Visualizzazione post con etichetta clooney. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta clooney. Mostra tutti i post

sabato 21 marzo 2015

GEORGE CLOONEY E VILLA OLEANDRA



Il comune di Laglio ha ricevuto una certa notorietà da quando il popolare attore statunitense George Clooney vi ha comprato Villa Oleandra nel 2002 dalla famiglia Heinz e Villa Margherita nel 2004. L'attore trascorre nel paese rivierasco tutte le estati.

Si tratta della villa più hollywoodiana d'Italia, la famosa Villa Oleandra a Laglio di George Clooney, splendidamente posizionata tra le ville storiche che punteggiano le meravigliose coste del lago di Como. George Clooney deve l'acquisto di Villa Oleandra a un banale guasto della sua grande passione, la motocicletta. Nell'estate del 2001 Clooney era in viaggio sulle Alpi quando - passando da Laglio - la sua Harley-Davidson si fermò improvvisamente di fronte ai cancelli della villa. «Ho suonato alla porta - racconta il divo - e i proprietari sono stati così gentili da aiutarmi».

All'epoca la casa apparteneva agli eredi di John Heinz, re del ketchup e senatore repubblicano morto in un incidente aereo nei cieli della Pennsylvania nella primavera del 1991.

 Settecentesca Villa Oleandra a Laglio è l’ormai arcinota dimora estiva di George Clooney, che fin dal 2002 ha scelto questo tranquillo paese posto sulla sponda occidentale del Lago di Como per trascorrere le sue vacanze, talvolta in compagnia di altre celebrità di Hollywood. Ovviamente la presenza di Clooney ha portato un po’ di trambusto nella piccolissima Laglio, diventata improvvisamente meta di un esercito di paparazzi, fan e semplici curiosi, al punto che il Comune ha approvato un regolamento ad hoc a tutela della privacy dell’attore che vieta la sosta delle persone nelle immediate vicinanze dell’ingresso della villa (anche via lago). L’ordinanza ovviamente non riguarda i residenti del paesino comasco.

Il complesso di Villa Oleandra risulta presente nelle mappe catastali di Laglio fin dal 1720, anche se con forme diverse rispetto allo stato attuale. Nel 1834 i proprietari dell’epoca, la famiglia Stoppani, realizzarono un primo accorpamento del fabbricato con i terreni circostanti, completato poi nel 1868 dalla famiglia Antongini. Nel 1877 l’edificio, che corrispondeva finalmente alla planimetria attuale, passò alla famiglia Vitali. Nel frattempo l’intero complesso era già stato trasformato in villa, come risulta da una riproduzione del 1848. Nel corso del XX secolo Villa Oleandra venne ceduta a proprietari di origini statunitensi, l’ultima delle quali fu la famiglia del miliardario John Heinz.

Furono proprio gli eredi del "Re del ketchup", nell’estate del 2001, a offrire aiuto allo spaesato George Clooney, piantato in asso dalla sua Harley-Davidson proprio davanti ai cancelli della villa. L’attore americano, impegnato in un giro sulla Alpi a bordo della sua potente moto, si innamorò a prima vista di Villa Oleandra, soprattutto del panorama mozzafiato che si poteva ammirare dalle sue finestre, e in breve tempo decise di acquistarla per circa 10 milioni di dollari. Da allora il portone del lussuoso edificio, situato in Via Vecchia Regina 20 e circondato da un grande parco botanico, è stato varcato da numerosi vip hollywoodiani, tutti graditi ospiti di Clooney, tra cui Cindy Crawford, Brad Pitt, Matt Damon, Catherine Zeta Jones e Michael Douglas.

Nel 2004 l’attore reso celebre dalla serie televisiva "E.R. - Medici in prima linea", è diventato proprietario anche di Villa Margherita, costruzione in stile liberty ubicata vicinissimo a Villa Oleandra e comunicante con essa attraverso il ponticello di Riva Soldino.

