martedì 11 agosto 2015

PROVAGLIO DI ISEO

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Provaglio d'Iseo è un comune che fa parte della Franciacorta. Degni di note il Monastero di San Pietro in Lamosa e le Torbiere del Sebino.

Il paese è ubicato in Franciacorta, ai piedi del Monte Cognolo (674 m) e sopra la Riserva naturale Torbiere del Sebino. Ed è proprio da tale collocazione geografica che deriva il nome del paese, dal latino pro-vallem ("prima della valle"), che si riferisce alla depressione sottostante Provaglio in direzione del Sebino, dove si estende l'ampio bacino delle torbiere.

Il principale specchio d'acqua è quello della Riserva naturale Torbiere del Sebino, importante per la ricchezza di flora e fauna. Il paese è molto vicino al Lago d'Iseo.

Il territorio di Provaglio era sicuramente abitato in epoca preistorica. Reperti rinvenuti nelle torbiere fanno ritenere che vi esistesse un villaggio palafittico. Altri reperti archeologici attestano che Provaglio fu abitato ai tempi di Roma. Poi fece parte della pieve di Iseo, dalla quale si staccò attorno al 1200 coma parrocchia stabilita in San Pietro in Lamosa.
Provaglio fu per secoli località di transito dei prodotti agricoli e di legname del vicino mercato d'Iseo, mentre l'occupazione principale era quella agricola. Fu coinvolto nelle discordie, spesso violente, tra guelfi e ghibellini. Agli inizi del quattrocento Pandolfo Malatesta ne distrusse il castello. Lungo le dominazioni Veneta, durata circa tre secoli e mezzo, napoleonica e austriaca la grande storia sfiorò appena Provaglio.
Nel novembre del 1629, un reparto di lanzichenecchi in fuga dall'assedio di Mantova venne affrontato nei pressi di Provaglio. Ne rimasero uccisi una cinquantina e diciotto finirono prigionieri. Ma nella primavera successiva venne la peste a colpire duramente i due paesi: nel 1637 Provaglio scese a 744 abitanti e Provezze a 484. Nel secolo successivo la popolazione aumentò e nel 1766 Provaglio era abitato da 988 persone e Provezze da 573. Si ritenne che la chiesa di San Pietro in Lamosa fosse inadeguata a raccogliere i fedeli e sul finire del settecento si pose la prima pietra della nuova parrocchiale dei santi Pietro e Paolo terminata nel 1817. Il clarense Teosa la decorò con buoni affreschi.
Già dal finire del settecento era iniziato lo sfruttamento dei depositi di torba nelle lame che occupò sempre più addetti alle escavazioni fino a raggiungere i duecento operai alla fine dell'ottocento, quando erano aperte sette cave. Poi gli occupanti diminuirono perché alla torba si sostituì prima il carbone e poi l'energia elettrica nelle filande iseane.
L'escavazione di torba riprese durante la seconda guerra mondiale per cessare del tutto negli anni sessanta. Si accentuò così il fenomeno, già in corso ma in misura limitata, dei lavoratori pendolari soprattutto verso Brescia; negli anni ottanta essi salirono a quasi ottocento, malgrado iniziative locali avessero avviato piccole e grandi industrie soprattutto nei settori meccanico, elettronico, della plastica e delle costruzioni. Dai 3161 abitanti censiti nel 1931 dopo l'aggregazione del comune di Provezze, si sono superati i 4000 abitanti nel 1951 e i 5000 nel 1991, allorché gli occupanti erano 1439 di cui 536 nelle aziende metalmeccaniche, 406 nel settore tessile ed alimentare, 141 nelle costruzioni.
A Provaglio fino al 1850 prosperavano gli ulivi sulle pendici esposte al sole e al riparo dai geli. Da circa un ventennio la coltura dell'olivo è stata ripresa così che in Franciacorta Provaglio è secondo in tale coltura solo a Monticelli Brusati. Sempre negli anni settanta è diminuita invece di circa il 40 per cento la superficie riservata alla vite, benché rappresenti ancora un quinto della superficie agricola. Ciò coincide con un calo dei coltivatori diretti, mentre prospera e s'ingrandisce a circa trenta ettari la grande azienda vitivinivola Bersi Serlini del Cerreto. Al Fontanì, località di accesso alle torbiere di Provaglio, nel 1993 è stato aperto un piccolo museo illustrante le torbiere stesso con materiale vario, naturalistico ed etnografico.

Il territorio provagliese è adagiato in un anfiteatro morenico che si apre, a ovest, nella Riserva Naturale delle Torbiere Sebine, suggestivo scenario di vegetazione e specchi d'acqua prodotto dall'uomo attraverso le attività produttive di escavazione della torba, all'inizio del secolo scorso.
Gli insediamenti abitativi, lungo il monte e l'arco delle colline a oriente, mantennero una inalterata disposizione territoriale per oltre mille anni, fino all'Ottocento. La configurazione urbana che oggi possiamo apprezzare è conseguente ai processi di edificazione del secondo Novecento che hanno collegato i tanti piccoli nuclei originari.

