martedì 11 agosto 2015

CAPOVALLE



Capovalle (fino al 1907 Hano) è un comune dell'alta Valle Sabbia.

Capovalle è situato sulle montagne dell'alta Valle Sabbia sul confine con la Val Vestino, tra il lago d'Idro e il Lago di Garda. È raggiungibile sia percorrendo la provinciale che sale da Idro o da Gargnano. È uno dei venticinque comuni membri della Comunità Montana della Valle Sabbia con sede a Vestone e il suo territorio comprende il monte Stino e il monte Manos.

Il comune che si chiamava Hano fino alla promulgazione del RD 27 ottobre 1907, n. 464 in quanto l'antico termine era stato giudicato "trasparente e volgare", è composto dalle tre contrade di Zumiè, Vico e Viè.

Di probabile origine retica sarebbe il termine Zumiè da "zum" che indica un recinto abitato mentre le voci di Vico e Viè sembrano risalire all'epoca romana, Vico da "vicus" che significa villaggio e Viè da "viae" che indica un incrocio stradale. Le stesse etimologie dei nomi delle contrade confermano che Capovalle svolgeva un ruolo molto importante nelle comunicazioni tra Valle Sabbia, Riviera del Garda e Trentino.

La tesi di luogo di transito sembra avvalorata anche da alcuni ricercatori per i quali il toponimo deriverebbe dall'idioma latino "ianua" che significa appunto porta. Altri sostengono invece che derivi dalla parola latina "vannus" nel senso di conca per indicare quindi un villaggio costruito in una depressione o dalla voce armena utilizzata per giogo, oppure da una voce preceltica o retica come "anon", da cui deriva anche il nome della Val di Non, in Trentino.

Nei vari secoli le strade che attraversarono Capovalle furono percorse da mercanti, contrabbandieri ed eserciti.
Da qui passarono i soldati del Barbarossa (1162), del Piccinino (1437-39), i Lanzichenecchi del Frundsberg (1526), i fanti di Napoleone (1796), i bersaglieri di Durando (1848-49), la cavalleria del Cialdini (1859), le camicie rosse di Garibaldi (1866).
Dopo la caduta dell'Impero Romano, la zona fece parte dell'arimannia longobarda, che si estendeva dal Maniva a S. Pietro di Salò; quindi della Quadra vescovile di Bagolino.
I Visconti di Milano lo inclusero nella Quadra di Valle Sabbia; il governo di Venezia lo aggregò alla Quadra di Montagna della Riviera di Salò; la Repubblica Cisalpina nel 1798 lo fece frazione di Idro, dal quale comune ottenne la separazione col governo di Vienna, e tale rimase nell'ordinamento amministrativo del Regno d'Italia pubblicato nel 1868.
Nel periodo alto-medioevale tutta la comunità dipendeva ecclesiasticamente dalla Pieve di S. Maria ad Undas, dalla quale si emancipò nella seconda metà del XVII secolo, rendendosi autonoma parrocchia.
Capovalle ebbe un periodo sereno e di relativo benessere durante il dominio veneto che con le ducali del 1440, del 1449, del 1557 e del 1612 lo esentò dal pagamento dei dazi sullo scambio delle merci e dall'obbligo di alloggiare la milizia.
La crisi della seconda metà del 1800, le sopravvenute condizioni di povertà, alla fine della prima guerra mondiale, spinsero la popolazione ad emigrare in massa.
Dopo la ricostruzione del decennio '50-'60, con le rimesse degli emigranti e grazie al ritorno degli stessi, il paese si è incamminato in una graduale rinascita, sia sul versante artigianale che su quello turistico.
Anticamente il comune lo troviamo indicato con Ano (sec. XV) e con Hano (sec. XVI). Conservò il nome di Hano sino all'inizio del nostro secolo, quando il consiglio comunale (giugno 1907), presieduto dal sindaco Pietro Lombardi, deliberò di chiedere l'autorizzazione a cambiare il nome.
Nel novembre dello stesso anno fu emesso il decreto ed autorizzata la denominazione di Capovalle, che significa, appunto, posizione di inizio della Valle Sabbia.

A pochi Km dal centro abitato sorge il bellissimo Santuario di Rio Secco. Dietro la costruzione di questo santuario si racconta una singolare leggenda ...

