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domenica 8 febbraio 2015

COLOMBINA



Colombina è il nome di una maschera veneziana della commedia dell'arte

Nelle rappresentazioni è spesso oggetto di attenzioni da parte del padrone Pantalone, la qual cosa provoca la gelosia in Arlecchino.
Nelle prime rappresentazioni della Commedia dell'Arte non esiste nessuna attrice ma Colombina prevalse solo nel Seicento nel teatro parigino. Il nome Colombina viene citato nel testo: Cicalamento in canzonette ridicolose, o vero Trattato di matrimonio tra Buffetto e Colombina comici (1646) scritto dal celebre Buffetto, Carlo Cantù.

Marie Catherine Biancolelli (1665 - 1716) debuttò nel 1683 con il nome di Colombina, la Biancolelli faceva parte di una famiglia di comici dell'arte che per lungo tempo dominò la compagnia dei comici italiani in Francia, il più celebre della famiglia fu l'Arlecchino Dominique Biancolelli uno degli attori più amati e celebrati dai francesi. Il testo drammaturgico più famoso in cui compare Colombina è la commedia Colombine avocat pour et contre canovaccio rappresentato nel giugno 1685 e più volte rimesso in scena sia al Théatre Italienne che in seguito al teatro della Foire. Qui i personaggi di Arlecchino e Colombina (Arlequin et Colombine) recitano in una lingua franca mista tra il francese, l'italiano e il dialetto veneto-bergamasco, residuo dell'origine italiana degli attori.

Il personaggio della Servetta era stato comunque uno dei ruoli presenti nella commedia dell'arte fino dalle origini sotto i nomi più svariati, la Servetta più antica risale alla metà del Cinquecento e compare, con il nome di Franceschina (o Francesquine) nelle incisioni della Raccolta Fossard una delle principali testimonianze iconografiche della commedia dell'arte.

Fra gli altri nomi della servetta vanno citati Corallina, interpretata sempre in Francia, da Anna Veronese figlia del capocomico Carlo Veronese che compare anche nei Memoirès di Carlo Goldoni, intorno alla metà del Settecento, Ricciolina (che compare già alla fine del Cinquecento nella Compagnia dei comici Gelosi interpretata da Marina Antonazzoni), Spinetta, Smeraldina (che appare in Carlo Gozzi, ne L'amore delle tre melarance e ne Il servitore di due padroni, L'uomo di mondo e altre fra le prime commedie scritte da Goldoni) e talvolta anche come Arlecchina.

Il personaggio di Marionette che compare nella Vedova scaltra di Carlo Goldoni è la versione raffinata di Colombina. La Colombina de Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni si chiama Smeraldina.

PANTALONE



Pantalone è una maschera veneziana e un personaggio della commedia dell'arte.
Pantalone nasce a Venezia intorno alla metà del Cinquecento, rappresenta il tipico mercante vecchio, avaro e lussurioso. Un simile personaggio era già presente nelle commedie rinascimentali, ma la sua vera origine viene fatta risalire al personaggio del Magnifico che recitava nelle piazze accanto al servo Zanni, con contrasti comici che man mano conquistarono i primi palcoscenici della Commedia all'improvviso o dell'arte.
La figura e la tipologia del personaggio di Pantalone derivano direttamente da quella del mercante veneziano del XVI secolo, una lunga zimarra nera che copre una calzamaglia rossa come si può vedere in numerose raffigurazioni d'insieme dei pittori veneziani rinascimentali come Vittore Carpaccio, Jacopo Bellini e il figlio Giovanni, il Veronese ecc.

Uno dei primi attori della Commedia dell'Arte ad indossare i panni del mercante veneziano fu il celebre Giulio Pasquati da Padova, attore che lavorò nella più famosa compagnia comica dell'inizio del Seicento: la compagnia dei Gelosi. In origine anche Pantalone, come Arlecchino, compariva in scena soltanto con la calzamaglia rossa come si può vedere in una serie di incisioni nella Raccolta Fossard della metà del Cinquecento. In queste rappresentazioni, Pantalone, appare di corporatura robusta e sgraziata, fasciata dalla calzamaglia dei saltimbanchi di piazza, la maschera nera con il naso adunco, la barbetta da capra, una cintura a cui sono appese una borsa di denaro e un piccolo coltello a doppia lama, classico strumento di mercanti e artigiani, chiamato pistolese, da lui usato negli scontri col pavido Capitano e i servi Zanni, Arlecchino e Pulcinella.
Pantalone è un vecchio vizioso che insidia le giovani innamorate, le cortigiane, più spesso le servette della commedia. È una delle maschere più longeve della Commedia dell'Arte. Nasce all'improvviso, con la nascita stessa della commedia, e attraversa quasi indenne, tre secoli. Supera anche la riforma della commedia di Goldoni, perdendo però il suo aspetto più comico per conformarsi alla più rassicurante figura del padre burbero, avaro, conservatore dei Rusteghi e del Sior Todero brontolon.

I nomi di Pantalone e Teodoro, secondo alcuni storici del teatro, hanno una derivazione simile, infatti sia a San Pantaleone che a San Teodoro i veneziani tributavano una particolare devozione, San Teodoro era stato il primo patrono della città prima dell'arrivo delle reliquie di San Marco.

Nel passaggio al teatro riformato, Pantalone perse la maschera, ma non il suo carattere e la figura allampanata che con il passare del tempo diventava sempre più curva, come quella di chi sta al banco a contare ducati d'oro.

Ma prima di arrivare al saggio Pantalone de' Bisognosi (uno dei suoi tanti cognomi) di Goldoni, il personaggio del vecchio avaro metteva più che altro in mostra il suo carattere irascibile e violento come si vede nelle raccolte dei canovacci delle commedie dell'arte del Seicento-Settecento. Lo stesso tipo di Pantalone raffigurato negli affreschi del castello di Landshut dal Paduano che s'ispirano ad una commedia dell'arte verosimilmente recitata dopo il 1570 alla corte del Duca di Wittelsbach. Nelle commedie del Seicento Pantalone rappresenta uno dei due "Vecchi" insieme al Dottore, ma al contrario della logorrea pretenziosa di quest'ultimo, Pantalone ha dalla sua il senso pratico del mercante anche se poi ambedue sono i bersagli delle beffe degli Zanni.

Con l'arrivo del Dramma borghese Pantalone sparì dalle scene lasciando il posto al ruolo del più realistico "padre di famiglia", perdendo anche la caratteristica del dialetto veneziano che lo aveva accompagnato sin dalla sua comparsa sui palcoscenici italiani e poi europei..

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