Visualizzazione post con etichetta lega. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lega. Mostra tutti i post

martedì 14 giugno 2016

BUONANNO : INCIDENTE O OMICIDIO?

.


Non ferma di far parlare di sé la morte dell’europarlamentare Buonanno.  In un video, circolato in rete,  si cerca di ricostruire la dinamica esatta dell’incidente. Non si sa se catalogare il filmato nel filone complottista, fatto sta che i dubbi palesati nelle immagini sono interessanti e di rilevante entità. Secondo gli autori, nell’incidente sarebbe coinvolta una terza auto.

Secondo gli autori, ad essere coinvolta - secondo quanto si evince dalle prime immagini pubblicate - sarebbe tre e non solo due. "Perché non si cerca la terza auto coinvolta? - dicono - Perché si è cambiata la versione dicendo che Buonanno sarebbe morto nell'abitacolo a seguito del tamponamento? E' una versione credibile? Oppure è lecito sospettare che chi può gestire i media, i servizi e le indagini abbia lavorato alla costruzione e ricostruzione dell'accaduto".

Poi portano delle "prove" complottiste alle loro tesi complottiste. "Poniamo il caso che Buonanno non abbia allacciato le cinture di sicurezza, allora di chi è il corpo a fianco dell'auto ricoperto e fotografato vicino al maggiolino? Nel report fotografico ci sono due auto, di cui una quella di Buonanno. ma dalle immagini notiamo che i danni del Maggiolino corrispondono, secondo i crash test, ad una velocità di impatto appena 65 km/h e a conseguenze che non sono compatibili con una morte sul colpo". Nel video mostrano allora i crash test del Maggiolino che, secondo loro, non porterebbe alla morte del conducente.

La cella di sicurezza dell'abitacolo è rimasta intatta - dicono - tanto che i pompieri hanno potuto aprire manualmente lo sportello. Se la versione è quella della morte all'istante nella sua auto, questa versione non regge. A quella velocità non si muore. Un impatto a tale velocità non giustifica la posizione dell'altra auto, tamponata e scaraventata a circa 50 metri di distanza. La Mercedes pesa molto più del maggiolino. Nella sua traiettoria, infine, si trova un paletto di ferro oltrepassato ma rimasto miracolosamente intatto".

Poi continuano. "Le due auto accasciate a lato della carreggiata sembrano sistemate successivamente. Sull'asfalto, accanto al maggiolino, si nota una traccia curvilinea lasciata da una terza vettura che pare entrare intenzionalmente sulla corsia di emergenza."

L'autostrada Pedemontana comunque è "un'autostrada fantasma" pochissimo frequentata sopratutto per i costi elevati.



Gianluca Buonanno (Borgosesia, 15 maggio 1966 – Gorla Maggiore, 5 giugno 2016) è stato un politico italiano.

Padre artigiano, nonno pugliese attore girovago e spalla di Ettore Petrolini, a sedici anni Buonanno si è iscritto al Movimento Sociale Italiano, affascinato da Giorgio Almirante.

Diplomatosi in ragioneria presso l'ITC di Romagnano Sesia nel 1987, ha lavorato per qualche anno come addetto vendite presso aziende della provincia.

Nel 1990 è stato eletto consigliere comunale di Serravalle Sesia per il MSI-DN, quindi sindaco nel 1993 in una lista civica, riconfermato nel 1997.

È stato consigliere provinciale per Alleanza Nazionale a Vercelli dal 1995 al 2009, vicepresidente della provincia dal 2007.

Divenuto ineleggibile a sindaco di Serravalle Sesia dopo due mandati consecutivi, si candida come indipendente (Lista Buonanno) alle elezioni politiche italiane del 2001 nel collegio maggioritario di Cossato, ottenendo il 22,7% dei voti e sottraendone al candidato della Casa delle Libertà, che ha raccolto il 39,2% dei voti contro il 38,1% del candidato del centrosinistra.

Nel 2002 è stato eletto sindaco di Varallo per la Lega Nord, riconfermato nel 2007.

Nel 2009 ha lasciato l’incarico di vicepresidente della Provincia di Vercelli ed è stato nominato assessore al Comune di Borgosesia.

Nel 2010 è stato eletto per la prima volta in Consiglio regionale (quota proporzionale) nella circoscrizione di Vercelli, con 8.261 voti di preferenza nella lista della Lega Nord.

Nel 2014 si è candidato di nuovo a sindaco di Borgosesia, risultando eletto.

Deputato nella XVI Legislatura per la circoscrizione Piemonte 2, è risultato il deputato con il più alto numero di presenze alla Camera, circa il 98%.

Nell'ottobre 2011 ha espresso all'Amministrazione della Camera dei Deputati la formale rinuncia a un eventuale futuro vitalizio parlamentare (che ha maturato nel 2012 e che avrebbe percepito al raggiungimento dell'età pensionabile).

Il 25 febbraio 2013 è rieletto alla Camera dei Deputati nel collegio Piemonte 2 ed è entrato a far parte del Consiglio direttivo del gruppo parlamentare della Lega Nord.

Candidato alle Elezioni europee del 2014 per la Circoscrizione Italia nord-occidentale, con 26.661 preferenze è stato il secondo candidato più votato della Lega Nord nella Circoscrizione Nord-Ovest, dietro al segretario nazionale Matteo Salvini (223.288 voti). Eletto parlamentare europeo, ha lasciato la Camera dei Deputati.

Nel marzo 2015 compie un viaggio in Libia affermando di voler verificare di persona le condizioni del paese colpito da violenti scontri.

