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lunedì 20 aprile 2015

I VENTI DEL LAGO MAGGIORE

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Il Lago maggiore come tutti laghi prealpini beneficia di una discreta circolazione di correnti d'aria che lo rendono un posto ideale per la pratica di sport nautici come la vela il windsurf o il kitesurf.
Di seguito l'elenco dei principali venti del Lago Maggiore:

Inverna è un vento termico che soffia prevalentemente il pomeriggio, generalmente dalle 14:00 alle 17:30 d'estate anche dalle 13:00 alle 18:00, soffia da sud verso nord, quando è accompagnato da cattivo tempo può rinforzare ed è chiamato Invernone.

Tramontana è il vento termico del mattino soffia da Nord Nord Ovest dalle 05:00 alle 11:00

Monscendrin o Montecenerino è un vento forte che può essere pericoloso, tipico del centro lago annuncia tempo cattivo sul Monte Ceneri.

Valmaggino è un vento che soffia quando il tempo è cattivo in val Maggia, Può essere un vento pericoloso e come il Monscendrin investe principalmente il centro lago.

Mergozzo è il vento che soffia quando il tempo è cattivo in Val d'Ossola, tipico del centro lago. E' un vento forte e pericoloso.

Maggiore è la combinazione di due venti che soffiano insieme, il Valmaggino e il Monscendrin che portando cattivo tempo spesso prennunciano tempesta.

Marenca è un vento forte che accompagna temporali il Valcuvia.

Ernina è un vento debole che si alza quando ci sono temporali sopra Solcio è generalmente più forte al mattino

Cannobino e Bozzasca più che venti si tratta di brezze che si alzano al mattino o al tramonto quando sui monti ci sono temporali.

Cavandonera, come il Cannobino e la Bozzasca è un brezza che soffia quando la mattina o la sera si formano temporali sopra Suna.

Mercuraghina è una brezza anche di forte intensità che soffia la mattina e la sera principalmente nelle zone di Dormeletto e Mercurago.

Cuss è il vento che spira dal lago d'Orta o da Cusio.


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giovedì 9 aprile 2015

IL GARDA E LO SPORT : IL SURF

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Spinti dall’Ora (da 5 a 12 m/s) o dal Peler (fino a 15 m/s), il windsurf nell’Alto Garda è adatto sia ai principianti, sia agli esperti. Riva del Garda, ma soprattutto Torbole sul Garda sono tra le località più famose per "scendere il vento" anche grazie alla qualità dei servizi offerti: scuole e noleggi di altissimo livello consentono di divertirsi in tutta sicurezza. Questi luoghi ospitano da anni grandi eventi internazionali che attirano surfisti da ogni parte d’Europa.
Il surf è uno sport acquatico che consiste nel "cavalcare" le onde utilizzando una tavola da surf (o surfboard). La tecnica consiste nel planare lungo la parete dell'onda, restando in piedi sulla tavola. È possibile eseguire una serie di manovre a seconda della velocità e della forma della parete.

Le tavole hanno misure che variano non solo in base all'altezza e al peso dell'atleta, ma anche in base allo stile ed alla dimensione dell'onda. Per surfare le onde più grandi si usa una tavola gun, molto lunga e appuntita a prua e anche a poppa, dato che a volte l'onda è talmente alta e ripida, che l'unico contatto che si ha con la parete dell'onda stessa rimane solo la punta posteriore e la monopinna del gun.

La maggioranza delle tavole da surf moderne sono realizzate a partire da schiuma speciale di poliuretano resistente ai raggi UVA (con uno o più listelli longitudinali di legno, o stringers), fibra di vetro (fiberglass) e resina di poliestere. Le più moderne tecnologie consentono la creazione di tavole in resina epossidica. Questo materiale rende le tavole più forti e leggere rispetto a quelle tradizionali in resina poliestere e fibra di vetro (quest'ultima è unicamente una matrice di supporto che viene impregnata di resina).

Lo stile di surfing più classico e fluido è detto longboard, che si pratica con tavole molto lunghe e con la prua arrotondata, secondo uno stile che si perde nelle origini stesse di questo sport. È molto diffuso nel mondo e ha delle competizioni dedicate.

Il surf è inserito nel programma dei giochi mondiali, manifestazione che racchiude sport non inclusi tra i giochi olimpici. Nella pratica agonistica, come in tutti gli sport, è vietato l'utilizzo di sostanze dopanti.

