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mercoledì 10 agosto 2016

IUS SOLI

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Ius soli (in latino «diritto del suolo») è un'espressione giuridica che indica l'acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Esso contrappone allo ius sanguinis (o «diritto del sangue»), che indica invece la trasmissione alla prole della cittadinanza del genitore.

Quasi tutti i paesi del continente americano applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni. Tra questi gli Stati Uniti, il Canada e quasi tutta l'America meridionale.

La Francia ha una lunga tradizione di applicazione di tale istituto, sebbene esso non sia più automatico: dal 1994 il nato in territorio francese da genitori stranieri può ottenere la cittadinanza facendone richiesta purché sia vissuto stabilmente sul territorio dello Stato per almeno 5 anni (in Italia la permanenza deve essere di almeno 10 anni, con un'interruzione massima di 6 mesi e la richiesta non può essere fatta prima del raggiungimento della maggiore età).

Inoltre, dal 1998, secondo la Legge Guigou, al compimento della maggiore età (18 anni) chi è nato in territorio francese da genitori stranieri accede automaticamente alla cittadinanza se i due genitori, alla nascita del richiedente, disponevano di un permesso di soggiorno e se il richiedente ha risieduto in Francia per almeno cinque anni.

Condizioni simili per la cittadinanza dei figli di genitori stranieri si applicano in Gran Bretagna, Germania e Irlanda.

Tra i paesi che applicano lo ius soli in modo automatico e senza condizioni figurano gli Stati Uniti. Il Quattordicesimo Emendamento della cui costituzione prescrive che chiunque nasca sul territorio dell'Unione e sia soggetto alla sua giurisdizione — fatta eccezione, quindi, per personale del corpo diplomatico ed eventuali truppe straniere d'occupazione — ne è automaticamente cittadino.

In Germania lo ius soli è forte più che in altri Stati europei, ma è comunque temperato da paletti sostanzialmente rigidi. Il diritto di base che viene seguito per l'attribuzione della cittadinanza è quello di sangue, ma possono diventare cittadini tedeschi tutti quei bambini nati da genitori extracomunitari, purché almeno uno dei due genitori abbia in mano un permesso di soggiorno permanente da tre anni e viva in Germania da almeno otto anni.

In Gran Bretagna sono più morbidi che non in Germania, ma non esiste uno ius soli puro. Il bambino che nasce su territorio britannico anche da un solo genitore già in possesso della cittadinanza britannica è automaticamente cittadino del Regno Unito. La cittadinanza si acquisisce anche in seguito a tre anni di matrimonio con un cittadino britannico.



L'Irlanda segue la linea della Germania. Vige lo ius sanguinis, ma se un bambino nasce da genitori di cui almeno uno risiede nel paese regolarmente, quindi con permesso di soggiorno, da tre anni prima della sua nascita, allora ottiene la cittadinanza irlandese dal suo primo vagito.

Nei Paesi Bassi lo ius soli è estremamente debole. La cittadinanza viene conferita solo dopo il compimento della maggiore età (18 anni) e se si è in possesso di un regolare permesso di soggiorno e si è vissuto nel Paese per cinque anni senza interruzioni. Sostanzialmente, i minori nati in Olanda da genitori stranieri devono aspettare di diventare maggiorenni e avere tutti i requisiti richiesti per ambire alla cittadinanza.

Come nel caso dell'Italia e dell'Olanda, anche in Spagna vige un forte ius sanguinis, mentre lo ius soli è debole. Diventa cittadino spagnolo il bambino che ha almeno un genitore nato a sua volta in Spagna. La cittadinanza si può acquisire comunque dopo 10 anni di residenza nel Paese, con lavoro e permesso di soggiorno permanente, oppure in seguito a un matrimonio con un cittadino spagnolo, ma solo dopo un anno dalla data delle nozze.

Saranno cittadini italiani per nascita i figli, nati nel territorio della Repubblica, di genitori stranieri almeno uno dei quali abbia un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Servirà la dichiarazione di volontà di un genitore, o di chi ne esercita la responsabilità, all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza del minore, entro il 18esimo anno. In assenza di questa dichiarazione potrà essere il diretto interessato a richiederla, entro il 20esimo anno. Altrimenti, per gli stranieri nati e residenti in Italia legalmente, senza interruzioni, fino a 18 anni, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza sale a due anni dalla maggiore età. Il principio dello “ius soli” non si applicherà però ai cittadini europei, visto che il permesso di lungo periodo è previsto solo per gli Stati extra Ue.
 
