Visualizzazione post con etichetta maddalena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maddalena. Mostra tutti i post

martedì 26 maggio 2015

LA CHIESA DI MARIA MADDALENA A LEGNANO



L'edificio religioso si trova nella contrada San Bernardino.
Eretta nel 1728 per legato di Carlo Francesco Fassi allo scopo di dotare la cascina di una sua aula religiosa, per quasi due secoli e mezzo fu l'unico luogo di culto per la cascina e l'intero rione della Ponzella. Nel 1779 la chiesa divenne oratorio di Gesù Crocifisso e l'altare fu dotato di una bella raffigurazione su tela della Croce col Cristo morto, la Madonna con San Giovanni e Santa Maria Maddalena. Questa pala d'altare, attribuita dal Pirovano al pittore Carlo Francesco Nuvolone, detto "il panfilo" (1581-1651), è contornata da pregevoli affreschi della stessa epoca in cui la tela pervenne all'oratorio della Ponzella. In origine sull'altare vi era un pregiato Crocifisso ligneo del XVI secolo, oggi non più esistente. Nell'auletta laterale destra vi è un Cristo deposto, in gesso, attorniato da una Via crucis in quadretti dipinti su legno. Un'altra Via crucis, di buona fattura in ceramica, orna la navata centrale. Il soffitto della chiesetta, anticamente in legno, era stato successivamente rifatto in intonaco ed ornato con quattro vele affrescate raffiguranti gli evangelisti. Nel 1979 la chiesa fu interessata da una completa ristrutturazione, con opere di rifacimento anche del tetto, dell'intonaco della facciata, che era in mattoni a vista come gli altri muri esterni, questi ultimi rimasti nelle condizioni originarie. Sono stati conservati i due finestrini reniformi a fianco della porta d'ingresso. E' molto caratteristico il campanile della chiesetta, in stile veneziano e con la cuspide lavorata in mattoni scalati, che ha sostituito nel 1930 il precedente più piccolo. Le tre campane, che originariamente erano destinate alla chiesa dei Santi Martiri, sono state dedicate a San Magno, ai Santi Martiri e alla Vergine Immacolata. Nello spazio tra il campanile e il corpo della chiesetta è ancora visibile la volta in mattoni di un antico forno comune nel quale le famiglie dei contadini della cascina Ponzella (che anticamente si chiamava "Poncena") portavano a cuocere il pane.

L'edificio ha pianta a "T" ed ha dimensioni 9 m x 5,4 m. Con la successiva aggiunta di due cappellette laterali arrivò ad avere capienza di 100 persone. In origine la chiesa era in mattoni a vista.







.

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://www.mundimago.org/



martedì 7 aprile 2015

IL DUOMO DI DESENZANO DEL GARDA

.


Costruito su un precedente edificio religioso il Duomo di Desenzano tra il 1586 e il 1611 su progetto dell'architetto bresciano Giulio Todeschini è dedicato a Santa Maria Maddalena, come la vecchia Pieve.

La facciata del 1702, in stile Barocco, è ornata da statue di Lorenzo Muttoni e Sante Calegari il Giovane e richiama la Chiesa del Gesù di Roma.

L'interno, a tre navate, è uno degli esempi più belli del tardo rinascimento nella provincia di Brescia.

Le sedici colonne di stile dorico in marmo di Botticino sostengono la volta a botte unite fra loro da belle arcate.

Nella sacrestia è conservata una pregevole "Deposizione" e una serie di piccole tele illustranti "I misteri del Rosario".

All'interno del Duomo si trovano altre opere di pittori, tra cui Giovanni Andrea Bertanza di Padenghe, Donato Zenone, Domenico Cignaroli.