Buonanno è morto il 5 giugno 2016 in un incidente stradale lungo l'autostrada A36 all'altezza di Gorla Maggiore, in provincia di Varese.

Gianluca Buonanno ha più volte espresso opinioni contrarie all'omosessualità e agli omosessuali. Nel 2011, nel pieno della discussione sulla legge contro l'omofobia, ha dichiarato:

« Si fa sempre finta di nulla, le vittime sono sempre gli omosessuali. Invece no, esistono delle situazioni imperdonabili anche in altri ambiti, si pensi alle denunce nel mondo della Chiesa. Ai gay sembra sempre tutto dovuto, invece ognuno deve stare al proprio posto, tutti hanno i diritti, però loro su ogni cosa si sentono discriminati. Quando succede che un omosessuale viene malmenato viene fuori un grande clamore, ma nessuno dice niente quando chi è malmenato non è gay».
Il 6 giugno 2013, in vista della partecipazione del ministro Josefa Idem e del presidente della Camera Laura Boldrini al Gay Pride nazionale di Palermo, ha dichiarato alla trasmissione La Zanzara:

« Al Gay Pride si vedono delle scene che fanno schifo, scene orripilanti. Il Pride fa schifo. Un bambino se lo vede si chiede: cosa fanno quei pagliacci che sfilano lì? Si svolge in posti pubblici e un bambino potrebbe pensare che qualcosa non quadra se vede certe porcherie. La Idem e la Boldrini non dovrebbero rappresentare le istituzioni a una carnevalata con gay e lesbiche che fanno vedere di tutto, fanno vedere il culo, si baciano in strada, fanno strani versi e hanno i seni rifatti. Se un gay si avvicina e ci prova se viene a rompermi le palle gli do un calcio nei coglioni.»
La reazione delle principali associazioni gay è stata immediata: l'associazione dei gay di destra Gaylib ha chiesto l'intervento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il 3 luglio seguente, durante una discussione alla Camera, è stato espulso dall'aula per aver invaso i banchi del Governo esponendo un cartello con la scritta "Il governo libera i pedofili". In precedenza in polemica con Sinistra Ecologia Libertà Buonanno aveva dichiarato:
« Per loro è più importante se c'è il matrimonio tra persone dello stesso sesso di altri provvedimenti, per cui invece di chiamarsi Sinistra e libertà si chiamassero Sodomia e libertà.»
Per questa dichiarazione era stato richiamato dal Presidente della Camera. Un episodio simile è accaduto il 30 luglio seguente, quando Buonanno ha affermato:
« In quest'aula siamo invasi dalle lobby, c'è la lobby di chi vuole una cosa, c'è la lobby che ne vuole un'altra, c'è la lobby dei sodomiti rappresentata da Sinistra e Libertà.»
Il 26 settembre, durante l'intervento in aula del deputato di Sinistra Ecologia Libertà Alessandro Zan, ha esposto un finocchio, scontrandosi poi con il collega Toni Matarrelli, intervenuto per dare manforte al compagno di partito Zan. Uscendo dall'aula Buonanno ha dichiarato:

« Barilla ha ragione. D'ora in poi mangerò solo la sua pasta».
Il 19 settembre 2014, nel corso del programma radiofonico La Zanzara, interpellato sulle unioni omosessuali, ha proposto di "schedare le coppie omosessuali" e regalare loro una banana:

« A Borgosesia ci saranno una decina di gay, ma può darsi che siano aumentati. Fosse per me li schederei. Visto che vogliono pubblicizzare il loro amore, segniamoli su un registro. Se mi chiedessero di celebrare nozze gay nel comune dove sono sindaco, direi che è meglio che si facciano un TSO. Al massimo offro ai gay una banana. O un’insalata di finocchio.»
Il 2 marzo 2015, nel corso della trasmissione televisiva Piazzapulita, Buonanno ha affermato per quattro volte che "i rom sono la feccia della società". Il 16 aprile 2016, il Tribunale di Milano ha accolto un ricorso presentato dalle assocazioni ASGI (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) e NAGA (Associazione volontaria di assistenza socio-sanitario e per diritti dei cittadini stranieri, rom e sinti) e ha condannato Buonanno al pagamento di 6.000 euro a favore di ciascuna delle associazioni ricorrenti a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale, ordinando inoltre la pubblicazione dell'intestazione e del dispositivo dell'ordinanza sul quotidiano Corriere della Sera in caratteri doppi del normale e a spese di Buonanno.


LEGGI ANCHE: http://asiamicky.blogspot.it/2015/02/giuseppe-pinelli.html


FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE





http://www.mundimago.org/



sabato 2 maggio 2015

LA CASA DEL SENATUR

.


Umberto Bossi (Cassano Magnago, 19 settembre 1941) è un politico italiano, già senatore della Repubblica ed europarlamentare, ora deputato della Repubblica, fondatore del movimento politico Lega Nord per l'indipendenza della Padania (di cui è stato segretario federale fino al 5 aprile 2012), è stato Ministro delle Riforme per il Federalismo.

È stato eletto per la prima volta al Senato nel 1987 (X legislatura), fatto per il quale ancora oggi è soprannominato, in lombardo, il Senatùr. Dal 1992 ha ricoperto per sette volte la carica di deputato (XI, XII, XIII, XIV e XVI e XVII). Per quattro volte ha ricoperto la carica di parlamentare europeo.

È entrato nel governo per la prima volta nel 2001, quando fu nominato Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione nel Governo Berlusconi II.