Possono ottenere la cittadinanza anche i minori stranieri nati in Italia, o entrati entro il 12esimo anno, che abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti del sistema nazionale di istruzione, o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali. La frequenza del corso di istruzione primaria deve essere coronata dalla promozione. La richiesta spetta al genitore, cui è a sua volta richiesta la residenza legale, o all’interessato stesso, entro due anni dalla maggiore età.
 
Le nuove norme valgono anche per gli stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato, all’approvazione della legge, il limite di età dei 20 anni per farne richiesta per salvaguardare i diritti di chi è già arrivato da anni in Italia .
 
Si è partiti da un testo che sintetizzava 24 proposte di legge depositate negli anni per modificare la legge 91/92 che prevede semplicemente lo ius sanguinis, in cui la cittadinanza viene solo trasmessa dai genitori ai figli. La discussione è stata molto accesa e ha portato a diversi cambiamenti che hanno limitato le possibilità di ottenere la cittadinanza. Nella prima versione della proposta la cittadinanza veniva concessa a chi aveva almeno uno dei genitori con la residenza legale senza interruzioni da almeno cinque anni prima della sua nascita.


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lunedì 1 giugno 2015

PERSONE DI CASTEL GOFFREDO : GIUSEPPE ACERBI

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Nasce a Castel Goffredo (Mantova) il 3 maggio 1773, da un'antica famiglia la cui origine risale all'XI secolo.
Riceve una prima istruzione dai genitori, il colonnello Giacomo Acerbi (1740-1811) e dalla nobildonna Marianna Riva di Castel Goffredo, poi dall'abate Saverio Bettinelli, nello spirito dei Lumi e si laurea in legge nel 1794 a Pavia; conosce le più importanti lingue europee, è politicamente vicino ai giacobini e nel 1798 intraprende un viaggio per l'Europa fino a Capo Nord (primo uomo nella storia), attraversando il nord della Finlandia, insieme con Bernardo Bellotti, figlio di un banchiere bresciano. In Svezia si unisce alla spedizione il colonnello Anders Fredrik Skjöldebrand.

Impara il francese, l'inglese e il tedesco, annota scrupolosamente e con notevole intelligenza le osservazioni dei suoi viaggi: popoli, costumi, mentalità, mode letterarie senza tralasciare riferimenti scientifici sempre documentati. Nel 1802 pubblica a Londra, in lingua inglese, un resoconto dei suoi viaggi nell'Europa del nord: "Travel through Sweden, Finland and Lapland to the North Cap in the years 1798 and 1799" (la traduzione italiana, in realtà solo un compendio dei "Travels", apparirà a Milano nel 1832 con il titolo "Viaggio al Capo Nord").e i suoi viaggi conosce molte personalità di grande importanza europea come Madame de Stael, Goethe, Malthus, Klopstock.
A Parigi, dove si trova come addetto alla legazione della Repubblica Cisalpina, incontra Napoleone. Sempre a Parigi viene arrestato a causa di alcuni giudizi espressi nei "Travels" e questo influenza profondamente il suo atteggiamento nei confronti della situazione francese: ormai si tratta sempre più di un impero militare ben lontano dagli ideali che hanno ispirato la Rivoluzione Francese, ideali ai quali Giuseppe Acerbi guardava con speranza e fiducia. Torna in Italia interrompendo il lavoro diplomatico per la Francia  imperiale, ma continuando a studiare e a coltivare i suoi innumerevoli interessi (scienze naturali, agricoltura, musica, disegno, lingue moderne, ecc.).
Si reca a Vienna durante il Congresso del 1815 e ottiene la nomina di Console Generale d'Austria a Lisbona. In realtà non si reca a Lisbona ma rimane a Milano dove dirige la Biblioteca Italiana, che inizia a pubblicare nel 1816 sotto gli auspici del governo. La rivista gli attira molte critiche e da molti viene considerato un'antipatriota. Nel 1825, dopo molti incontri con il principe Metternich, viene nominato Console Generale in Egitto, e l'anno successivo arriva a Alessandria. Rimane in Egitto fino al 1834 compiendo numerosi viaggi ed esplorazioni.
Partecipa alla spedizione archeologica di Champollion, visita l'alto Egitto e la Nubia, successivamente si reca anche nel basso Egitto. In questi viaggi raccoglie moltissimo materiale archeologico che oggi fa parte delle collezioni di vari musei italiani e stranieri, tra cui quelli di Milano e di Mantova (Museo Egizio di Palazzo Te). Tornato in Italia resta per un paio di anni a Venezia come consigliere del governo austriaco. Nel 1836 si ritira definitivamente a Castel Goffredo per dedicarsi ancora agli studi.
Si interessa all'amministrazione dei suoi beni, mette mano al riordino delle note raccolte in Egitto, riordino che non riesce, purtroppo, a portare a termine. Muore il 25 agosto 1846.

