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venerdì 19 giugno 2015

IL CASTELLO DI SAN GIORGIO A ORZINUOVI



La costruzione della fortezza di Orzinuovi nasce dall'esigenza da parte della città di Brescia di contrapporsi all'espansione di cremonesi, bergamaschi e soncinesi. Nel 1191 Brescia ottiene da Enrico VI la giurisdizione sulle due sponde dell'Oglio fino alla confluenza del Chiese. Decide quindi di rinforzare i castelli di Rudiano e di Pontevico e di costruirne a Orzinuovi una roccaforte da opporre alla fortezza di Soncino. L'11 luglio 1193 il consiglio di credenza, su istanza dei rappresentanti della comunità "de Urceis", già da tempo trasferiti dalla Pieve di San Lorenzo in Bigolio al campo di San Giorgio nel "theze" dove hanno costruito nuove difese, concede il privilegio di costruire un castello capace di contenere 800 fuochi, circondato da una fossa quale quella di Pontevico, e stabilisce i diritti d'acqua, di possesso, di cittadinanza e di pascolo per i cittadini orceani. Oltre ad essere capoquadra, Orzinuovi è anche sede podestarile: gli statuti viscontei del 1341 che regolano la vita politica, amministrativa e sociale del comune, stabiliscono che un podestà, nominato tra gli appartenenti alle famiglie nobili bresciane, venga eletto capo del castello con nomina semestrale. Il podestà deve custodire il castello e le ville di sua giurisdizione, reggere con onestà tutelando i bisognosi e l'ordine pubblico ed amministrare la giustizia con imparzialità.

Quanto si vede oggi della Rocca di San Giorgio, antica cittadella militare a presidio del confine occidentale della Serenissima, si deve ricondurre quasi interamente all'iniziativa della Repubblica Veneta. Furono i veneziani infatti a conferire, dopo la stipula dell'atto di pace di Lodi del 1454, l'aspetto che tuttora ha il castello.

Negli ultimi decenni sono stati effettuate delle analisi approfondite su questo manufatto, anche con l'ausilio di scavi archeologici e successive verifiche delle murature. Ne è emersa un'anamnesi molto più articolata rispetto a quanto si credesse. L'attuale rocca sarebbe la risultante di reiterati aggiustamenti e rimaneggiamenti di parti edilizie costruite in epoche diverse e con diverse funzioni.

La torre appartiene all'epoca più remota. Realizzata nel tredicesimo secolo, ebbe funzione di portale di accesso al borgo di Orzinuovi. Fu poi inglobata in edifici postumi e trasformata in mastio fortilizio. Dall'originario passaggio in spazio chiuso, con valenza di ridotto fortificato, divenne poi edificio quadrangolare con alti muri difensivi dalla massiccia scarpatura e beccatelli. Viene fatto risalire all'anno 1477 l'ulteriore ampliamento della rocca e ciò perché Orzinuovi stava diventando sempre più centro strategico di confine ma anche caposaldo nell'ottica di una successiva riorganizzazione difensiva della zona. In questo periodo la Serenissima adeguerà alle nuove tecniche militari l'impianto difensivo della struttura, creando cioè la fortificazione all'interno del borgo abitato, e dandole la classica forma a cinque lati e con quattro torri circolari. Di queste sono sopravvissute solo le due a sud. Le scarpe della cinta murarie furono rafforzate.

Nel sedicesimo secolo venne costruita una porta sul lato ovest che modificò di fatto la viabilità dell'area. Le altre due porte (“Porta di San Giorgio” e “Porta di Sant'Andrea”) sono ancora parzialmente conservate. Esse rappresentavano i punti di partenza per Cremona, a sud, e per Brescia, a nord. Intorno alla fine dell'Ottocento il castello fu acquistato dal Comune orceano ed utilizzato inizialmente come carcere e successivamente come scuola. Nel 1995 sono stati avviati i lavori di conservazione e restauro. Oggi l'edificio ospita al proprio interno mostre, convegni e fiere. Al piano superiore vi è la biblioteca civica.




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PER LE STRADE DI ORZINUOVI

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Al centro del paese si trova la piazza Vittorio Emanuele ornata da portici, che con il passare degli anni, sono stati più volte rifatti, abbelliti e arricchiti a seconda del mutare degli stili architettonici.

