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venerdì 12 febbraio 2016

IL CYBERBULLISMO

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Il termine cyberbullying è stato coniato dall'insegnante canadese Bill Belsey. I giuristi anglofoni distinguono di solito tra il cyberbullying (cyberbullismo), che avviene tra minorenni, e il cyberharassment ("cybermolestia") che avviene tra adulti o tra un adulto e un minorenne. Tuttavia nell'uso corrente cyberbullying viene utilizzato indifferentemente per entrambi. Come il bullismo nella vita reale, il cyberbullismo può a volte costituire una violazione del Codice civile e del Codice penale e, per quanto riguarda l'ordinamento italiano, del Codice della Privacy (D.Lgs 196 del 2003).

Oggi il 34% del bullismo è online, in chat, quest'ultimo viene definito cyberbullismo. Pur presentandosi in forma diversa, anche quello su internet è bullismo: far circolare delle foto spiacevoli o inviare mail contenenti materiale offensivo può costituire un danno psicologico. In Inghilterra, più di 1 ragazzo su 4, tra gli 11 e i 19, anni è stato minacciato da un bullo via e-mail o sms. In Italia, secondo l’Indagine nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza pubblicata nel 2011 un quinto dei ragazzi ha trovato in Internet informazioni false sul proprio conto: “raramente” (12,9%), “qualche volta” (5,6%) o “spesso” (1,5%). Con minore frequenza si registrano casi di messaggi, foto o video dai contenuti offensivi e minacciosi, ricevuti “raramente”, “qualche volta” o “spesso” dal 4,3% del campione; analoga percentuale (4,7%) si registra anche per le situazioni di esclusione intenzionale da gruppi on-line.

Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, l'uso dei mezzi elettronici conferisce al cyberbullismo alcune caratteristiche proprie:

Anonimato del molestatore: in realtà, questo anonimato è illusorio: ogni comunicazione elettronica lascia pur sempre delle tracce. Per la vittima, però, è difficile risalire da sola al proprio molestatore; inoltre, a fronte dell'anonimato del cyberbullo, spiacevoli cose sul conto della vittima (spesse volte descritta in modo manifesto, altre in modo solo apparentemente non riconducibile alla sua identità) possono essere inoltrate a un ampio numero di persone.
Difficile reperibilità: se il cyberbullismo avviene via SMS, messaggistica istantanea o mail, o in un forum online privato, ad esempio, è più difficile reperirlo e rimediarvi.
Indebolimento delle remore etiche: le due caratteristiche precedenti, abbinate con la possibilità di essere "un'altra persona" online (a guisa di un gioco di ruolo), possono indebolire le remore etiche: spesso la gente fa e dice online cose che non farebbe o direbbe nella vita reale.
Assenza di limiti spaziotemporali: mentre il bullismo tradizionale avviene di solito in luoghi e momenti specifici (ad esempio in contesto scolastico), il cyberbullismo investe la vittima ogni volta che si collega al mezzo elettronico utilizzato dal cyberbullo (WhatsApp, Facebook, Twitter, blogs, etc.)
Come nel bullismo tradizionale, però, il prevaricatore vuole prendere di mira chi è ritenuto "diverso", solitamente per aspetto estetico, timidezza, orientamento sessuale o politico, abbigliamento ritenuto non convenzionale e così via. Gli esiti di tali molestie sono, com'è possibile immaginarsi a fronte di tale stigma, l'erosione di qualsivoglia volontà di aggregazione ed il conseguente isolamento, implicando esso a sua volta danni psicologici non indifferenti, come la depressione o, nei casi peggiori, ideazioni e intenzioni suicidarie. Spesso i molestatori, soprattutto se giovani, non si rendono effettivamente conto di quanto ciò possa nuocere all'altrui persona.

Il cyberbullismo è un fenomeno molto grave perché in pochissimo tempo le vittime possono vedere la propria reputazione danneggiata in una comunità molto ampia, anche perché i contenuti, una volta pubblicati, possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all'oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti. Pertanto può essere necessario molto tempo prima che un caso venga alla luce.

Il cyberbullismo è mobbing in Internet, infatti, per designarlo si usano anche i termini cybermobbing e internet mobbing. Viene messo in atto mediante l'uso dei media digitali e consiste nell'invio ripetuto di messaggi offensivi tramite sms, in chat o su facebook per molestare una persona per un lungo periodo.



Gli autori, i cosiddetti «bulli» o il cosiddetto «branco», sono spesso persone che la vittima ha conosciuto a scuola, nel quartiere o in un'associazione. Offendono, minacciano o ricattano le loro vittime direttamente o facendo pressione psicologica su di loro, le diffamano, le mettono alla gogna e diffondono dicerie sul loro conto. Chi ne è vittima può subire conseguenze molto gravi, come la perdita della fiducia in se stesso, stati di ansia e depressione.