Durante la sua permanenza in Finlandia raccolse vari testi di poesie, Jos mun tuttuni tulisi ("Se il mio caro venisse"), la ninna nanna Nuku, nuku nurmilintu ("Dormi, dormi uccellino"), il poema di Antti Keksi sull'inondazione del fiume Tornionjoki del 1677, poi divenuto un canto religioso. Annotò la melodia della canzone Älä sure Suomen kansa ("Non affliggerti popolo di Finlandia") e del Kalevala, il poema epico finlandese, composto da 50 canti, o runi, descrivendone l'esecuzione dei runoja, i cantori sciamani del luogo, ma tale trascrizione è considerata imprecisa.

La figura dell'Acerbi è molto più nota in Finlandia che in Italia: la sigla della radio di Stato finlandese è tratta da una sua melodia.
In Italia Acerbi ha una fama equivoca, legata all'occupazione austriaca. È noto che nella Restaurazione succeduta alla sconfitta napoleonica l'Austria cercò, con un governo paternalistico ma anche con una buona amministrazione, di procurarsi il favore della popolazione e in particolare di ottenere la collaborazione o almeno la neutralità degli intellettuali, suoi potenziali avversari: con la costituzione del periodico letterario Biblioteca Italiana, voluta dal conte Heinrich von Bellegarde e finanziato direttamente dal governo austriaco, cercò di contribuire a "rettificare le opinioni erronee sparse in tutte le forme dal cessato regime" e soprattutto di tener lontano i letterati dalla politica. La rivista superò i 700 abbonati.

Rifiutato l'incarico dal Foscolo, la direzione della rivista fu assunta da Acerbi e la Biblioteca italiana, che fu edita dal 1816 al 1859, apparve presto uno strumento dell'oppressione austriaca, anche se i suoi collaboratori furono tra gli scrittori più prestigiosi del tempo: Vincenzo Monti, Pietro Giordani, Carlo Botta, Antonio Cesari, Giulio Perticari, Gian Domenico Romagnosi, Melchiorre Gioia, Silvio Pellico, Vittorio Barzoni, Paride Zajotti e Giambattista Brocchi, definito dal Monti la principal colonna della Biblioteca.

A Giuseppe Acerbi è intitolato il Premio Letterario Giuseppe Acerbi del comune di Castel Goffredo.
Il "Premio Letterario Giuseppe Acerbi, narrativa per conoscere ed avvicinare i popoli" nasce ufficialmente nel 1993 con lo scopo di divulgare l'immagine di Castel Goffredo nel mondo non solo attraverso il suo prodotto industriale più rilevante, le calze, ma anche tramite iniziative culturali di alto livello. Il Premio si propone di contribuire alla diffusione di produzione letteraria di autori fino ad ora poco conosciuti in Italia, provenienti da nazioni o aree culturali europee ed extraeuropee.

All'edizione 1995 il Comitato organizzatore ha affiancato alla giuria scientifica, composta da studiosi e professori universitari, un'altra giuria formata da 70 lettori scelti tra gli iscritti alle biblioteche della Provincia di Mantova e Brescia, che, dopo aver letto i libri in concorso, esprimeranno il loro voto in busta chiusa consegnandola alla biblioteca che li aveva scelti; ogni lettore avrà a disposizione un solo voto; la giuria scientifica invece è composta da cinque grandi lettori, il cui voto vale cinque punti. Il punteggio espresso dalle giurie raggiungere in questo modo il totale di 95 punti.




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martedì 21 aprile 2015

PERSONE DI CITTIGLIO : ALFREDO BINDA

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Alfredo Binda (Cittiglio, 11 agosto 1902 – Cittiglio, 19 luglio 1986) è stato un ciclista su strada e pistard italiano. Professionista dal 1922 al 1936, vinse cinque Giri d'Italia, tre campionati del mondo su strada, quattro Giri di Lombardia, due Milano-Sanremo e quattro Campionati nazionali su strada. Inoltre vinse, tra le altre classiche, due Giri del Piemonte e due Giri di Toscana. Forte sia in pianura che in salita, è considerato uno dei ciclisti più grandi di sempre.

