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martedì 19 aprile 2016

IL MORMONISMO

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Il mormonismo è una confessione religiosa fondata da Joseph Smith, considerato dai mormoni il loro profeta e ricevitore del Libro di Mormon, il più noto fra i testi sacri del mormonismo.

Alla morte di Smith la chiesa da lui fondata si divise in numerose branche: la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, con circa 15 milioni di fedeli, è di gran lunga la branca maggioritaria del mormonismo. Altre chiese importanti sono la Comunità di Cristo (250.000 fedeli) e la Chiesa di Gesù Cristo (bickertonita).

Il termine mormonismo deriva da Mormon, nome del profeta a cui è attribuito il libro di Mormon, testo che Joseph Smith pubblicò nel marzo del 1830, dichiarando di averlo tradotto in inglese da tavole d'oro scritte in una antica e sconosciuta lingua che egli chiamò egiziano riformato, donategli da un angelo di nome Moroni. Tali tavole non sono mai state trovate, neppure dai mormoni. L'epiteto di "mormone" fu utilizzato già dai primi tempi da chi non apparteneva al nuovo movimento religioso "restaurato" da Smith, in alternativa a "santi", come invece preferiscono chiamarsi i mormoni.

In seguito, l'appellativo fu ufficiosamente accettato dai fedeli del nuovo movimento e ritenuto non più offensivo. Lo stesso Joseph Smith asserì che non c'era nulla di cui vergognarsi nell'appellativo "mormone". Spiegò l'etimologia del nome di persona Mormon, affermando che a suo avviso derivava da "mor-mon", nome composto che in egiziano riformato (lingua di cui Smith sosteneva l'esistenza) significherebbe "più buono".

Joseph Smith dichiarò di aver visto due "personaggi" nella primavera del 1820, uno dei quali indicò l'altro dicendo: "Questo è il mio beneamato figliolo. Ascoltalo!". I mormoni insegnano che in questa Prima Visione apparvero a Joseph Smith Dio Padre e Gesù Cristo.
In seguito a diverse visioni angeliche, il 6 aprile 1830 in Fayette (New York), nella casa di Peter Whitmer Sr., Joseph Smith insieme ad altre cinque persone organizzò ufficialmente, secondo le leggi dello Stato, la Chiesa di Cristo. Il 3 maggio 1834 il nome mutò in Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni (ingl. Church of Latter-day Saints). Il 26 aprile 1838 a seguito di una rivelazione divina, il nome ufficiale divenne Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni.

Fino alla morte di Smith, esistette sostanzialmente una sola organizzazione religiosa mormone, benché non siano mancati dei piccoli scismi; si trattò, tuttavia, di gruppi con poche decine di affiliati che non durarono più di qualche anno. Dopo l'assassinio di Joseph Smith si apri in seno al movimento una crisi di successione: il risultato fu che una parte degli aderenti rimasero nel Midwest, mentre altri, guidati da Brigham Young, intrapresero una lunga migrazione verso ovest.

Sotto la direzione di Brigham Young, i capi della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni pianificarono di lasciare Nauvoo nell'aprile 1846, ma in mezzo ai pericoli della milizia statale, furono costretti ad attraversare il fiume Mississippi nel freddo di febbraio. Alla fine lasciarono i confini degli Stati Uniti d'America per quello che è ora l'Utah dove fondarono Salt Lake City.

I gruppi che lasciarono l'Illinois per lo Utah divennero noti come i Pionieri mormoni. Essi aprirono un percorso verso Salt Lake City conosciuto come pista dei Mormoni. L'arrivo dei primi Pionieri mormoni nella Salt Lake Valley il 24 luglio 1847 è commemorato dalla Giornata del Pioniere, giorno festivo nello stato dello Utah. Gruppi di convertiti dagli Stati Uniti d'America, Canada, Europa, e da altre parti, furono incoraggiati a radunarsi nello Utah nei decenni successivi. Sia l'originaria migrazione mormone sia le migrazioni dei convertiti successivi avvennero con molti sacrifici e un certo numero di morti.

Brigham Young organizzò una grande colonizzazione del West, con insediamenti mormoni che si estendevano dal Canada al Messico. Tra le città principali che ebbero origine dai primi insediamenti mormoni si ricordano San Bernardino (California), Las Vegas (Nevada), e Mesa (Arizona).

I mormoni credono che vi siano quattro fonti di parole divinamente ispirate, anziché una soltanto. La Bibbia “per quanto sia tradotta correttamente”. Quali versetti siano tradotti scorrettamente non è sempre detto chiaramente.  Il Libro di Mormon fu “tradotto” da Smith e pubblicato nel 1830. Smith affermava che fosse “il libro più corretto” sulla terra e che una persona potesse avvicinarsi maggiormente a Dio seguendone i precetti, “più di qualunque altro libro”. I Mormoni considerano La Dottrina e i Patti una sorta di Bibbia; tale libro contiene una collezione di moderne rivelazioni relative alla “Chiesa di Gesù Cristo come è stata restaurata”. La Perla di Gran Prezzo è considerato dai Mormoni un testo per “chiarire” le dottrine e gli insegnamenti che furono persi dalla Bibbia e aggiunge le proprie informazioni riguardo alla creazione della terra.

I mormoni credono le seguenti cose su Dio: che Egli non è stato sempre l’Essere Supremo dell’universo, ma ha raggiunto la Sua posizione mediante una vita giusta e uno sforzo persistente. Essi credono che Dio Padre abbia “un corpo di carne e di ossa altrettanto tangibile quanto quello dell’uomo”. Sebbene abbandonato dai moderni leader mormoni, Brigham Young insegnava che Adamo fosse effettivamente Dio e il padre di Gesù Cristo. I cristiani sanno questo di Dio: esiste un unico vero Dio (Deuteronomio 6:4; Isaia 43:10; 44:6-8), che è sempre stato e sempre sarà (Deuteronomio 33:27; Salmi 90:2, 1 Timoteo 1:17) e che non fu creato, ma è il Creatore (Genesi 1; Salmi 24:1; Isaia 37:16). Egli è perfetto e nessun altro è pari a Lui (Salmi 86:8; Isaia 40:25). Dio Padre non è un uomo, né lo è mai stato (Numeri 23:19; 1 Samuele 15:29; Osea 11:9). Egli è Spirito (Giovanni 4:24), e lo Spirito non è fatto di carne e ossa (Luca 24:39).

I mormoni credono che vi siano diversi livelli o regni dopo la morte: il Regno Celestiale, il Regno Terrestre, il Regno Telestiale e le tenebre di fuori. Dove finiranno gli uomini dipende da cosa essi credono e fanno in questa vita mortale. La Bibbia ci dice che dopo la morte andiamo in cielo o all’inferno a seconda che abbiamo avuto fede in Gesù o no. Partire dal corpo come credenti significa abitare con il Signore (2 Corinzi 5:6-8). I non credenti sono mandati all’inferno, ovvero nel soggiorno dei morti (Luca 16:22-23). Quando Gesù verrà per la seconda volta, riceveremo corpi nuovi (1 Corinzi 15:50-54). Ci saranno un nuovo cielo e una nuova terra per i credenti (Apocalisse 21:1), e i non credenti saranno gettati nell’eterno stagno di fuoco (Apocalisse 20:11-15). Non ci sarà una seconda possibilità di redenzione dopo la morte (Ebrei 9:27).

I leader mormoni hanno insegnato che l’incarnazione di Gesù fu il risultato di un rapporto fisico fra Dio Padre e Maria. Essi credono che Gesù sia Dio, ma che anche qualunque essere umano possa diventarlo. Storicamente, i cristiani hanno insegnato che Dio è trino e che esiste eternamente come Padre, Figlio e Spirito Santo (Matteo 28:19). Nessuno può raggiungere la posizione di Dio: solo Lui è santo (1 Samuele 2:2). Noi possiamo soltanto essere resi santi al cospetto di Dio mediante la fede in Lui (1 Corinzi 1:2). Gesù è l’unigenito Figlio di Dio (Giovanni 3:16) ed è l’unico che abbia mai vissuto una vita senza peccato e innocente e che adesso abbia il massimo posto d’onore in cielo (Ebrei 7:26). Gesù e Dio sono uno nell’essenza, essendo Gesù l’unico Essere che sia mai esistito prima della nascita fisica (Giovanni 1:1-8; 8:56). Gesù diede Se stesso per noi in sacrificio, e Dio Lo risuscitò dai morti: un giorno tutti confesseranno che Gesù Cristo è il Signore (Filippesi 2:6-11). Gesù ci dice che è impossibile andare in cielo mediante le nostre opere, ma che è possibile soltanto con la fede in Lui (Matteo 19:26) e che molti non Lo sceglieranno: “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa” (Matteo 7:13). Tutti meritiamo il castigo eterno per i nostri peccati, ma l’amore e la grazia infiniti di Dio ci hanno provveduto una via di scampo: “Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6:23).