La grande vasca in marmo marrone, immersa in un bagno grande come un appartamento. Il letto a baldacchino, nella camera padronale con vista sull’ abitazione del parroco. La cuccia dei cani riscaldata. L’ ex rimessa trasformata in una cantina climatizzata dove pregiati vini rossi, rigorosamente italiani, sono conservati gelosamente. E’ questa villa Oleandra, la dimora in riva al lago di Como del divo hollywoodiano George Clooney. Che però si svela solo in parte. Grazie a una chiacchierata con il designer comasco Max Formica, che conosce molto bene la villa acquistata dall’ attore americano nel 2002: l’ ha arredata negli ultimi quindici anni. « Non fatemi però parlare di Clooney o dei suoi ospiti » esordisce il 42enne nato ad Alessandria, ma con casa e studio a Como. Unica concessione ammessa: « Parlerò solo degli interni di quella che è diventata la residenza di Clooney » . E, in particolare, quelle stanze che hanno fatto innamorare l’ ex dottor Ross di E. R. tanto da convincerlo a investire otto milioni di dollari ( pari a circa nove milioni di euro dell’ epoca, quando la divisa statunitense era più forte di quella europea) nella settecentesca dimora di Laglio acquistata dagli eredi di John Heinz III, il re del ketchup. « Villa Oleandra - spiega Max Formica, in questi giorni impegnato ad allestire la nuova galleria Artestudio nel centro di Como in vista dell’ inaugurazione - ha sempre avuto un fascino particolare sugli americani. Perché non regala solo uno scorcio del lago, ma consente di vivere anche il paese di Laglio. Con i suoi ritmi e i suoi colori. Permette a chi ci abita di spogliarsi del suo ruolo. Sentirsi veramente in vacanza in un ambiente moderno, ma con il fascino del classico. Di quella storia italiana che oltreoceano piace tanto » . La visita virtuale comincia da quella che un tempo era la stalla per i cavalli. E che, oggi, è una fornitissima cantina la cui temperatura è decisa da un complesso sistema di climatizzazione che consente di conservare bottiglie pregiatissime. Anche queste comprese nella compravendita, ed ereditata da Clooney. Qui George si ritrova con gli amici più intimi a sorseggiare qualche prezioso calice di Brunello o di Chianti: « Per terra sono stati mantenuti i ciottoli della stalla. L’ arredo è molto semplice: solo un divano dove assaporare il vino » . Poco lontano c’ è un locale conosciuto come « la pizzeria » . I precedenti proprietari avevano voluto un enorme forno, ancora oggi usato dallo stesso Clooney: « Villa Oleandra non è la classica villa di rappresentanza. Ma una casa dove ospitare solo gli amici. Non deve quindi stupire che esista una stanza dove gli ospiti sono invitati a infornare da sé la loro pizza personalizzata » . Ma è l’ ultimo piano a lasciare senza fiato. In un’ alternanza tra elementi del barocco napoletano e oggetti moderni, tanto cari al designer comasco, c’ è la stanza padronale: quella dove dorme George. Letto a baldacchino, come anche nelle altre stanze degli ospiti, un divano con vista sul « porto » di Laglio, due comodini e un tavolo. « Ma è il gioco di luci e ombre a rendere affascinante questo angolo della casa » . Senza contare la stanza da bagno annessa: « Una vera e propria piazza d’ armi » ammette il designer. Quasi un piano intero della villa con una vasca in marmo marrone, due lavandini e altrettanti mobili neo classici per saponi, salviette e creme. « Tutta la villa - conclude Max Formica - è un’ alternanza di elementi moderni, di oggetti classici e di lampadari in cristallo che riportano al barocco napoletano. Spazi in cui è stato possibile giocare con gli stili. E che rendono l’ Oleandra una dimora unica » .

Villa Oleandra ha sempre avuto un fascino particolare sugli americani. Perché non regala solo uno scorcio del lago, ma consente di vivere anche il paese di Laglio. Con i suoi ritmi e i suoi colori. Permette a chi ci abita di spogliarsi del suo ruolo. Sentirsi veramente in vacanza in un ambiente moderno, ma con il fascino del classico. Di quella storia italiana che oltreoceano piace tanto.


LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/laghi-lombardi-il-lago-di-como.html


.

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



venerdì 20 marzo 2015

LAGHI LOMBARDI : IL LAGO DI COMO

.

Il lago di Como (Lag de Comm in lombardo), è un lago naturale, originato da profonde escavazioni fluviali durante la crisi di salinità del Mediterraneo (Miocene, Messiniano), modellato dalle ripetute glaciazioni pleistoceniche, ricadente nei territori di comuni appartenenti alle province di Como e Lecco. Nel 2014 il Lago di Como è stato classificato come il lago più bello del mondo dal quotidiano online "The Huffington Post", per il suo microclima e per il suo ambiente costellato da ville e villaggi. È il lago più profondo d'Italia e 5° in Europa.