Figlio di Maffeo, imprenditore edile, decimo di quattordici figli, Binda cominciò a correre in Costa Azzurra, dove era andato a imparare dallo zio il mestiere di stuccatore. Non ancora ventunenne, colse il primo importante successo: «Nizza-Mont Chauve: la più dura corsa in Costa Azzurra. Arrivo in salita: aspra, cattiva, sterrata. “Maledettissime erte”. Una classica allora, negli anni Venti. Eletta a Gran Criterium Internazionale della Montagna. Alla partenza francesi, belgi, spagnoli, italiani. Scalatori. L’Italia era rappresentata dal numero uno: Costante Girardengo. E anche dal numero due: Tano Belloni.

Crebbe a Nizza, dove iniziò l'attività professionistica nel 1922; rimase in Francia fino al 1924, quando aveva già vinto 30 corse. Nel 1925 passò alla Legnano con cui vinse cinque edizioni del Giro d'Italia (1925, 1927, 1928, 1929 e 1933), record assoluto condiviso con Fausto Coppi ed Eddy Merckx; nell'arco della carriera conquistò complessivamente 41 tappe al Giro, record mantenuto fino al 2003, quando fu superato da Mario Cipollini. In tutto rimase in testa alla classifica generale per 60 tappe. Nel 1927 vinse 12 delle 15 tappe del Giro e nel 1929 ben otto tappe consecutive: entrambi record imbattuti.

A causa della sua manifesta superiorità, nel 1930 fu pagato dagli organizzatori per non partecipare al Giro, ottenendo 22.500 lire, una cifra corrispondente al premio per la vittoria finale e ad alcune vittorie di tappa.Nel 1933 fu il vincitore della prima cronometro della storia del Giro: 62 km da Bologna a Ferrara.

Non ottenne invece mai risultati di rilievo al Tour de France, al quale partecipò di rado anche negli anni del suo dominio in campo internazionale. Affrontò il Tour nel 1930 (anno della sua forzata rinuncia al Giro), vincendo due tappe consecutive, a Pau e a Luchon, avviandosi a dominare la corsa insieme al suo compagno di squadra Learco Guerra; tuttavia, dei dissidi con la federazione italiana, che ancora non gli aveva versato l'indennizzo promesso per non aver partecipato al Giro, lo spinsero ad abbandonare. Nel suo ricco palmarès figurano anche tre campionati del mondo (record), due Milano-Sanremo, quattro Giri di Lombardia e quattro campionati italiani.

Lasciò l'attività nel 1936, dopo un incidente che gli provocò la frattura del femore. Diventò commissario tecnico della Nazionale italiana, ruolo che ricoprì per ben dodici anni, in cui accumulò fama e successi degni della sua carriera da corridore: guidò infatti le trionfali spedizioni alla Grande Boucle con Bartali nel 1948, Coppi nel 1949 e 1952, e Nencini nel 1960. La sua riconosciuta abilità tecnica e diplomatica fu alla base dell'accordo fra Bartali e Coppi e del massimo rendimento della squadra.

Amato padre di due figlie e nonno, affrontò incarichi di rappresentanza in organismi sportivi nazionali e internazionali con spirito di servizio. Pur continuando a risiedere a Milano, volle  dedicare del tempo anche al proprio paese d'origine impegnandosi come consigliere comunale. Mito e maestro dello sport, Binda fu punto di riferimento per il ciclismo intero e per i giovani che vedevano in lui l'interprete dei valori autentici dello sport. Dopo la morte, avvenuta nel 1986,  il ricordo è mantenuto vivo dal Museo, voluto dall'amministrazione comunale di Cittiglio e dalla famiglia e da manifestazioni e iniziative, oltre che da gare, che continuano a essere organizzate nel suo nome.  Ora, dopo anni e anni, si potrebbe immaginare che la figura del grande Alfredo risulti un po' sfocata, che piano piano dimenticanza e oblio prendano piede. Eppure recenti sondaggi, realizzati anche in campo nazionale, testimoniano che il suo nome è ancora molto considerato dal pubblico degli sportivi e che nella classifica dei più grandi italiani di tutti i tempi lui è ancora presente. Si aggiunga poi che il Museo attira centinaia e centinaia di visitatori ogni anno.

Morì nel 1986 e le sue spoglie mortali oggi riposano nel cimitero di Cittiglio.



LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/04/le-citta-del-lago-maggiore-cittiglio.html




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martedì 31 marzo 2015

LA TOUR EIFFEL

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Simbolo di Parigi e della Francia, la Tour Eiffel riscuote un successo che, al momento della sua costruzione nel 1889, nessuno avrebbe davvero potuto immaginare. Viene visitata ogni anno da quasi 7 milioni di persone ed è diventata nel corso dei decenni un monumento dal quale è impossibile prescindere.
Icona di Parigi e icona della Francia, la Tour Eiffel, la grande “signora di ferro”, domina la ville lumière dall'alto dei suoi 324 metri. Emblema vertiginoso della Rivoluzione industriale nel cuore di Parigi, attrazione principale dell'esposizione universale del 1889, la Tour Eiffel ringiovanisce continuamente e dimentica la propria età. Ornata d'oro non appena cala la notte (dal 1985), scintilla per cinque minuti all'inizio di ogni ora dal 2000 (un'installazione provvisoria poi divenuta permanente). Con la sua silhouette fragile, elegante e vertiginosa, quando venne realizzata da Gustave Eiffel nel 1889, la Tour Eiffel doveva essere una costruzione temporanea.

La tour Eiffel venne costruita da Gustave Eiffel in occasione dell'esposizione universale del 1899. Situata all'estremità del Campo di Marte, a pochi passi dalla Senna; questo monumento parigino é ben presto divenuto il simbolo della Francia e della capitale.
Inizialmente alta 300 metri, la sua altezza é ulteriormente aumentata, fino a raggiungere i 324 metri, in seguito all'istallazione di numerose antenne sulla sua cima.
La tour Eiffel é stata la torre più alta del mondo per più di quarant'anni, fino alla costruzione nel 1930 del Chrysler Building, a New York.
Utilizzata in passato per svariati esperimenti scientifici, serve oggi da emettitore per numerosi programmi radiofonici e televisivi.

Contestata inizialmente da una parte della popolazione parigina, la tour Eiffel fu in origine, in occasione dell'esposizione universale del 1899, la vetrina della tecnologia francese.
Le sue enormi dimensioni e la sua forma inconfondibile, la hanno fatta diventare ben presto l'emblema indiscusso della nazione, amata e apprezzata da tutti i francesi.
La Torre presenta 1665 scalini (1710 inizialmente). L'altezza della torre aumenta di 6-7 cm in seguito a forte caldo e si ritrae con le basse temperature.
Costruita in 2 anni, 2 mesi e 5 giorni, dal 1887 al 1889, da 300 operai, venne inaugurata ufficialmente il 31 marzo 1889.
Accoglie ogni anno più di 6 milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Inizialmente a Eiffel era stato concesso di lasciare in piedi la Torre per 20 anni, ma vista la grande utilità di questa struttura sia a causa del grande sviluppo che in quegli anni ebbero le comunicazioni via etere sia come laboratorio per studi scientifici, le fu permesso di restare anche per le generazioni future.

Eiffel, che all'inizio non aveva altra ambizione che celebrare con questa costruzione i progressi della tecnica, si sentì presto obbligato a trovare delle utilità scientifiche alla sua Torre, come misurazioni meteorologiche, analisi dell'aria, esperienze come quella del pendolo di Foucault, e così via. Egli stesso contribuì da allora a tali ricerche che portarono all'installazione di un barometro, di un parafulmini e di un apparecchio per la radiotelegrafia.

Non sarebbe stato solo un oggetto di curiosità per il pubblico, sia durante l'esposizione che dopo, ma avrebbe reso ancora servigi alla scienza e alla difesa nazionale. Proprio la difesa nazionale, infatti, salvò la torre dalla distruzione cui era stata destinata dopo solo un ventennio di vita.

Dal 1898 Eiffel aveva consentito a Eugène Ducretet di realizzare esperimenti di telegrafia senza fili fra la Torre e il Panthéon, e offerto alla direzione dello scienziato di finanziarli egli stesso. Il generale Ferrié, che divenne poi amico di Eiffel, riuscì nelle prime comunicazioni di questo tipo sostenendo la causa della torre contro la demolizione.

Fu così che la Tour Eiffel permise di comunicare con le navi da guerra e con i dirigibili, oltre che di intercettare i messaggi del nemico. In questo modo fu possibile, poi, l'arresto di Gertrude Zelle, detta Mata Hari, e mobilitare in tempo i taxi parigini per inviarli sul fronte della Marna, dove divennero per sempre i "taxi della Marna", grazie all'antenna radio installata sulla sommità della torre.

Dal Capodanno del 2000 sulla torre sono installati quattro potenti fari ruotanti che, coprendo ciascuno un arco di 180°, illuminano tutta la città ogni sera.