Il 5 aprile del 2012, a seguito dello scandalo della distrazione di fondi del partito a favore della sua famiglia, ha rassegnato le dimissioni da segretario della Lega Nord, carica che aveva assunto nel 1989. Dopo questi fatti ha ricoperto un ruolo più marginale all'interno del partito, del quale è comunque Presidente.

La ristrutturazione c'è stata. E completa di tutto il villino che ospita casa Bossi. Ma risale al 1990. I lavori «incriminati», invece, sono stati effettuati nel 2007, e consistevano in un ampliamento della casa di Gemonio, relativamente al piano seminterrato. Finalmente arriva un po' di luce sulla vicenda della ristrutturazione all'abitazione della famiglia Bossi, nel paesino di Gemonio.
L'unica ristrutturazione completa dell'edificio risale ad oltre vent'anni fa datata 1990. Umberto Bossi e Manuela Marrone avevano da poco acquistato l'edificio, costruito verso la fine degli anni Trenta, dove servivano diversi lavori di manutenzione.


Da allora, per quasi due decenni, non figura nessun atto e nessuna richiesta. Fino al 2007, quando la famiglia ha avviato la procedura amministrativa per ampliare il piano seminterrato, ricavando un nuovo locale di 41 metri quadri. La villetta sorge lungo una discesa: il piano che è seminterrato dal lato alto, si apre in una sorta di terrazza sul davanti. Dopo la malattia, Umberto Bossi non poteva più essere costretto a dover salire le scale, quindi aveva bisogno di locali abitabili ai piani inferiori. Il villino si sviluppa su tre piani, con una scala centrale, e le camere sono ai piani superiori.  Scendendo lungo la via che porta dalla casa del Senatùr alla strada provinciale, si trovano edifici più moderni.


La villa che sarebbe stata ristrutturata con i fondi della Lega Nord. Il giorno dopo l’indagine che ha portato alle dimissioni del tesoriere del Carroccio Belsito, nessuno ha voglia di parlare. In paese però c’è anche chi dice: «Pensavate che Bossi fosse diverso?», mentre si accende lo scontro fra cerchio magico e chi è vicino a Bobo Maroni.

La villa dove vive il capo della Lega, citata come destinazione di fondi del partito all’interno del provvedimento della magistratura, è stata ristrutturata a partire dal 2004. In paese c’è chi mormora che la ditta che ha effettuato i lavori sia intestata a Giuseppe Leoni, architetto e già senatore del movimento padano. Un dettaglio che, se fosse vero, sarebbe di non poco conto perché Leoni è il fondatore – insieme a Bossi, sua moglie Manuela Marrone e Roberto Maroni – della Lega Lombarda.

I suoi ritratti a olio  tappezzano le pareti della casa di Gemonio,  crociato con l’armatura; Braveheart con lo spadone. Poi l’orologio con lui in camicia verde assieme a Gipo Farassino, la statua lignea a figura intera, piatti di ceramica, targhe di ogni misura, la foto con papa Woytjla, il Duomo di Milano con la bandiera della Lega… perfino la porta che dà sul tinello foderato di verde reca inciso sul vetro un Sole delle Alpi.

La villa liberty di Gemonio fu un affare non certo nato sotto una buona stella: la segnalò a Bossi il fidato Giuseppe Leoni. L’ immobile proveniva da un fallimento davanti al tribunale di Roma, ma sorsero presto controversie sul prezzo da pagare, circa 400 milioni di lire dell’ epoca. Le vere grane vennero dopo, come ricorda l' ex sindaco di Gemonio: «Segnalai per due volte Bossi alla magistratura perché aveva fatto lavori senza chiedere la licenza. In entrambi i casi intervenne il prefetto di Varese dicendo che le opere servivano a tutelare la sicurezza dell’ illustre personaggio».
E' stato acquistato un terreno adiacente ed è stato realizzato un piccolo parcheggio, poi risulta sia stato costruito un ascensore interno.  La villa di Gemonio, nel periodo della malattia del Senatur divenne una sorta di sede istituzionale decentrata .



LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/05/le-citta-del-lago-maggiore-gemonio.html




FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



LE CITTA' DEL LAGO MAGGIORE : GEMONIO

.





Gemonio è un comune della provincia noto per la residenza del Senatur Umberto Bossi.

Paese di origine antica, trova il suo più remoto riscontro documentario in un atto dell’anno 807, ove è citato il conte Alcherio – alemanno del lago di Costanza ed alto dignitario della corte carolingia – che acquista molti beni posti in “Lamundo” o “Gemunmo” (l’attuale Gemonio) e nella zona circostante da Dracone (longobardo che lascia così il posto ai nuovi dominatori).

Pure di vetuste origini è la Chiesa romanica di San Pietro, citata in atti a partire dal 1100 come dipendente dalla chiesa agostiniana di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia: il diploma di Liuprando del 712, ove essa viene citata, si è rivelato un falso redatto appunto nel 1100. Inizialmente parrocchiale, nei secoli successivi perde questa prerogativa che va a favore della chiesa di San Rocco (di impianto cinquecentesco), posta nel centro storico del paese, e quindi più agevole per la celebrazione delle funzioni.

Di antica e consolidata tradizione è anche l’autonomia del paese, basata sull’istituto della vicinia, basato sull’assemblea dei Capi di Famiglia che si riuniva sulla piazza davanti alla chiesa di San Rocco al suono della campana. Se ne trova traccia già in documenti del 1630, da cui si ricava pure la presenza di un console, un sindaco ed un cancelliere.