È il terzo lago italiano come superficie con 145 km² e il primo per sviluppo perimetrale con 170 km. Tra i più profondi in Europa, ha fondali in criptodepressione. È il quinto bacino più profondo d'Europa con i suoi 410 metri dopo 4 laghi norvegesi. Raggiunge una lunghezza di 46 km (Gera Lario - Como) ed è largo da 650 metri a 4,3 km. Bifido fiordo interamente scavato nella cerchia delle prealpi lombarde, con una caratteristica forma a "Y" rovesciata o, come recita un diffuso detto locale, a forma di uomo:

« Il lago di Como ha la forma di un uomo, una gamba a Lecco e quell'altra a Como, il naso a Domaso ed il sedere a Bellagio. »
È uno dei più suggestivi paesaggi italiani, decantato nell'800 dai maggiori poeti del Romanticismo, da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt. Si trova a 199 m s.l.m.

La morfologia del territorio varia dai pendii arrotondati ed erbosi alle dolomie con rocce dentate, guglie e torri. I depositi alluvionali, trasportati da fiumi e torrenti, iniziarono a formarsi con la postglaciazione e furono la causa della separazione dei laghi minori (il Lago di Mezzola a nord ed i laghi di Garlate e di Olginate a sud).

A sud-ovest il ramo di Como, a sud-est il ramo di Lecco e a nord il ramo di Colico (o "alto lago"), il più aperto dei tre. I fiordi meridionali rinserrano il montagnoso Triangolo Lariano. La divisione dei tre rami è ben visibile dal Sasso di San Martino, sopra Griante.

Particolarmente tipica è la costa orientale del ramo comasco, impervia e ricoperta di boschi. I paesi sono ancora costituiti da antiche case arroccate tra lago e montagna, con ripide scalinate rivierasche. Tutto il Lario, comunque, è caratterizzato da un paesaggio scosceso che forma un delicato equilibrio con la tipologia costruttiva dei paesi e delle grandi ville storiche, ben visibili da un punto all'altro della sponda grazie all'esigua larghezza del bacino. Anche a causa di questa severa conformazione fisica, il turismo lariano non ha conosciuto il fenomeno "di massa" tipico del Lago di Garda, riguardando esclusivamente i salotti dell'aristocrazia e gli artisti che spesso vi erano ospitati; un soggiorno di tipo meditativo che ancora oggi si riscontra nelle ville d'epoca  e - per contro - dall'antica semplicità dei borghi più umili (Pognana, Careno, Nesso, Brienno, Colonno, Corenno Plinio ).

Una delle baie presenti è il cosiddetto laghetto di Piona, presso i territori comunali di Colico e Dorio, delimitata dalla penisola dell'Olgiasca e dal Montecchio Sud. Nella baia sfocia il torrente Merla, le cui acque sono abbondanti solo durante il periodo delle piogge. Vi sbarcarono molto probabilmente i Romani che diedero il nome alla principale località della baia, Centoplagio, oggi conosciuta anche semplicemente come Piona.

Partendo da Como e risalendo lunga la sponda occidentale, si incontra Cernobbio, sede di ville monumentali quali Villa d'Este, Villa Erba e Villa Pizzo (quest'ultima costruita nel XVI secolo). A Moltrasio soggiornarono il musicista Vincenzo Bellini e il Primo Ministro inglese Winston Churchill. Dopo Laglio - il paese noto per la residenza dell'attore George Clooney, Brienno è uno dei borghi più antichi, rimasto praticamente intatto da oltre un secolo, ma danneggiato da alcune frane nel 2011.

L'unica formazione insulare del lago è l'Isola Comacina, di modeste dimensioni ma carica di storia. Nel Medioevo, infatti, l'isola era una roccaforte indipendente che si alleò col comune di Milano durante la guerra decennale contro Como (1118-1127). Como ne uscì sconfitta ma, con l'aiuto dell'imperatore tedesco Federico Barbarossa e contro i comuni della Lega Lombarda, i comaschi riuscirono a vendicarsi distruggendo la roccaforte nel 1169. Da allora, l'isola è rimasta totalmente disabitata. Gli edifici superstiti sono la secentesca chiesetta di San Giovanni - unica rimasta delle nove presenti - la locanda con annesso ristorante (famosa per i soggiorni del regista Alfred Hitchcock) e le piccole costruzioni razionaliste opera dell'architetto Pietro Lingeri. Le rovine dell'antica Basilica di Sant'Eufemia sono il simbolo della storia lariana, rievocata annualmente nella Sagra di San Giovanni.