Trecento metalmeccanici assemblarono 18 038 pezzi di ferro forgiato, utilizzando 2 milioni e mezzo di bulloni (che furono sostituiti, durante la costruzione stessa, con rivetti incandescenti). Considerate le condizioni di sicurezza esistenti a quell'epoca, è sorprendente osservare che solo un operaio abbia perso la vita durante i lavori del cantiere (durante l'installazione degli ascensori).

La torre è alta con la sua antenna 324 m (le antenne della televisione sulla sommità sono alte 20 m), pesa circa 8 000 tonnellate, ma le sue fondamenta discendono di appena 15 m al di sotto del livello del terreno. Per il suo mantenimento servono anche 50 tonnellate di vernice ogni 7 anni. A seconda della temperatura ambientale l'altezza della Torre Eiffel può variare di diversi centimetri a causa della dilatazione del metallo (sino a 15 cm più alta durante le calure estive). Nelle giornate ventose sulla cima della torre si possono verificare oscillazioni sino a 12 cm.

 Nel 2006 è stata al nono posto tra i siti più visitati della Francia, ed è il monumento a pagamento più frequentato del mondo con 6 893 000 visitatori nel 2007. Dalla sua apertura, nel 1889, è stata visitata da circa 250 milioni di persone. Dal 1964 è classificata come Monumento storico di Francia.

La struttura, che con i suoi 324 m è la più alta di Parigi, venne inaugurata il 31 marzo del 1889 e fu aperta ufficialmente il 6 maggio dello stesso anno, dopo appena due anni, due mesi e cinque giorni di lavori. La sua manutenzione, dal 1981 al 2005, è stata curata dalla Societé Nouvelle d'Exploitation de la Tour Eiffel (SNTE). Dal 2006 al 2014 essa è affidata alla Société d'Exploitation de la Tour Eiffel (SETE).
Per salire fino in cima vi sono due possibilità: i 1665 scalini oppure due ascensori trasparenti. La struttura è divisa in tre livelli aperti al pubblico, raggiungibili sia con l'ascensore sia con le scale. I meccanismi degli ascensori sono quelli originali del 1889 e percorrono, all'anno, 100,000 km. A sud-est della torre si allunga una distesa erbosa da cui un tempo partivano i primi voli in mongolfiera.

Quando fu costruita, si registrò una certa resistenza da parte del pubblico, in quanto si pensava che sarebbe stata una struttura poco valida esteticamente (ancor oggi è poco apprezzata da alcuni parigini, che la chiamano "l'asparago di ferro"). Nel 1909 la Torre Eiffel rischiò di essere demolita perché contestata dall'élite artistica e letteraria della città, ma fu risparmiata solamente perché si rivelò una piattaforma ideale per le antenne di trasmissione necessarie alla nuova scienza della radiotelegrafia. Tuttavia è generalmente considerata uno degli esempi di arte in architettura più straordinari e costituisce indiscutibilmente uno dei simboli di Parigi più rappresentativi nel mondo, proposta per le sette meraviglie del mondo moderno.

Al terzo livello Gustave Eiffel aveva creato un appartamento in cui riceveva gli ospiti più illustri; oggi vi si trovano le statue di Eiffel insieme a Thomas Edison e alla figlia Claire durante l'incontro avvenuto durante la Fiera Mondiale del 1889 in cui Edison portò un esemplare di Fonografo