Esiste chiaramente soltanto un modo per ricevere la salvezza: conoscere Dio e Suo Figlio, Gesù (Giovanni 17:3). Essa non si consegue mediante le opere, ma per fede (Romani 1:17; 3:28). Quando avremo questa fede, saremo automaticamente ubbidienti alle leggi di Dio e ci faremo battezzare per amore nei Suoi confronti, non perché questo sia un requisito per la salvezza. Noi possiamo ricevere questo dono a prescindere da chi siamo o da cosa abbiamo fatto (Romani 3:22). “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12). Sebbene siano solitamente persone amichevoli, amorevoli e gentili, i mormoni fanno parte di una falsa religione che distorce la natura di Dio, la Persona di Gesù Cristo e i mezzi della salvezza.



Tra i mormoni il termine utilizzato per definirsi, in quanto gruppo religioso, è sempre stato quello di "santi" o di "santi degli ultimi giorni". Invece, in riferimento al pensiero religioso e dottrinale della Chiesa, sono sempre preferiti i termini "vangelo" e "vangelo restaurato", anche se è comune l'uso del termine "mormonismo" quando si fa riferimento agli aspetti più meramente culturali e filosofici. Sebbene le denominazioni minori possano legittimamente definirsi mormoni, la Chiesa mormone di Salt Lake City (Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni) è contraria a considerarli tali. In Italia, la dicitura "santi degli ultimi giorni", e il corrispondente acronimo "SUG", stentano ancora ad affermarsi al di fuori della comunità mormone.

Joseph Smith Jr., fondatore dei Mormoni, era stato affiliato a una loggia massonica locale, così come altri importanti esponenti della sua congregazione religiosa e non solo. È per questo che alcuni principi dottrinali, e molti rituali compiuti nei templi mormoni, sono uguali o simili ai rituali utilizzati dalla Massoneria già prima della nascita della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

I Mormoni si definiscono cristiani, sebbene non partecipino al Consiglio ecumenico delle Chiese e quindi nessun'altra chiesa cristiana che ne fa parte li considera cristiani. Il loro rifiuto di dogmi cristiani fondamentali come il trinitarianesimo, la possibilità che ogni mormone ha di diventare un dio come il Padre Celeste dopo la morte terrena (politeismo), l'accettazione di numerose scritture non canoniche e in generale la reinterpretazione complessiva del cristianesimo che ne consegue rendono il dialogo con le altre Chiese assai difficile in termini dottrinali. Per giunta, il battesimo mormone viene considerato nullo sia dai cattolici, sia da gruppi cristiani protestanti che considerano il mormonismo una "falsa religione".

Il romanzo Uno studio in rosso di sir Arthur Conan Doyle, con protagonista Sherlock Holmes, narra di un delitto maturato all'interno della comunità mormone dello Utah e contiene considerazioni critiche dell'autore rispetto all'atmosfera che – a suo dire – vi regnava nel 1847, in particolare a causa sia della poligamia che della persecuzione e/o censura dei non mormoni. Il romanzo, noto per essere la prima opera letteraria in cui appare Sherlock Holmes, è stato bandito dall'elenco delle letture scolastiche per i ragazzi di 11 e 12 anni in una scuola retta da mormoni in quanto conterrebbe "pregiudizi religiosi" verso questi ultimi.

La Chiesa Mormone di Salt Lake City, che raduna oltre il novantacinque per cento dei fedeli che accettano le rivelazioni di Joseph Smith (1805-1844), è costituita dagli eredi di quanti seguirono Brigham Young (1801-1877) nell’epico esodo verso l’Ovest degli anni 1846-1847 e nella costituzione di un “regno separato” nello Utah. Ai mormoni che avevano abbandonato Nauvoo si uniscono numerosi emigrati europei, provenienti soprattutto dall’Inghilterra e dalla Scandinavia (dall’Italia emigrano un centinaio di ex-valdesi, dopo una missione di breve durata nelle valli del Pinerolese). Il vero e proprio regno teocratico di Young è caratterizzato, oltre che da un sistema cooperativistico e da una geniale razionalizzazione dell’agricoltura, anche (a partire dal 1852) dall’aperta pratica della poligamia. Tale pratica diventa la bandiera di una battaglia politica per integrare lo Utah negli Stati Uniti, ponendo fine alla peculiare teocrazia mormone (che, come già nell’Illinois, costituisce la vera posta in gioco).

Dopo alterne vicende, mentre la ferrovia transcontinentale pone di fatto fine alla “separatezza” geografica dei mormoni, nel 1890 il presidente Wilford Woodruff (1807-1898), con una dichiarazione nota come “Manifesto” invita i fedeli della Chiesa mormone ad abbandonare la poligamia. Contemporaneamente, il “Partito del Popolo” che controllava la politica dello Utah è sciolto, e la Chiesa rinuncia alle forme più evidenti di controllo sull’economia. A partire dal 1905, la Chiesa mormone inizia a scomunicare i poligamisti. Una minoranza non accetta il “Manifesto” e decide di perseverare nella poligamia (nonché in uno stile di vita comunitario e tipicamente ottocentesco): nascono così una serie di scismi “fondamentalisti”, molti dei quali praticano ancora oggi la poligamia, i cui fedeli complessivi possono essere stimati in circa quarantamila. Si tratta di piccole minoranze (non presenti in Italia) – aspramente combattute dalla Chiesa mormone – che non vanno confuse con il mormonismo maggioritario, su cui hanno di recente attirato l’attenzione – con il rischio, appunto, d’intrattenere anche la confusione – vicende giudiziarie, romanzi e la serie televisiva Big Love, che descrive la vicenda di un uomo d’affari poligamo che cerca, con difficoltà, d’integrarsi nella società dello Utah. La Chiesa mormone, dopo il “Manifesto” e la trasformazione dello Utah in uno Stato degli Stati Uniti nel 1896, ha completato con successo la sua integrazione nella società americana, e ha iniziato – soprattutto negli anni della presidenza di David O. McKay (1951-1970) – una spettacolare espansione missionaria che l’ha trasformata in un movimento autenticamente internazionale. A livello internazionale i membri sono in continua crescita: le statistiche interne aggiornate al 2015 li indicano in 15.372.337 unità – dei quali circa il 45% negli Stati Uniti d’America –, un numero non privo di dibattito fra gli specialisti (alcuni dei quali reputano che i membri effettivamente attivi siano il 30-35% del dato ufficiale), con 29.621 congregazioni locali – rioni o rami –, 85.147 missionari, 148 templi operativi oltre a 28 in costruzione o annunciati e 406 missioni sparse in tutto il mondo.

Ulteriore impulso al successo missionario è stato dato dalla rivelazione ricevuta dal presidente Spencer W. Kimball (1895-1985) nel 1978, che ha aperto alle persone di colore (che ne erano precedentemente escluse) le porte del sacerdozio mormone. La Chiesa mormone è oggi impegnata in una difficile opera di “inculturazione”, nei vari paesi dove opera, di una cultura e di uno stile tipicamente americani. In Italia una prima missione guidata dal futuro presidente Lorenzo Snow (1814-1901) arriva nel 1850 e, come altre missioni americane, cerca di svolgere opera di proselitismo anzitutto fra i valdesi della Val Pellice. In diciassette anni, la missione ottiene solo duecento convertiti, ottanta dei quali emigrano nello Utah: un risultato assai modesto, se paragonato a quelli ottenuti in altri paesi europei. Il pessimismo che porta la Chiesa a chiudere la missione italiana, nel 1867, sembra confermato dal fatto che quasi nessuno dei convertiti rimasti in Italia persevera.