Il Palazzo Municipale, la cui facciata è caratterizzata da un bassorilievo del leone di San Marco e da una meridiana, all'interno ospita vari dipinti tra cui l'Offerta di Orzinuovi alla Vergine del Bagnadore.
Della grandiosa fortezza veneziana rimangono solo dei resti (la Rocca di S.Giorgio, verso nord, e qualche traccia del muro perimetrale). La caratteristica forma a stella, nelle intenzioni del Sammicheli (1520), doveva renderla inespugnabile: cinque angoli, sette baluardi e le due porte ben munite, a nord verso Brescia e a sud verso Cremona; nel mezzo della fortezza la piazza e, intorno, il fossato.
Nella chiesa di Santa Maria del Carnerio si può ammirare un Trionfo della Vergine di Luca Mombello.
Il Palazzo Obici – Maffeis risale alla fine del 500, tipico esempio di palazzo urbano; si presenta maestoso con il suo vigoroso cornicione a mensola e con il sistema decorativo di due ordini tuscanico ed ionico, opera attribuita al Bagnatore. La loggetta al centro dell’edificio sembrerebbe un elemento aggiunto successivamente. Il palazzo ha un’ampia fronte sulla strada laterale con sei finestre, il ritmo delle quali è interrotto da due bifore con archi a tutto sesto. La bifora interiore è protetta da un’inferriata detta “a petto di colombo”.
Il Palazzo Podestarile è in stile romano-gotico attualmente sede del Comune. Nel 1567 viene ampliato, ammodernato e viene arricchito dei due significativi portali. All’interno del comune, nella sala consiliare, si trovano importanti opere pittoriche.
Il Palazzo Pavoni fu costruito sulle fondazioni della torre comunale di vedetta, con porticato ad archi a sesto acuto e con la facciata di stile lombardo – sforzesco.
Il Duomo di Santa Maria Assunta fu probabilmente costruito nel 1193, anno in cui la popolazione traslocò dal Bigolio al campo S.Giorgio, ora Orzinuovi. Fu edificato in stile gotico con la facciata rivolta a sera ed ha subito, nel corso dei secoli, diverse modifiche. Nel 1853 viene unita alla chiesa di S. Maria del Carnerio formando un unico complesso neo gotico. Del ‘600, quindi di linea rinascimentale – barocca, è l’attuale facciata. L’interno è a tre navate con cappelle laterali aggiunte tra il 1601 e il 1604.
La chiesa di San Domenico è oggi utilizzata come cappella dell'annesso ospedale Mellino Mellini. Contiene una tela del Moretto e una di Grazio Cossali.
La chiesa e l'annesso convento vengono costruiti a partire dal 1499 grazie al supporto finanziario di Zaccaria Trevisano, arciprete di Orzinuovi dal 1486 e qui morto nel 1546. Nel 1565 la chiesa viene arricchita dal piccolo campanile ancora esistente. Tra il 1771 e il 1797 il convento viene trasformato in ospedale pubblico e, da allora, più volte restaurato per assolvere alle nuove funzioni. Il centro ospedaliero è ancora oggi attivo e l'adiacente chiesa di San Domenico è utilizzata come cappella della struttura.
La chiesa conserva una pala del Moretto raffigurante la Madonna in trono col Bambino tra i santi Domenico, Giuseppe, Vincenzo Ferrer, Lucia e un committente e una tela di Grazio Cossali.
Il Santuario della Madonna di Caravaggio è una costruzione del 1752 ideata dall’eremita Bartolomeo Zorzi. Fra i santuari bresciani dedicati alla Madonna di Caravaggio quello di Orzinuovi ha un’origine ricca di spontaneità popolare. A lato del Santuario si trova il portico dei pellegrini che avrebbe dovuto collegarsi con il centro abitato.
Il Convento Santa Maria Assunta all’Aguzzano fu fabbricato nel 400 fuori dagli Orci Novi dedicato alla Madonna. Nel 1796 viene soppresso e nel 1810 viene venduto a privati che mantengono solo una parte del fabbricato; nella chiesa oggi si celebra ancora la messa nei giorni festivi.
San Lorenzo in Bigolio (ora Madonna della Pieve): La Madonna della Pieve fino al XIV sec.,fu centro religioso di notevole importanza per un vasto territorio. La chiesa è a tre navate con elegante pronao ricostruito nel XVI sec. Ancora oggi continua l’antica devozione della popolazione.
All’interno della chiesa di San Giorgio si può ammirare L’ultima cena (1580) di Grazio Cossali, pittore orceano.
Il Palazzo Caprioli (Pudiano) è sorto negli ultimi anni del secolo XVI e questo palazzo severo sta sulla piazza del piccolo borgo quasi ad affermare una assoluta signoria.
La chiesa di San Rocco (Coniolo) risale al sec. XVI ed è dedicata al Santo pellegrino, invocato contro ogni epidemia. La devozione a S. Rocco si diffuse nel bresciano dopo la pestilenza che scoppiò nel 1478.
La chiesa di San Michele Arcangelo (Coniolo) presenta la facciata con elementi architettonici settecenteschi.
La chiesa di San Pietro (Rossa) risale al XV sec. ed è l’ampliamento di una antica chiesetta fatta eseguire, dopo il 1572, dal nobile Alessandro Rossa.
Il territorio comunale comprende il centro abitato di Orzinuovi, le frazioni di Barco, Coniolo, Ovanengo e Pudiano, e le località di Cascina Andreana, Cascina Malpaga, Fenile Jaga, Fenile Salnitro Sopra, Fontanella, Gavazza, Nosotto, Rossa e Villa Chiara.
Coniolo è abbastanza grande per essere una frazione: vanta circa 900 abitanti, possiede una chiesa con il relativo campanile, una chiesetta dedicata alla Madonna del voto, un cimitero, un ufficio postale, una farmacia, un bar, un pub e laboratorio veterinario. Di interesse storico la Badia di regola agostiniana e già commenda di Pietro Bembo e successivamente del figlio Torquato. Molto noti sono inoltre la festa di San Camillo e il festival musicale di indie-rock "No Silenz", in occasione dei quali la popolazione delle zone limitrofe, si ritrova per ascoltare musica, mangiare, ballare e divertirsi. Il paese possiede inoltre un campo di tennis e un campo di calcio. Dal 2010 è presente anche il tennis tavolo, con due formazione che militano nel campionato provinciale CSI. Grande soddisfazione per le nostre ragazze, che nel campionato nazionale del 2012 a Messina hanno conquistato l'oro nella gara di doppio e nel 2013 a Lignano Sabbiadoro hanno vinto la medaglia d'oro nel singolo femminile.
A Coniolo il medico curante era Ettore Nobilini deceduto il 7-7-1987, a cui è stato dedicata una via dal Comune di Orzinuovi per le sue opere benefiche. Una via gli è stata dedicata anche a Soncino perché è stato il primo direttore sanitario e fondatore dell'AVIS Soncinese. Pacifista, non violento secondo lo stile gandhiano. Ha avuto lettere di corrispondenza con Aldo Capitini ed ha proposto al Parlamento italiano di ricorrere la giornata per gli Stati Uniti del Mondo nel lontano 1961.

Ovanengo è, dopo la Rossa, la frazione meno popolata. Vi sono però ben un ristorante e un palazzo del 1700.

Pudiano, piccolissima frazione di poche decine di abitanti, un tempo raggiungibile da una caratteristica strada affiancata da due filari di pioppi cipressini (ora abbattuti) messi a dimora dal conte Giulio Tartarino Caprioli nei primi anni del '900. Pudiano è stato feudo dei conti Caprioli fin dal '400.

Pregevoli sono Palazzo Caprioli, sito nella omonima piazza, e la Chiesa dedicata a San Giorgio (un tempo parrocchia con diritto ai conti Caprioli di nominarne il parroco). Nella Chiesa sono conservate le reliquie di San Bonifacio martire, ivi collocate dai conti Caprioli. Poco dopo l'anno 2000 è stata ripristinata la tradizione dell'esposizione delle reliquie (un tempo ogni 25 anni, oggi con cadenza quinquennale. L'ultima si è tenuta il 23 settembre del 2007.

La Rossa è una località costituita da alcune cascine, un tempo assai più densamente popolate che non oggi. Molto rinomata ed importante era la festa di San Camillo, organizzata dagli abitanti di Coniolo presso la cascina locale di proprietà dei Migliorati, che si tiene intorno alla metà di Luglio. Dal 2007 la festa di San Camillo è stata spostata nella cascina "Abbazia" dei fratelli Zucchi.