Il suo destino è stato decisamente diverso: non venne infatti distrutta, salvata dall'immenso successo riscosso tra il pubblico in occasione delle esposizioni universali del 1889 e del 1900, oltre che dagli esperimenti scientifici che Eiffel rese possibili. Dopo una carriera dedicata unicamente alla radiofonia (prime trasmissioni radiografiche nel 1898 e prima trasmissione della radio pubblica nel 1925) e successivamente alle telecomunicazioni (fino al digitale terrestre), ha visto affluire i turisti a partire dagli anni Cinquanta, fino a diventare il secondo luogo turistico della Francia dopo i giardini del castello di Versailles. Da allora, i numeri delle sue visite sono in costante aumento. Oggi, dei 7 milioni di visitatori annuali, il 75% viene dall'estero e considera la Tour Eiffel un passaggio obbligato del soggiorno nella capitale. La “signora di ferro” occupa inoltre un'ottima posizione in ogni servizio dedicato a Parigi ed è stata usata come scenografia e ispirazione per numerosissimi film, in particolare da La fine del mondo di Abel Gance, nel 1930. Smisurata, possiede tutto il necessario per incarnare Parigi, la Francia e l'immaginario parigino.
Un monumento fuori dal comune, ricco di ristoranti e di attrazioni. È stata riverniciata una ventina di volte e si è anche alleggerita di 1340 tonnellate superflue in occasione della grande campagna di restauro del 1985. Per raggiungere i primi due piani, occorre prendere gli ascensori oppure salire le scale – 704 gradini fino al secondo piano. La salita offre una visita atipica nel cuore della struttura metallica della Torre, regalando delle viste uniche della capitale.
Il secondo piano permette di ammirare la Parigi dei monumenti, la cattedrale di Notre-Dame, il Louvre e la sua piramide, l'Arco di Trionfo e persino, in lontananza, il castello di Versailles. Ogni piano offre al visitatore un'ampia scelta di soste visive, culturali o gastronomiche: percorso “epopea Tour Eiffel” e Cineiffel al primo per scoprire delle immagini insolite della Torre, ristorante gastronomico Le Jules Verne al secondo, ricostruzione dell'ufficio di Gustave Eiffel e bar à champagne vertiginoso in cima… La sera, dalla Torre alla quale si può accedere fino alle 23, la ville lumière si svela in tutta la sua bellezza, regalando uno spettacolo di luci vivaci e colorate con, sullo sfondo, un cielo notturno spruzzato di stelle.                                
Con il Champ-de-Mars, magnifico parco parigino che si apre ai suoi piedi e, dall'altro lato della Senna, lo spiazzo del Trocadéro con la sua sublime vista della Torre, la signora Eiffel è da molto tempo teatro di illuminazioni spettacolari ed eventi significativi: i fuochi d'artificio il 14 luglio, lo spettacolo pirotecnico del 2000, la torre blu per la presidenza francese dell'Ue o multicolore per i suoi 120 anni, installazioni varie come la pista di pattinaggio e un giardino…. Dall'inizio è stata inoltre fonte d'ispirazione per artisti, pittori (Bonnard, Vuillard, Dufy, Chagall…), cantanti e scrittori. Il pittore cubista Robert Delaunay (1885-1941) le ha dedicato buona parte della propria opera. Durante la Belle Epoque, la cantante di cabaret Mistinguett si stupiva che fosse ancora al suo posto mentre il cantante Jacques Dutronc, negli anni Settanta, si preoccupava che avesse freddo ai piedi… Più che un monumento, è diventata “l'anima” della ville lumière, nel firmamento della Senna e del cielo di Parigi. “Edificio inutile e insostituibile, mondo familiare e simbolo eroico, testimone di un secolo e monumento sempre nuovo, oggetto inimitabile e incessantemente riprodotto…”, diceva Roland Barthes (La tour Eiffel, Delpirre éditeur, 1964.

La Torre Eiffel è illuminata da oltre 350 proiettori di 1000 watt cad., mentre la sera scintilla con oltre 22.000 lampadine e 900 luci di festa. L'idea di far scintillare la torre è stato pensata per festeggiare il passaggio all'anno 2000. La società, "Scieté Nouvelle d'Exploitation de la Tour Eiffel", che cura la manutenzione della Torre ha regalato ai parigini la possibilità di vederla brillare tutte le sere. Ogni singolo viaggio dell'ascensore riesce a trasportare 110 persone direttamente al secondo piano; é obbligatorio utilizzare le scale per poter andare fino in cima.
Quello del piede nord, con una capacità di 110 persone, é il principale ascensore della torre; costruito nel 1965 dalla ditta Schneider-Creusot e rinnovato nel 1995, permette di accedere al primo e al secondo piano della torre.
I turisti che desiderano proseguire la loro salita fino in cima dovranno cambiare d'ascensore giunti al secondo piano. In caso di grande affluenza viene aperto anche il piede Ovest della torre che presenta gli stessi servizi di quello Nord.
Il piede Sud permette di accedere direttamente al ristorante Jules Vernes mentre quello Est é riservato a coloro i quali desiderano effettuare una scalata della torre a piedi.

Fatta eccezione per i visitatori che decidono di salire a piedi, il primo piano é quello che viene visitato per ultimo, scendendo dal secondo.
Molti turisti rinunciano alla visita del primo piano pensando d’aver visto abbastanza dalla cima e dal secondo piano.
In realtà, il primo piano é il più vasto; ospita il padiglione Ferrié che contiene numerosi spazi espositivi, un cinema, un ristorante, negozi e anche un ufficio postale per inviare delle cartoline direttamente dall’alto della torre. Da segnalare, in particolar modo, la pompa idraulica originale che forniva l’acqua ai motori degli antichi ascensori che collegavano il secondo piano con la cima, un telescopio elettronico per scoprire Parigi dall’alto e una scatola magica con immagini virtuali rappresentanti Gustave Eiffel.
La vista panoramica offerta dal primo piano é veramente unica e permette d'abbracciare con un solo colpo d’occhio la Senna e il Campo di Marte.
Le ampie vetrate del ristorante "Altitude 95" danno sulla Senna e sul Trocadero.