Nel 1876-1877 un mormone italo-americano, Joseph Toronto (1818-1883), torna alla sua città natale, Palermo, che aveva già visitato nel 1850-1852 battezzando alcuni amici e parenti, e rientra nello Utah con quattordici convertiti siciliani. Altri tentativi isolati si hanno nelle Valli Valdesi nel 1891-1893 e nel 1900, con scarso successo. La missione italiana è stata riaperta solo nel 1966. Il primo palo italiano è stato creato nel 1981 a Milano. Nel 1993 l’ente patrimoniale ha ottenuto il riconoscimento, con decreto del Presidente della Repubblica del 22 febbraio, come ente di culto, ai termini della legge 24-6-1929 n. 1159 e del R.D. n. 289/1930; nel 1997 sono state avviate le trattative per un’Intesa con lo Stato italiano, infine stipulata il 4 aprile 2007 e divenuta legge n. 127 del 30 luglio 2012, entrata in vigore il successivo 22 agosto: in base all’Intesa, i mormoni italiani rinunciano ad avvalersi del diritto a una quota dell’otto per mille del gettito IRPEF, ripartito fra lo Stato e le confessioni religiose che beneficiano del Concordato o di Intese sulla base delle scelte dei contribuenti. Particolarmente solenni sono state le celebrazioni del trentesimo anniversario della riapertura della missione italiana, nel 1996, e del centocinquantesimo anniversario dell’arrivo dei pionieri mormoni nello Utah, nel 1998 (con concerti in Italia del famoso Coro del Tabernacolo di Salt Lake City). Secondo dati aggiornati al 2015 la Chiesa mormone conta in Italia 103 congregazioni in 84 città, 8 pali e 5 distretti, per un totale di 25.956 membri – erano 1.431 nel 1970, 8.826 nel 1980, 14.596 nel 1990, 19.714 nel 2000, 24.250 nel 2010 –, dei quali circa il 20% immigrati.

Ancora oggi, la sfera più alta della gerarchia mormone – costituita dalla Prima Presidenza (un presidente che ha il titolo di “profeta, veggente e rivelatore” e due consiglieri) e da dodici apostoli, chiamati per rivelazione – è composta esclusivamente da statunitensi, con la sola eccezione di uno dei due consiglieri dell’attuale presidente, il tedesco Dieter F. Uchtdorf. Quando il presidente della Chiesa muore, la Prima Presidenza si dissolve e il governo della Chiesa passa ai dodici apostoli, il cui presidente (il membro più anziano quanto ad appartenenza al collegio dei dodici, non quanto ad età) diventa il nuovo presidente-profeta. Nel 2008 al quindicesimo presidente, Gordon B. Hinckley (1910-2008), che era in carica dal 1995, è così succeduto Thomas S. Monson, nato nel 1927. Sotto agli apostoli si collocano i “settanta” (alcuni dei quali non statunitensi) e un’organizzazione periferica complessa articolata in aree, “pali” (chiamati simbolicamente a sostenere la tenda di Sion ed equivalenti alle diocesi di altre Chiese cristiane) e “rioni” (equivalenti alle parrocchie, e retti da un “vescovo” che è, in effetti, piuttosto un parroco). “Rami” e “distretti” equivalgono ai “rioni” e “pali” nelle zone di missione dove un “palo” non è ancora stato organizzato.

Il sacerdozio è aperto a tutti i membri maschi della Chiesa a partire dall’età di dodici anni. I mormoni danno grande importanza alla vita familiare e alle attività nel campo caritativo, editoriale, educativo e missionario. Oltre sessantamila missionari – le cui spese sono sostenute da se stessi e dalle loro famiglie – percorrono oggi il mondo in un incessante opera di proselitismo. Fiori all’occhiello dell’organizzazione mormone sono l’istituzione caritativa Relief Society (composta da donne) e la Brigham Young University che ha la sua sede principale a Provo (Utah) ed è la più grande università privata degli Stati Uniti.

L’originalità della teologia mormone parte dalla nozione di Dio Padre che “ha un corpo di carne ed ossa” ed era un tempo un uomo, progredito fino a diventare Dio. Dio coesisteva “da sempre” con l’intelligenza o spirito e con gli “elementi” materiali, così che ha creato il mondo, ma non dal nulla. Distinte dall’”intelligenza” come sostanza generale sono le singole “intelligenze”, letteralmente generate da un Padre e da una Madre celesti, il cui primogenito è Gesù Cristo. A queste “intelligenze” il Padre ha proposto un piano che prevede l’incarnazione sulla Terra, la sofferenza, la morte e la possibilità di progredire verso una perfezione più alta. La maggioranza delle intelligenze, guidate da Gesù Cristo, ha accettato il piano di Dio; una minoranza, guidata da Satana, vi si è opposta. Gesù Cristo ha così organizzato il mondo dalla materia preesistente, inviandovi a incarnarsi Adamo (che in Cielo era l’arcangelo Michele) ed Eva.

La colpa di Adamo è una felix culpa: egli “trasgredì perché gli uomini fossero; e gli uomini sono per conoscere la gioia”, come insegna il Libro di Mormon (2 Nefi 2, 25). La missione di Gesù Cristo sulla Terra rimane necessaria a causa dei peccati degli uomini, e ha come frutto l’instaurazione sulla Terra del potere del sacerdozio: il potere stesso di Dio delegato alle persone umane. La “grande apostasia”, avvenuta in una data imprecisata subito dopo i tempi apostolici, induce però Dio a rimuovere il sacerdozio dalla Terra e a restaurarlo soltanto nel 1829, quando è conferito a Joseph Smith e al suo compagno Oliver Cowdery (1806 -1850), così che oggi è aperto a tutti i fedeli mormoni maschi.

A tutti i fedeli si chiede il rispetto di alcuni precetti fra cui la “parola di saggezza” (un tempo considerata un semplice consiglio, ma oggi obbligatoria), che impone di rinunciare agli alcolici, al tabacco, al caffè e al tè, e il pagamento della decima (il dieci per cento delle proprie entrate) alla Chiesa. Il matrimonio celebrato nel Tempio – un edificio in cui ci si reca solo per le occasioni più solenni, e nel quale possono entrare solo i membri degni della Chiesa: la costruzione del primo Tempio italiano, a Roma (in via Settebagni 376), è stata annunciata nel 2008 – dura anche dopo la morte, mentre il matrimonio celebrato fuori del Tempio (o il secondo matrimonio di un coniuge vedovo) non è illecito, ma non è eterno e durerà soltanto per la vita temporale. Nel Tempio si svolge pure il “battesimo per i morti”, in cui anche ai defunti – rappresentati dai loro discendenti – è offerta la possibilità di partecipare ai benefici della redenzione, purché accettino nell’aldilà il gesto compiuto sulla Terra per procura.

Nell’aldilà solo gli spiriti dei giusti battezzati nella vera Chiesa vanno direttamente in Paradiso; gli altri rimangono in una sorta di “prigione” temporanea da cui potranno passare in Paradiso accettando i riti vicari che dovranno essere compiuti per loro dai discendenti. La parte più bassa della “prigione”, chiamata Inferno, è riservata a coloro che rifiutano esplicitamente la verità. Alla seconda venuta di Cristo, i giusti risorgeranno e regneranno con Lui sulla Terra per mille anni. Alla fine del Millennio, Satana tenterà ancora gli uomini, e alcuni lo seguiranno. Quindi tutti risorgeranno per il giudizio finale, che dividerà gli uomini in quattro categorie: i malvagi assoluti, cui sarà riservata una “seconda morte” in un “lago di fuoco e di zolfo”; gli uomini colpevoli – ma non irrimediabilmente malvagi – che avranno una loro modesta gloria “teleste”; gli uomini “onorevoli”, ma che non hanno accettato pienamente la verità (né da vivi né da morti) che erediteranno la gloria “terrestre”; e infine coloro che avranno accettato pienamente la verità ai quali soli è riservata la gloria “celeste”. Anche all’interno di quest’ultima esistono gradi e gerarchie: i mormoni credono alla “progressione eterna” per cui in Cielo si continuerà a progredire, e solo i fedeli battezzati e sposati in un Tempio (da cui la svalutazione del celibato) avranno la possibilità suprema di generare figli spirituali in Cielo e “diventare dei”.