La prima fonte storica è contenuta nel diario di bordo del capitano James Cook (scopritore delle Hawaii durante il suo terzo viaggio nel Pacifico): descrive le imprese dei polinesiani, che a cavallo delle onde a bordo di surf di legno rudimentali venivano descritte come persone che provavano un'immensa gioia nel farsi trasportare dalle onde. Le prime rudimentali tavole erano solitamente costruite legando assieme tre tronchi cavi piegati verso l'alto sulla prua. L'esploratore James Edward scriveva nel 1835 trovandosi nella Guinea che "potevamo osservare dei ragazzi che nuotavano nel mare, con delle tavole leggere al di sotto della pancia. Aspettavano un'onda e poi si lasciavano trascinare a riva ergendosi su di essa come fosse una nuvola. Si diceva tuttavia che degli squali di tanto in tanto sbalzassero da dietro gli scogli e li inghiottissero". Bandito nell'epoca delle colonizzazioni dei missionari calvinisti, a causa delle nudità esposte dai polinesiani dell'epoca, il surf venne ripreso con interesse tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Un basilare contributo alla diffusione del surf dalle Hawaii verso il resto del mondo venne dall'hawaiano Duke Kahanamoku il quale, futuro campione di nuoto scoperto da un talent-scout, vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Stoccolma e a quelle di Anversa del 1920, nel corso dei suoi viaggi agonistici portò il surf sulle coste statunitensi ed australiane. La massima diffusione del surf da onda si è avuta negli anni sessanta e settanta, quando le onde venivano surfate su tavole piuttosto grosse (longboard). Una svolta significativa è stata data dall'invenzione dello shortboard (tavoletta), di misura più piccola e con tre pinne (thruster). Dalla metà degli anni ottanta ai giorni attuali la tecnica si è evoluta particolarmente in fatto di velocità e alla ricerca di manovree aeree (aerials). Uno dei personaggi più celebri del surf da onda a livello mondiale è stato Greg Noll, "Da bull", che divenne famoso a cavallo tra gli anni '50 e '60.

Il surfista che ha vinto più titoli e competizioni in assoluto è Kelly Slater, che nel 2011 ha firmato per l'undicesima volta la vittoria del campionato mondiale professionisti all'età di 39 anni.

Il principale strumento con il quale si affrontano le onde sono le tavole originariamente in legno, utilizzato fino all'introduzione di materiali che uniscono robustezza e leggerezza come le schiume di poliuretano unite alla fibra di vetro e resina epossidica, usate e sviluppate alla fine degli anni Cinquanta da Hobie Alter. Le tavole si dividono in due grandi categorie, le longboards e le shortboards. Le stesse possono avere varianti in base ai gusti e le esigenze del surfista, come la forma della poppa, il numero di pinne posteriori e il tipo di onda che si vuole affrontare. Le longboards sono tavole lunghe e spesse, con dimensioni che vanno dagli 8 piedi ai 12 piedi, mentre le shortboards sono tavole corte fra i 6 e i 7 piedi, veloci e maneggevoli, adatte alle onde potenti (ma non quelle giganti), e hanno una prua molto appuntita. Ci sono anche tavole ibride, adatte a chi muove i primi passi nel mondo del surf, che rappresentano un buon compromesso tra le longboard e le shortboard (malibù e mini malibù), e hanno lunghezze tra i 7 e gli 8 piedi.

L'abbigliamento utilizzato nella pratica del surf varia in base a fattori come temperatura dell'acqua, stagione nella quale si affronta il mare, latitudine alla quale ci si trova e in base al tipo di fondale che caratterizza lo spot. Nelle acque fredde si utilizza una muta, che varia in spessore e in forma a seconda della stagione e dalla temperatura dell'acqua, mentre in acque calde vengono utilizzati dei pantaloncini corti con la gamba che arriva fino al ginocchio, oltre ad una leggera maglia a maniche corte in tessuto sintetico.

La muta da surf deve possedere caratteristiche molto diverse rispetto alle mute subacquee tradizionali. Deve avere proprietà fortemente elastiche, in modo da permettere un agile movimento di gambe e braccia, impedire un eccessivo ricambio d'acqua frequente ed avere cuciture resistenti e ben protette, in modo da impedire abrasioni alla pelle dovute al continuo sfregamento durante la nuotata. Le mute possono essere trovate sia con chiusura posteriore che con chiusura anteriore.In particolari condizioni di basse temperature, di solito si utilizza anche una leggera maglia in tessuto sintetico da indossare sotto la muta.

I pantaloncini della tenuta estiva sono invece realizzati con un particolare tipo di materiale che non aderisce alla pelle anche quando bagnato. In questo modo si ha il duplice effetto di permettere il movimento libero delle gambe e di proteggere la parte interna del ginocchio, che altrimenti si graffierebbe per il continuo sfregare sulla tavola dovuto alla posizione seduta che si assume quando si attende l'onda. La maglia sintetica, inoltre, impedisce di graffiarsi il petto quando si nuota con il ventre sulla tavola, oltre a costituire un metodo di identificazione per i giudici di un contest, che così riconoscono l'atleta in acqua dal colore della maglia.