Barco fu comune autonomo sino al 1927, poi aggregato al comune di Orzinuovi.
Barco, era noto un tempo anche con il nome di Castelbarco, come ricordato dal nome che ancor oggi porta la via che da Orzinuovi permette di raggiungere la frazione.
Rinomata la processione del venerdì santo, una delle più importanti d'Italia, con la rappresentazione della Passione.
Bello è anche il castello che si trova nel centro abitato edificato dal Conte Giovanni Francesco Martinengo edificato interamente in mattoni.
La Parrocchia di Barco, come il castello, è di epoca feudale e deve la sua origine alla famiglia Martinengo. La chiesa è dedicata a Papa Gregorio Magno (590 – 640), e possiede pregevoli statue dei dodici apostoli.
Il Castello Martinengo di Barco, fu eretto da Gian Francesco Martinengo, nel 1463, su quelle che erano le rovine di un precedente castello.
Il 15 agosto 1487 La Repubblica di Venezia concede al nobile Gian Francesco Martinengo e ai suoi successori il titolo di conte di Barco.Il conte Gian Francesco fu un rispettabile condottiero della Repubblica di Venezia, esperto nelle cognizioni militari e valente architetto, a lui si deve l′edificazione della Rocca d′Anfo nel 1450.
La frazione di Barco da il nome ad un ramo di una delle più importanti famiglie nobili bresciane: i conti Martinengo da Barco.
Con la morte del conte Leopardo nel 1884 si estinse il ramo dei Martinengo da Barco ed il castello venne venduto: la parte settentrionale alla ricca e facoltosa famiglia bergamasca dei Donadoni e successivamente acquistata dai fratelli Graifemberg, tuttora proprietari, la parte meridionale a Corvini Gio Batta da Soncino.

La squadra di calcio locale, l'Orceana, milita nel campionato di Prima categoria. Militò in C2 sul finire degli anni '80, quando la allenava Luigi Maifredi. Essa ha uno stadio, lo Stadio Comunale di Orzinuovi, inaugurato nel 1972, che dispone di 1000 posti a sedere.

La squadra di pallacanestro locale, la Pallacanestro Orzinuovi, milita dalla stagione 2007-2008 nel campionato di serie C Regionale, dopo aver raggiunto lo storico traguardo del raggiungimento dei play-off al primo anno di militanza nella categoria (sconfitta dal Gallarate dopo tre gare al cardiopalmo nella finale per il raggiungimento del campionato di serie C Dilettanti). Si ripete anche nella stagione 2008/09 dove raggiunge ancora i play-off ma viene battuta in semifinale da Cremona in 2 gare. Nel 2009/10 arriva 5^ in campionato non riuscendosi a qualificare per i playoff solo all'ultima giornata. A fine anno il capitano Mirko Cozzi dà l'addio alla squadra. Nel 2010/11 con l'acquisto della guardia argentina Damian Paulig, specialista nel tiro da tre punti e con l'acquisto di molti altri veterani come i play Stefano Scalvini e Marco Pellini, della Guardia-Ala Stefano Segolini e del Pivot Massimiliano Roversi oltre alla conferma dei Pivot Claudio Velardo e Andrea Piscioli, della guardia Riccardo Furlanis (nominato capitano) e del play-guardia Davide Panada, oltre alla diligente guida dell'esperto coach Giorgio Martinelli, parte come una delle favorite, se non la maggior pretendente alla promozione. Infatti non delude le aspettative e con 5 giornate d'anticipo si qualifica ai play-off, chiude la stagione regolare al 2º posto con 46 punti dietro solo al Monticelli. In casa la squadra vince 13 partite a fronte di due sole sconfitte con le due storiche rivali di Verolanuova e di Pizzighettone. Alle semifinali di playoff vince la serie con la Pallacanestro Milano per 2-0 (91 a 59 in casa e 73 a 77 in trasferta) ed approda così in finale promozione dove affronta il McDonald's Garbagnate vincendo la serie per 2-0 (55 a 68 in trasferta e 84 a 58 in casa) approdando così in Serie C Dilettanti, la vecchia C1. La prima stagione in C Nazionale (2011-2012) inizia con la conferma di Coach Martinelli, assoluto stratega della promozione, la notizia dell'addio del principale fautore della promozione Damian Paulig per motivi di passaporto, viene subito messo da parte dall'arrivo dell'ala forte Simone Pedrini proveniente dalla Belfante Tortona; all'ottimo innesto seguono le conferme del play Stefano Scalvini, del pivot Andrea Piscioli e del capitano Riccardo Furlanis, oltre all'attesissimo ritorno del play Alessandro Muzio, (nel roster dell'Angelico Biella nella stagione 2000-2001), il regista orceano aveva disputato qualche anno di giovanili a Orzinuovi prima di approdare al Basket Brescia. Dopo pochi giorni approda in quel di orzi, il lungo Carlo Coppi, arrivato dalla Tosoni Villafranca; Scelto Stefano Cacciani per rimpiazzare il vuoto lasciato dalla partenza dell'argentino Paulig, Cacciani grande tiratore dalla media e da tre punti può ricoprire sia il ruolo di Guardia che quello di Ala. Reduce da un anno in C nazionale a Caorle, arriva a Oerzinuovi la guardia Nicola Masè, dotato di grinta e rapidità, è stato uno degli artefici della salvezza della squadra Veneta. Ultimo acquisto, il giovane Saad Ben Humane, classe 1992, proveniente da una stagione in B Dilettanti a Iseo. Si completa con l'aggiunta degli under Luca Bettera, Simone Bassini e Alberto Fattori, il roster della squadra della bassa, destinata a salvarsi quasi certamente e ad infastidire le grandi del girone per un posto ai play-off. L'innesto a metà anno dell'under Davide Marelli, classe 1991, già esordiente in Serie A con l'Olimpia Milano, da un grosso contributo alla squadra. Dopo un'ennesima grande stagione approda ai play-off arrivando settima e incontrando al primo turno la grande rivale Crema, che la elimina in due gare lottate. Il mercato per la stagione 2012-2013 inizia fin dai primi giorni di Giugno, con la sistemazione dell'organigramma societario, vengono nominati rispettivamente Direttore Generale Domenico Menni, e Direttore Sportivo Luca Menni, entrambi già nello staff della squadra. Dopo due anni di vittorie il play, ormai trentaseienne Stefano Scalvini, lascia per andare a giocare in serie minori, ma questa notizie viene messa da parte, grazie a quattro conferme eccellenti come Ale Muzio, Pedrini, Cacciani e Coppi. Il primo grande colpo di mercato è l'Italo-Argentino Maximiliano Cornejo, giocatore per anni militante in categorie superiori, è una guardia con un'ottima visione di gioco, gran passatore e tiratore di striscia, come testimoniano le statistiche degli anni precedenti. All'argentino si aggiunge il playmaker pesarese Manuel Roberti, militante già in Divisione Nazionale B, le sue principali caratteristiche sono la corsa in contropiede e l'abilità nell'attaccare il ferro. Negli stessi giorni viene prolungato il contratto del capitano Riccardo Furlanis. L'ultimo colpo della squadra orceana è un centro, Andrea Benassi, giocatore di altissimo livello, che ha disputato un europeo con la nazionale giovanile nel 2000, ha militato per i primi anni a Casalpusterlengo in C dilettanti e poi in B dilettanti, per poi passare a Reggio Emilia in Legadue, poi approda in altre quattro squadre in B dilettanti, le ultime tre giocate a Campobasso con eccellenti risultati, è un giocatore potente fisicamente e ottimo tecnicamente, potrebbe ricoprire il ruolo di Ala piccola, ma preferisce quello di Ala grande. Con quest'acquisto si completa la composizione dei senior, verranno aggiunti tre under, presi probabilmente dal vivaio. Una notizia importante giunge ad Agosto, infatti il contratto triennale con la BCC Pompiano e Franciacorta è terminato e per la stagione 2012-2013, sarà l'azienda agricola del presidente Zanotti a rappresantare la società, che si chiamerà Fattorie Novella Sentieri Orzibasket. A Ottobre, dopo una brutta partenza della squadra orceana, viene esonerato Martinelli, al suo posto arriva l'ex vice-allenatore della Vanoli Cremona, Riccardo Eliantonio, con lui si accasa a Orzinuovi anche il centro Marko Raskovic. A Febbraio l'argentino Cornejo viene messo fuori rosa dopo un litigio con Eliantonio, per rimpiazzarlo viene acquistato Riccardo Truccolo. Si classifica al secondo posto, e ottiene la testa di serie n°1 ai playoff, ai quarti di finale liquida Cantù in due gare. Superato anche l'ostacolo del San Bonifacio in semifinale con lo stesso punteggio, in finale il nuovo derby col Crema consegna, nella decisiva gara tre, la prima storica promozione in B al team orceano, vincitore 2-1 nella serie con un doppio 72-64 interno. Il palazzetto, sponsorizzato dalla ditta Ambienti di Soncino, è soprannominata dai locali tifosi "la tana del cinghiale", dal nome dell'animale che c'è nel logo della società.