Il battesimo avviene non prima degli otto anni esclusivamente per immersione letteralmente totale: ciò vuol dire che se la punta di un capello, o di un vestito, dovesse restare fuori dall'acqua, esso deve essere ripetuto più volte fintantoché sia accertato che tutte le parti del corpo, inclusi i vestiti, si trovino completamente sotto la superficie dell'acqua.

Secondo Smith, i periodi storici in cui il vangelo è presente sulla terra sono chiamati dispensazioni. A suo avviso, nei 1800 anni che seguono la morte di Cristo il vangelo non sarebbe mai esistito, e sarebbe tornato sulla terra proprio grazie a lui stesso, che ha avviato la "dispensazione della pienezza dei tempi", a cui non ne seguiranno altre: pertanto per 1800 anni l'umanità non ha avuto la possibilità di conoscere il vangelo; è per questo che ha ordinato ai Mormoni di condurre accurate ricerche genealogiche, affinché tutte le persone morte nell'arco di questi 18 secoli possano essere battezzate e dichiarate membri della Chiesa. Il battesimo dei morti (o per procura) può avvenire solo dentro i templi mormoni e solo in presenza di altri membri mormoni. Il rito (o ordinanza) è segreto, quindi:
non sono ammessi i visitatori, neppure i parenti dei defunti, a meno che non siano anche loro mormoni praticanti;
i sopraccitati parenti non vengono mai informati, né viene data la possibilità di opporsi: se ad esempio un parente è contrario, o addirittura era contrario il defunto (perché non mormone), il battesimo e le successive ordinanze vengono comunque effettuate;
il defunto viene generalmente fatto impersonare da un minorenne mormone praticante.
Essendo in corso l'ultima dispensazione, Smith esorta i Mormoni a battezzare (cioè a dichiarare membri della Chiesa) tutta l'umanità al più presto possibile. Al battesimo devono obbligatoriamente seguire le necessarie ordinanze dell'investitura e del suggellamento perché, secondo Smith, senza di esse non si può ottenere la salvezza eterna (esaltazione). Per quanto concerne l'ordine, la concezione del sacerdozio nelle Chiese mormoni prevede che ad esso debbano obbligatoriamente accedere tutti i membri maschi (non è prevista la possibilità di rifiutarsi), anche minorenni. Il sacerdozio è praticato con diversi ruoli (uffici). Ai gradi più elevati si accede per cooptazione.

I mormoni sono restaurazionisti: ogni singola chiesa si ritiene quindi la sola ed unica detentrice del "vero cristianesimo", andato perduto poco dopo i tempi apostolici e ripristinato da Joseph Smith. Sono anche millenaristi: più in particolare la nuova Gerusalemme a venire sarà stabilita sul continente americano, dove avverrà anche il giudizio universale. Considerando l'imminenza della seconda venuta in genere i mormoni tendono a radunarsi in zone geografiche ben precise e delimitate, in particolare nella zona attorno a Salt Lake City e attorno a Independence (Missouri).

L'anima s'incarna in un corpo terreno per poi perfezionarsi, attraverso la conoscenza della verità, in un progressivo miglioramento che conduce alla condizione di divinità. Secondo l'escatologia mormone, Gesù Cristo — che durante la vita terrena si era unito in matrimonio con Maria, Marta e Maria Maddalena, ed era nato dall'accoppiamento carnale di Elohim con Maria — apparirà ai Mormoni sulla sommità del tempio di Salt Lake City. Dopo questa prima resurrezione Cristo fonderà in America un regno mormone in cui ognuno giungerà a cento anni di età. Ad una seconda resurrezione seguirà poi il Giudizio Universale che porterà i Mormoni al completamento nella divinità.

Per oltre un quarantennio la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni praticò ufficialmente la poligamia. La pratica del matrimonio plurimo, che nasceva da esigenze religiose, venne interrotta definitivamente nel 1890 anno in cui, in seguito ad una rivelazione ricevuta dall'allora Presidente Wilford Woodruff, la Chiesa pubblicò una dichiarazione formale di rinuncia a tale pratica conosciuta come il Manifesto. Dopo aver assunto questa posizione la Chiesa scomunicava coloro che non osservavano tale dictum.

Le organizzazioni poligame maggiori sono circa una decina e nessuno di questi gruppi, o dei loro aderenti, ha legami di nessuna natura con la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni. Questi gruppi poligami nacquero ad opera di Lorin C. Woolley che, al fine di promulgare uno stile di vita poligamo, durante gli anni venti del secolo scorso, lasciò la Chiesa mormone reclamando una separata linea di autorità sacerdotale. Dal gruppo scismatico condotto da Woolley traggono origine le diverse branche del fondamentalismo poligamo oggi esistenti.

Tra questi gruppi il più noto e numeroso è The Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints (FLDS Church) (Chiesa fondamentalista di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni). Ha sede in Hildale, Utah al confine meridionale con l'Arizona e si stima abbia tra i 6 000 e i 10 000 fedeli. In questa comunità la poligamia ammette, generalmente, fino a sette mogli. Nel 2007 il capo di tale gruppo, Warren Jeffs, fu condannato all'ergastolo per bigamia e abusi sessuali su minori. La poliandria, cioè il matrimonio di una donna con più uomini, non è ammessa.



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venerdì 21 agosto 2015

IL GIURAMENTO DI SAN MICHELE

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Il rituale della mafia calabrese è una continua allusione ad elementi della religione cattolica. Il motivo è abbastanza complesso, in quanto, essendo cerimonie antichissime, vi era la necessità di dare una sorta di aura mistica all’ingresso in una società segreta, dare una sorta di valore aggiunto tramite la credenza e la fede popolare fortemente radicata nelle zone rurali.Ogni settembre, come da tradizione, i più importanti capiclan della ‘Ndrangheta si danno appuntamento al Santuario della Madonna di Polsi, simbolo della religiosità mafiosa ma allo stesso luogo in cui si è voluta celebrare la festa di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato, quasi a voler sottrarre questo simbolo allo strapotere delinquenziale.

Prima dei codici l'unica modalità per la comunicazione delle leggi e riti della società era solo la via orale ed era anzi vietato metterle per iscritto per il pericolo che le forze dell'ordine ne potessero entrare in possesso. Già, alla fine dell'Ottocento, però questa regola viene a cadere con il ritrovamento dei primi codici. Essi, il primo supporto nel quale scrivere i riti di affiliazione e promozione e comportamento, nonché di memorizzazione della terminologia in uso.

Per l'origine mitica della 'ndrangheta viene fatto riferimento a tre cavalieri spagnoli, Osso, Mastrosso e Carcagnosso, che in tempi lontani per vendicare l'onore della sorella uccidono un uomo e per questo vengono condannati a 29 anni, 11 mesi e 29 giorni di carcere nell'Isola di Favignana. Al termine del periodo di detenzione maturarono quelle regole di onore e omertà che costituiscono il codice della "società" e contraddistingueranno le future organizzazioni criminali mafiose italiane e si dividono: Osso fonderà Cosa Nostra in Sicilia, Mastrosso la 'ndrangheta in Calabria e Carcagnosso la Camorra a Napoli.

"L'albero della scienza è una metafora di come è strutturata la società, da un codice rinvenuto durante un rito di affiliazione rivela che l'albero della Scienza è diviso in 6 parti:

« Il fusto rappresenta il capo di società; il rifusto il contabile e il mastro di giornata; i rami i camorristi di sangue e di sgarro; i ramoscelli i picciotti o puntaioli; i fiori rappresentano i giovani d'onore; le foglie rappresentano la carogne e i traditori della 'ndrangheta che finiscono per marcire ai piedi dell'albero della scienza". »
(Un codice di 'Ndrangheta)
Alla base dell'albero è rappresentata anche una tomba per simboleggiare la fine delle foglie.

La ‘ndrina, afferma Malafarina nel Il codice della 'Ndrangheta viene rappresentata come un giardinetto di rose e fiori con in mezzo una stella dove si battezzano picciotti, camorristi e giovani d’onore. Il picciotto entra nel “giardinetto” a fronte scoperta con i ferri alle braccia ed i piedi alla tomba.

Il battesimo del Locale è un rito facoltativo che si fa a discrezione del capo-società, colui che presiede la riunione e consiste nella purificazione del Locale. Precede il rito obbligatorio della formazione della società.