Altra parte importante dell'abbigliamento sono i calzari, che si utilizzano solo in condizioni particolari, come temperatura dell'acqua molto bassa o fondale ricco di ricci di mare. Anche i calzari da surf sono molto diversi dalla loro controparte utilizzata in ambito subacqueo. Sono leggeri e molto flessibili, con uno strato di gomma sulla suola che permette di far aderire il piede alla tavola, e inoltre hanno un incavo che separa l'alluce dalle altre dita del piede, permettendo una maggiore sensibilità nelle manovre.

La pratica del surf viene regolamentata in base a comportamenti ben precisi, sia che si tratti di free surfing non agonistico, sia che ci si accinga a disputare una gara. Il mancato rispetto delle regole in una gara porta ad una decurtazione di punti dal computo totale della valutazione, oltre che possibili sanzioni disciplinari che consistono in una squalifica o nel pagamento di una multa, mentre nel free surfing queste mancanze hanno portato in alcuni casi a liti o incidenti anche con infortuni.

Il surfista che si trova nella posizione più vicina al punto in cui l'onda frange, ha la precedenza su tutti gli altri che si trovano nella direzione in cui si sviluppa l'onda. Ciò significa anche che una volta che l'atleta è in piedi sulla tavola, ha diritto a surfarla per tutta la sua durata senza che gli altri surfers presenti in acqua debbano ostacolarlo. È la regola che viene infranta più spesso, soprattutto da chi muove i primi passi nel surf, in quanto non abituato a guardarsi intorno prima di intraprendere un'onda, ed è anche la più pericolosa, se non rispettata, in quanto c'è pericolo di collisione nel punto in cui il movimento dell'atleta è più rischioso, perché si sta alzando sulla tavola.
Gli atleti che risalgono verso la formazione non devono in alcun modo ostacolare i surfisti impegnati in un'onda, è quindi opportuno aggirare il punto in cui l'onda frange per non arrecare pericolo per se stessi e per gli altri. In questo caso è importante fare buon uso delle 2 tecniche duck-dive e tutle-roll, in modo da risalire nel punto in cui non c'è più la parete dell'onda utile per surfare.



LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/04/i-venti-del-lago-di-garda.html




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mercoledì 1 aprile 2015

I VENTI DEL LAGO DI GARDA

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Il vento é determinato da uno spostamento d'aria dovuto in gran parte alla differenza di temperatura e quindi di pressione da luogo a luogo, con movimento della corrente dalla zona di alta pressione verso quella di bassa pressione. Il Garda è un lago montano orientato verso la pianura padana. Questo significa che i venti del Garda sono la risultante di un dialogo di condizioni metereologiche tra monte e valle, nelle quali hanno peso la stabilità od il mutare dei momenti termici.
Celebre per i suoi suggestivi paesaggi, le sue tipiche località  e per la sua storia che si perde agli albori per trovare il punto di partenza dalle palafitte e dagli oggetti dell'età della pietra, il lago di Garda è famoso tra gli sportivi anche per i venti che vi soffiano.

La conformazione dello specchio d'acqua che dall'ampio Basso Lago si stringe ad imbuto verso Nord, chiuso ad est dal Baldo e ad ovest dai monti dell’asse trentino-bresciana, crea molte correnti d'aria, venti e brezze spesso puntuali ed alcune volte imprevedibili, che permettono agli amanti della vela, di poter trovare sempre un luogo adatto a svolgere questa attività sportiva, che negli ultimi anni si è ampliata dalla vela fatta con le classiche imbarcazioni, al wind-surf fino al più moderno kitesurf.

I venti del Garda e la sua ampiezza, favoriscono le gare sportive che interessano molti dei paesi rivieraschi, attrezzatissimi per queste occasioni.

L'Ora è il più conosciuto dei venti del Garda. Prende forma da molti piccoli venti che all'altezza fra Gargnano e Brenzone si uniscono nella cosiddetta Ora. È molto regolare e forte in primavera ed inizio estate, tende ad affievolirsi quando il clima si fa torrido e lo sbalzo termico tra giorno e notte non è più così marcato. Per formarsi con decisione l'Ora ha bisogno di una forte irradiazione solare sull'acqua e sulle catene montuose limitrofe a nord del Garda; per questo quando il cielo si copre di nubi il vento cala notevolmente di intensità o si ferma addirittura. Genera un moto del lago leggero e poca corrente.
Solitamente l'Ora inizia dopo la fine del Pelèr, tra le 12 e le 13 circa, e in normali condizioni metereologiche dura fino al tramonto. La sua forza è molto diversa a seconda delle zone: Brenzone 1/2 bft, Campione 3/4 bft, Malcesine 2/3 bft, Navene 3/4 bft, Torbole 4/5 bft. Più si va a nord e più l'Ora aumenta per l'effetto Venturi causato dallo stringersi delle due catene montane che fiancheggiano il lago.
Quando già di mattina si ha vento da sud è molto probabile che sia in arrivo una perturbazione e che durante il giorno si abbiano piovaschi o temporali.