L'isola è delimitata da una baia detta "Zoca de l'oli" (luogo dell'olio), così chiamata per la tranquillità delle acque lacustri e per la crescita spontanea dell'ulivo, oggi in parte ridotta a causa dell'incremento edilizio. Il campanile dello Xenodochio di Santa Maria Maddalena è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme al soprastante Sacro Monte di Ossuccio.

Poco più avanti si protende la penisola del Lavedo che delimita il golfo di Venere e che culmina nella Villa Balbianello, patrimonio del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano). Qui sono state girate alcune scene dei film Piccolo mondo antico, Guerre stellari e Agente 007 - Casinò Royale.

Risalendo sempre lungo la sponda occidentale si incontrano i paesi di Tremezzo, Cadenabbia e Griante (quest'ultimo già luogo di villeggiatura del cancelliere tedesco Konrad Adenauer), meta del tradizionale turismo anglosassone. Sono classiche le visite ai giardini di Villa Carlotta e le escursioni alla panoramica chiesetta di San Martino.

L'ampio paesaggio dell'alto lago è caratterizzato da un aspetto più solitario. I venti regolari che spirano al mattino da nord (il Tivano) e al pomeriggio da sud (la Breva) sono più burrascosi che non nei rami meridionali del lago. Superata Rezzonico e i tre paesi Cremia, Pianello e Musso si giunge a Dongo, dove si consumò l'ultimo atto della storia del Fascismo con la cattura di Benito Mussolini e la sua fucilazione a Giulino di Mezzegra. Poco più avanti, Gravedona è sede di uno dei massimi esempi dell'architettura romanica lombarda: la Chiesa di Santa Maria del Tiglio.

Al limite settentrionale del Lario, alla confluenza dei fiumi Mera e Adda, si stende l'oasi naturale del Pian di Spagna, area pianeggiante di interesse naturalistico circondata da campeggi rivieraschi. Si prosegue scendendo lungo la sponda orientale, oltre Colico, dove un'insenatura boscosa forma il laghetto di Piona e nelle cui vicinanze sorge l'omonima abbazia cistercense. Alle spalle si erge la mole del monte Legnone, alto 2609 metri. Poco più a sud è il pittoresco borgo di Corenno Plinio, frazione del comune di Dervio, noto per le sue attività sportive legate alla vela e ai windsurf.

Si ritorna quindi nel centro lago, a Varenna, con Villa Monastero e il Castello di Vezio. A Varenna si può prendere il traghetto con trasporto auto e sbarcare direttamente a Bellagio, lasciando sulla sinistra il ramo orientale che scende verso Lecco. È questo il ramo meno frequentato, caratterizzato da rocce a strapiombo e piccole spiagge di ghiaia. Da Varenna si può percorrere la strada provinciale che sale a Esino Lario e al Gruppo delle Grigne.

Bellagio è la località turisticamente più frequentata. Situata sulla punta del promontorio che divide i tre rami del Lario, è nota per le sue ville monumentali (Villa Melzi e Villa Serbelloni, sede della fondazione Rockfeller) e per la scalinata dei negozi sulla quale si affaccia la casa di Franz Liszt. Vi trascorse una giornata il presidente Kennedy.

Scendendo verso Como, Lezzeno è preceduta da Villa Lucertola e dalla scogliera dei Grosgalli, in gran parte disabitata e ancora memore di antiche credenze legate alla stregoneria. Più a sud, a Nesso, sono da segnalare le antiche case raccolte intorno all'imboccatura dell'orrido e il ponte medievale della Civera.

Una nota a parte merita la misteriosa villa Pliniana a Torno. Nei suoi saloni furono ospiti Napoleone, Manzoni, Foscolo, Stendhal, Byron, Verdi, Bellini e Rossini. Leonardo da Vinci studiò la fonte intermittente che sgorga da una roccia, oggi racchiusa nella corte interna dell'edificio. Fogazzaro vi ambientò il romanzo Malombra, da cui le scene dell'omonimo film di Mario Soldati.

Dopo Blevio, il panorama di Como appare improvvisamente scendendo la provinciale Lariana.