Il secondo piano rappresenta una tappa obbligata per coloro i quali desiderano proseguire fino in cima. Presenta svariati elementi d'interesse tra i quali un rinomato ristorante, "le Jules Vernes" che presenta un accesso diretto dal piede Sud della torre. La cima della Torre Eiffel offre la più bella vista panoramica della capitale francese. L'accesso é possibile solamente a piedi.


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martedì 3 marzo 2015

MILANO & CRIMINI : LUCIANO LUTRING

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Luciano Lutring (Milano, 30 dicembre 1937 – Verbania, 13 maggio 2013) è stato un criminale, scrittore e pittore italiano.Luciano Lutring nasce a Milano da Elvira Minotti e Ignazio Lutring e passa la sua infanzia nel milanese, sotto la guida dei genitori che volevano fare di lui un violinista. Ma ben presto manifesta la sua natura ribelle e il suo amore per le belle donne e per la bella vita. Attratto dal mondo della malavita, compra da un conoscente la sua prima pistola, una Smith & Wesson della polizia canadese – senza pallottole, in quanto non erano più in commercio – e da quel momento in poi il giovane Lutring acquisterà il soprannome de "l'Americano".

Secondo il suo racconto un po' romanzato egli compì in maniera casuale con quell'arma la sua prima rapina:

« Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l’impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la finta pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: “È così facile?”. E me ne andai col bottino. »
Da quel momento inizia la sua carriera di fuorilegge, fatta di remunerative rapine in molte banche e negozi, se ne contano cinquecento. La sua fama nasce nella Milano degli anni sessanta. Soprannominato "Il solista del mitra" per la sua usanza di nascondere il fucile mitragliatore nella custodia di un violino, conclude centinaia di rapine fra Italia e Francia, per un bottino totale, da lui stimato, attorno ai trenta miliardi di lire dell'epoca.

La figura di Lutring diviene leggendaria, assieme al suo stile di vita di latitante: grandi alberghi, fuoriserie, belle donne. La sua attitudine da "ladro gentiluomo", unita alle celebri frasi in dialetto milanese pronunciate sui luoghi dei misfatti, contribuisce a rendere Lutring un personaggio popolare. In quegli anni - durante una breve vacanza al mare a Cesenatico, sulla Riviera romagnola, per compiere furti a danno di turisti - rapina una giovane modella valtellinese, ma residente a Zurigo, Elsa Candida Pasini, che utilizzava il nome d’arte Yvonne Candy. Luciano si innamora di lei e, per poterla conoscere, finge di averle ritrovato le valigie. Ben presto i due si sposeranno e resteranno legati a lungo. Definito, sia in Italia che in Francia, "nemico pubblico numero uno", riesce per anni ad eludere le polizie europee.

Il 1º settembre 1965 viene infine ferito ed arrestato a Parigi; sconta in Francia 12 anni di carcere (la condanna iniziale era a 22 anni), durante i quali inizia a scrivere e dipingere; tiene persino una corrispondenza con l'allora Presidente della Camera Sandro Pertini.

Nel 1966, con la regia di Carlo Lizzani, esce un film ispirato alla biografia di Lutring, dal titolo Svegliati e uccidi, interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volonté. Del 1975 è un altro film, Lo zingaro di José Giovanni (tratto dal romanzo Histoire de feu dello stesso regista), nel quale Lutring è interpretato da Alain Delon.

Graziato dal Presidente della Repubblica Francese Georges Pompidou, torna in patria, dove, dopo un periodo di internamento presso il carcere di Brescia, viene nuovamente graziato nel 1977 dal Presidente italiano Giovanni Leone. Nello stesso anno, da una relazione con Dora Internicola, nascerà il figlio Mirko, che morirà in un tragico incidente il 17 gennaio 1991. Nel frattempo, nel 1985, si era sposato con Flora D’Amato, dalla quale avrà due figlie gemelle, Natasha e Katiusha, e dalla quale si separerà nel 1997.

Negli ultimi anni Lutring faceva il pittore e lo scrittore. Ha esposto in numerose mostre, collettive e personali, ricevendo molti premi e riconoscimenti. È scomparso il 13 maggio 2013 all'età di 75 anni.


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