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venerdì 28 agosto 2015

DOLCE NOTTE



La ninna nanna è una melodia rasserenante che viene cantata ai bambini per farli addormentare. Questa è la ninna nanna che cantavo ai miei bimbi da piccolini ....che sia una dolce notte per tutti.



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La luna splende su nel cielo
Le stelle brillano qua e là
Sopra la terra hanno già steso un velo
Di sogni d’oro e di felicità.



Un sogno d’oro prendi al volo
E chiudi gli occhi piano, piano
Se fai così non sei più solo
Una stellina stringi in mano
E la stellina nella mano
Mentre tu dormi veglia i sogni
E poi al mattino piano, piano
Ritorna in cielo,



ritorna in cielo
Ritorna in cielo con i sogni
Così sereno ti sveglierai.



Già tutto tace ora è sera
Il sole stanco a letto và
Ed ecco giungere la notte nera
Che tutti quanti dormire farà.


E la stellina nella mano
Mentre tu dormi veglia i sogni
E poi al mattino piano, piano
Ritorna in cielo, ritorna in cielo
Ritorna in cielo con i sogni
Così sereno ti sveglierai.






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NON FARTI RUBARE IL TEMPO
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domenica 15 marzo 2015

DOLCE SENTIRE

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Dolce è sentire come nel mio cuore


ora umilmente sta nascendo : AMORE.....


dolce è capire che non son più solo


ma che so parte di un'immensa vita


che generosa risplende intorno a me
dono di Lui, del suo immenso amor



ci ha dato i cieli


e le chiare stelle


fratello sole


e sorella luna


la madre terra


con frutti


prati


e fiori 


il fuoco

il vento


l'aria


e l' acqua pura

fonte di vita per le sue creature.
Dono di Lui, del suo immenso amor
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venerdì 13 febbraio 2015

LA NASCITA DEI CORIANDOLI




Tutti noi li gettiamo sulle strade durante le sfilate di Carnevale ma non ci siamo chiesti chi li ha inventati?

I coriandoli sono piccoli ritagli di carta colorata usati nelle festività per essere lanciati in aria o su persone. Tipici del Carnevale e di altre festività come il Capodanno. Spesso il loro uso è abbinato a quello delle stelle filanti.

Nella maggior parte delle lingue (fra cui inglese, tedesco, francese, olandese, svedese e spagnolo), anche lingue non indo-europee, i coriandoli sono stranamente noti come "confetti", o un adattamento ortografico. L'origine della confusione linguistica ha origine nel Rinascimento quando in Italia ai matrimoni o durante il carnevale si usava lanciare veri e propri dolcetti, i confetti appunto. È attestato che già prima del 1597 i confetti stessi erano anche chiamati coriandoli «cuopronsi i coriandoli di zucchero per confetti», ovvero si utilizzassero talora i semi della pianta del coriandolo al posto delle mandorle nei piccoli dolci.

In seguito, pur rimanendo chiamati coriandoli si utilizzarono nei lanci palline di carta colorata o di gesso. Solo nel 1875 furono adottati i cerchi di carta, grazie all'inventiva dell'ingegnere Enrico Mangili di Crescenzago (Milano), che iniziò a commercializzare come coriandoli i cerchi di carta di risulta dalle carte traforate utilizzate in sericoltura per l'allevamento dei bachi da seta.

L'invenzione dei coriandoli di carta è stata tuttavia rivendicata dall'ingegner Ettore Fenderl: secondo un racconto da lui stesso riferito (e riportato anche in un'intervista alla radio Rai del 1957), per festeggiare il Carnevale del 1876 avrebbe ritagliato dei triangolini di carta in quanto non aveva il denaro per comprare i confetti di gesso allora in uso.

Il Cavalier Enrico Mangili, ingegnere e industriale era proprietario di una filanda a Crescenzago. Nell 1875 ebbe la geniale trovata di utilizzare i piccoli dischetti di scarto dei fogli che venivano bucati per essere utilizzati come lettiere per i bachi da seta, per lanciarli sui carri di Carnevale. I minuscoli coriandoli a Milano ebbero subito un grande successo, creavano una atmosfera molto suggestiva, alla minima folata di vento sembrava nevicasse sulla sfilata. Prima di allora era usanza gettare sulle sfilate dei confetti , il nome coriandoli deriva dal fatto che si ricoprivano di zucchero i semi di coriandolo, una pianta molto comune in quei tempi attorno a Milano. Il Cav. Mangili iniziò a commercializzare i coriandoli, contribuendo a cambiare il volto e la storia del Carnevale, subito entrarono a far parte della tradizione meneghina e poi di tutto il mondo. Al Cav. Mangili, forse ispirato dai nastrini di carta usati per trasmettere i messaggi telegrafici viene attribuita anche la invenzione delle stelle filanti. Enrico Mangili fu un uomo molto caritatevole, contribuì economicamente alla fondazione dell’asilo che ospitava i figli delle filatrici di Crescenzago. Nel giardino dello stesso asilo, che ancora oggi si può vedere in via Padova 269, c’è un busto che lo ricorda.

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