La seconda squadra cestistica cittadina, l'A.S.D. River Basket, partecipa al campionato di Prima Divisione. Nel 2013/14 si rinnova profondamente: del roster storico, artefice di due promozioni sfiorate in seguito a due campionati terminati rispettivamente al 2º e 5º posto e con l'uscita rispettivamente in semifinale e nei quarti dei play-off, restano solo l'ex gloria della principale squadra di Orzinuovi Fabio Minotti, il capitano Ivan Sculli, i play Giuseppe Brunelli, Gianmarco Tosoni e Francesco Borra, le guardie Massimiliano Brunelli e Matteo Orabona. Vengono inseriti nel gruppo elementi giovani, come Paolo Boselli, Ivan Gelati, Andrea Muratore, Alberto Porchera, Milos Pinardi, Stefano Folli e Federico Fulgosi, mentre il centro Andrea Cassago passa ad Urago.

Orzinuovi aveva anche una squadra di calcio a 5, l'A.C. Orzinuovi Calcio a 5, che militava nel campionato di serie C1 lombarda; al termine del campionato del 2007-08 conquista il quinto posto in campionato, accedendo così ai play-off per la serie B. Viene eliminata dal Saronno Calcio a 5 (5-5 6-3), squadra che sconfisse gli orceani anche in semifinale di Coppa Lombardia (7-0).

Dalla stagione 2009/10 Orzinuovi ha una nuova squadra locale di calcio a 11, l' A.S.D. Orzinuovi, militante in terza categoria. Dopo una promozione in Seconsa Categoria ed un'immediata retrocessione, la compagine cessa le attività.

Fiera Regionale di Orzinuovi viene organizzata annualmente dal 1948. Nasce come fiera mercato per l'agricoltura. Fin dagli anni cinquanta la fiera entra a pieno titolo nel novero delle Fiere più note in provincia di Brescia e in Lombardia. L'organizzazione per rendere più importante e qualificata la Fiera in ambito professionale (merceologico, zootecnico, agricolo) danno vita a numerose manifestazioni per intrattenere il pubblico. Da ricordare il 1° Festival Orceano della Canzone dell'edizione del 1955, tenutasi dal 25 al 29 agosto. Fu organizzato in collaborazione con la RAI, la Siae e la Sedrim. Parteciparono più di 248 autori che presentarono altrettante canzoni. Una commissione selezionò tra tutti i partecipanti solo 12 brani musicali per la serata finale. La commissione fu presieduta dal sindaco Carlo Arici e composta dal commendatore Ferruzzi (impresario teatrale), Vittorio Brunelli, Franco Soardi, Carolì Ferraresi e da Vittorio Tolasi. La sera della finale, condotta da Walter Marchiselli, verrà dichiarata vincitrice con 918 punti, la canzone "Bella Orceana" di Giuseppe Enzo Palanti, uno swing moderato composto dal Palanti in testo e musica. Al secondo posto con 700 punti, "Le mie lacrime" di F.Tettoni con musica di Gianni Terlisio. Al terzo posto con 603 punti, "Cin Cin" di Baratta e Bernazza. La Fiera Regionale di Orzinuovi, così è chiamata odiernamente, si svolge solitamente tra la fine del mese di agosto e l'inizio di settembre.