In particolare, l'abitato di Provaglio ha avuto in anni recenti una significativa espansione a sud della ex-statale 510, l'arteria stradale, un tempo importante collegamento tra Brescia ed Iseo, che si è trovata così ad attraversare il centro abitato. Per risolvere questa incongruenza urbanistica, negli anni '90 si è proceduto ad un'importante ristrutturazione della viabilità che ha permesso di dirottare l'imponente traffico esterno al di fuori delle zone abitate.

Nel 1928 al comune fu aggregato il soppresso comune di Provezze. Dai 3161 abitanti censiti nel 1931 dopo l'aggregazione del comune di Provezze, si sono superati i 4000 abitanti nel 1951 e i 5000 nel 1991, allorché gli occupanti erano 1439 di cui 536 nelle aziende metalmeccaniche, 406 nel settore tessile ed alimentare, 141 nelle costruzioni.

Tra gli edifici religiosi da visitare a Provaglio si segnalano l’ottocentesca chiesa parrocchiale con affreschi del Teosa, la chiesetta dedicata a San Bernardo risalente alla seconda meta del ‘500 e la chiesetta della Madonna del Corno che sovrasta il paese dalle pendici del monte Cognolo, da cui si gode uno splendido panorama del paese e della campagna circostante. A Provezze si trovano invece la Chiesa Parrocchiale titolata a San Filastrio con la torre campanaria e le chiese di San Rocco di Sergnana e della Natività di Maria a Persaga. A Fantecolo sorge la chiesa di Sant’Apollonio.
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Tra gli edifici civili si segnalano a Provezze villa Gussalli-Beretta, dominata da due insolite torri laterali, e villa Soncini; a Fantecolo le due splendide ville Fenaroli. Da vedere anche Palazzo Francesconi a Provaglio, sede del municipio, il quale è un complesso edilizio pluristratificato, sorto alla fine del XV secolo sopra preesistenze medioevali.  Il palazzo è stato restaurato negli anni 1992-1993 dopo un attento studio architettonico - archeologico, attuato secondo le più moderne tecniche della ricerca stratigrafica, che ha evidenziato le preesistenze e la complessità della sua storia secolare.
Merita una visita infine la Riserva Naturale delle Torbiere che si estende su un’area di 360 ettari. Gli specchi d’acqua delle Lame e delle Lamette sono il risultato di scavi sistematici effettuati tra metà ottocento e metà novecento allo scopo di asportare i giacimenti di torba lì formatisi nel corso dei millenni precedenti.

L'edificio che ospita il Municipio di Provaglio è un complesso edilizio pluristratificato, sorto alla fine del XV secolo sopra preesistenze medioevali: il muro di recinzione a spina di pesce e una piccola costruzione rurale. L'edificio rinascimentale era costituito da due corpi di fabbrica con altezze diverse, che presentavano verso sud un ampio porticato sovrastato da logge. Le caratteristiche edilizie e la qualità delle decorazioni pittoriche, di cui si è trovata traccia, consentono di capire che si trattava di una dimora di prestigio, presumibilmente adibita ad uso di casa di campagna. Durante i secoli successivi il complesso subì alcune trasformazioni parziali, in grado di adattarlo alle nuove esigenze legate al progredire dell'agricoltura; in particolare fu aggiunta una nuova ala adibita a cantina ed a locali legati ad una corte rustica. I diversi adattamenti avevano sempre più compromesso l'immagine dell'antica dimora signorile, tanto che nel secolo XVII si sentì la necessità di promuovere una radicale opera di ristrutturazione dell'intero complesso. Con questo intervento la costruzione fu adattata al nuovo gusto neoclassico. Il corpo centrale, che mantenne una destinazione a uso signorile, fu dotato, al piano terra, di un nuovo porticato con colonne in pietra di Sarnico e di una torretta: gli interni, inoltre, furono decorati con pitture murali di carattere geometrico. Le due nuove barchesse erano invece destinate a deposito di prodotti e macchinari agricoli. In sostanza si costituì un grande complesso prestigioso e rispondente nella forma al gusto dei tempi, attento comunque nel riporre una commistione tra parti residenziali e parti più prettamente destinate al supporto di attività agricole. Nei secoli XIX e XX l'edificio subì nuovi adattamenti fino a diventare sede del Municipio di Provaglio d'Iseo (acquistato con delibera C.C. del 03.02.1952). Il palazzo è stato restaurato nel 1992-1993 dopo un attento studio architettonico-archeologico, attuato secondo le più moderne tecniche della ricerca stratigrafica, che ha evidenziato le preesistenze e la complessità della sua storia secolare.

La Chiesa della Madonna del Corno fu eretta intorno al 1500 e dedicata all'annunciazione della Madonna. Meta di numerose visite pastorali, viene descritta come una Chiesa piccola ma molto frequentata dalla popolazione locale.

Nel 1598 la Chiesa viene chiamata Madonna della Ceriola, come che però scompare per diventare Madonna del Corno, per via della sua posizione sulla montagna.