Il 26 novembre 2014 durante un'operazione della DDA di Catanzaro vengono ritrovate queste formule scritte su un taccuino in un negozio di scarpe di Vibo Valentia.



Il rito si consuma mediante questa formula:

« Capo-Società: Buon vespero. Saggi compagni
Gli altri: Buon vespero
Capo-Società: State accomodi per battezzare questo locale?
Gli altri: Stiamo accomodi
Capo-Società: A nome dei nostri vecchi antenati, i tre cavalieri spagnoli Osso, Mastrosso e Carcagnosso, battezzo questo locale se prima lo riconoscevo per un locale che bazzicavano sbirri e infami, da ora in poi lo riconosco per un luogo sacro santo e inviolabile dove può fermare e sformare questo onorato corpo di società.»

Con la formula di Formazione della società incomincia qualsiasi riunione di 'Ndrangheta che riguardi qualsiasi attività del Locale.

« Capo-Società: Buon vespero
Gli altri: Buon vespero
Capo-Società: Siete conformi?
Gli altri: Siamo conformi.
Capo-Società: Su che cosa?
Gli altri: Sulle regole di società
Capo-Società: Nel nome dell'arcangelo Gabriele e di Sant'Elisabetta, circolo di società è formato. Ciò che si dice in questo circolo a forma di ferro di cavallo, qua si dice e qua rimane, chi parla fuori da questo luogo è dichiarato tragediatore a suo carico ed a discarico di questa società.»

Successivamente i presenti si baciano la mano e poi si siedono a braccia conserte per tutta la durata della riunione ad eccezione del capo-società. Ora la riunione può incominciare.

La riunione al Santuario della Madonna di Polsi:
« BUON VESPERO siete conformi !!!
su' di chè a batezzare societa conformissimo batezzo e ribatezzo questa società così come la batezzarono i nostri tre fondatori :conte qulino, conte rosa e cavaliere di spagna se loro lo batezzarono con fiori rosa e gelsomini alla mano destra io lo batezzo con fiori rosa e gesolmini ala mano destra se loro lo batezzarono con ferri catene e camicia di forza io lo batezzo con ferri catene e camicia di forza se prima questo locale era transitato da sbiri carogne infami e tragediatori da questo momento lo conosco come un posto sacro santo e inviolabile e con parola d'umiltà e batezzata località »

L'iniziato nella 'Ndrangheta si chiama contrasto onorato quando diventa Picciotto d'onore deve compiere il rito di battesimo (o anche rito di rimpiazzo o rito di taglio della coda), nome preso dalla tradizione cristiana che lo farà entrare nella onorata società. Un affiliato, il quale garantisce per lui con la vita, lo presenta davanti agli altri componenti della 'ndrina che devono essere almeno 5 più un anziano della famiglia che celebrerà il rito. In carcere può capitare di non essere nel numero prestabilito, e dalla confessione recente di Vincenzo Femia, rivela che per il suo battesimo nella calzoleria del Carcere di Sulmona le persone mancanti furono rappresentate da fazzoletti annodati.

Il capobastone dirà:Calice d’argento, ostia consacrata, parole d’omertà è formata la società.

Il Contrasto Onorato presentato dal suo garante al Capo-Società che affermerà:

« Prima della famiglia, dei genitori, dei fratelli, delle sorelle viene l’interesse e l’onore della società, essa da questo momento è la vostra famiglia e se commetterete infamità, sarete punito con la morte. Come voi sarete fedele alla società, così la società sarà fedele con voi e vi assisterà nel bisogno, questo giuramento può essere infranto solo con la morte. Siete disposto a questo? »
(Codice della 'Ndrangheta)
Il contrasto onorato è anche chiamato a giurare nel nome di
« nostro Signore Gesù Cristo.
Dovrà giurare con la figura di San Michele Arcangelo tra le sue mani mentre brucia e dovrà pronunciare: Io giuro dinanzi a questa società di essere fedele con i miei compagni e di rinnegare padre, madre, sorelle e fratelli e se necessario, anche il mio stesso sangue. »



In casi particolari come il carcere basterà compiere il rito pungendosi il dito per l'"offerta di sangue" e bere il proprio sangue senza bruciatura del santino.

Avviene poi lo scioglimento della Società cioè la riunione.

« Capo-società: Da questo momento abbiamo un nuovo uomo d'onore, Società ha formato, il circolo è sciolto. Buon vespero.
Gli altri: buon vespero.»

Un giovane d'onore si riconosce da una stella d'oro in fronte, una croce da cavaliere sul petto e una palma d'oro in mano. Queste belle cose  non si vedono perché le porta in carne, pelle e ossa. Non ci vuole la laurea in antropologia per notare la continua reiterazione del 3, numero esoterico della Trimurti come della Trinità: i tre vecchi, le tre vele di cui si parla più avanti, i tre segni dell'affiliato alla cosca e i tre, mitici, fondatori della camorra (da cui la 'ndrangheta ha attinto a piene mani): Osso, Malosso e Carcagnosso.
La gerarchia della 'ndrangheta: picciotto, sgarrista, santista, vangelista, quartino, trequartino, padrino e capobastone. Nella 'ndrangheta si entra per nascita o per battesimo e anche i figli dei boss, fino a 14 anni, sono "mezzi fuori e mezzi dentro". Il racconto di Cretarola è avvincente come certe pagine di Giancarlo De Cataldo. Sentiamolo. Una versione tratta dall'ordinanza di custodia della Dda romana diretta da Michele Prestipino.

"Per il battesimo ci vogliono cinque persone, non di più non di meno ma nella calzoleria ce n'erano solo due, oltre a me. Gli altri erano rappresentati da fazzoletti annodati. Il primo passo è la "formazione del locale", una sorta di consacrazione che, alla fine del rito, verrà rifatta al contrario: "Se prima questo era un luogo di transito e passaggio da questo momento in poi è un luogo sacro, santo e inviolabile". Segue l'inevitabile offerta di sangue. In mancanza di un coltello (siamo comunque in galera) il "puntaiolo" impugna un punteruolo da calzolaio. È il novizio che deve pungersi da solo: se non ci riesce al terzo tentativo, l'auspicio è pessimo e bisogna rinviare di sei mesi, ma la mano di Cretarola è ferma e il sangue scorre. Iniziano le formule di rito: "A nome dei nostri tre vecchi antenati, io battezzo il locale e formo società come battezzavano e formavano i nostri tre vecchi antenati, se loro battezzavano con ferri, catene e camicie di forza io battezzo e formo con ferri, catene e camicie di forza, se loro formavano e battezzavano con fiori di rosa e gelsomini in mano io battezzo e formo...". E via di questo passo. Un rito che si ripeterà per tre volte nel tempo, dopo un'opportuna votazione, a ogni passaggio di grado e di status. In carcere non si trova un santino di San Michele da bruciare, il novizio si limita a bere il sangue e giura "di rispettare le regole sociali, di rinnegare madre, padre, fratelli e sorelle, di esigere e transigere centesimo per centesimo. Qualsiasi azione farai contro le regole sociali sarà a carico tuo e discarico della società". È nato un nuovo affiliato alla 'ndrangheta o, per dirla in gergo carceraio, alla pisella, alla pidocchia o alla gramigna.

I gradi di affiliazione sono chiamati "doti" e sono come gradi militari. L'inchiesta mostra come non sia semplicemente l'anzianità a decretare il passaggio da un livello gerarchico all'altro. Anzi, soprattutto negli ultimi tempi, sembra che il merito e le effettive capacità siano divenute requisito fondamentale. La struttura è divisa in due macro-aree: Società Minore e Società Maggiore. Il primo grado di affiliazione nella Società Minore è detto "picciotto" o anche "picciotto liscio". È la prima dote che riceve uno 'ndranghetista e il rito attraverso cui questa dote viene conferita di chiama "battezzo". Il secondo grado di affiliazione si chiama "camorra" che è una dote della Società Minore e non c'entra niente con l'organizzazione campana. Al terzo posto, nel punto più alto della Società Minore, c'è lo "sgarro". Poi l'entrata nella "santa" segna l'ingresso nella prima dote della Società Maggiore. La dote superiore alla "santa" si chiama "vangelo", dopo il "vangelo" vengono il "trequartino" e il "quartino ". Poi il "padrino" e la "crociata ".