Il confine tra un comportamento che resta scherzoso e uno che è percepito come offensivo non è così netto. Il cyberbullismo inizia laddove un individuo si sente importunato, molestato e offeso. Raramente i giovani si rendono conto delle conseguenze delle loro azioni nel momento in cui mettono in rete immagini offensive o le inviano agli amici; spesso lo fanno solo per scherzo. Tuttavia, può trattarsi anche di atti mirati a rovinare una persona.

Le vittime, gli autori e gli spettatori di atti di bullismo in rete hanno spesso remore a parlare. Di conseguenza per i familiari e gli insegnanti è difficile riconoscere il problema. Nonostante gli indizi del cyberbullismo non siano facilmente riconoscibili, vi sono alcuni segnali rivelatori. Non è sempre possibile distinguere chiaramente tra autori e vittime, perché molti giovani rimasti vittime del mobbing lo hanno praticato anche in prima persona.

Il cybermobbing è molto meno frequente del mobbing. Lo rivela uno studio compiuto nel 2012 da EU Kids online, un'iniziativa della Commissione europea: secondo questo studio, il 15 percento dei giovani svizzeri intervistati ha già subito atti di mobbing, il 5 percento ha subito atti di cybermobbing. Il dato allarmante è che i genitori non ne sanno niente. Il rischio di rimanere vittima del cybermobbing aumenta con l'età e le femmine ne sono interessate più frequentemente dei maschi; le reti sociali sono tra i luoghi in cui accade più spesso.

Nell'ambito dello studio JAMES 2014 circa 1200 giovani svizzeri sono stati intervistati sulle loro esperienze. Il 22 per cento ha rivelato di essere già stato vittima di un'aggressione in una chat o su facebook. Al 12 per cento dei giovani è già capitato che in Internet sono stati diffusi contenuti offensivi o notizie false su di loro, al 28 per cento che vi sono state pubblicate foto senza il loro consenso. Affinché si possa parlare di mobbing, occorre tuttavia che questi atti vengano ripetuti più volte.

Spesso i messaggi offensivi si diffondono molto rapidamente fra un bacino di utenti molto vasto. Di conseguenza, le vittime non si sentono più al sicuro da nessuna parte, poiché le vessazioni le raggiungono via Internet persino nelle proprie mura. È inoltre difficile cancellare le offese, che quindi, una volta pubblicate in rete, possono essere rilette e riguardate ripetutamente. Per la vittima è dura dimenticare e superare le violenze subite. Il cybermobbing contribuisce in questo modo a rafforzare la sofferenza della vittima.

Come il bullismo nella vita reale, il cyberbullismo può a volte costituire una violazione del Codice civile e/o del Codice penale.

Tipi di cyberbullismo:

Flaming : messaggi online violenti e volgari mirati a suscitare battaglie verbali in un forum.

"Cyber-stalking" : molestie e denigrazioni ripetute, persecutorie e minacciose mirate a incutere paura.

Molestie: spedizione ripetuta di messaggi insultanti mirati a ferire qualcuno.

Denigrazione : "sparlare" di qualcuno per danneggiare la sua reputazione, via e-mail, messaggistica instantanea, ecc.

Sostituzione di persona: farsi passare per un'altra persona per spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili.

Rivelazioni : pubblicare informazioni private e/o imbarazzanti su un'altra persona.

Inganno : ottenere la fiducia di qualcuno con l'inganno per poi pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate via mezzi elettronici.

Esclusione : escludere deliberatamente una persona da un gruppo online per ferirla.

Molti cyber-bulli agiscono in maniera aggressiva e violenta perché desiderano avere visibilità e fanno di tutto perchè il loro atto venga conosciuto e reso pubblico. La maggior parte dei bulli della Rete infatti, agisce da bullo proprio per attrarre su di sè le attenzioni dei mezzi di informazioni, per ricevere cioè dal mondo esterno tutte quelle attenzioni che non ricevono quotidianamente all'interno della loro famiglia o all'interno del loro gruppo di amici. Più il comportamento violento del bullo viene conosciuto, e più che il bullo ottiene ciò che desidera. Il cyber-bullo agisce non tanto per esercitare una violenza su qualcuno, bensì per attrarre su di sé tutte le attenzioni possibili: con la metodologia del file-sharing oggigiorno è sempre più facile che un video o una notizia venga a conoscenza di tutto il popolo della Rete. Lo sviluppo di siti per la condivisione di file, come quelli video, ha infatti dato un contributo notevole a rinforzare il fenomeno del cyber-bullying. Evitare che tali siti diffondino i video di bullismo sarebbe certamente un passo importante per contrastare il fenomeno.