Il Peler, è un vento che proviene da Nord e che interessa tutto il bacino del Garda, ma assume particolare importanza nel medio ed alto lago.

Il Peler soffia dalla prime ore della notte fino a circa alle 11-12 del mattino e acquista maggior forza al sorgere del sole grazie all’aumento della temperatura.

E’ un vento un po’ più forte nella parte orientale del medio Garda dove può raggiungere velocità stimate intorno ai 15 metri al secondo, creando un relativo  moto ondoso.

Come per l’Ora anche il Peler è un vento famoso tra i velisti, amato soprattutto da chi pratica il windsurf.

In pratica gli amanti della vela con l’Ora ed il Peler riescono a coprire quasi l’intero arco della giornata.

Il Vento chiamato Ander è un vento costante che soffia dal versante Sud-Ovest e che spira nel primo pomeriggio  verso Nord-Est.

La sua durata si protrae solo per poche ore interessando soprattutto il bacino del basso Garda. Non è raro comunque che possa raggiungere anche l’alto lago e soffiare anche nelle ore notturne.

Può raggiungere velocità fino a 10 metri al secondo dando luogo ad un moto ondoso irregolare soprattutto dal centro lago in su.

Il Vinessa,  (o la spùrca o la nèta), è un vento costante proveniente da Est Sud-Est e che soffia dalla sponda veronese verso quella bresciana.

E’ dovuto a perturbazioni in corso nell’alto Adriatico o all’insorgenza della Bora; in tal caso se il cielo a Est Sud-Est di Peschiera diventa di colore scuro, si preannuncia l’arrivo di questo vento portatore di cattivo tempo.

Può essere molto pericoloso per la sua forza e per il moto ondoso che origina.

Il Fasanella è un vento costante, solitamente di scarsa intensità, che si forma nel primo pomeriggio ad ovest di Fasano (fraz. Gardone Riviera) e soffia verso Est fino al tramonto, raggiungendo anche il basso Garda.

Può anche incanalarsi verso l’alto Garda ed acquistare forza, originando moto ondoso a partire da Tignale.
Il vento Fasanella è tipico del periodo estivo, porta bel tempo e rende il lago di color verde azzurro.

Il Boaren o Boarno, è una brezza di terra proveniente dalla località di Vobarno da cui ne deriva il nome, località posta nella Val Sabbia sulla sponda bresciana del Garda alle spalle della più conosciuta Salò.

E’ un vento che spira solitamente nelle ore mattutine o serali in direzione Est, Nord Est, uscendo dal Golfo di Salò.
E’ un vento ritenuto piuttosto debole, può arrivare  solo a 5/6 metri al secondo e difficilmente è in grado di provocare moto ondoso di una certa consistenza.

Tra i velisti ed i vecchi pescatori il Boaren è noto come vento che preannuncia il bel tempo, ma che difficilmente raggiunge la costa veronese.

Il Ponal è un vento tipicamente estivo e di forte intensità che soffia dalla Valle di Ledro nelle ore mattutine e nelle ore serali, seguendo il letto del torrente Ponale da cui ne deriva il nome.

Il Gardesana è un vento che soffia da Garda in direzione di Sirmione.

Il Visentina è un vento originato dal maltempo in terra veneta (Vicentina=Vicenza), spira principalmente da Est, Sud_Est.

Visentina è un vento forte che provoca moto ondoso consistente e preannuncia cattivo tempo

Il Balin arriva dal monte Ballino sopra la valle nord-est di Riva. Il Balin si presenta di solito dopo una nevicata o in estate dopo un forte abbassamento della temperatura causato da temporali o acquazzoni. Interessa la stessa zona del Pelèr con una direzione leggermente più da nord ovest. Soffia più forte di quest'ultimo e raggiunge facilmente forza 6/8 bft. Solitamente dura le ore successive alla perturbazione fino alla notte, ma può capitare che continui anche 2-3 giorni ininterrottamente. Smuove molto le acque del lago e riesce a creare cavalloni di altezza superiore al metro e mezzo.
Da tener bene presente è che questo vento arriva ad investire improvvisamente le coste del lago con tutta la sua potenza; nel giro di un paio di minuti si può passare dalla calma piatta ad oltre 40 nodi di vento. Lo si vede chiaramente arrivare in quanto guardando verso nord si nota l'acqua che inizia a formare molta schiuma, quasi bollisse, in corrispondenza del fronte d'aria che scende.