Dopo la crociata ci sono una serie di doti la cui genesi è molto singolare. A crearle è stato Carmelo Novella, il boss che storicamente tenta attraverso una astuta e complessa strategia diplomatica di costruire una struttura autonoma della 'ndrangheta al Nord. E quindi la prima cosa che fa è costruire delle doti: "stella", "bartolo ", "mammasantissima", "infinito " e "conte Ugulino" o "conte Agadino". Personalità mitologiche o storiche che fungono nei rituali da "protettori" e segnano il passaggio da un grado di affiliazione a quello successivo. Appena entri, il rituale è mediato da Osso, Mastrosso e Carcagnosso i tre cavalieri, nella leggenda scappati dalla Spagna dopo aver ucciso il violentatore della loro sorella, e poi riunitisi a Favignana dove costruirono le regole dell'Onorata Società.

Nell'ultima tappa della Società Minore, accompagnano al grado di "sgarrista", Minofrio, Misgrizzi e Misgarro tre figure anch'esse mitologiche, i presunti assassini di San Michele Arcangelo (tagliarono la testa all'arcangelo che poi è divenuto protettore della 'ndrangheta e allo stesso tempo della Polizia di Stato). Nella Santa invece, ovvero nella prima dote della Società Maggiore, si entra con Garibaldi, Mazzini e Lamarmora. Tre personaggi storici che hanno in comune l'essere stati capi massoni  -  alle società massoniche le cosche hanno copiato il rito  -  e quindi, in qualche modo, protettori di segreti: è un chiaro riferimento alla regola dell'omertà ma anche alla possibilità di parlare con le istituzioni militari politiche e morali. Alla Società Minore è vietato avere rapporti con "persone infami" ossia il politico, il rappresentante delle forze dell'ordine, l'imprenditore che sono corruttibili per definizione. Un uomo che ha come obiettivo carriera, soldi e proprietà è sempre comprabile. I boss nel rituale vogliono formare uomini "diversi" dagli altri. E questa diversità è l'ambizione ad un potere assoluto e conquistato. Ecco la loro onorabilità cosa è. I rituali avvengono secondo modalità precise e alla presenza di oggetti dalla forte carica simbolica. Per entrare nella Società Maggiore si utilizzeranno un limone, un ago, una pillola. Il limone rappresenta l'asprezza della vita 'ndranghetista, oltre a simboleggiare la terra. L'ago è il fucile, ma anche la pungitura del dito. L'ago rammenda ma fa uscire sangue, quindi determina una distinzione che nella 'ndrangheta è fondamentale tra fratello biologico e fratello di sangue. Il sangue nelle organizzazioni criminali è scelta, non una fatalità che ti manda il destino. Questo smentisce qualsiasi luogo comune sulle mafie che le ritiene vincolate alla sola radice famigliare: la famiglia è un contesto, il sangue è una scelta. La pillola è il veleno che dovrai usare in caso di fallimento, di infamia. Perché il santista non avrà altro giudice che se stesso. Dopo aver rinnegato il passato "per salvaguardare l'onore dei miei saggi fratelli", non resta che assumersi il compito finale, quello di giudicare se stessi e decretare il proprio diritto a continuare a vivere o a morire. Crescere per uno 'ndranghetista è rinnegare tutti coloro che superi nel tuo percorso ("giuro di rinnegare tutta la società criminale da me finora riconosciuta", recita il rito). Se resti coerente con valori e persone di un preciso stadio gerarchico (e sociale) resterai sempre al loro livello non ti innalzerai mai.

Perché chi non conosce le regole 'ndranghetiste non può dire di conoscere l'Italia? Perché gli è preclusa la conoscenza di una parte del nostro Paese, delle sue tradizioni e delle sue regole che sono ferree, non eludibili, che non possono essere violate. Dall'altra parte c'è lo Stato, dove non troviamo rigore, né continuità, né unità nel combattere il nemico criminale. Tutto questo ci dovrebbe far riflettere. E tutto questo accade non nella estrema periferia calabrese, ma nel profondo Nord, nelle province di Lecco e Milano: nulla di più geograficamente lontano dall'Aspromonte. Questa che ci crediate o no, è la nuova borghesia vincente del nostro paese.


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sabato 23 maggio 2015

IL SANTO PATRONO DI BUSTO ARSIZIO : SAN GIOVANNI BATTISTA




Nel Vangelo di s. Luca (1, 5) si dice che era nato in una famiglia sacerdotale, suo padre Zaccaria era della classe di Abia e la madre Elisabetta, discendeva da Aronne. Essi erano osservanti di tutte le leggi del Signore, ma non avevano avuto figli, perché Elisabetta era sterile e ormai anziana.
Un giorno, mentre Zaccaria offriva l’incenso nel Tempio, gli comparve l’arcangelo Gabriele che gli disse: “Non temere Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché sarà grande davanti al Signore” e proseguendo nel descrivere le sue virtù, cioè pieno di Spirito Santo, operatore di conversioni in Israele, precursore del Signore con lo spirito e la forza di Elia.
Dopo quella visione, Elisabetta concepì un figlio fra la meraviglia dei parenti e conoscenti; al sesto mese della sua gravidanza, l’arcangelo Gabriele, il ‘messaggero celeste’, fu mandato da Dio a Nazareth ad annunciare a Maria la maternità del Cristo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi anche Elisabetta, tua parente, nella vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile; nulla è impossibile a Dio”.
Maria allora si recò dalla cugina Elisabetta per farle visita e al suo saluto, declamò il bellissimo canto del “Magnificat”, per le meraviglie che Dio stava operando per la salvezza dell’umanità e mentre Elisabetta esultante la benediceva, anche il figlio che portava in grembo, sussultò di gioia.
Quando Giovanni nacque, il padre Zaccaria che all’annuncio di Gabriele era diventato muto per la sua incredulità, riacquistò la voce, la nascita avvenne ad Ain Karim a circa sette km ad Ovest di Gerusalemme, città che vanta questa tradizione risalente al secolo VI, con due santuari dedicati alla Visitazione e alla Natività.
Della sua infanzia e giovinezza non si sa niente, ma quando ebbe un’età conveniente, Giovanni conscio della sua missione, si ritirò a condurre la dura vita dell’asceta nel deserto, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio (28-29 d.C.), iniziò la sua missione lungo il fiume Giordano, con l’annuncio dell’avvento del regno messianico ormai vicino, esortava alla conversione e predicava la penitenza.
Da tutta la Giudea, da Gerusalemme e da tutta la regione intorno al Giordano, accorreva ad ascoltarlo tanta gente considerandolo un profeta; e Giovanni in segno di purificazione dai peccati e di nascita a nuova vita, immergeva nelle acque del Giordano, coloro che accoglievano la sua parola, cioè dava un Battesimo di pentimento per la remissione dei peccati, da ciò il nome di Battista che gli fu dato.
Anche i soldati del re Erode Antipa, andavano da lui a chiedergli cosa potevano fare se il loro mestiere era così disgraziato e malvisto dalla popolazione; e lui rispondeva: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno e contentatevi delle vostre paghe” (Lc 3, 13).
Molti cominciarono a pensare che egli fosse il Messia tanto atteso, ma Giovanni assicurava loro di essere solo il Precursore: “Io vi battezzo con acqua per la conversione, ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”.
E alla delegazione ufficiale, inviatagli dai sommi sacerdoti disse, che egli non era affatto il Messia, il quale era già in mezzo a loro, ma essi non lo conoscevano; aggiungendo “Io sono la voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia”.
Anche Gesù si presentò al Giordano per essere battezzato e Giovanni quando se lo vide davanti disse: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo!” e a Gesù: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” e Gesù: “Lascia fare per ora, poiché conviene che adempiamo ogni giustizia”.
Allora Giovanni acconsentì e lo battezzò e vide scendere lo Spirito Santo su di Lui come una colomba, mentre una voce diceva: “Questo è il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Da quel momento Giovanni confidava ai suoi discepoli “Ora la mia gioia è completa. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30).
La sua missione era compiuta, perché Gesù prese ad iniziare la sua predicazione, aveva formato il gruppo degli apostoli e discepoli ed era seguito da una gran folla; egli aveva predicato proprio per questo, preparare un popolo degno, che accogliesse Gesù e il suo messaggio di Redenzione.
Aveva operato senza indietreggiare davanti a niente, neanche davanti al re d’Israele Erode Antipa († 40 d.C.), che aveva preso con sé la bella Erodiade, moglie divorziata da suo fratello; ciò non era possibile secondo la legge ebraica, la “Torà”, perché il matrimonio era stato regolare e fecondo, tanto è vero che era nata una figlia Salomè.
Per questo motivo un giudeo osservante e rigoroso come Giovanni, sentiva il dovere di protestare verso il re per la sua condotta. Infuriata Erodiade gli portava rancore, ma non era l’unica; perché il Battesimo che Giovanni amministrava, perdonava i peccati, rendendo così inutili i sacrifici espiatori, che in quel tempo si facevano al Tempio, e ciò non era gradito ai sacerdoti giudaici.
Erode fece arrestare e mettere in carcere Giovanni su istigazione di Erodiade, la quale avrebbe voluto che fosse ucciso, ma Erode Antipa temeva Giovanni, considerandolo uomo giusto e santo, preferiva vigilare su di lui e l’ascoltava volentieri, anche se restava molto turbato.
Ma per Erodiade venne il giorno favorevole, quando il re diede un banchetto per festeggiare il suo compleanno, invitando tutta la corte ed i notabili della Galilea. Alla festa partecipò con una conturbante danza anche Salomè, la figlia di Erodiade e quindi nipote di Erode Antipa; la sua esibizione piacque molto al re ed ai commensali, per cui disse alla ragazza: “Chiedimi qualsiasi cosa e io te la darò”; Salomé chiese alla madre consiglio ed Erodiade prese la palla al balzo, e le disse di chiedere la testa del Battista.
A tale richiesta fattagli dalla ragazza davanti a tutti, Erode ne rimase rattristato, ma per il giuramento fatto pubblicamente, non volle rifiutare e ordinò alle guardie che gli fosse portata la testa di Giovanni, che era nelle prigioni della reggia.
Il Battista fu decapitato e la sua testa fu portata su un vassoio e data alla ragazza che la diede alla madre. I suoi discepoli saputo del martirio, vennero a recuperare il corpo, deponendolo in un sepolcro; l’uccisione suscitò orrore e accrebbe la fama del Battista.
Molti testi apocrifi, come anche i libri musulmani, fra i quali il Corano, parlano di lui; dai suoi discepoli si staccarono Andrea e Giovanni apostoli per seguire Gesù. Il suo culto come detto all’inizio si diffuse in tutto il mondo conosciuto di allora, sia in Oriente che in Occidente e a partire dalla Palestina si eressero innumerevoli Chiese e Battisteri a lui dedicati.