Largo Costanzo Ciano, militare e politico italiano, è stato rinominato "Piazza Martiri di Nassiriya" il 12 novembre 2004. Ciò, a un anno degli Attentati di Nassiriya del 12 novembre 2003 contro le Forze Armate in Iraq.
Orzinuovi è l'unico comune d'Italia a non avere un campanile vicino alla chiesa parrocchiale. Esso infatti venne abbattuto, perché pericolante, negli anni '70.
Nel 2009 si è classificata trentesima nella classifica dei comuni con la miglior qualità della vita secondo la rivista Panorama.
Il poliambulatorio Bongi è uno dei due poliambulatori che offre il servizio di crioterapia in tutta Europa. A curarsi con questa terapia a Orzinuovi vi sono stati anche Alexandre Pato e Sebastian Giovinco.



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LE CITTA' DELLA PIANURA PADANA : ORZINUOVI



Orzinuovi è un comune della provincia di Brescia.
Non ci sono risposte certe sull'origine del nome di Orzinuovi, ma soltanto risposte attendibili, il Codagli nella sua opera Historia Orceana narra che durante le invasioni barbariche del V-VI secolo d.C., i barbari avrebbero costruito in questo territorio due rocche fortissime che in latino, la lingua dei romani, sarebbero definite Arces, appunto da questa parola sarebbero arrivati a Orci, ma Codagli si rese conto dalle storie degli anziani del paese che il nome non sarebbe potuto derivare dalle Rocche, bensì dai vasi che i Romani chiamavano Orzi ritrovati dal fondo di quelle. Sempre Codagli ipotizza che sia stato S.Ursicino, Vescovo di Brescia dal 347 al 380 d.C., a dare il nome alla città. Inoltre, ipotizza che possa essere stata Oritia moglie di Borea e figlia di Eritteo, re di Atene. Oritia avendo fatto edificare il tempio dedicato a Giove nei pressi della località spettava lei dare il nome alla città.

Monsignor Guerrini, l'arciprete della Curia di Brescia presuppone che il nome della città derivi dall'aggettivo Arsus che tradotto dal latino all'italiano significa latifondi, che Orzinuovi possedeva prima che il Comune di Brescia nell'XI secolo vi bonificasse. Lo stesso Guerrini dice che l'origine del nome deriva da J-urs, che potrebbe essere una ricostruzione dialettale di San Giorgio, poiché, Orzinuovi, fondata nel XII secolo, è stata chiamata castrum San Georgi o San Jorii quindi a risalire a J-ursus. Però Monsignor Guerrini smentisce questa sua ipotesi, per due ragioni una fonetica e una storica:

Nel dialetto bresciano il nome Giorgio si pronuncia Zors e perciò si dice Sant'Zors, che non può essere tanto facilmente trasformato in J-urs. (Ragione fonetica)
Il nome Orzi spetta prima a Orzivecchi e non a Orzinuovi, perché il primo è più antico del secondo. A Orzivecchi il culto di San Giorgio non viene praticato, mentre è tuttora vivo a Orzinuovi (congiuntamente con quello di San Bartolomeo), in quanto sotto la protezione e il nome di San Giorgio venne dal comune di Brescia, che come già detto in precedenza, edificò il territorio chiamando il paese San Georgi a difesa del confine con la provincia di Cremona. È ciò accadde quando il castello di Orzivecchi aveva già più di un secolo di vita e il nome esclusivo De Urceis.
Carlo Antonio Mor sostiene, invece, che ricostruendo il nome Orci viene da Urcei la cui probabilissima radice vuol dire acqua, Orci vuol perciò denotare che il significato del nome è abitato vicino all'acqua.

Orzinuovi, situato a Sud Ovest di Brescia a pochi chilometri dal fiume Oglio, fu fondato l’11 luglio del 1193 (data certa e documentatata) per espressa volontà della città di Brescia, al fine di perfezionare le proprie difese rispetto ai cremonesi lungo la delicata linea dell’Oglio: l’intero centro storico conserva ancora, nella regolare suddivisione in strade ortogonali disposte attorno all’asse centrale della lunga piazza orientata Nord – Sud, l’antica organizzazione urbanistica castrense; l’intervento avvenne su un unico antico dosso fluviale dell’Oglio, in una località già occupata dall’ antica chiesa di S. Giorgio cui verrà dedicato l’intero centro.

L’atto di fondazione di cui si conservano solo delle trascrizioni, pone fine alle discussioni sorte in passato, anche a seguito di una certa confusione fatta dal Codagli, il primo storico oceano. Questi infatti citando altri storici, sembra far risalire al 1191, con due anni di anticipo, la decisione del Comune di Brescia di costruire un nuovo castello per gli antichi Urcei.

E’ opportuno ricordare che gli storici successivi commisero un altro errore in conseguenza a quello fatto dal Codagli nel descrivere la fondazione di Orci Novi, cioè che l’antico castello al Bigollio fu distrutto per utilizzare il materiale per la costruzione del nuovo castello, chiamato S. Giorgio al Theze. Questa sarà, infatti, la prima denominazione di Orzinuovi: Castrum Sancti Georgi. Solo successivamente verrà chiamato Orci Novi per diventare, più tardi ancora, Orzinuovi.

Le vicende storiche di Orzinuovi si ricollegano, ovviamente a quelle di Brescia; nei primi 250 anni Urcei conosce la dittatura di Ezzelino da Romano, di Oberto Pelavicino, dei Torrianio, degli Angiò, degli Scaligeri, dei Visconti e dei Malatesta, con un breve intervallo per i Gonzaga; in ultimo passa quasi definitivamente sotto Venezia, dal 1426 al 1797.

Gli episodi salienti del periodo pre-veneto sono trattati con dovizia di particolari e secondo un’interpretazione a volte drammatica dal Codagli e in parte riesumati anche dal Mor.

Basti ricordare la breve sosta in Orzinuovi di Ezzelino da Romano, il quale nel 1258, il primo settembre, occupa Brescia, costringendo alcune famiglie guelfe ad uscire dalla città e a rifugiarsi nelle roccheforti della provincia.

Il truce tiranno l’anno successivo seguendo i consigli del Dovera, traditore di Milano, tenta di impossessarsi della città e per eludere le sue manovre militari, finge di attaccare Orzinuovi, che assedia devastandone le campagne; si dirige poi verso il milanese ad incontrare la definitiva sconfitta del suo esercito e la morte sul ponte di Cassano d’Adda.

Nel 1282, stranamente, data l’antichissima rivalità con i Soncinesi, gli Orceani inviano aiuti alla città di Cremona, impegnata a difendersi dal marchese di Monferrato.

