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domenica 19 aprile 2015

CALDE'

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Oggi ne rimangono solo alcuni resti, tra i quali cui alcune parti del muro di recinzione e un antico fossato di protezione. Nel luogo dove prima si innalzava il castello è presente una torre faro come monumento ai caduti di tutte le guerre. Da qualche anno è stato costruito il nuovo Parco della Rocca di Caldè che ha ristrutturato la prima parte della fornaci della Rocca di Travaglia. All'interno del parco è stata recuperata una Cappella dedicata a San Genesio.

Caldè è un paesino sulla sponda lombarda del lago Maggiore, molto bello e soprattutto quasi miracolosamente incontaminato dalla speculazione edilizia che ha deturpato e continua a deturpare le sponde del lago (come tutto il resto del territorio italiano). La zona delle fornaci occupa un tratto di costa dal valore ambientale  inestimabile. Le strutture, un tempo utilizzate per la lavorazione e la cottura della calce bianca e in disuso dal secondo dopoguerra, rappresentano una delle maggiori testimonianze di archeologia industriale dell'alto Verbano. Le fornaci più antiche, i cui resti si trovano nei pressi del torrente Froda, risalgono al 1201, mentre quelle sul lungolago ai primi del '700.
Benché ormai in rovina, la Rocca di Caldè resta comunque il simbolo dell’omonima frazione di Castelveccana: dove un tempo sorgeva maestosa la fortificazione è stato successivamente innalzato un faro votivo ai caduti. Il luogo merita però senz'altro una visita per il grandioso spettacolo offerto dalle rocce a strapiombo sulle acque del Lago Maggiore e per il panorama aperto sul paesaggio circostante.

Il sentiero che porta agevolmente sulla sommità è percorribile da chiunque in poco più di quindici minuti: il percorso è assai panoramico e premia ogni passo della salita con vedute sempre più ampie sul lago e sui monti circostanti.

Il punto di partenza è S. Pietro, una frazione di Castelveccana situata più a nord: nella piazzetta adiacente alla chiesa è possibile parcheggiare l'automobile per poi proseguire a piedi. Costeggiando il fianco destro della chiesa di San Pietro si raggiunge la fine della strada Capitano Barassi: qui ha inizio il sentiero pedonale. Durante la passeggiata si incontrano alcune croci che, come l’obelisco finale, sono stati dedicate ai Caduti di tutte le guerre, il sentiero è altresì fiancheggiato da dimore signorili circondate da ampi giardini privati.

Partendo invece da Caldè è possibile recarsi alla duecentesca chiesa di Santa Veronica: edificata a strapiombo sul lago nella parte inferiore della Rocca consente di godere di una suggestiva veduta delle frazioni di Castello e Caldè, della cui fortificazione era un tempo parte integrante. La chiesetta ospita al suo interno pregevoli affreschi da poco restaurati.

La Rocca di Caldé, anticamente conosciuta come Rocca di Travaglia, è un fortilizio difensivo eretto a Caldé, località nel comune di Castelveccana. Notizie della Rocca si hanno a partire dal X secolo, quando a seguito delle lotte dinastiche tra Berengario d'Ivrea e Ottone I di Sassonia per il trono d'Italia essa fu donata da Ottone all'Arcivescovo di Milano Valperto: da allora appartenne sempre alla chiesa ambrosiana come bene arcivescovile. Nel XIII secolo membri della nobile famiglia Sessa ne furono investiti in qualità di castellani.
Con il suo pittoresco porticciolo, è rinomata per la "Sagra del Pesce" dei primi d'agosto;
Per "il risottissimo con funghi" di settembre,
Per le feste dei bagnini, cacciatori, degli sportivi e per le annuali gare di vela e di canottaggio che si disputano nel golfo.

Teatro delle principali manifestazioni è l'accogliente piazzetta di Caldè, il piccolo borgo di lago che viene definita "La Portofino del Lago Maggiore".



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LE CITTA' DEL LAGO MAGGIORE : CASTELVECCANA

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Castelveccana è un comune italiano della provincia di Varese in Lombardia. Il comune attuale, situato sulle rive del Lago Maggiore, risale al 1928 con l'annessione di Veccana all'antico comune di Castello Valtravaglia, già Castello fino al 1863.

Il comune di Castelveccana, situato ad una trentina di chilometri da Varese e a dieci da Luino, presenta le condizioni ideali per una gita o un soggiorno all’aria aperta all’insegna della natura. La tranquillità del luogo, la ricchezza del paesaggio e le favorevoli caratteristiche climatiche ne fanno un’ambita meta turistica durante la stagione estiva. Le attività prevalenti, ossia la floricoltura e il turismo, contribuiscono a preservare e a tutelare l’integrità di un ambiente in cui è ancora possibile effettuare rilassanti passeggiate nell’idilliaca cornice dei monti circostanti.

Come testimoniano alcune scoperte archeologiche il territorio era abitato sin dall’età del ferro. L’insediamento si sviluppò in epoca romana e fiorì nel Medioevo, quando fu edificato un Castello (la Rocca di Caldè): assediato nel 963 da Ottone I di Sassonia, l'edificio rimase intatto ma fu distrutto dagli Svizzeri cinquecentocinquant’anni più tardi.
Il comune amministrativo di Caselveccana è stato istituito nel 1928 con la fusione amministrativa dei due comuni di Castello Valtravaglia, sul lago, e di Veccana, situato più a monte. Il paese ospita ad oggi poco più di duemila abitanti sparsi tra la riva del Lago Maggiore e l’interno, su di un territorio punteggiato da moderne villette circondate da lussureggianti giardini da cui si godono vedute mozzafiato.

Sul territorio sorgono alcuni interessanti edifici sacri risalenti ai secoli XI e XII: la parrocchiale di San Pietro, l'Eremo di Sant'Antonio, la chiesetta romanica di San Giorgio, in frazione Sarigo, e il campanile di San Martino. Successivo è invece il Santuario di Santa Veronica, che cela al suo interno pregevoli affreschi e svetta sulla Rocca offrendo ai visitatori un incantevole panorama.

Il comune di Castelveccana comprende ben undici frazioni: Bissaga, Caldè (situato sulla costa, è caratterizzato da un porticciolo assai pittoresco), Castello, Nasca, Orile, Pessina, Rasate, Ronchiano, Saltirana, San Pietro, Sarigo.
Nonostante l’abbattimento del castello avvenuto nel 1513, Caldè non perse la sua importanza grazie alla pregiata calce che forniva un’importante fonte di reddito agli abitanti. Essa veniva lavorata nelle pittoresche fornaci: attualmente in disuso e visibili unicamente dal lago (sorgono infatti su di un terreno privato), sono ormai in stato di degrado.

Castelveccana dista dal 12 chilometri dal confine con la Svizzera. Il comune conta più di 150 frontalieri per uno sbocco importante, con i tempi che corrono. Il paese ha avuto attività artigianali e di piccolo commercio, attualmente l'attività principale è il florovivaismo. Le aziende sono diverse e nate a seguito degli insegnamenti di Antonio Barassi, esperto e pioniere del settore. Grande esperto di innesti  è stato tra i primi a studiare gli effetti dell'inquinamento.

Il cantiere nautico Donato è una delle attività più importanti di Caldè. È specializzato nella ristrutturazione di motoscafi in mogano, come i mitici Riva.


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