli": migliaia di studenti tentano di riaprire l'Università, ma sono respinti con forza dalla polizia. Il leader iniziale della rivolta era Mario Capanna, studente di filosofia della UCSC.

Nel novembre del 2011 il presidente del consiglio Mario Monti ha nominato ministri 3 professori della Cattolica. Il rettore dell'ateneo e docente di scienza politica alla facoltà di scienze politiche Lorenzo Ornaghi è stato nominato ministro per i beni e le attività culturali; a Renato Balduzzi, docente di diritto costituzionale alla facoltà di giurisprudenza, è stato affidato il ministero della salute; Piero Dino Giarda, professore di scienza delle finanze alla facoltà di economia, è diventato ministro per i rapporti col Parlamento.

La sede centrale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (sede di largo Gemelli) è collocata a fianco della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano, nell'antico monastero cistercense dell’abbazia di Sant’Ambrogio.

La ristrutturazione del monastero benedettino, ad opera di Giovanni Muzio in collaborazione con l'ingegnere Pier Fausto Barelli, è iniziata nel 1929 e terminata vent'anni dopo. Il progetto ha iniziato a prendere forma dal restauro dei chiostri bramanteschi del complesso ecclesiastico di Sant'Ambrogio, restauro profondamente contestato dal quale presero forma i nuclei didattici iniziali.

A questi corpi vennero poi aggiunti l'edificio d'ingresso, sede degli uffici e della Cappella Maggiore, esattamente in asse con il chiostro preesistente e collegato ad esso da un percorso porticato aperto. Caratteristica dell'architettura di Muzio è la torre campanaria a sottolineare l'edificio principale e l'utilizzo del marmo per l'ingresso, differenziando così la superficie "nobile" dalle altre, in mattone; ruolo di spicco riveste anche il cotto, ripreso direttamente dalla tradizione costruttiva lombarda ottocentesca. Vennero aggiunte ai chiostri preesistenti quattro nuove scale e furono demolite alcune pareti settecentesche per accorpare i vari ambienti a formare le aule. Infine venne aggiunta la biblioteca tra i corpi dei due chiostri e il refettorio benedettino venne riadattato per diventare l'Aula Magna demolendo solai e tramezzi e valorizzando sia l'antica volta a lunette che le finestre murate in epoca napoleonica.

Tra il 1933 e il 1934 al corpo centrale vennero aggiunti il Collegio Augustinianum (maschile), dotato di una sezione riservata ai seminaristi (chiamata Ludovicianum): si tratta di due edifici indipendenti e alti cinque piani collegati da un corpo di distribuzione orizzontale, dato che gli studenti avevano la stessa direzione; oggi sono due collegi distinti. Nel 1937 venne aggiunto anche il collegio femminile Marianum. L'ultima aggiunta fu la mensa nel 1949, caratterizzata da uno stile particolarmente sobrio in cui Muzio fa largo uso di paramenti intonacati, finimenti di mattoni e grigliati a sottolineare le finestre.

La sede centrale di largo Gemelli è composta dai seguenti edifici: Edificio monumentale (chiostri bramanteschi), Palazzo uffici, Edificio Gregorianum, Edificio Antonianum, Edificio Via Lanzone 18, Edificio Ambrosianum, Edificio Franciscanum, Edificio Domenicanum. Nella sede è presente un giardino (giardino di Santa Caterina d'Alessandria) il cui accesso è consentito solo alla studentesse. Per questo motivo è soprannominato "Il Giardino delle Vergini".

La maggior parte degli edifici, collegi e strutture del campus si trova nel quartiere Sant'Ambrogio di Milano. La sede di via Necchi 5/9 era la sede storica del Collegio Augustinianum; nell'edificio si trovano, oltre ad aule ed uffici, gli istituti di economia, i dipartimenti dell'area economica e il dipartimento di scienze linguistiche, la biblioteca di scienze economiche, matematiche, statistiche, i servizi di ristorazione per il personale e per gli studenti e, infine, il ristorante Domus nostra. La sede di via Carducci 28/30 è situata nel Palazzo Gonzaga di Vescovado, costruito dall'architetto Arpesani in uno stile lombardo che riprendeva alcuni motivi del preesistente chiostro di San Girolamo. In questa sede vi è l'ufficio master e l'ufficio delle relazioni internazionale. La sede storica della Cattolica è quella di via Sant'Agnese 2, costituita dal Palazzo del Canonica. In questo edificio è presente ALMED Alta Scuola in Media, Comunicazione, spettacolo. Le altre sedi milanesi sono: sede di via Buonarroti 30, via Morozzo della Rocca 2/a, via Nirone 15, Via Pagliano 10, via San Vittore 18, via S. Valeria 3, viale Suzzani 279 e viale Murillo 17.