Fra i vari tipi di cyberbullismo il più diffuso è il flaming. Il nome flaming esprime uno stato di aggressività durante l'interazione con altri utenti del web . La Rete dà infatti la possibilità di inserirsi in nuove situazioni ed ambienti, in cui ogni utente tende a ritagliare un proprio spazio. Con il passare del tempo, l'attaccamento dell'utente al proprio spazio diviene sempre maggiore; spesso si cerca di intensificare la propria presenza nell'ambiente, postando più messaggi (in un forum) o chattando per ore. Ne consegue che per alcuni individui il fatto stesso di trovarsi in quel luogo diventa un vero e proprio bisogno. Quando un altro utente o una situazione particolare mette in discussione lo status acquisito dall'utente, questo si sente minacciato personalmente. La reazione è aggressiva, e a seconda dei casi l'utente decide di abbandonare lo spazio definitivamente (qualora abbia uno spazio alternativo dove poter andare), oppure attua il flaming (qualora ritenga necessario rimanere nel "suo territorio" dove si è faticosamente creato uno status). Ancora più grave ed insidioso per il forum è quando il flame è uno o più degli stessi moderatori, specialmente anziani, che arrivano a ritenere quello spazio come di loro proprietà. La loro azione diviene dura, chiusa ed ostile; tendono a rendere difficoltoso l'esprimersi e l'inserirsi di figure preparate o semplicemente potenzialmente coinvolgenti gli utenti. Tendono ad esasperare conflittualmente i rapporti interni tra moderatore ed l'Admin al punto di mettere in discussione il Forum stesso inducendo o provocando fratture e lacerazioni. Quando non isolati o allontanati in tempo possono portare all'implosione del Forum.



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sabato 21 marzo 2015

LA CITTA' DI CERNOBBIO

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Il comune di Cernobbio è nato dal raggruppamento di case intorno ad un convento (Caenobium) di suore del XII secolo. Successivamente si instaurò in Cernobbio (allora comune di Como) la seteria Bernasconi che quindi favorì la crescita.

Nella neonata conurbazione si vennero a creare grazie al finanziamento della fam. Bernasconi tre zone: la prima erano i quartieri popolari che ospitavano gli operai della fabbrica (via XX settembre), la seconda: la fabbrica con anche gli uffici (zona dietro al comune e biblioteca comunale) e la terza: la casa dei padroni vale a dire Villa Bernasconi (che ha subito un restauro tuttora in atto degli ambienti interni ed esterni tramite un progetto di riqualificazione dell'area a cura del comune di Cernobbio, creazione di un palazzetto dello sport e giardini pubblici). Cernobbio, successivamente all'età giolittiana, ha subito una rapida crescita urbana e demografica.

Durante la seconda guerra mondiale le zone di Casnedo, Stimianico, Olzino e Piazza Santo Stefano erano zone residenziali che ospitavano gerarchi del III Reich e del regime fascista, la zona "protetta" partiva da dove attualmente si trova la stazione dei Carabinieri con un posto di blocco 24 ore su 24. Dopo gli anni '40 del Novecento la crescita cernobbiese aumentò bruscamente e si venne a creare una conurbazione molto ampia tanto che, negli anni d'oro italiani Cernobbio divenne ambita meta turistica favorendo lo sviluppo.

Il 24 maggio 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito a Cernobbio il titolo di città.

Il comune è sito sulla sponda occidentale del Lario ed ha un territorio in gran parte montagnoso che raggiunge i 1.325 m s.l.m. in corrispondenza della vetta del Monte Bisbino, raggiungibile in macchina su una strada stretta, tortuosa, ma panoramica.

L'orografia comunale è solcata dalle valli di 4 torrenti: il Cosio, il Cosera, il Colletta ed il Garrovo. Il Cosio, che nasce alla base del "Sass di Crinn", dopo un breve tratto nel territorio comunale di Cernobbio entra in quello di Maslianico; esso è stato per lungo tempo una delle fonti principali di alimentazione dell'acquedotto comunale prima della privatizzazione e del cambio di servizio a favore della ex ACSM. Il Cosera ed il Coletta confluiscono in un unico torrente nei pressi del ponte stradale a fianco del posteggio del complesso scolastico di Campo Solare, creando il "Greggio" che dopo le ripide cascate tra la caserma dei Carabinieri e Stimianico, è stato interrato in epoche differenti per creare le attuali via Volta e via Luigi Erba (strada del mercato del mercoledì) prima (anni '20/30) ed il recente posteggio in prossimità del Terzo Crotto (anni 1998/2002); il Greggio, dopo questo tratto di interramento di inizio e fine Novecento riaffiora in superficie nei pressi della "Riva" dove sfocia nel Lago di Como tra l'imbarcadero ed il Lido. Il Garrovo percorre il suo tratto terminale a fianco del muro del Parco di Villa d'Este, e sfocia nel lago proprio all'interno di tale proprietà. Sul confine comunale si trova anche la foce del Breggia.

Il Forum Ambrosetti è un forum economico internazionale che si tiene ogni anno dal 1975 nella prima settimana di settembre nella Villa d'Este di Cernobbio, sul Lago di Como. Agli incontri partecipano capi di stato, ministri, premi Nobel ed economisti.

Attraverso incontri, dibattiti, presentazioni di ricerche ad hoc vengono elaborate previsioni sullo scenario economico e geo-politico mondiale, europeo e italiano, e vengono analizzati i principali sviluppi scientifici e tecnologici e i loro effetti sul futuro delle istituzioni, delle imprese e, in generale, della società civile.


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