La morte per decapitazione ha fatto sì che Giovanni Battista sia divenuto famoso anche come san Giovanni decollato. La celebrazione del martirio di Giovanni Battista o celebrazione di San Giovanni Decollato è fissata al 29 agosto (probabile data del ritrovamento della reliquia della testa del Battista). Molte chiese, luoghi di culto e città sono dedicate a questo santo.
Alcuni antichi salmi sostennero l'idea che Giovanni Battista fosse stato assunto in Cielo al tempo della Risurrezione di Cristo. A tal proposito, papa Giovanni XXIII, nel maggio del 1960, in occasione dell'omelia per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, ha mostrato la sua prudente adesione a questa "pia credenza" secondo la quale il Battista, come anche san Giuseppe, sarebbe risorto in corpo ed anima e salito con Gesù in Cielo all'Ascensione. Il riferimento biblico sarebbe in Matteo 27, 52-53 «... i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E, uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella Città santa e apparvero a molti.»

L'unico luogo in cui si celebra un'apparizione di San Giovanni Battista, la seconda domenica di maggio, è la cittadina fluviale di Pontecorvo in provincia di Frosinone, in ricordo del miracoloso intervento di San Giovanni Battista in favore di un giovane contadino. Secondo la tradizione, il 14 aprile del 1137 Giovanni Mele, intento a lavorare il suo fondo sulla sponda sinistra del fiume Liri, fu tentato dal demonio. Seduto sulla sponda opposta, il diavolo, nelle sembianze di un nobile signore vestito elegantemente, offrì all'ingenuo villico una borsa (o, secondo altra versione, una coppa d'argento) piena di monete d'oro, invitandolo ad attraversare il fiume perché potesse prenderla. Il contadino, vinto dal desiderio di tanta ricchezza, che lo avrebbe affrancato per sempre dal duro lavoro dei campi, tentò di attraversare il fiume. Giunto però nel mezzo, dove l'acqua era più profonda, iniziò ad annegare. Sul punto di soccombere, si rivolse allora a San Giovanni Battista per essere salvato. Il santo ascoltò la supplica ed apparve al giovane, che fu preso per una mano e tratto in salvo dalle acque del Liri. Nella tradizione popolare pontecorvese Giovanni Mele diventa per contrazione Camele ed ancora oggi "camele" è epiteto vernacolare per indicare persona ingenua e credula.

Il culto di San Giovanni Battista si diffuse prestissimo in tutta la Cristianità; molte città ne presero il nome e numerose chiese sono state intitolate al Santo.

Secondo la tradizione della Chiesa cattolica, il capo del santo è ora conservato nella chiesa di San Silvestro in Capite a Roma. La reliquia, pervenuta a Roma durante il pontificato di Innocenzo II (1130-1143), fino al 1411 veniva portata ogni anno in processione da quattro arcivescovi. Il cranio custodito a Roma è senza la mandibola, conservata nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo. Un'altra tradizione affermava invece che la testa fosse custodita nella cattedrale d'Amiens e nel Palazzo Topkapı ad Istanbul sarebbero conservati la sua testa e il suo braccio. Ciò nonostante è comunemente riconosciuta la veridicità della reliquia romana, Oliviero Iozzi si spinse a "dimostrare" l'autenticità del cranio e della mandibola del Battista conservati in Italia. C'è da dire che le tre presunte teste del Battista non sono composte da crani integri bensì da alcune parti più o meno grandi unite con della cera della quale sono state modellate le parti mancanti richiamando la forma di un teschio. Potrebbe essere che tutti i frammenti dei tre crani siano autentici.

Il piatto che secondo la tradizione avrebbe accolto la testa del Battista è custodito a Genova, nel Museo del tesoro della cattedrale di San Lorenzo assieme a una parte delle "ceneri" del santo. Un'altra porzione si trova nell'Oratorio di San Giovanni Battista a Loano.

Il braccio destro si trova nel Duomo di Siena, donato da Papa Pio II il 6 maggio 1464. In precedenza tale reliquia era appartenuta a Tommaso Paleologo.

Una mano è conservata in un reliquiario a Rapagnano ed è stata prelevata dall'Evangelista San Luca dalla tomba del Precursore di Sebaste, poi traslata in Antiochia e poi trasportata a Costantinopoli e da questa città a Rapagnano con un serie di eventi miracolosi. Questa Reliquia dal 22.06.2013 al 24.06.2013 è stata traslata temporaneamente a Chiaramonte Gulfi (RG) in occasione delle annuali festività del Precursore, evento unico nella storia di Rapagnano. L'altra mano si trova invece in un Monastero dello stato di Montenegro; un tempo era la reliquia più preziosa dell'ordine di Malta.

Due piccole reliquie si trovano nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista all'Olmo in Massaquano, una delle quali, conservata in un reliquiario d'argento, viene esposta e offerta al bacio dei fedeli nella ricorrenza della Decollazione il 29 agosto di ogni anno.

Nella Chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli è custodita una piccola quantità di sangue di san Giovanni Battista; è possibile vederlo in occasione delle due ricorrenze annuali del 24 giugno e del 29 agosto.

Un dito, donato dall'antipapa Giovanni XXIII, sarebbe conservato nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze, in quanto corredo della Cattedrale.

Altre reliquie sarebbero conservate a Damasco, nella Moschea degli Omayyadi. Un dente e altre reliquie si conservano nella cattedrale di Ragusa, un frammento di osso nella Basilica di Vittoria, un altro dente insieme ad una ciocca di capelli a Monza.