Tutte le biblioteche delle sedi della Università Cattolica condividono, attraverso il catalogo generale, un sistema bibliotecario unificato, con un patrimonio complessivo di oltre 2 milioni di volumi, più di 32.000 periodici a stampa e 12.000 periodici elettronici. Il Sistema Bibliotecario UCSC collabora con numerosi enti nazionali ed internazionali: IFLA - International Federation of Library Associations and Institutions, AIB - Associazione Italiana Biblioteche, AIDA - Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata, NDLTD - Networked Digital Library of Theses and Dissertations, LIBER - Ligue des Bibliothèques Européennes de Recherche, LOCKSS - Lots of Copies Keep Stuff Safe, CLOCKSS - Controlled Lots of Copies Keep Stuff Safe, NEREUS e INNOVATIVE.

La biblioteca della sede di Milano, costituita fin dalla fondazione dell'Ateneo nel 1921 con un patrimonio di 50.000 volumi, è la più grande e più antica tra le biblioteche di tutto l'ateneo. La biblioteca si articola in una biblioteca centrale con deposito, 8 biblioteche di sezione (dislocate presso istituti e dipartimenti), la Sala di consultazione Giuseppe Billanovich e 12 sale di lettura.

La biblioteca di Milano vanta nel suo patrimonio librario anche numerosi fondi speciali. Tra questi fondi si trovano 73 tavolette sumeriche dell'antica città di Ur, che risalgono al III millennio a. C. Tra il III secolo a. C. e il VII d. C. si colloca un migliaio di papiri di provenienza egiziana. Risalente all'età medievale vi è il diploma reale del 1387 con cui Venceslao di Boemia investì Nicolò Terzi del fondo di Castelnuovo Fogliani. Sempre di epoca rinascimentale vi è un processionale ambrosiano miniato del 1492 con il testo e la musica delle litanie triduane tradizionalmente cantate in processione nei 3 giorni precedenti la festa dell'ascensione. L'albero genealogico dei Visconti è conservato all'interno di questo rarissimo incunabolo che pubblica una cronica di fatti storici e naturali dalla creazione del mondo fino al 1942; tale documento proviene assieme ad altri incunaboli da prestigiose collezioni private milanesi come le biblioteche di Silvio Cipriani e di Vincenzo Negri da Oleggio. Altro esemplare raro è il Messale Romano stampato a Venezia nel 1488, il quale è redatto in caratteri gotici solenni. Dalla ricca collezione di Cinquecentine, di circa 1800 volumi, vi è l'edizione curata da Marsilio Ficino dei Dialoghi di Platone. Risalgono invece al 1800 le prime edizioni de I promessi sposi. Sempre del XVIII secolo risale un manoscritto del Corano finemente decorato in oro. Appartengono, in fine, al XIX secolo le prime edizioni di alcune opere futuriste di Filippo Tommaso Marinetti e di Umberto Boccioni.

Nel 2014, nella tradizionale classifica stilata dal Censis in collaborazione con La Repubblica, la UCSC risulta essere all'8º posto in Italia tra le università private (col punteggio di 80), risulta invece al 7º posto su 16 nella classifica delle migliori università non statali stilata dal Sole 24 ore. Nel 2012 secondo la classifica QS World University Rankings, la UCSC risulta tra il 51º e il 100º posto nell’area per filosofia, tra il 151º e 200º per agraria, economia e medicina e tra il 100º e 151º per psicologia.

La classifica QS Stars, ha assegnato alla Cattolica un punteggio di 5 stelle nei campi dell'insegnamento, del grado di assunzione dei laureati, delle agevolazioni economiche e delle infrastrutture, mentre ha attribuito tre stelle nel campo della ricerca e due nell'innovazione.