Solo in periodo napoleonico Gemonio fu unita con Caravate, formando il Comune “Gemonio ed uniti”. Tale unione, riproposta subito dopo l’unità d’Italia, fu avversata aspramente e non fu più tenuta in considerazione nemmeno nel 1927, quando la maggior parte dei comuni dell’alto Varesotto fu riformata e si creò la provincia di Varese.

La toponomastica indica condizioni permanenti o mutate, sempre utili alla conoscenza del modo di abitare e produrre dell’uomo.
Ricordiamo: il Bosco del Comune (una proprietà pubblica venduta nel XIX secolo per finanziare la costruzione dell’acquedotto), la Gemonasca (toponimo noto dal 1200 ad indicare la “res gemoniasca” cioè il complesso dei vigani evidentemente concentrati in quella parte di territorio, verso Brenta).
Gli incolti sono denotati da Baraggia (cascina situata verso la zona paludosa di Besozzo e anche zona verso Caravate – Cittiglio), Brughiera, Brughetto, Merisc.
I pascoli o prati da fieno sono: Prè, Pradasc, Prabaiard, Provenzan, Provazz, Prato Occhio.
I campi coltivati: Campagna di Sopra e di Sotto, Campovalle, Campolongo, i vari Chioso (campo recintato e perciò sottratto al pascolo vago del bestiame anche nel periodo in cui era permesso su tutto il territorio comunale, dopo il raccolto).
Luoghi strappati all’incolto: i molti Ronco, Roncaccio, Ronchetto, Runch de Maza, Ronco Vecchio, ecc., ma anche Tagliata e Novellina (quest’ultima indicante una piantagione di castagni da innesto).
A boschi di varia specie rimandano Alberè (pioppeto), Pobiette (pioppi lungo un riale), Onizzo (ontani), mentre i Lueditt ricordano “luoghi da lupo”.
La vitale presenza di acqua è indicata da Fontanalba, Fontanelle, Bozza, Navèi, Pozzo Lazzaro, Riana, Fontanazze di Canale (laddove Canale sembra riferito alla derivazione del torrente Viganella in corrispondenza dell’ex manifattura Roncari), Pessina (se non derivante da nome di famiglia).
Da nomi di famiglia derivano: il Ronco dei Bianchi, il Cantun Frepet (Filippetti), la cascina Martitt (Martinoia), il Ronco di Tognaso, il Ronco dei Tapiroli, i Pirinoli oltre la Roggia Viganella (già sede dell’omonima cartiera).
Anche la devozione religiosa ha lasciato tracce diffuse, infatti si trovano: Croce di San Pietro, Crocetta, Cappalletta di Fontana e di Primarona, Contrada della Madonnina,Contrada della Gesiola. Forse anche la strada del Luguzzone (1680) fa riferimento al santo protettore dei pastori, San Lucio, il cui nome fu deformato così.
Il luogo abitato ha dato a sua volta origine a nomi caratteristici: Sottocasa, Contrada degli Omenoni (imputabile alla presenza di affreschi con grandi figure in una casa vicina), Contrada della Volta (perché sottopassante una casa), Contrada del Torchio, Contrada del Torchio dell’olio (poi via Campidoglio).

Il Museo Civico Floriano Bodini, nato dalla volontà della Amministrazione Comunale in collaborazione con la Provincia di Varese e della Comunità Montana della Valcuvia, con il finanziamento della Regione Lombardia e il contributo della Fondazione Cariplo, si fonda sulla cospicua donazione di opere d'arte conferita dal Maestro Floriano Bodini. Si trova nel centro storico di Gemonio, in una tipica corte settecentesca restaurata con il duplice intento di preservare le strutture originarie e restituire una moderna ed efficace immagine espositiva. Il Museo offre un ampio panorama di opere scultoree da Leonardo Bistolfi a Medardo Rosso, da Arturo Martini a Giacomo Manzù, da Giuseppe Grandi a Lucio Fontana, senza scordare Francesco Messina maestro di Bodini negli anni di formazione all'Accademia di Brera. Tra i quadri sono da menzionare quegli artisti legati al Realismo Esistenziale come nel caso di Giuseppe Banchieri, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi, Bepi Romagnoni e Tino Vaglieri. Nell'ambito della grafica, infine, vi sono opere di Fernand Léger, Henry Moore, Georges Rouault e Graham Sutherland. Il Museo è dotato di un'ampia e ricca biblioteca che conta più di 5.000 titoli, con una particolare attenzione agli scultori ed agli autori del Realismo Esistenziale. Il "corpus"delle opere di Floriano Bodini, distribuito lungo tutta la planimetria del Museo, si costituisce di gessi, bronzi, marmi e medaglie. Il museo è sede di mostre di grande interesse artistico e culturale:

Realismo esistenziale 1954-1964 - dal 3 luglio al 4 dicembre 2005
Lucio Fontana - Attraversando la materia - dal 17 giugno al 29 ottobre 2006
Jean Rustin - Soglie di un orizzonte - dal 14 aprile al 10 giugno 2007
Adolfo Wildt - Anima Mundi - dal 14 luglio al 28 ottobre 2007
Marino Marini - Gli Archetipi - dal 1º giugno al 31 agosto 2008
Anselmo Bucci - L'arte della Cronca. Dal Giro d'Italia a Tour de France - dal 14 settembre al 30 novembre 2008
Eugenio Fasana - Mitografia di un alpinista - dal 21 settembre al 23 dicembre 2014
Persone legate a Gemonio:
Innocente Salvini, pittore
Eugenio Fasana, alpinista, guida alpina, scrittore, pittore e giornalista
Floriano Bodini, scultore
Umberto Bossi, politico
Renato Pozzetto, comico
Matteo Contini, calciatore
Cochi Ponzoni, attore
Said Ahmed Said, calciatore.



LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/04/i-laghi-lombardi-il-lago-maggiore.html




FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



giovedì 5 marzo 2015

LEGA LOMBARDA

.


La Lega Lombarda fu un'alleanza costituita il 7 aprile 1167 presso l'abbazia di Pontida, e formata da Milano, Ferrara, Piacenza e Parma. Il 1º dicembre 1167 venne allargata tramite l'alleanza con la Lega Veronese ed altri Comuni, che portò nella Lega ben 26 (in seguito 30) città della pianura padana (che allora poteva essere definita 'Lombardia' nella sua totalità), tra cui Crema, Cremona, Mantova, Piacenza, Bobbio, Bergamo, Brescia, Milano, Genova, Bologna, Padova, Modena, Reggio nell'Emilia, Treviso, Venezia, Novara, Tortona, Vercelli, Vicenza, Verona, Lodi, e Parma e che venne detta Concordia.

La Lega venne formata per contrastare Federico I di Hohenstaufen detto "Il Barbarossa", imperatore del Sacro Romano Impero, nel suo tentativo di restaurare l'influenza imperiale nell'Italia settentrionale. In questo fu spalleggiato anche dalle due città lombarde che non fecero mai parte, se non sporadicamente, della Lega: Pavia e Como. Federico reclamò il controllo diretto sull'Italia settentrionale alla Dieta di Roncaglia (1158) e la invase nel 1158 e nel 1166. La Lega godeva del supporto di Papa Alessandro III, anch'egli desideroso di veder declinare il potere imperiale in Italia. La città di Alessandria, fondata in Piemonte dalla Lega Lombarda, prese il suo nome proprio dal Pontefice e nacque come fortezza antimperiale ai confini del marchesato del Monferrato, alleato del Barbarossa.

Nella Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176, Federico I venne sconfitto dalle truppe comunali, guidate, secondo le credenze popolari, dal condottiero Alberto da Giussano (accreditato come mero personaggio leggendario). Dopo diverse altre sconfitte, l'imperatore accettò una tregua di sei anni, detta tregua di Venezia, dal 1177 al 1183, fino al Trattato di Costanza, dove le città-stato dell'Italia settentrionale accettarono di restare fedeli all'Impero in cambio della piena giurisdizione locale sui loro territori.

La Lega Lombarda venne rinnovata nel 1198 e nel 1208 durante le guerre tra Ottone IV e Filippo di Svevia.

Sfruttando la potestà loro concessa dall'imperatore Federico I di adottare lo strumento della lega per ragioni di difesa, in seguito alla pace di Costanza, alcuni comuni decisero di costituire la Seconda Lega Lombarda. Dopo mesi di trattative segrete, favorite da Onorio III, il 2 marzo 1226 si riunirono nella chiesa di San Zenone a Mosio, oggi frazione di Acquanegra sul Chiese, i delegati di Milano, Bologna, Piacenza, Verona, Brescia, Faenza, Mantova, Vercelli, Lodi, Bergamo, Torino, Alessandria, Vicenza, Padova e Treviso, stabilendo una stretta alleanza militare per la durata di 25 anni. Sempre per intervento papale, alla lega aderirono anche i conti di Biandrate e Bonifacio II marchese di Monferrato, Crema e Ferrara.

La Lega riottenne il suo antico prestigio contrastando gli sforzi di Federico II di Svevia di aumentare il suo potere in Italia. Questi sforzi compresero la conquista di Vicenza e la Battaglia di Cortenuova sull'Oglio, che determinò la reputazione di abile stratega di cui godeva l'imperatore.

Egli in seguito sopravvalutò le sue forze, respingendo tutte le proposte di pace dei milanesi e insistendo sulla resa incondizionata. Fu un momento di grave importanza storica quello in cui la rabbia di Federico ne offuscò il giudizio e bloccò qualsiasi possibilità di un accordo pacifico. Nel novembre 1237 Federico colse una notevole vittoria sulla Lega Lombarda a Cortenuova, conquistando il Carroccio che inviò in omaggio al papa. Milano e altre cinque città resistettero e nell'ottobre 1238 egli dovette togliere l'assedio a Brescia. Ma assolutamente determinante fu il ruolo di Bologna, i cui cavalieri vincendo la battaglia di Fossalta contro la ghibellina Modena, catturarono re Enzo, signore di Sardegna, il quale resterà imprigionato nella città per 23 anni nel palazzo che oggi porta il suo nome.

Ancora una volta appoggiata dal Papa, la Lega Lombarda riuscì a contrastare i tentativi di Federico II, per poi dissolversi nel 1250 alla morte dell'imperatore.


LEGGI ANCHE : asiamicky.blogspot.it/2015/03/lombardia-la-regione-che-ospita-expo.html

http://www.mundimago.org/

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP


http://mundimago.org/le_imago.html



.

LOMBARDIA : LA REGIONE CHE OSPITA EXPO

.


Finora abbiamo parlato di Milano città che a partire da maggio ospiterà EXPO ma ora parliamo della regione Lombardia,conosciamo i suoi fiumi,laghi,monti, usi e costumi e i personaggi ad essa collegati. Cominciamo con un pò di storia. Buon viaggio virtuale.