Nel 1341 Azzone Visconti emette gli statuti, una raccolta, cioè, di disposizioni che regolano la vita politica amministrativa e sociale del comune. (In essi, per esempio, sta scritto come si debbano mantenere le strade, le condizioni igieniche da rispettare da parte dei mugnai e dei fornitori da farina, come debba comportarsi il podestà, quando il capitano del popolo può incontrare i residenti….ecc.).

Nel 1383 è consacrata la chiesa principale detta “Il Duomo”, già intitolata a S. Lorenzo ed ora a Santa Maria della Pieve, con la facciata rivolta verso ovest, stretta ed alta, col battistero esterno. Nello stesso periodo ad Orzinuovi capita a predicare San Bernardino, ed in occasione della sua venuta si fonda l’ordine dei Francescani zoccolanti, con residenza al convento dell’Aguzzano.

Nel 1421 il duca Filippo Visconti rinforza le fortificazioni ed ordina la costruzione di una torre con murata all’ingresso della contrada Navagera, ora via Roma.

Il Codagli cita anche lo spaventoso episodio del passaggio delle cavallette “che avendo rovinato insino le fronde cagionassero una crudel fame, dalla corrottione delle quali, n’uscì una sì esecrabile peste che per tre anni continuosi”.

Orci, comunque, passa i guai più grossi della sua storia tra il 1427 ed il 1454, dopo la relativa tranquillità di circa un ventennio.

Galeazzo Visconti lascia un buon ricordo di sé; gli succede Pandolfo Malatesta, messo fuori da Brescia nel 1420; i suoi rappresentanti in Orci sono scacciati dal Carmagnola, al servizio di Filippo Visconti, nello stesso anno. Il Carmagnola, restituisce alla comunità orceana i vecchi statuti soppressi dal Malatesta, riporta il numero dei consiglieri a 48, esenta i residenti dai dazi e dalle gabelle per cinque anni, aggiunge agli Orci le terre di Villachiara e di Rudiano, ma si ripaga di tanta generosità, prendendosi come ostaggi, da conservare sotto chiave in prigione, due della famiglia Zenucchi antighibellini ed esige la partecipazione dei locali alla spesa di 30.000 ducati per la costruzione delle difese, con una imposizione dell’esborso in sei anni dei due terzi della somma.

Per consolare i cittadini della gravosa tassa, decide di renderli autonomi da Brescia e con un atto di somma fiducia consegna ai maggiorenti l’amministrazione delle munizioni.

Nel 1426 i guelfi bresciani tramano contro il Visconti a favore di Venezia e la repubblica coglie l’occasione per mettere le mani sulla città; a cosa fatta, vuol imbastire, per l’ennesima volta, la pace con Milano. E’ stipulata, ma non rispettata; di conseguenza la repubblica invia nel contado ed a Orci, ghibellina, guidata dai Corniani, Trezzi, Angoli, Barbari, Rodenghi, una enorme quantità di truppe, al comando del Carmagnola, passato al servizio di Venezia. L’assedio dura 16 giorni, le artiglierie venete smantellano parte delle mura e molte torri; alcune palle arrivano in piazza e colpiscono la chiesa centrale. Intorno alla fortezza si muovono più di trentamila soldati, con una quantità enorme di cavalli. Finalmente la fortezza si arrende; Caramagnola proibisce con i proclami l’applicazione dei diritti del vincitore, ma alcuni rapaci ufficiali sequestrano le persone più facoltose e le costringono alla consegna di somme enormi.

Il privilegio del doge Foscari riporta tutto alle condizioni di prima, ma offre la possibilità di perseguitare i ghibellini ed impone a tutti nuove taglie.

Decapitato il Carmagnola in Venezia, viene agli Orci Francesco Gonzaga, che guerreggia contro Filippo Visconti attestato nel cremonese; segue un brevissimo periodo di pace, rotta di nuovo nel 1437.

Questa volta si porta sotto le mura per conto di Filippo Visconti, il Piccinino; egli stringe d’assedio la fortezza, che è presa per il tradimento di un certo Pietro da Lucca, armigero inviato sul posto con 200 soldati dal Gattamelata, per dare man forte a Dandolo, comandante della piazza. Ovviamente, per l’occasione si verificano le devastazioni, le taglie, i sequestri e altre brutture collegati a fenomeni del genere.

Nel 1440 Filippo Visconti cede Orci al comandante Ludovico Gonzaga, ma questi non si interessa della faccenda; subito Francesco Sforza, ora al servizio di Venezia, scaccia i viscontei dal paese e li batte sulla strada vecchia per Soncino. Segue una nuova breve pace; ad Orci si reca anche Muzio Attendolo, per svernare. Nella nuova guerra Francesco Sforza, ora al servizio di Milano, smantella le mura della fortezza con le artiglierie, ed invano attenta alla sua vita un certo Giorgio Zenucca.

Con la pace di Lodi del 1454, Orci non è più disturbato dagli eventi della guerriglia tra Venezia e Milano.

Segue un periodo di grandiosità: la repubblica veneta ordina la ricostruzione delle mura e dei bastioni, sostituisce le torri alte e merlate con i torroncelli più atti alla difesa, costruisce la rocca.

I civili iniziano le costruzioni murarie, fabbricano anche palazzi di una certa pretesa, a ridosso della piazza centrale, le organizzazioni religiose aumentano il proprio prestigio, fondano il monastero di S. Francesco della Pace, con relativa chiesa, molto bella e riccamente ornata, e quello di S. Chiara.

Sono pure istituite associazioni culturali ed assistenziali di ogni genere, come la compagnia dei Disciplini, il monte di Pietà e la prima congregazione di carità. Alcuni privati cittadini mettono a dsposizione del pubblico i loro capitali per iniziative sociali.

Questo si può definire il periodo del primo rinascimento orceano, che, dopo la parentesi paurosa della calata di Carlo VIII, del passaggio di Gastone di Foix, dei lanzichenecchi e della micidiale peste, viene rappresentato da illustri personalità operanti nei vari campi dell’attività umana.

Nasce in Orci la magnifica Stefana Quinzani, più tardi beatificata, fondatrice del monastero delle donne di Soncino. Per le scienze e le lettere, acquistano fama l’oriundo orceano Condro, insegnante presso l’Università di Bologna, celebre latinista e grecista, che sembra abbia avuto tra gli alunni Niccolò Copernico; Giovanni Braccesco, latinista, scienziato, filosofo.