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lunedì 23 febbraio 2015

STUDIARE A MILANO - UNIVERSITA' BICOCCA -

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L'Università degli Studi di Milano-Bicocca (nota anche come Università Bicocca e con la sigla UniMiB) è un ateneo pubblico milanese istituito nel 1998.
La maggior parte degli edifici universitari sorgono nell'omonimo quartiere di Milano, meno la Facoltà di Medicina, che trova posto nel Polo Universitario adiacente l'ospedale San Gerardo di Monza, sul confine con i comuni di Lissone e Vedano al Lambro. Il quartiere dove sorge l'Università era occupato dalle fabbriche della Pirelli (che ha mantenuto la sua sede generale di fronte alla sede del rettorato dell'università).

Verso la metà degli anni 1980, parallelamente all'opportunità di riconvertire vaste aree dismesse del tessuto industriale urbano di Milano, cominciò ad emergere la necessità di trovare aree in cui aprire un nuovo polo universitario. Il fine essenziale era il decongestionamento dell'Università Statale, sita nel centro storico in via Festa del Perdono, le cui strutture erano in grave difficoltà nel reggere la costante crescita della massa degli studenti iscritti (oltre 90.000, a fronte del tetto massimo di 40.000 fissato dalla legge 590 del 1982).

Per questo, nel settembre 1993, una delibera della giunta del Comune di Milano individuò l'area della Bicocca come sede per l'insediamento del nuovo polo dell'Università di Milano. Tale "seconda Università degli Studi di Milano" venne istituita con Decreto Ministeriale (DM) il 10 giugno 1998; il passo successivo fu la nomina di un comitato ordinatore di dieci membri (poi portati a dodici con il DM 12/3/1999, n. 92, nel quale altresì l'ateneo fu ridenominato "Università degli Studi di Milano-Bicocca"). Il comitato rimase in carica fino all'istituzione degli organi accademici (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione), che si insediarono il 1º novembre 1999.

Il primo insediamento didattico in Bicocca risaliva già all'autunno del 1991, con l'avvio, nell'area chiamata Segnanino, del nuovo corso di laurea in Scienze Ambientali, della Facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Milano, la cui attivazione era stata prevista dal piano quadriennale di sviluppo 1986/1990. Ad esso avevano fatto seguito altre attivazioni di corsi della Statale: il corso di laurea in Scienza dei Materiali della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali (ottobre 1994) e il corso di laurea in Biotecnologie, per la collaborazione di cinque diverse facoltà (ottobre 1995). Inoltre, all'inizio dell'anno accademico 1997/1998, si trasferivano in Bicocca la Facoltà di Economia e la seconda Facoltà di Giurisprudenza, istituite presso l'Università degli Studi di Milano, rispettivamente negli anni accademici 1993/1994 e 1994/1995, in vista di un loro passaggio alla nuova università, al momento della sua costituzione.

I primi corsi della nuova università vennero attivati nell'anno accademico 1998-1999. Come emblema fu scelto un ottaedro, mutuato dal De Divina Proportione di Luca Pacioli (modificato rispetto alla figura originale con l'eliminazione dalle linee intermedie e l'inserimento in una gabbia d'impaginazione), a simboleggiare la multidisciplinarietà dell'ateneo.

Nella classifica accademica delle università mondiali 2014 stilata dall'Università Jiao Tong di Shanghai, l'Università Bicocca si colloca nelle posizioni dalla 301 alla 400 (pari al decimo posto in Italia).

Al 2015 le Facoltà attivate sono:

Economia
Informatica
Sociologia
Medicina e Chirurgia (che ha sede a Monza, Lissone e Vedano al Lambro, presso l'Ospedale San Gerardo)
Psicologia
Scienze della Formazione
Giurisprudenza
Scienze Statistiche
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Il numero degli iscritti all'ateneo è passato dai 15.300 del primo anno accademico di attivazione (1998-99) ai 27.481 del 2003-2004 e agli oltre 30.000 del 2005-2006.

Le attività dell'università si svolgono in vari edifici identificati dalla lettera maiuscola "U" e da un numero progressivo. La maggior parte di essi fa parte del Campus di Milano e si trova nella zona del quartiere Bicocca sita tra il fascio binari della stazione Milano Greco-Pirelli e viale Sarca. Questi edifici sono collegati tra loro da un servizio di navetta gratuito.

I restanti edifici, adibiti alle facoltà di Medicina e Chirurgia, si trovano nel territorio comunale di Monza, nei pressi dell'Ospedale San Gerardo.


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