La Lombardia (IPA: [lombar'dia] Lumbardia IPA: [lumbar'dia] in lombardo) è una regione amministrativa italiana a statuto ordinario dell'Italia nord-occidentale, istituita nella forma attuale nel 1970. La regione si posiziona prima in Italia per popolazione e per numero di enti locali, seconda per densità e quarta per superficie.

Ha il suo capoluogo nella città di Milano e confina a nord con la Svizzera (Canton Ticino e Canton Grigioni), a ovest col Piemonte, a est con il Veneto e il Trentino-Alto Adige e a sud con l'Emilia-Romagna. La regione è uno dei quattro motori dell'Europa insieme a Baden-Württemberg, Catalogna e Rodano-Alpi.

Il toponimo deriva dalla parola Longobardia, utilizzata nell'Esarcato d'Italia, per indicare l'area del Paese, che si trovava sotto il dominio della popolazione di origine germanica dei Longobardi.
La Storia della Lombardia riguarda le vicende storiche relative alla Lombardia, regione italiana.Nella Pianura padana sono stati trovati vari oggetti come vasi di ceramica, frecce, accette, pietre per macinare i cereali, pettini di legno, che testimoniano la presenza dell'uomo in Lombardia già nel III millennio a.C.

Le prime civiltà che si svilupparono furono quella Camuna (nel Neolitico) e la civiltà di Golasecca (Età del bronzo).

L'area lombarda centro-orientale fu interessata da un'influenza etrusca attorno al V secolo a.C. In seguito, nel IV secolo a.C., la regione fu invasa dai Celti, fra cui si annoverano i popoli degli Insubri, nella Lombardia occidentale, e dei Cenomani, nella Lombardia orientale e nell'area del basso Garda e delle rive del Po.

A partire dal XII secolo a.C., dall'unione delle precedenti culture di Polada e di Canegrate, cioè dall'unione di preesistenti popolazioni Liguri con sopraggiunte popolazioni Celtiche, in contemporanea con la nascita della cultura di Hallstatt nell'Europa centrale ed alla cultura di Villanova nell'Italia centrale, si sviluppa una nuova civiltà che gli archeologi chiamano di Golasecca dal nome della località dove sono stati rinvenuti i primi ritrovamenti.
I Golasecchiani abitavano un territorio esteso circa 20.000 km², dallo spartiacque alpino al Po, dalla Valsesia al Serio, gravitando attorno a tre centri principali: la zona di Sesto Calende, di Bellinzona, ma soprattutto del centro protourbano di Como.
Con l'arrivo di popolazioni galliche d'oltralpe, nel IV secolo a.C. questa civiltà celto-ligure decade e si esaurisce.

 La regione, specialmente nella parte più meridionale,venne abitata da popoli appartenenti alla civiltà villanoviana e poi da coloni etruschi,che fondarono la città di Mantova e diffusero la propria civiltà introducendo l'alfabeto etrusco e la scrittura. Nel IV secolo vi giunsero attraverso le Alpi nuovi popoli, Celti d'Oltralpe, che i Romani chiamarono Galli.

Intorno al 400 a.C., orde di Galli transalpini iniziarono l'occupazione della valle Padana spingendosi fino all'Adriatico. Popolazione galliche, che assunsero il nome di Insubri, si stabilirono tra i Celti Golasecchiani della Lombardia occidentale; mentre nella parte orientale si insediarono i Galli Cenomani, spesso in conflitto con i primi (essendo alleati dei vicini Veneti).

Sul finire del III secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista della Pianura padana, scontrandosi con i Galli Insubri. Entro il 194 a.C. tutta la regione fu pacificata sotto le insegne dell'Urbe con il nome di Gallia Cisalpina, cioè "Gallia al di qua delle Alpi".

I Galli Cenomani furono invece fin dall'inizio alleati dei Romani, ed alla divisione amministrativa dell'Italia in epoca imperiale entrarono a far parte (all'incirca gli attuali territori di Brescia, Cremona e Mantova) della Regio X Venetia et Histria. Mentre il resto della regione, si divideva fra la Regio IX Liguria (all'incirca l'Oltrepò Pavese) e la Regio XI Transpadana.

La guerra con le popolazioni alpine, dai romani genericamente chiamate Reti, continuò fino all'impero di Augusto, che nella guerra retica impegnò i suoi due figliastri Druso maggiore e Tiberio.

I Romani diffusero l'uso del latino, delle loro leggi, dei loro costumi e realizzarono numerose opere di urbanistica. In questo periodo fiorirono i commerci e l'agricoltura, sorsero e si ingrandirono città e paesi.

La provincia diede i natali a celebri esponenti della cultura latina: a Como nacque lo scienziato e scrittore Plinio il Vecchio e suo nipote Plinio il Giovane, a Mantova (Mantua) il poeta Virgilio.

Negli ultimi secoli dell'Impero, Milano (Mediolanum), dapprima seconda a Brescia (Brixia), a causa della particolare posizione geografica vicina ai valichi del Ticino accrebbe notevolmente la sua importanza di centro politico e religioso (con l'episcopato di Sant'Ambrogio) tanto che divenne una delle sedi dei tetrarchi al tempo di Costantino. A Milano, lo stesso imperatore, nel 313 d.C., emanò un editto, chiamato Editto di Costantino o Editto di Milano, nel quale concedeva a tutti la libertà di professare la propria religione.