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sabato 21 marzo 2015

I VENTI DEL LAGO DI COMO

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Il Tivano (Tivàn in lombardo) è il nome di origine lombarda di un vento termico della zona del Lago di Como e del Lago di Lugano a carattere periodico. Il Tivano e la Breva costituiscono i caratteristici venti del Lario.

Questo vento, molto regolare nel suo manifestarsi quotidiano durante l'intero anno, soffia nelle prime ore del mattino. La sua velocità può raggiungere in media 20-25 km/h e si avverte alla massima intensità nella città di Lecco. Tale vento, proveniente dalla vicina Valtellina, quando è totalmente assente indica solitamente l’avvicinarsi del brutto tempo.

Da nord, il Tivano: vento periodico regolare che spira da nord-est tutto l'anno, nelle prime ore del mattino, dalle 6 alle 10; la sua velocità raggiunge circa i 5 metri al secondo. Proviene dalla Valtellina e, quando è totalmente assente, indica l'avvicinarsi del brutto tempo.
Da sud, la Breva: spira da sud quando inizia a calare il Tivano; raramente è violenta e ha lunga durata; spira infatti dalle 10 alle 18. La velocità dell'ordine é di 7-8 metri al secondo.
Questi due venti sono portatori di bel tempo sullo specchio del Lago di Como.

La Breva (Bréva in lombardo) è il nome di origine lombarda di un vento termico, periodico, caratteristico della zona del Lago di Como che spira con forza costante, a volte anche molto forte, specialmente nelle ore pomeridiane, a volte asciutto, a volte umido. Ha un andamento da sud verso nord e solitamente è portatore di bel tempo.

Questo vento, presente soprattutto nel periodo tra marzo e settembre, è molto noto agli appassionati di nautica a vela e di windsurf; al mattino si veleggia col Tivano mattutino, altro vento lariano, che soffia verso sud; e spesso al calare di questo compare la Breva che spira generalmente per il resto della giornata.


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venerdì 20 marzo 2015

LAGHI LOMBARDI : IL LAGO DI COMO

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Il lago di Como (Lag de Comm in lombardo), è un lago naturale, originato da profonde escavazioni fluviali durante la crisi di salinità del Mediterraneo (Miocene, Messiniano), modellato dalle ripetute glaciazioni pleistoceniche, ricadente nei territori di comuni appartenenti alle province di Como e Lecco. Nel 2014 il Lago di Como è stato classificato come il lago più bello del mondo dal quotidiano online "The Huffington Post", per il suo microclima e per il suo ambiente costellato da ville e villaggi. È il lago più profondo d'Italia e 5° in Europa.

È il terzo lago italiano come superficie con 145 km² e il primo per sviluppo perimetrale con 170 km. Tra i più profondi in Europa, ha fondali in criptodepressione. È il quinto bacino più profondo d'Europa con i suoi 410 metri dopo 4 laghi norvegesi. Raggiunge una lunghezza di 46 km (Gera Lario - Como) ed è largo da 650 metri a 4,3 km. Bifido fiordo interamente scavato nella cerchia delle prealpi lombarde, con una caratteristica forma a "Y" rovesciata o, come recita un diffuso detto locale, a forma di uomo:

« Il lago di Como ha la forma di un uomo, una gamba a Lecco e quell'altra a Como, il naso a Domaso ed il sedere a Bellagio. »
È uno dei più suggestivi paesaggi italiani, decantato nell'800 dai maggiori poeti del Romanticismo, da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt. Si trova a 199 m s.l.m.

La morfologia del territorio varia dai pendii arrotondati ed erbosi alle dolomie con rocce dentate, guglie e torri. I depositi alluvionali, trasportati da fiumi e torrenti, iniziarono a formarsi con la postglaciazione e furono la causa della separazione dei laghi minori (il Lago di Mezzola a nord ed i laghi di Garlate e di Olginate a sud).

A sud-ovest il ramo di Como, a sud-est il ramo di Lecco e a nord il ramo di Colico (o "alto lago"), il più aperto dei tre. I fiordi meridionali rinserrano il montagnoso Triangolo Lariano. La divisione dei tre rami è ben visibile dal Sasso di San Martino, sopra Griante.

Particolarmente tipica è la costa orientale del ramo comasco, impervia e ricoperta di boschi. I paesi sono ancora costituiti da antiche case arroccate tra lago e montagna, con ripide scalinate rivierasche. Tutto il Lario, comunque, è caratterizzato da un paesaggio scosceso che forma un delicato equilibrio con la tipologia costruttiva dei paesi e delle grandi ville storiche, ben visibili da un punto all'altro della sponda grazie all'esigua larghezza del bacino. Anche a causa di questa severa conformazione fisica, il turismo lariano non ha conosciuto il fenomeno "di massa" tipico del Lago di Garda, riguardando esclusivamente i salotti dell'aristocrazia e gli artisti che spesso vi erano ospitati; un soggiorno di tipo meditativo che ancora oggi si riscontra nelle ville d'epoca  e - per contro - dall'antica semplicità dei borghi più umili (Pognana, Careno, Nesso, Brienno, Colonno, Corenno Plinio ).