Una piccola quantità di ceneri si trova a Chiaramonte Gulfi, nella chiesa Commendale dell'Ordine di Malta e dal 24.06.2013 nella stessa chiesa è conservata un'altra Reliquia del Battista donata dal Monastero Domenicano del Rosario di Monte Mario (Roma). Recentemente, entrambe le Reliquie, dopo la recognizione canonica da parte del Vescovo di Ragusa Mons. Paolo Urso sono state poste in un nuovo artistico reliquiario in argento.

A Pozzallo e nella Chiesa di San Giovanni Decollato a Nepi, custodita dall'omonima Confraternita ed esposta in alcune cerimonie annuali.

Una piccola reliquia è custodita nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini a Roma e nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Aci Trezza. Un frammento di osso nella Basilica di San Giovanni Battista a Monterosso Almo (RG)

Moltissimi sono anche i patronati, di cui ricordiamo i più importanti:
Per via dell'abito di pelle di cammello, che si cuciva da sé e della cintura, è patrono di sarti, pellicciai, conciatori di pelli.
Per l'agnello, dei cardatori di lana.
Per il banchetto di Erode che fu causa della sua morte, è patrono degli albergatori.
Per la spada del supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici.
È patrono dell'Ordine di Malta.
È patrono della Contrada del Leocorno di Siena.
San Giovanni Decollato è il protettore di tutte le Anime Decollate e a queste anime si rivolgono tutti coloro che chiedono aiuto o consiglio oppure cercano un segno divinatorio. Queste anime non hanno nulla a che vedere con le anime sante purganti in quanto, queste ultime stanno a scontare la loro pena poiché in vita non sono state operose ed efficaci nel praticare il bene mentre i Decollati sono morti per mano del boia; per questo motivo è anche patrono di molte confraternite che assistevano i condannati a morte.
In Sicilia è patrono dei compari e delle comari di battesimo in ricordo del Battesimo di Cristo.
Viene anche invocato, contro le calamità naturali quali terremoti, temporali ecc. in Sicilia e specie a Chiaramonte Gulfi in tali occasioni si recita il Rosario di San Giovanni in dialetto seguito dalla Giaculatoria "San Giuvanni Santu 'Granni, Libiratici ri priculi e ri danni".
È patrono della città di Formia,dove è protettore dei naviganti.
Dal 1700 è consuetudine per le logge della Massoneria di rito scozzese compiere un rito di elogio a san Giovanni Battista, che secondo la tradizione morì come Gesù all'età di 33 anni. La festa del Battista ricorre il 24 giugno (24/06), giorno del solstizio di estate nel quale il sole è al culmine nell'apogeo. Complementare a questa consuetudine è quella di Giovanni Evangelista, la cui festa ricorre il giorno del solstizio di inverno.

Attributo principale nell'iconografia è un lungo bastone sormontato da una piccola croce, con la scritta Ecce agnus Dei ("Ecco l'Agnello di Dio", Giovanni 1, 29.36); è vestito con l'abito tessuto di peli di cammello, a cui a volte si aggiunge il mantello rosso, segno del martirio.

Il Battista è rappresentato in diversi momenti della sua vita: è spesso rappresentata la sua nascita, e gli artisti indugiano sul delicato particolare di Zaccaria, che, reso muto dall'angelo per la sua incredulità, scrive su un libro il nome del neonato, scena nota come Imposizione del nome del Battista. Spesso è rappresentato bambino (San Giovannino), già vestito con una pelle di cammello, in compagnia di Gesù e altri personaggi delle due famiglie.

La raffigurazione più frequente è ovviamente la scena del Battesimo di Gesù nel Giordano, sovente con in mano una conchiglia con cui versa l'acqua sul capo di Gesù. È infine rappresentato nel momento del martirio, o subito dopo, quando la sua testa spiccata è presentata su un vassoio a Erode, Erodiade e Salomè.

Giovanni Battista è il santo più raffigurato nell’arte di tutti i secoli; non c’è si può dire, pala d’altare o quadro di gruppo di santi, da soli o intorno al trono della Vergine Maria, che non sia presente questo santo, rivestito di solito con una pelle d’animale e con in mano un bastone terminante a forma di croce.
Senza contare le tante opere pittoriche dei più grandi artisti come Raffaello, Leonardo, ecc. che lo raffigurano bambino, che gioca con il piccolo Gesù, sempre rivestito con la pelle ovina e chiamato affettuosamente “San Giovannino”.
Ciò testimonia il grande interesse, che in tutte le epoche ha suscitato questo austero profeta, così in alto nella stessa considerazione di Cristo, da essere da lui definito “Il più grande tra i nati da donna”.
Egli è l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù, perché gli rese testimonianza ancora in vita. È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva, che è l’unico santo dopo Maria ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita terrena (24 giugno); ma quest’ultima data è la più usata per la sua venerazione, dalle innumerevoli chiese, diocesi, città e paesi di tutto il mondo, che lo tengono come loro santo patrono.
Inoltre fra i nomi maschili, ma anche usato nelle derivazioni femminili (Giovanna, Gianna) è il più diffuso nel mondo, tradotto nelle varie lingue; e tanti altri santi, beati, venerabili della Chiesa, hanno portato originariamente il suo nome; come del resto il quasi contemporaneo s. Giovanni l’Evangelista e apostolo, perché il nome Giovanni, al suo tempo era già conosciuto e nell’ebraico Iehóhanan, significava: “Dio è propizio”.




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giovedì 2 aprile 2015

GIOVEDI' SANTO LA CONSACRAZIONE DEL SACRO CRISMA

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In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Lc 4,16-21


Il giorno del Giovedì Santo è riservato a due distinte celebrazioni liturgiche, al mattino nelle Cattedrali, il vescovo con solenne cerimonia consacra il sacro crisma, cioè l’olio benedetto da usare per tutto l’anno per i Sacramenti del Battesimo, Cresima e Ordine Sacro e gli altri tre oli usati per il Battesimo, Unzione degli Infermi e per ungere i Catecumeni.
A tale cerimonia partecipano i sacerdoti e i diaconi, che si radunano attorno al loro vescovo, quale visibile conferma della Chiesa e del sacerdozio fondato da Cristo; accingendosi a partecipare poi nelle singole chiese e parrocchie, con la liturgia propria, alla celebrazione delle ultime fasi della vita di Gesù con la Passione, morte e Resurrezione.

Nella Chiesa cattolica il crisma è l'olio misto a profumo che viene utilizzato nei sacramenti del battesimo, della confermazione e dell'ordine. In modo simile il crisma viene usato nelle Chiese ortodosse e nella Chiesa assira, nella Comunione anglicana e dai luterani.

Il termine crisma deriva dal greco χρῖσμα, poi χρίσμα e significa unguento od unzione. Proprio perché nel sacramento della confermazione viene usato quest'olio il sacramento stesso viene anche chiamato "cresima".

Il crisma viene consacrato in ogni diocesi una volta all'anno il Giovedì santo dal vescovo durante la messa crismale, durante la quale vengono benedetti l'olio dei catecumeni e l'olio degli infermi. Questa messa viene detta crismale proprio perché viene consacrato quest'olio, il quale è ritenuto il più importante tra i tre oli usati nei sacramenti cristiani. Dopo la messa crismale viene distribuito ad ogni parrocchia.

Nella preghiera di consacrazione di questo olio il vescovo chiede che Dio lo benedica e lo consacri e così «infonda in esso la forza dello Spirito Santo con la quale hai unto i sacerdoti, i re, i profeti e i martiri».

Nel battesimo si unge con il crisma il capo del battezzato per significare la sua incorporazione al sacerdozio di Cristo. Nei riti latini quest'unzione prefigura ma non sostituisce l'unzione della Confermazione, mentre nelle liturgie orientali costituisce il sacramento della Confermazione.
Nella confermazione si traccia una croce sulla fronte del cresimando per significare la donazione dello Spirito Santo come forza per dare testimonianza a Cristo nella vita.
Nell'ordinazione il crisma si usa per ungere le palme delle mani dei presbiteri e le fronti dei vescovi.
Nella dedicazione di una chiesa viene utilizzato per ungere le pareti e gli altari.
In passato era utilizzato per la benedizione del calice e della patena. L'unzione arriva dapprima in forma di croce e poi il crisma veniva spalmato fino a ricoprire gli oggetti da consacrare.

Nelle parrocchie viene comunemente custodito insieme agli altri due oli santi, in un'apposita sede chiamata "tabernacolo degli oli santi".



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