Negli ultimi anni dell'Impero romano, la relativa vicinanza con il confine danubiano favorì numerose incursioni di popoli barbarici nel territorio lombardo; con il definitivo crollo dell'Occidente, si alternarono al suo possesso Ostrogoti e Bizantini.

Sono poi i barbari a dominare la Lombardia, tra Roma e Carlo Magno. Prima arrivano gli Ostrogoti (476-553), quindi i bizantini, dopo la Guerra gotica, che durò 30 anni e flagellò tutta l'Italia. Tuttavia, tanti morti portarono a Bisanzio solo 16 anni di egemonia sulla Lombardia: i Longobardi, provenienti dal nord-est Europa, attaccarono e conquistarono la Lombardia, che ancora oggi porta il loro nome, ponendo la capitale a Pavia e come secondo centro Brescia (Desiderio fu governatore della città prima di diventare re dei longobardi, e sempre a Brescia Ermengarda si ritirò)

Nel 569 i Bizantini furono sopraffatti da una popolazione germanica proveniente (secondo Paolo Diacono) dall'attuale Scandinavia, i Longobardi, il cui dominio durò fino al 774.

La Lombardia divenne il centro del Regno Longobardo e la capitale fu posta a Pavia, ma le diverse tribù, dette faræ (ossia stirpi e/o carovane di viaggio), nelle quali questo popolo era diviso mantennero sempre una certa indipendenza dal potere centrale. Delle fare, formate da famiglie quasi sempre imparentate tra loro, resta tutt'oggi il ricordo nei nomi di alcune località, come Fara d'Adda.

Altra divisione all'interno del regno, era quella che scandiva, lungo il corso dell'Adda, il Nord-Ovest dal Nord-Est: ossia, nella denominazione dell'epoca, Neustria ed Austria.

Il primo periodo della dominazione longobarda fu terribile per i romani, gli antichi abitanti dell'Impero, che a lungo furono oggetto di persecuzioni. Fu solo dopo la conversione di questo popolo, inizialmente di confessione ariana, al cristianesimo tricapitolino e al cristianesimo romano per opera della regina Teodolinda che ebbe inizio un periodo di pace e di collaborazione fra barbari e latini, ma i Longobardi in seguito vennero in conflitto con il Papa, il quale chiamò in suo aiuto un altro popolo barbaro, quello dei Franchi.

Nel 774 il re dei Franchi, Carlo Magno, fu chiamato in Italia dal papa che era minacciato dai Longobardi. Giunto con il suo esercito a Pavia, Carlo fece prigioniero il re longobardo Desiderio, dando inizio al dominio dei Franchi in Lombardia. Carlo divise le terre in feudi e le affidò all'amministrazione di nobili di sua fiducia, chiamati "vassalli", che governarono il territorio in suo nome, dando inizio alla struttura politica feudale che caratterizzò l'Alto Medioevo.

Nel Basso Medioevo, a partire dai secoli XI e XII nelle regioni dell'Italia settentrionale e quindi anche in Lombardia iniziò a diffondersi un modello politico nuovo: il comune medievale. Il modello comunale aveva molte analogie con le antiche città stato che diedero i natali alla democrazia diretta in Grecia, molti secoli prima. I comuni furono la conseguenza della rinascita dopo l'anno mille e furono i protagonisti di un nuovo ripopolamento delle città che si erano progressivamente svuotate a seguito della caduta dell'Impero romano d'Occidente e con l'instaurarsi del modello feudale. In merito alla Lombardia sarà proprio il modello comunale e la volontà di conservare autonomia dall'autorità imperiale a portare all'esperienza della Lega Lombarda, alleanza militare fra varie città della Lombardia (ma non solo) che nel 1176 sconfiggerà le truppe dell'imperatore Federico Barbarossa durante la battaglia di Legnano. La pace di Costanza del 1183 sancì la formale ubbidienza dei Comuni all'imperatore, e il sostanziale riconoscimento delle autonomie comunali da parte del sovrano. A partire dal XII secolo il modello comunale entrerà in crisi e verrà presto soppiantato dalle nascenti Signorie.

Tra il XII e il XIV secolo diverse città lombarde passarono sotto il controllo di famiglie aristocratiche, le più potenti furono i Gonzaga a Mantova e i Visconti e gli Sforza a Milano. I rappresentanti di questi nobili casati chiamarono presso le proprie corti gli artisti più famosi che abbellirono le loro regge e le loro città. La Lombardia si arricchì così di meravigliose opere d'arte tra cui il Castello Sforzesco di Milano e il Palazzo Ducale di Mantova, la Chiesa di Santa Maria del Carmine.

Dalla fine del XV secolo la Lombardia divenne nuovamente terra di conquista: prima arrivarono i Francesi, poi il ducato di Milano fu ceduto agli Spagnoli che vi rimasero a lungo. Durante questa dominazione la regione conobbe, dopo un primo periodo di prosperità, una progressiva decadenza, aggravata nel XVII secolo da epidemie di peste.

La parte orientale della regione cadde invece sotto il governo veneziano nel corso del XV secolo: i territori di Bergamo, Crema, Brescia e Salò seguirono dunque una storia in gran parte diversa dal resto della regione, fino al 1797. Il governo veneto concesse una certa autonomia locale, con divisione amministrativa per aree omogenee e dando potere decisionale alle istituzioni locali, tramite le Pievi e le Quadre, benché i posti di primo piano fossero tutti riservati ai nobili veneziani e preservando il territorio dal decadente malgoverno spagnolo: tuttavia, tra il XVII ed il XVIII secolo, anche in queste zone iniziò una progressiva decadenza, dovuta soprattutto alla crisi dell'industria tessile locale, mentre l'agricoltura rimaneva spesso fiorente.