È attivo sul lago un servizio di navigazione di linea. Il servizio è attivo da quasi due secoli ed è inserito a pieno titolo nella storia stessa del territorio. È ancora in funzione l'ultimo battello a ruote, il Concordia, dotato di macchina a vapore a vista del tipo Caprotti.

Il pesce di lago è comunemente servito nei ristoranti rivieraschi. Il piatto tipico è costituito dal Misultin (agone essiccato).

La vegetazione è ripartita per zone altimetriche, con essenze mediterranee lungo la costa, querce e castagni nella zona collinare(500-800 metri), faggeti, abeti, larici e pini mughi in montagna. il piano più elevato (fino a 2000 metri) è caratterizzato da ginepri, rododendri, mirtilli e ontani verdi.

Nonostante il Lario sia rimasto relativamente intatto negli ultimi trent'anni, il recente fenomeno dell'incremento edilizio ha incontrato una grande opposizione da parte della popolazione più sensibile - con l'appoggio della stampa locale - che individua nello sviluppo residenziale incontrollato uno scempio alla delicata tipologia costruttiva, culturale e ambientale del territorio. Diffuso in tutta Italia (soprattutto sul Lago di Garda), il fenomeno è al centro di numerose polemiche che nel 2007 hanno portato ad una decisione politica bipartisan atta a revisionare il sistema vigente e alla nascita di alcuni comitati di cittadini, tra cui spicca la firma di George Clooney. In pratica, si chiede che il rilascio delle autorizzazioni edilizie da parte dei comuni (liberalizzato dalla Regione Lombardia con una legge del 1997) debba sottostare al vincolo statale della soprintendenza, molto restrittiva per quanto concerne la salvaguardia dell'ambiente e del delicato paesaggio lacustre. Si chiede inoltre l'inserimento totale del Lario nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, oggi limitato al solo paese di Ossuccio.

Il lago di Como risultava peraltro - nel 2012 - il più inquinato d'Italia.

La navigazione di linea sul lago ha radici molto antiche, in quanto il primo battello a vapore entrato in servizio - il Lario - fu varato nel 1826. Negli anni settanta del XIX Secolo si sviluppò un'accanita concorrenza tra le due principali società di navigazione: la "Società Lariana" e la "Società Italiana"; furono costruiti numerosi piroscafi a ruote, appartenenti alla categoria dei battelli-salone e mezzo-salone. Sorsero anche società minori. In questo periodo fu costruito il più grande battello che abbia mai solcato le acque lariane, il Lombardia, lungo 63 metri. Successivamente, le due compagnie si fusero nelle "Società Riunite", che nel 1884 assunsero il nome "Lariana" e assorbirono le aziende minori. Fu sviluppato anche un servizio di trasporto merci per mezzo del mercantile Commercio e alcuni piccoli rimorchiatori.
All'inizio Novecento venne creata una flottiglia di motoscafi per i servizi secondari e fu aperto un servizio di traghettamento veicoli - il primo sui laghi italiani - con l'autochiatta Mussolini. Gravi danni vennero apportati dagli attacchi aerei durante la Seconda guerra mondiale, che costrinsero molte unità all'ancoraggio e alla mimetizzazione con piante e frasche. Gli attacchi affondarono quattro navi danneggiandone diverse altre. Nel dopoguerra si vide un sostanziale mutamento della tipologia dei natanti, adeguandoli alle moderne tecnologie costruttive. La motrice a vapore fu abbandonata a favore del motore diesel, che fu applicato su battelli di più piccola stazza, più pratici ma sicuramente meno "romantici". Nel 1953 la "Lariana" fallì e demolì le sue navi secolari. La nuova Gestione Commissariale (poi divenuta Gestione Governativa) rinnovò quasi completamente la flotta (motoscafi serie "Uccelli", motonavi serie "Laghi", "Fiori" e "Volta", traghetti serie "Spluga"). Negli anni settanta fecero la loro comparsa anche gli aliscafi (i piccoli tipo PT20 e RHS70). Oggi gli aliscafi svolgono un servizio per pendolari e studenti.

Attualmente si contano una trentina di battelli; i più recenti sono la grande motonave Orione (2007) e i tanto discussi catamarani. Caratteristica importante sotto il profilo storico e tecnologico rivestono gli antichi battelli a vapore, talvolta dismessi e adibiti a ristoranti galleggianti.


LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/lombardia-la-regione-che-ospita-expo.html



http://www.mundimago.org/

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP


http://mundimago.org/le_imago.html



.

Post più popolari

Elenco blog AMICI