La costruzione del duomo di Desenzano del Garda dedicato a S. Maria Maddalena iniziò con la posa della prima pietra il 1° novembre 1586. L'anno precedente il Comune ne aveva commissionato il progetto all'architetto bresciano Giulio Todeschini, che già aveva ideato i portici del palazzo comunale (oggi Palazzo del Turismo) nel 1566. Il 6 dicembre 1611, a 25 anni dall'inizio dei lavori, la chiesa fu consacrata dal vescovo di Verona Alberto Valier. Della precedente costruzione demolita per far posto all'attuale, non restarono che il campanile "ultimato nel 1504", tre pale d'altare e la statua di legno dorato raffigurante S. Maria Maddalena. L'aula della chiesa, a tre navate, misura circa 35 metri di lunghezza e 20 di larghezza;l'abside, rettangolare, misura circa 16 metri di profondità e 10 di larghezza. L'altezza massima della navata centrale è di circa 15 metri. La facciata principale è di chiaro impianto settecentesco, mentre il portale, in pietra di Bottoncino, era stato collocato già nel 1696. La statua di S. Maria Maddalena che lo sovrasta opera di Santo Callegari di Brescia, fu collocata il 15 ottobre di quello stesso anno. Al semplice impianto basilicale della chiesa furono poi aggiunte due cappelle laterali, una destinata alla custodia del SS.mo Sacramento nel 1738, ed un'altra dedicata alla santa concittadina Angela Merici nel 1884. La navata centrale offre una discreta prospettiva con colonnato di stile dorico concluso con un elegantissimo cornicione in stucco, opera di specialisti probabilmente mantovani, nella classica disposizione a metope e triglifi. Vi sono raffigurati arredi per il culto, figure geometriche, cherubini e santi di speciale devozione: S. Maria Maddalena, i SS. Vincenzo, Benigno e Anastasio, S. Angela Merici e S. Carlo Borromeo. Queste ultime raffigurazione consentono di far risalire la composizione dell'opera agli anni compresi tra il 1619 ed il 1628.