Una delle baie presenti è il cosiddetto laghetto di Piona, presso i territori comunali di Colico e Dorio, delimitata dalla penisola dell'Olgiasca e dal Montecchio Sud. Nella baia sfocia il torrente Merla, le cui acque sono abbondanti solo durante il periodo delle piogge. Vi sbarcarono molto probabilmente i Romani che diedero il nome alla principale località della baia, Centoplagio, oggi conosciuta anche semplicemente come Piona.

Partendo da Como e risalendo lunga la sponda occidentale, si incontra Cernobbio, sede di ville monumentali quali Villa d'Este, Villa Erba e Villa Pizzo (quest'ultima costruita nel XVI secolo). A Moltrasio soggiornarono il musicista Vincenzo Bellini e il Primo Ministro inglese Winston Churchill. Dopo Laglio - il paese noto per la residenza dell'attore George Clooney, Brienno è uno dei borghi più antichi, rimasto praticamente intatto da oltre un secolo, ma danneggiato da alcune frane nel 2011.

L'unica formazione insulare del lago è l'Isola Comacina, di modeste dimensioni ma carica di storia. Nel Medioevo, infatti, l'isola era una roccaforte indipendente che si alleò col comune di Milano durante la guerra decennale contro Como (1118-1127). Como ne uscì sconfitta ma, con l'aiuto dell'imperatore tedesco Federico Barbarossa e contro i comuni della Lega Lombarda, i comaschi riuscirono a vendicarsi distruggendo la roccaforte nel 1169. Da allora, l'isola è rimasta totalmente disabitata. Gli edifici superstiti sono la secentesca chiesetta di San Giovanni - unica rimasta delle nove presenti - la locanda con annesso ristorante (famosa per i soggiorni del regista Alfred Hitchcock) e le piccole costruzioni razionaliste opera dell'architetto Pietro Lingeri. Le rovine dell'antica Basilica di Sant'Eufemia sono il simbolo della storia lariana, rievocata annualmente nella Sagra di San Giovanni.

L'isola è delimitata da una baia detta "Zoca de l'oli" (luogo dell'olio), così chiamata per la tranquillità delle acque lacustri e per la crescita spontanea dell'ulivo, oggi in parte ridotta a causa dell'incremento edilizio. Il campanile dello Xenodochio di Santa Maria Maddalena è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme al soprastante Sacro Monte di Ossuccio.

Poco più avanti si protende la penisola del Lavedo che delimita il golfo di Venere e che culmina nella Villa Balbianello, patrimonio del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano). Qui sono state girate alcune scene dei film Piccolo mondo antico, Guerre stellari e Agente 007 - Casinò Royale.

Risalendo sempre lungo la sponda occidentale si incontrano i paesi di Tremezzo, Cadenabbia e Griante (quest'ultimo già luogo di villeggiatura del cancelliere tedesco Konrad Adenauer), meta del tradizionale turismo anglosassone. Sono classiche le visite ai giardini di Villa Carlotta e le escursioni alla panoramica chiesetta di San Martino.

L'ampio paesaggio dell'alto lago è caratterizzato da un aspetto più solitario. I venti regolari che spirano al mattino da nord (il Tivano) e al pomeriggio da sud (la Breva) sono più burrascosi che non nei rami meridionali del lago. Superata Rezzonico e i tre paesi Cremia, Pianello e Musso si giunge a Dongo, dove si consumò l'ultimo atto della storia del Fascismo con la cattura di Benito Mussolini e la sua fucilazione a Giulino di Mezzegra. Poco più avanti, Gravedona è sede di uno dei massimi esempi dell'architettura romanica lombarda: la Chiesa di Santa Maria del Tiglio.

Al limite settentrionale del Lario, alla confluenza dei fiumi Mera e Adda, si stende l'oasi naturale del Pian di Spagna, area pianeggiante di interesse naturalistico circondata da campeggi rivieraschi. Si prosegue scendendo lungo la sponda orientale, oltre Colico, dove un'insenatura boscosa forma il laghetto di Piona e nelle cui vicinanze sorge l'omonima abbazia cistercense. Alle spalle si erge la mole del monte Legnone, alto 2609 metri. Poco più a sud è il pittoresco borgo di Corenno Plinio, frazione del comune di Dervio, noto per le sue attività sportive legate alla vela e ai windsurf.