Illustrano le arti figurative Bagnadore e Montagna, celebrati pittori e architetti, mentre arriva in Orci il Sanmicheli, a disegnare le costruzioni dei bastioni e delle porte della fortezza.

La società locale è sostanzialmente povera, o appena benestante; non conta famiglie patrizie e nemmeno eccessivamente facoltose, perché nel trambusto dei secoli e specie nel ‘400 e ‘500, i fatti d’arme piuttosto frequenti e la indisponibilità di terre da comperare, il succedersi dei privilegi che garantiscono soprattutto il mantenimento della situazione, impediscono l’inserimento o l’attecchimento dei potentati, sia militari che civili.

Il centro è abitato da qualche famiglia danarosa, che esercita le attività professionali o gode dei benefici delle piccole proprietà terriere; vi si installano i bottegai, ai quali si aggiungono in buon numero gli artigiani dei mestieri inerenti ai bisogni della campagna (sellai, fabbri, ecc.) ed alle richieste degli abitanti in generale.

Ai margini s’incontra una piccola folla di lavoratori occasionali, di pescatori e cacciatori meno esigenti degli altri e viventi alla giornata, fiduciosi nella generosità delle opere caritative e dei conventi per gli anni magri.

Nel contado le piccole proprietà terriere dei professionisti e dei “ricchi” del centro sono condotte dagli affittuali e dai massari, con l’aiuto dei poveri braccianti e con un patrimonio zootecnico ridottissimo, con prodotti miseri, salvati a stento tra un’epidemia e l’altra. La proprietà terriera è ammassata nelle mani del comune, della Chiesa, e di monasteri delle opere di beneficenza.

La potestà amministrativa, tranne la parte che riguarda le fortificazioni militari, è affidata al consiglio comunale, composto da oceani genuini e retto da consoli.

Sulla popolazione non gravano eccessivi pesi fiscali, se non per motivi occasionali, quali le malattie, carestie, fatti d’arme per i quali si richiede il pagamento di dazi a favore del Comune.

I fatti straordinari della vita sociale provengono dalle liti tra civili e militari, per la solita prepotenza dei componenti il presidio e fra agricoltori per i diritti di irrigazione e la manutenzione delle strade, dalle feste pubbliche di carattere religioso e civile, dai contrasti fra le confraternite e gli ordini monasteriali ed ecclesiali.

Orzi è agricolo, artigianale, proletario; gli intellettuali tendono ad abbandonare la terra d’origine per trasferirsi in città.

Nella comunità il fervore generale e la speranza si annunciano pieni, dopo lo smarrimento conseguente ai disastri bellici ed alla peste tra il 1509 e d il 1530 circa.

Nel ‘600 e ‘700 nella fortezza la vita è monotona e stantia, eccezion fatta per la peste del 1630-31 e per qualche traversia collegata alla guerra di successione spagnola (1701-1713), fenomeni innestati nelle vicende comuni a tutta l’Alta Italia.

Nei primi decenni del ‘600 opera l’artista Cossali, autore generoso e laborioso, detto “il pittore di S. Carlo”, chiamato a dipingere dai reggenti delle chiese di un largo territorio, dai domenicani di Soncino e da qualche privato.

Nel 1779 l’ordine dei domenicani chiude il monastero di Orzinuovi, i cui beni sono ceduti ad un Corniani, che li passa successivamente all’ospedale Tribandi.

Le novità arrivano con la rivoluzione francese e la soppressione della Repubblica di Venezia.

Si istituisce il Governo provvisorio, si pianta l’albero della libertà, si organizza il comitato per la valutazione dei beni espropriabili, con interventi dei giovani liberali e del popolo minuto, ma senza la convinta partecipazione della massa. La fortezza ed i suoi abitanti sono tenuti sotto controllo da Brescia, i cui rappresentanti pregano gli Orceani di adeguarsi alle novità e di essere degni patrioti e nel contempo fanno trasferire in città le armi e le munizioni.

Sono espropriati i beni dei monasteri, della chiesa e delle opere ecclesiali, si unificano le entrate dei vari enti caritativi locali in una organizzazione assistenziale civile ed unica, si aprono scuole pubbliche per l’istruzione primaria.

La successiva pubblica Cisalpina ed il Regno Italico di Napoleone intraprendono alcune opere pubbliche, fra le quali la costruzione di una strada per Soncino e del cimitero centrale nel campo “Foppa”; legiferano anche in materia di riti religiosi, sopprimono i conventi di S. Francesco della Pace, dei francescani di S. Maria dell’Aguzzano e cancellano l’ordine della scuola di S. Pietro.

Il comune è indebitato per le antiche ruberie dei francesi e per gli oneri imposti dagli Austriaci vittoriosi su Napoleone. Le idee rivoluzionarie della comunità diminuiscono di interesse e la società locale ritorna pressoché uguale a 50 anni prima, con i vertici rappresentati dagli aristocratici, provenienti dalle solite famiglie ricche e dai militari, con l’aggiunta di qualche liberale che ha allargato la proprietà e si è costituito un lignaggio con l’acquisto dei beni espropriati nel decennio d’oro.

Nel 1828 il governo austriaco ordina l’abbattimento della fortezza a carico del comune; l’opera di demolizione è appaltata ad un impresario privato, con una decisione di massima; la spesa supera di gran lunga il preventivo e la comunità ricorre al prestito di un privato, sempre un Martinengo; il paese è privato della decorosa e storica corona delle mura, invidiata dai vicini e si obbliga a vendere qualche proprietà per affrontare il brutto momento economico e finanziario.

Verso il 1839 il Comune dona agli Orceani il teatro, ricavandolo dallo svuotamento dell’ex chiesa di S. Giuseppe, già affittata a privati, nel 1797.

Nel 1848, l’anno dei fasti d’Italia e delle illusioni, Orzinuovi brinda ai Piemontesi, ai patrioti, con l’intervento delle rappresentanze religiose; l’anno dopo ritorna nella quiete di prima, con l’arresto e l’imprigionamento di Don Giuseppe Perini e con il controllo della Famiglia Pavoni, troppo scopertamente antiaustriacante ed indiziata di sovversivismo.

Nel 1859, dopo l’ennesima definitiva liberazione del comune è eletto sindaco l’Avvocato Maestrazzi. La nuova strutturazione politica coincide con l’inizio del rinnovamento sociale e civile delle campagne della bassa, lento se si vuole, ma massiccio.