Negli spazi tra le arcate ed il cornicione il pittore secentista veneziano Andrea Celesti dipinse sedici tele raffiguranti gli apostoli ed i simboli degli evangelisti. Sono dello stesso autore la grande tela raffigurante " LA RISURREZIONE", sopra la porta principale e le due raffiguranti forse i SS. Pietro Paolo, ai lati della medesima porta. Passando alla navata sinistra nella prima cappella si trova l'antichissima statua di S. Maria Maddalena (1525 ca.) collocata qui nel 1958 dopo varie peregrinazioni. Segue poi l'altare dei SS. Nicola da Tolentino, Pietro e Andrea. La parte superiore dell'altare è opera dell'intagliatore bresciano Giovanni Battista Lancini (1610) mentre la pala è di Zenone Veronese che l'ebbe commissionata nel 1536 ma non la realizzò che dopo il 1541. La parte inferiore dell'altare è un'imitazione recente, sotto la mensa è venerato un bellissimo Cristo Morto di grandezza naturale, opera di fattura bresciana del primo '600. Segue la cappella dedicata nel 1884 a S. Angela Merici. E' sicuramente l'aggiunta meno felice apportata all'armoniosa classicità del duomo, vi si respira già un'aria di Liberty - Belle Epoque che poco si integra con il resto dell'edificio. La modesta pala di Giuseppe Sereni di Roma (1882), oggi in sacrestia è stata sostituita da una fattura moderna. Nel tabernacolo dell'altare sono conservate le reliquie di S. Angela Merici un tempo custodite in una bellissima arca di legno ricoperta di lamina d'argento (rubata nel 1983), opera dell'argentiere bresciano Pietro Arici (1771); il reliquiario attuale ne è un blando ed infelice tentativo di imitazione. Nel nicchione sinistro della cappella si trova la la bella pala d'altare anch'essa proveniente dalla soppressa chiesa di S. aria de Seniorbus, raffigurante i Santi Rocco e Sebastiano che insieme alla Vergine implorano la SS. Trinità, opera del veronese Giovanni Ceschini che la dipinse nel 164. Ai fianchi dell'arco d'ingresso sei piccole tele raffigurano altrettanti momenti della vita della Santa. Sono opera del desenzanese Pietro Rizieri Calcinardi eseguite nel 1841. Dello stesso Calcinardi è il disegno dell'altare seguente dedicato alla Madonna del Rosario. Fu collocato nel 1840 al posto dell'altare barocco precedente. La freddezza del neoclassicismo e del bianco marmo di Carrara non sono per nulla attenuati dai successivi tentativi di modificare l'effetto. Resta la straordinaria bellezza della statua secentesca della Madonna, statua che era stata incoronata nella piazza principale nel gennaio 1618. Nell'ampia e maestosa cappella dedicata alla conversazione del SS. Sacramento, fu edificata nel 1738 grazie alla munificenza del desenzanese Pietro Panizza , sull'altare si può ammirare "L'ultima cena" di Giambattista Tiepolo, eseguita tra il 1738 ed il 1743. La volta del piccolo presbitero ed i pennacchi della cupola sono opere del veronese Giogio Anselmi, mentre di Lorenzo Muttoni sono le quattro statue in stucco raffigurante le virtù. La pala di S. Antonio di Padova è è di Costantino Borti, ignoti sono gli autori dell due belle lunette laterali con "la Samaritana al pozzo - e il Cristo che cammina sulle acque" e delle quattro piccole e mediocre tele con scene della passione di Gesù. I confessionali, costruiti nel 1668, modificati da recenti restauri che ne hanno modificato la struttura secentesca. Nella sesta cappella un altare modesto rifatto nel 1885 racchiude le reliquie dei SS. Vincenzo, Begnino ed Anastasio, patroni secondari della città, che sono raffiguranti nella, opera di Zenone Veronese, eseguita tra 1536 ed il 1543.
Al termine della navata sinistra si apre la sacrestia,sopra la cui porta d'ingresso è collocata una pala d'altare di notevoli dimensioni,rafigurante S. Michele Arcangelo, con la spada fiammeggiante nell'atto di scacciare all'inferno Lucifero e gli angeli ribelli, in alto il Padre Eterno è supplicato da S. Francesco d'Assisi e da S. Maria Maddalena, opera eseguita nel 1595 dal pittore Andrea Bertanza. All'interno della sacrestia sono conservati e ammirare: un "Crocefisso seicentesco", i "Misteri del Rosario" di Andrea Bertanza tratti da una originale di Jacopo Palma il giovane (1610), un ritratto di "S. Angela Merici del Moreto" (1540), un'"Annuciazione" probabile scuola di Pier Maria Bagnatore di Brescia (fine sec. XVI),due "ovali raffiguranti S. Antonio da Padova e Gaetano da Thiene" sec. XVIII, una "Deposizione" con S. Maria Maddalena e S. Angela Merici, del bresciano Francesco Zugno (1608), che la esegui per la sala consigliare del municipio, due ritratti di vescovi Veronesi (Giovanni Avogadro 1790 - 1805 e Innocenzo Liruti 1807 - 11827). Sopra la porta d'uscita della sacrestia si trova una pala d'altare raffigurante "la Vergine venerata da S. Agostino e da S. Monica" opera del veronese Domenico Riccio detto "il Brusasorzi" (1565). Il presbiterio dominato dal maestoso altare maggiore, edificato nel 1702 dal rezzatese Pietro Bonbastone con statue di Santo Callegari.
A sinistra l'organo in cassa di legno barocca è opera della Fabbrica dei Fratelli Serassi di Bergamo, realizzato nel 1826 e ampliato nel 1884, di fronte a questo una pala raffigura S. Cecilia con uno stormo d'angeli musicanti, opera del pittore gardesano Antonio Campi allievo di Andrea Celesti. Del Celesti sono le imponenti tele del coro, quello centrali raffigura "S. Maria Maddalena consolata dagli angeli" la tela di sinistra raffigura la "resurrezione di Lazzaro", mentre a destra un lussuoso banchetto ricostruisce "la cena in casa di Simone il fariseo" dove una donna peccatrice, erroneamente identificata con la Maddalena " bagna di lacrime i piedi di Gesù. Sulle finestre due piccole tele con due momenti della visita di Maria Maddalena al sepolcro del Cristo. Scendendo nella navata di destra sopra la porta del campanile una pala di " Andrea Celesti" raffigura "le nozze mistiche di S. Caterina d'Alessandria" , la successiva cappella è dedicata alla SS.ma Trinità l'altare in marmo risale al 1602, la pala opera di un anonimo del XVIII sec. raffigura la "Trinità con Maria Assunta, S. Giuseppe e S. Giovanni Battista. Segue la porta laterale, aperta nel 1607, con i battenti opera dei F.lli Benedetti del 1858. Il pulpito in legno di noce fu eseguito nel 1623 da maestranze locali. L'altare successivo è il vecchio altare di S. Angela Merici, dedicatole nel 1770, due anni dopo la sua beatificazione, la pala opera di Giandomenico Cignaroli, rappresenta S. Angela Merici, e S. Antonio di Padova e S. Luigi Gonzaga. Accanto si trova il banco della congregazione della Compagnia del SS.mo Sacramento. Successivamente un bellissimo altare in legno dorato accoglie la pala raffigurante il" Cristo che da la pace ai discepoli dopo la resurrezione", opera datata e firmata da Andrea Bertanza (1614), l'altare era di proprietà della nobile famiglia Pace. Nell'ultima cappella vi è raffigurato " il Battesimo di Gesù nel Giordano" anchessa opera di A.Celesti (1696), la vasca del battistero, è un monoblocco di marmo rosso di Verona, fu commissionato dal comune nel 1620, le due acquasantiere ai lati della porta sono opere dei marmorini realizzatesi nel 1694.



LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/04/le-citta-del-garda-desenzano-del-garda.html


FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



domenica 22 marzo 2015

LA CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA

.


Il gotico campanile dello Xenodochio di Santa Maria Maddalena che viene considerato il simbolo stesso del lago, ed il Sacro Monte di Ossuccio con il santuario della Madonna del Soccorso sono stati inseriti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Ossuccio (Ausacium in latino), campanile santa Maria Maddalena in Ospedaletto. Chiesa romanica, celebre per il singolare campanile che presenta una "guglia" in cotto, di stile gotico, avente funzione di cella campanaria, edificata sopra il vecchio campanile romanico in pietra.
 
La chiesa romanica di Santa Maria Maddalena, in Ospedaletto, è celebre per il singolare campanile che presenta una "guglia" in cotto, di stile gotico, avente funzione di cella campanaria, edificata sopra il vecchio campanile romanico in pietra.

Ossuccio, località del comune di Tremezzina, sul lago di Como, è un territorio ricco e vario, segnato da molteplici testimonianze di storia, arte e fede. E tra i suoi tanti luoghi d’interesse, oltre al Sacro Monte, patrimonio Unesco dal 2003, c’è il singolare campanile della chiesa di Santa Maria Maddalena in Ospedaletto, celebre per la sua guglia in stile gotico-moresca sovrapposta in un secondo momento al campanile romanico in pietra, che originariamente terminava sopra l'attuale bifora.

Il campanile di Ossuccio, assurto da tempo a simbolo del Lario per la sua particolarità, è situato sul lato settentrionale della chiesa. Si sviluppa con pianta quadrata ed è costruito in muratura continua di bozze di pietra di Moltrasio. La cella campanaria è sporgente rispetto al fusto ed è arricchita da decorazioni ad archetti pensili e bassorilievi tondi figurati, realizzati probabilmente in terracotta e altri materiali. La costruzione del campanile risale al XII secolo, mentre la cella venne aggiunta tra il XIV e il XV secolo. Nel 2006 si è dovuto sottoporre ad un accurato restauro, resosi necessario per riparare i danni causati da una potentissima tromba d’aria estiva abbattutasi un paio di anni prima.

All’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena si trovano porzioni di dipinti, alcuni dei quali purtroppo molto deteriorati: si intravedono tra gli altri l’affresco del catino absidale che raffigura le costellazioni, e un altro in cui sono rappresentati alcuni membri della famiglia Giovio che si offrono alla Vergine circondata da Santi, risalente al XVI secolo. L’altare raffigurante Santa Maria Maddalena penitente e lo stemma della famiglia Giovio sono entrambi in scagliola, una lavorazione tipica dei maestri Intelvesi.

Maria Maddalena o di Magdala è stata, secondo il Nuovo Testamento, una donna discepola di Gesù; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica, che celebra la sua festa il 22 luglio.

La sua figura viene descritta sia nel Nuovo Testamento che nei Vangeli apocrifi, ma non è citata in altre fonti. Il nome Maddalena deriva da Magdala, una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade, detto anche di Genezaret.

Le narrazioni evangeliche ne delineano la figura attraverso pochi versi, facendoci constatare quanto ella fosse una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni vangeli, divenne la prima testimone oculare dell'avvenuta resurrezione.


LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/03/laghi-lombardi-il-lago-di-como.html




FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



Post più popolari

Elenco blog AMICI