Si ritorna quindi nel centro lago, a Varenna, con Villa Monastero e il Castello di Vezio. A Varenna si può prendere il traghetto con trasporto auto e sbarcare direttamente a Bellagio, lasciando sulla sinistra il ramo orientale che scende verso Lecco. È questo il ramo meno frequentato, caratterizzato da rocce a strapiombo e piccole spiagge di ghiaia. Da Varenna si può percorrere la strada provinciale che sale a Esino Lario e al Gruppo delle Grigne.

Bellagio è la località turisticamente più frequentata. Situata sulla punta del promontorio che divide i tre rami del Lario, è nota per le sue ville monumentali (Villa Melzi e Villa Serbelloni, sede della fondazione Rockfeller) e per la scalinata dei negozi sulla quale si affaccia la casa di Franz Liszt. Vi trascorse una giornata il presidente Kennedy.

Scendendo verso Como, Lezzeno è preceduta da Villa Lucertola e dalla scogliera dei Grosgalli, in gran parte disabitata e ancora memore di antiche credenze legate alla stregoneria. Più a sud, a Nesso, sono da segnalare le antiche case raccolte intorno all'imboccatura dell'orrido e il ponte medievale della Civera.

Una nota a parte merita la misteriosa villa Pliniana a Torno. Nei suoi saloni furono ospiti Napoleone, Manzoni, Foscolo, Stendhal, Byron, Verdi, Bellini e Rossini. Leonardo da Vinci studiò la fonte intermittente che sgorga da una roccia, oggi racchiusa nella corte interna dell'edificio. Fogazzaro vi ambientò il romanzo Malombra, da cui le scene dell'omonimo film di Mario Soldati.

Dopo Blevio, il panorama di Como appare improvvisamente scendendo la provinciale Lariana.

È attivo sul lago un servizio di navigazione di linea. Il servizio è attivo da quasi due secoli ed è inserito a pieno titolo nella storia stessa del territorio. È ancora in funzione l'ultimo battello a ruote, il Concordia, dotato di macchina a vapore a vista del tipo Caprotti.

Il pesce di lago è comunemente servito nei ristoranti rivieraschi. Il piatto tipico è costituito dal Misultin (agone essiccato).

La vegetazione è ripartita per zone altimetriche, con essenze mediterranee lungo la costa, querce e castagni nella zona collinare(500-800 metri), faggeti, abeti, larici e pini mughi in montagna. il piano più elevato (fino a 2000 metri) è caratterizzato da ginepri, rododendri, mirtilli e ontani verdi.

Nonostante il Lario sia rimasto relativamente intatto negli ultimi trent'anni, il recente fenomeno dell'incremento edilizio ha incontrato una grande opposizione da parte della popolazione più sensibile - con l'appoggio della stampa locale - che individua nello sviluppo residenziale incontrollato uno scempio alla delicata tipologia costruttiva, culturale e ambientale del territorio. Diffuso in tutta Italia (soprattutto sul Lago di Garda), il fenomeno è al centro di numerose polemiche che nel 2007 hanno portato ad una decisione politica bipartisan atta a revisionare il sistema vigente e alla nascita di alcuni comitati di cittadini, tra cui spicca la firma di George Clooney. In pratica, si chiede che il rilascio delle autorizzazioni edilizie da parte dei comuni (liberalizzato dalla Regione Lombardia con una legge del 1997) debba sottostare al vincolo statale della soprintendenza, molto restrittiva per quanto concerne la salvaguardia dell'ambiente e del delicato paesaggio lacustre. Si chiede inoltre l'inserimento totale del Lario nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, oggi limitato al solo paese di Ossuccio.

Il lago di Como risultava peraltro - nel 2012 - il più inquinato d'Italia.