Nel 1706 il ducato di Milano fu ereditato dagli austriaci, che quasi un secolo dopo furono cacciati da Napoleone Bonaparte, il cui dominio durò solo una ventina d'anni. Caduto Napoleone, con la Restaurazione il regno Lombardo-Veneto ritornò sotto Vienna. Quando si diffusero le idee indipendentistiche tese a realizzare l'Unità d'Italia, dal 1830 la regione diventò un centro di cospirazioni segrete tutte motivate dal desiderio di unificazione nazionale. Nel giugno 1848, durante la prima guerra di indipendenza la grande maggioranza dei lombardi votò a favore di un plebiscito per la fusione con il Regno di Sardegna, vanificato però dalla vittoria austriaca. Durante la guerra i lombardi si distinsero per i propri sentimenti patriottici. Emblema del 1848 in Lombardia furono le Cinque Giornate di Milano, nel 1849 le Dieci giornate di Brescia. Tra i principali esponenti del patriottismo risorgimentale italiano vi fu Carlo Cattaneo, strenuo difensore della laicità e della creazione di un'Italia unita federale. In seguito alla seconda guerra di indipendenza la Lombardia fu unita nel 1859 al Regno di Sardegna ed il 17 marzo 1861 fu proclamata l'Unità del Regno d'Italia.

Milano fu teatro nel 1898, della protesta dello stomaco, in cui il generale Bava Beccaris ordinò di sparare, causando la morte di 500 manifestanti. Per rappresaglia, nel 1900, a Monza, l'anarchico italo-americano Gaetano Bresci uccise re Umberto I.

Dopo la prima guerra mondiale, dove il fronte attraversava tutto il versante alpino orientale nelle attuali provincie di Brescia e Sondrio, la Lombardia ebbe grande importanza nel ventennio fascista: nel 1919 nasceva a Milano il movimento che darà vita al Fascismo, e nel 1922 ancora a Milano fu rifugio del Duce mentre attendeva informazioni sull'esito della Marcia su Roma. In Lombardia, a Salò, fu formalmente insediato il governo filo-tedesco (RSI, Repubblica Sociale Italiana, nata il 23 settembre 1943 col nome di Stato Nazionale Repubblicano) presieduto dallo stesso Mussolini: in realtà i palazzi del governo (e dei governanti, comprese famiglie e amanti) si trovavano sulla linea del Lago di Garda che va da Gargnano, Gardone Riviera e la stessa Salò, ove sono ancora visibili i luoghi dove ebbero vita episodi non marginali della storia contemporanea). Sempre a Milano, proprio dove il fascismo aveva avuto inizio, fu portato il 29 aprile 1945 il corpo di Benito Mussolini ed esposto in Piazzale Loreto (luogo simbolico dove in precedenza erano stati lasciati i corpi di quindici partigiani uccisi il 10 agosto 1944) insieme a Claretta Petacci e ad altri gerarchi in quello che molti considerano il vero atto finale del Ventennio ('Macelleria messicana' fu definita la macabra esposizione dei corpi da parte di Ferruccio Parri, allora presidente del Consiglio del Comitato di Liberazione Nazionale).

Dopo la seconda guerra mondiale, a Milano fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza dopo la sua liberazione da parte degli anglo-americani il 25 aprile, data divenuta festa nazionale.

Negli anni del boom economico, Milano fu (con Torino e Genova) uno dei poli del "triangolo industriale" del Nord Italia.

Gli anni di piombo ebbero ampia rilevanza in Lombardia, con la strage di piazza Fontana a Milano nel 1969 e la strage di Piazza della Loggia a Brescia nel 1974. Nel 1973 Giovedì nero di Milano segna la violenza neofascista, mentre nel 1977, sempre a Milano, le Brigate Rosse gambizzano Indro Montanelli.

Il 13 marzo 1975 il giovane simpatizzante di destra Sergio Ramelli,reo di aver scritto un tema a scuola in cui deplorava gli omicidi delle Brigate Rosse,veniva aggredito sotto casa da un commando di militanti della sinistra extra parlamentare,che lo ridusse in fin di vita. Ricoverato d'urgenza all'Ospedale Maggiore di Milano e dopo un calvario di quasi due mesi il cuore di Ramelli smetterà di battere il 29 aprile. Ne seguirono forti scontri durante i funerali del ragazzo tra militanti degli opposti schieramenti mentre gruppi di rossi fotografavano da un palazzo antistante la chiesa i partecipanti alle esequie. Il materiale fotografico fu ritrovato nel 1985 nel famigerato covo brigatista di viale Bligny.

Negli anni ottanta Milano diviene simbolo della crescita economica, "capitale morale" dell'Italia, e simbolo del rampantismo economico-finanziario della "Milano da bere", mentre il gruppo socialista milanese di Bettino Craxi occupa il governo a Roma.

Lo scandalo di Tangentopoli e l'inchiesta di Mani pulite si svolgono, ancora, principalmente a Milano. Nel vuoto lasciato dalla crisi della DC e del PSI cresce una nuova classe politica lombarda, incarnata da una parte dallo spirito autonomista della Lega Lombarda, e dall'altro dall'ideale imprenditoriale di Forza Italia, radicata nel capoluogo.


LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/02/milano-citta-dell-expo-conosciamola.html


http://www.mundimago.org/

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP


http://mundimago.org/le_imago.html



.

Post più popolari

Elenco blog AMICI