Nelle campagne appaiono i primi coltivatori proprietari, e in larga misura i cosiddetti mandriani nomadi, i quali, qualche decennio dopo, divengono acquirenti dei fondi lasciati dai signori di prima.

Alcune leggi sociali costringono gli agricoltori tradizionalisti ad abbandonare le proprietà od a rinnovarsi con grossi sacrifici; nel centro i bottegai si organizzano in iniziative varie, come sollecitati da nuova fiducia.

Compiuto il primo decennio della costituzione del Regno d’Italia (1861-1871), gli entusiasmi si smorzano ed il paese ritorna alla solita routine, anche se qualcosa di nuovo sembra essere impostato da alcune iniziative sociali.

Nell’ultimo decennio del secolo, si realizzano i primi investimenti pubblici, per i quali è costruito il nuovo edificio delle scuole elementari, sono sistemate alcune strade interne e si compiono i primi sparuti tentativi dell’iniziativa privata in materia edilizia. Il comune è servito con una linea tranviaria elettrica e con una ferrovia per la Valle Camonica e Cremona; il centro viene illuminato.

Nei primi anni del secolo nuovo e fino al 1925 circa, tralasciata la parentesi della prima guerra mondiale, si realizza l’espansione dell’edilizia privata, che ricopre molte aree a ridosso delle mura, in ogni direzione, facendo sparire o riducendo a pochi spazi i resti dell’antica fortezza.

Sono pure modificate alcune case della piazza o dei quartieri centrali, secondo un impulso economico che riguarda in modo particolare commercianti e professionisti.

Nel periodo cruciale dell’avvento del fascismo, la comunità orceana accetta senza eccessive rimostranze la nuova situazione, sia per la sua naturale propensione al pacifismo, sia per l’alto numero dei piccoli imprenditori e degli agricoltori tradizionalmente disponibili alla quiete.

Nessun avvenimento degno di nota s’incontra nel ventennio; solo la figura di Mor, direttore didattico, che pubblica due volumi ricchi di notizie particolari sulla vita del comune.

Dopo la seconda guerra mondiale, Orzinuovi conta 12.000 abitanti, la stragrande maggioranza dei quali vive di agricoltura. La ripresa economica e nazionale in un decennio prepara il campo per l’esodo della campagna e per la trasformazione sociale dei paesi agricoli lombardi, in cui i primi aspetti riguardano il generale aumento del tenore di vita, l’espansione edilizia pubblica e privata, l’aumento della scolarità e del numero di tecnici, l’industrializzazione delle campagne e del centro, l’allargamento dei servizi sociali di ogni genere.

In un ventennio la popolazione diminuisce di circa 3.000 abitanti, ma il paese si raddoppia per il numero di case, funzionalmente distribuite intorno all’abitato centrale, secondo l’adozione di un relativo piano regolatore; si arricchisce di giardini e di aree verdi e di ampie strade.

Gli occupati in agricoltura passano dal 60 per cento di prima al 20 per cento e si triplicano al numero degli addetti all’industria e ai servizi terziari.

A Orzinuovi nel 1223 ci fu un terremoto,nel 1380 ci fu peste, con l'apertura di un piccolo lazzaretto, divenuto poi ospedale di San Bartolomeo fuori porta, a nord dell'abitato, gestito dall'Ordine degli Umiliati,nel 1471 un altro terremoto nella bassa bresciana e nel cremonese: la gente, impaurita, uscì nei campi circostanti la fortezza e vi sostò per vari giorni.
Nel 1474 ci fu un'invasione di locuste, con devastazione dei raccolti e conseguente carestia; moria di bestiame e nel 1481 un'altra epidemia di peste o malattia simile; definita dagli autori "mal del zucchetto" e pare abbia mietuto 2000 vittime a Orzinuovi e 400 a Orzivecchi.
Negli anni 1512-1513 ci fu la più dura peste che abbia mai colpito il paese: 3500 morti (su 3900 abitanti) a Orzinuovi, 1000 (su 1100) a Orzivecchi, 450 (su 1000) a Soncino, 1000 nei comuni limitrofi. Descritta con toni angosciosi dal Codagli.
Nel 1570 la carestia e pestilenza ha provocato centinaia di morti che sono sepolti nell'orto della canonica.
Tra il 1576-1577 una nuova minaccia di peste e venne eretta la cappella di San Rocco e un presunto miracolo ferma quindi l'epidemia.
Nel 1630 ci fu la grande peste descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi esteso a tutto il Nord Italia. Dei 2200 cittadini, solo 900 sopravvissuti. I morti sono sepolti nella chiesa di San Giacomo e Filippo.
Nel 1712 Orzinuovi fu colpita da carbonchio e afta epizootica con grande moria di bestiame.
Tra il 1735 e il 1763 ci furono morie di bestiame e pollame praticamente totali.
Il 27 giugno 1783 comincia un pauroso temporale; per tre giorni cadono fulmini ovunque con danni gravi ad abitazioni e raccolti. Per fortuna non ci furono vittime.
Il 12 maggio 1802 un terremoto danneggia la fiancata destra del Duomo.
Nel 1816 Orzinuovi fu investita da carestia e diffusione della febbre petecchiale: 183 morti nel 1816, 198 nel '17
Tra aprile e luglio del 1836 ci fu una violenta epidemia di colera
A dicembre del 1850 ci fu una breve epidemia di colera.
Nel 1866 a seguito di una nuova epidemia di colera fu istituito un lazzaretto pubblico nei pressi dell'ospedale vecchio detto El pasterù'. In occasione dell'epidemia, furono emesse decreti che punivano le famiglie che non denunciavano di avere dei malati.
Negli anni 1885-1886 ci fu una nuova ondata di colera seguito dal vaiolo.
Negli anni 1918-1919 la violenta influenza spagnola uccide 200 persone.
Nel 1978 a Coniolo ci fu una moria di pollame.
Nel 2001 a causa dello scarico di liquami nel lago, viene isolata una parte del piccolo laghetto artificiale presso la città.
Nel 2008 le cavallette devastano i raccolti.
Il 26 luglio e l'11 ottobre del 2014 a causa di fortissime precipitazioni (il solo evento di luglio ha riversato 187 mm di pioggia in poche ore) vengono allagate diverse zone della città con gravi danni ad attività e case private.



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