Nella prima metà del XVII secolo (non si sa di preciso l’anno), alcuni montanari carbonai e custodi d’armamenti, videro fra il buio della notte, un vivo e arcano splendore circondare la roccia di Rio Secco, la quale è situata di fronte alla via che conduce al Passo della Fobbia, a circa un’ ora di cammino dal paese di Hano.
Meravigliati quegli uomini a tale inaspettato spettacolo, accorsero verso quel poggio.
Qui, con grande stupore, videro tra gli abeti e sopra un muretto, mai osservato prima, un grazioso dipinto raffigurante la Vergine con uno sguardo così dolce e maestoso da ispirare a chiunque viva devozione e tenera fiducia. Dopo aver attentamente contemplato con sguardo attonito tale apparizione, piegarono il ginocchio e per primi vennero e supplicarono la Madre del Signore. Ella aveva piantato le sue tende in quel luogo sperduto, che da quel momento divenne uno splendido teatro delle grazie e delle misericordie di Maria.
I montanari non aspettarono il levar del sole ad indorare le creste dei monti circostanti, ma immediatamente scesero nei vicini paesi, specialmente ad Hano a portare alla popolazione la lieta novella. Così la gente accorse da ogni parte, fra le meraviglie, lo stupore e le calde lacrime della pietà riconoscono la prodigiosa apparizione.
Fu quella la prima volta che centinaia di cuori e di lingue fecero echeggiare quelle cime e quelle vallette di devoti entusiastici inni alle glorie della Gran Vergine.
Si decise dunque di mettere al riparo dalle intemperie la cara immagine; ed i devoti che accorrevano sin dai primi giorni ad implorare la sua mercè, fecero sorgere sopra la ispida roccia di Rio Secco, una cappelletta.
La cappelletta fu eretta con le offerte della pietà del popolo di Hano.
Gli stucchi che ornano il volto della cappella, rivelano lo stile barocco che era in voga nel 1600.
Di anno in anno cresceva la folla dei devoti affluenti dai vicini paesi e, soprattutto dalla limitrofa Valvestino, venivano ad onorare la Madonna di Rio Secco. Il popolo decise dunque di edificare in quel luogo una chiesa, dove si poteva celebrare la Santa Messa e gli uffici divini in onore della Vergine. Una volta ottenuto il permesso dalla Suprema Autorità Ecclesiastica, raccolsero le offerte e s’accinsero all’opera. Si discusse dapprima circa il luogo più opportuno ove innalzare il tempio e, sembrando loro angusto il poggio di Rio Secco (luogo dell’apparizione), troppo malagevole la strada che vi fa capo e troppo solitaria quella posizione, stabilirono di fabbricare la chiesa a circa un chilometro di distanza da Hano, in un luogo ed in uno spazio più aperto. Scelto il luogo dunque iniziarono il lavoro per la fabbricazione della chiesa. Scavavano fosse per le fondamenta, trasportarono appresso pietre, mattoni, travi, badili, calce, leve, martelli, cazzuole, e tutti gli attrezzi di cui i muratori avevano bisogno per realizzare l’opera. Il secondo giorno, di buon mattino, molti muratori, manovali, ed altre persone addette ai lavori, s’ incamminarono lungo la via per raggiungere il “cantiere”. Quando però giunsero sul posto, ebbero una grossa sorpresa: videro spianate le fossa e tutti i materiali e gli attrezzi preparati il giorno prima erano spariti. Gli operai si guardarono in faccia l’uno con l’altro stupiti di tutto ciò, non sapendo cosa dire ne cosa pensare. Sarà opera dei ladri? Ma quella non era certo merce da far gola a dei ladri. In seguito pensarono che ci fosse un nemico o una persona ostile al progetto della nuova chiesa. Iniziarono dunque a guardarsi intorno, per cercare cosa mancava e con gran meraviglia trovarono tutto il materiale ben in ordine sulla rupe di Rio Secco vicino alla Cappella. La cosa strana che i poveri uomini non capivano era come avessero fatto i ladri a trasportare tutto il materiale nell’arco di una notte, da un luogo all’altro. Gli uomini dunque ripresero il materiale e senza pensare ad altro lo riportarono nel luogo dove si era stabilito di costruire la chiesa, impiegando cosi tutta la giornata. Durante la sera gli uomini tornarono al paese con l’intenzione dare inizio ai lavori il mattino seguente. Appena ritornata la luce del giorno, i muratori e una folla di popolo tornò sul luogo del lavoro. Nuova sorpresa e nuovo sbigottimento, il materiale e gli attrezzi erano nuovamente spariti, furono ritrovati nuovamente di fianco alla Cappella di Rio Secco. Fu dunque chiaro a tutti che tutto ciò non poteva essere opera dell’uomo, ma bensì di forze superiori: il prodigio era avvenuto. La Madonna Santissima, voleva che il suo tempio sorgesse nel luogo dove era apparsa la sua immagine. Nel giro di poco tempo dunque sorse un piccolo tempio per porre omaggio alla Madonna.

Era il 1° aprile 1899 quando nella parrocchia di Hano fece il suo ingresso il rettore e parroco Don Gaudenzio Squaratti. In seguito, sentendo quanto la popolazione era devota alla Madonna di Rio Secco, decise di ampliare il Santuario e di abbellirlo. Così dopo aver portato a termine alcune opere per la parrocchia, tra cui il nuovo concerto di 5 campane, nel gennaio 1906 radunò tutto il popolo in chiesa e parlò con persuasione dell’importanza dell’opera di ampliamento. Fu subito eletta una commissione che aveva il compito di dirigere i lavori. Questa commissione era composta dalle principali autorità del paese: il signor Sindaco Pietro Lombardi, il consiglio comunale al completo ed i fabbricanti d’allora. Si ordinò in seguito all’ingegnere Vaglia di Anfo di esaminare in che modo si potesse ampliare il tempio che era situato in un luogo stretto ed angusto.
L’ingegnere fece il progetto e con molta soddisfazione venne approvato dal comune. Iniziarono i lavori e fu inaugurato il 15 Agosto 1928.

Nel 1994 il quadro della Madonna di Rio Secco fu trafugato dal Santuario e  fu ritrovato per una casualità solo nel 2009. Nel frattempo, nel 1995 il Signor Gino Bianco, fece rifare il quadro della Madonna e lo donò alla comunità di Capovalle.

Da vedere sul Monte Stino il Museo dei reperti storici e bellici della guerra 1915/18.

Come ogni borgo che è rimasto legato alle tradizioni montanare, Capovalle festeggia particolarmente la vigilia dell'Epifania: la festa della stella; il 24 giugno la sagra di S. Giovanni Battista; il 15 luglio la festa del Monte Stino, organizzata dagli alpini presso la chiesetta; il 15 agosto la festa della Madonna di Rio Secco.


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