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giovedì 19 marzo 2015

LA SORGENTE NOSSANA

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A 500 metri di quota in Valle Seriana c'è l’impianto dell’acquedotto della Nossana (il nome geografico esatto è quello di Val Dossana), il principale dei tre che porta l’acqua alla città di Bergamo.

La sorgente Nossana secondo i parametri dell’Asl è quella più «dolce» ossia con una minor concentrazione di calcio e magnesio e quindi consigliata a tutte le fasce d’età della popolazione.

La sorgente Nossana, con la sua portata di 1.000 litri al secondo, garantisce il rifornimento idrico di Bergamo e del territorio circostante.
Negli anni 1971-75 sono state realizzate le opere di captazione e trattamento delle acque, posando inoltre una condotta di acciaio di 900 mm di diametro, lunga circa 30 chilometri, che alimenta un anello idrico a sud della città di Bergamo.

La Nossana è un torrente che scorre laterale alla Valle Seriana, nella provincia di Bergamo in Lombardia.
Nasce dal massiccio del Pizzo Arera, nelle Prealpi Orobiche e, dopo aver ricevuto le acque del tributario torrente Gorgolina, confluisce dopo 7 km da destra nel Serio a Ponte Nossa.

Il torrente per gran parte del proprio corso è soggetto a fenomeno di carsismo, tanto che riemerge soltanto in rarissimi casi dopo piogge molto abbondanti, e funge da confine amministrativo tra i comuni di Parre e Premolo. Soltanto nel tratto conclusivo, a 500 metri dalla foce in territorio di Ponte Nossa, le acque affiorano dal sottosuolo per formare un fiume vero e proprio.

L’importanza di questo corso d’acqua è legata sia alla presenza di numerosi magli che, posti al termine del proprio corso, in concomitanza con l'abitato di Ponte Nossa (ora dismessi ma trasformati in museo), nel corso dei secoli garantirono prosperità al paese di Ponte Nossa.


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IL MUSEO DEI MAGLI

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Il Museo Maglio si erge lungo il corso del fiume Nossa, uno dei più corti d'Italia. Il Nossa è considerato un fiume per via della grande e costante portata d'acqua nonostante sia lungo soltanto cinquecento metri. Oltre alla bellezza della valle il fiume aveva creato molti posti di lavoro:la forza della sua acqua per secoli ha spinto le pale di quattro fucine e due mulini,oltre a rifornire un lavatoio e una piccola centrale. Oggi restano da osservare i resti del Maglio Maggiore che funzionò fino al 1987, e il Maglio Minore, restaurato. L'antica officina sta accanto al fiume da circa cinquecento anni, ed è stata restaurata negli ultimi anni. Nei secoli addietro il minerale veniva fuso nel forno che si trovava alle sorgenti del Nossa, poche centinaia a monte del miglio, dove il metallo arrivava per essere forgiato e battuto. Si realizzavano chiodi, rastrelli, vanghe, badili, aratri, filo di ferro, cinture in ferro. I magli costituivano le aziende metalmeccaniche di un tempo e producevano tutto quanto serviva al mondo di allora. Il museo oltre al camerone del maglio e della forgia presenta altre stanze dove sono conservati i principali oggetti prodotti e alcuni pannelli dove vengono spiegate le diverse macchine che l'uomo utilizzava sfruttando energie naturali

Nel locale centrale si trovano, mantenuti in buono stato di conservazione, tutti i meccanismi: il grosso martello con il manico costituito da un tronco, azionato da un albero motore in legno e la pesante mola; essi sono mossi dalle due ruote visibili all’esterno dell’edificio. In occasione delle aperture o delle visite tutti i meccanismi sono messi in funzione.
Anche la fucina è attiva e la forgia utilizza ancora l’aria che giunge dalla tromba idroeolica alimentata dal canale in fregio all’edificio.

Al piano superiore vi è una sala con modelli che ricostruiscono il maglio, la tromba idroeolica, la mola e l’intero edificio; tali modelli, preparati appositamente per i non vedenti, permettono ai visitatori di capire meglio le modalità di costruzione e il funzionamento dei meccanismi.


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