La navigazione di linea sul lago ha radici molto antiche, in quanto il primo battello a vapore entrato in servizio - il Lario - fu varato nel 1826. Negli anni settanta del XIX Secolo si sviluppò un'accanita concorrenza tra le due principali società di navigazione: la "Società Lariana" e la "Società Italiana"; furono costruiti numerosi piroscafi a ruote, appartenenti alla categoria dei battelli-salone e mezzo-salone. Sorsero anche società minori. In questo periodo fu costruito il più grande battello che abbia mai solcato le acque lariane, il Lombardia, lungo 63 metri. Successivamente, le due compagnie si fusero nelle "Società Riunite", che nel 1884 assunsero il nome "Lariana" e assorbirono le aziende minori. Fu sviluppato anche un servizio di trasporto merci per mezzo del mercantile Commercio e alcuni piccoli rimorchiatori.
All'inizio Novecento venne creata una flottiglia di motoscafi per i servizi secondari e fu aperto un servizio di traghettamento veicoli - il primo sui laghi italiani - con l'autochiatta Mussolini. Gravi danni vennero apportati dagli attacchi aerei durante la Seconda guerra mondiale, che costrinsero molte unità all'ancoraggio e alla mimetizzazione con piante e frasche. Gli attacchi affondarono quattro navi danneggiandone diverse altre. Nel dopoguerra si vide un sostanziale mutamento della tipologia dei natanti, adeguandoli alle moderne tecnologie costruttive. La motrice a vapore fu abbandonata a favore del motore diesel, che fu applicato su battelli di più piccola stazza, più pratici ma sicuramente meno "romantici". Nel 1953 la "Lariana" fallì e demolì le sue navi secolari. La nuova Gestione Commissariale (poi divenuta Gestione Governativa) rinnovò quasi completamente la flotta (motoscafi serie "Uccelli", motonavi serie "Laghi", "Fiori" e "Volta", traghetti serie "Spluga"). Negli anni settanta fecero la loro comparsa anche gli aliscafi (i piccoli tipo PT20 e RHS70). Oggi gli aliscafi svolgono un servizio per pendolari e studenti.

Attualmente si contano una trentina di battelli; i più recenti sono la grande motonave Orione (2007) e i tanto discussi catamarani. Caratteristica importante sotto il profilo storico e tecnologico rivestono gli antichi battelli a vapore, talvolta dismessi e adibiti a ristoranti galleggianti.


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giovedì 29 gennaio 2015

ROSSO DI SERA....







Se il sole al tramonto non incontrava nuvole e si tingeva di rosso, la giornata  seguente, con grande probabilità, sarebbe stata serena. Era quanto sostenevano i nostri avi ed è, in parte, confermato dalla scienza. Oggi sappiamo infatti che sono i venti occidentali atlantici a portare tempo umido e piovoso, ma se il cielo a ovest si pulisce, per esempio per l'alta pressione delle Azzorre, si hanno tramonti fiammeggianti.

"Rosso di sera bel tempo si spera", spiega Marina Baldi dell'Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr, "è una previsione 'meteorognostica' (dal greco 'conoscenza delle cose del cielo'), una versione popolare della meteorologia, basata sulle osservazioni astrologiche e dei fenomeni naturali".

Legato al mondo di coloro che andavano per mare e a quello dei pastori, l'antico detto nasce in Inghilterra: se ne trova traccia nel 1395 in una versione della Bibbia del teologo inglese Wyclif. Nel Medioevo, l'economia inglese era prevalentemente rurale e marittima, la vita e la morte dipendevano molto dalle condizioni meteo e, in assenza di mezzi di previsione, si sfruttavano al meglio le poche informazioni a disposizione,  codificandole in qualche modo.

"Il proverbio ha, di fatto, un qualche fondamento meteorologico sia in Inghilterra sia, almeno in parte, in Italia", conferma Baldi. Ma perché a volte le nuvole e il cielo appaiono di colore rosso? E come questa osservazione può essere utilizzata per prevedere il tempo? "La luce solare è una radiazione elettromagnetica composta di varie frequenze", precisa la ricercatrice dell'Ibimet-Cnr. "Ogni frequenza corrisponde a un colore che va dal rosso (frequenza più bassa) al violetto (frequenza più alta), i quali combinati danno alla luce il colore bianco. Passando attraverso l'atmosfera la luce solare viene deviata dalla direzione iniziale. A seconda della frequenza, la deviazione cambia: è più grande per la radiazione rossa e diminuisce man mano che la frequenza si avvicina al violetto. Quando il sole è basso nel cielo - all'alba e al tramonto - e i suoi raggi sono radenti agli strati più alti dell'atmosfera, arriva il momento in cui la radiazione di frequenza vicina al violetto non riesce più a penetrarla, mentre, al contrario, la radiazione vicina al rosso è in grado di attraversare l'atmosfera. Così il cielo si tinge di rosso".

La durata del fenomeno dipende dalla densità dell'aria, che aumenta passando dagli strati più alti dell'atmosfera verso la superficie terrestre. Occorre infine considerare che l'acqua, presente nell'atmosfera e nelle nubi in forma di vapore acqueo, assorbe molto di più le radiazioni con frequenze verso il rosso che verso il violetto. Inoltre, il tempo meteorologico e le perturbazioni nel Regno Unito, come anche in Italia, provengono da ovest, cioè il vento è soprattutto occidentale.

"Considerando che il sole sorge a est e tramonta a ovest, e alla sera a occidente non vi sono nubi (mancanza di acqua e vapore acqueo), guardando in quella direzione possiamo vedere un tramonto rosso e, se le condizioni meteorologiche non cambiano repentinamente, ci si può aspettare per l'indomani una giornata assolata", conclude la climatologa..

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