Nel 1992 il Comune di Provaglio d'Iseo inizia il recupero di questo monumento, consolidandone le strutture.

A partire dall'8 maggio 1994, la parte abitativa è stata concessa in comodato al gruppo CAI di Provaglio d'Iseo che, con opera di volontariato, rende la struttura fruibile da parte dell'intera popolazione.

Fantecoloè una frazione del comune di Provaglio.
Secondo il Mazza (1986), il toponimo deriverebbe dal latino fanticulus o fantecculus: piccola fonte.

La chiesa di Sant'Apollonio fu edificata fra il Quattrocento e il Cinquecento. Nel medioevo non è certo se la comunità appartenesse alla pieve d'Iseo o a quella di Bornato. Fino al 1946 fu dipendente dalla parrocchia di Provezze.

Dal punto di vista amministrativo, non vi sono testimonianze dell'esistenza di un comune autonomo: nella Descrizione Generale del 1764 la comunità risulta aggregata al comune di Provezze e sotto tale amministrazione vi rimase dall'epoca napoleonica fino al 1928, quando la municipalità provezzese fu soppressa.

Provezze fu comune autonomo fino al 1928.

Secondo il Mazza (1986), il toponimo deriverebbe dal latino proda: striscia di terreno coltivato.

In epoca romana fece parte del pagus d'Iseo, mentre in quella medievale è assodato la sua appartenenza alla pieve iseana. Fu poi donato al monastero di Rodengo.

Le prime testimonianze del comune autonomo risalgono al XIII secolo. In base all'Estimo Visconteo del 1385 risulta assegnato alla quadra di Gussago.

Il castrum era sorto in località Badia. Durante l'epoca comunale il fortilizio fu caposaldo dei Guelfi del comune di Brescia i quali si contrapponevano agli Oldofredi d'Iseo. Nel 1315 fu occupato da Francesco Malvelli, mentre nel XV secolo fu conteso fra i Visconti e la Venezia. I nobili di Provezze congiurarono nel 1415 in casa Artini a favore dei veneti: in virtù di questo episodio, dopo il passaggio alla Serenissima i Rettori della città di Brescia concedettero al paese l'esenzione daziaria sulle merci in transito dalla Franciacorta (1444). Durante l'epoca veneta il comune rimase aggregato alla quadra di Gussago.

Sulla base della Descrizione Generale del 1764, il comune apparteneva alla quadra d'Iseo e ad esso era aggregata la comunità di Fantecolo. Il toponimo era Provese e Fantecolo.

Durante l'effimera Repubblica bresciana (1797), il comune fu assegnato al Cantone del Mella per poi passare l'anno seguente al Distretto del Basso Sebino del Dipartimento del Mella della Repubblica Cisalpina. Nel maggio 1801 fu inglobato nel Distretto I di Brescia e in tale veste rimase sotto la napoleonica Repubblica Italiana. Durante il Regno d'Italia (1805) fu inserito nel Cantone II di Iseo a sua volta appartenente al Distretto II di Chiari. Nel 1809 la popolazione del comune di Provezze e Fantecolo era di 364 uomini e di 329 donne. Nel 1810 la municipalità fu soppressa e il territorio, comprendente anche Fantecolo, fu assegnato al comune di Monticelli Brusati.

Il paese riacquistò l'autonomia municipale con il passaggio del territorio bresciano al Regno Lombardo-Veneto, grazie alla notificazione del 12 febbraio 1816. Durante la dominazione asburgica, il comune fu denominato Provezze e Fantecolo e fu assegnato al Distretto X (dal 1853, XIII) di Iseo della provincia bresciana.

Nel 1859 il comune passò, assieme alle province lombarde, al Regno di Sardegna che dal 1861 divenne Regno d'Italia. Denominato con il termine di Provezze, pur mantenendo Fantecolo come sua frazione, fu assegnato al Mandamento IX di Iseo del circondario I di Brescia della nuova provincia avente il medesimo capoluogo. Il comune fu soppresso con Regio Decreto 28 giugno 1928, n. 1682 e il territorio fu aggregato al vicino comune di Provaglio d'Iseo.

La Parrocchiale di San Filastrio è stata completata fra il Settecento e l'Ottocento.

Della precedente cappella, si hanno le prime testimonianze in documenti del 1202 e fu sottoposta per un certo periodo alla pieve d'Iseo: stando al Catastico Bresciano di Giovanni da Lezze (1610) la chiesa in quel periodo era officiata da un curato.

L'affresco posto all'esterno è opera del Teosa (1842), mentre le quattro statue sono di Giuseppe Bianchi (1887). All'interno è presente una pala di scuola morettiana e donata alla Parrocchia dal nobile soncinese Antonio Corvini.

Palazzo Soncini costruito dai Fenaroli nel Seicento fu ereditato dai Soncini alla morte di Barbara, ultima discendente della famiglia.
Villa Gussalli costruita nel Settecento è caratterizzata da un giardino a terrazze.


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