lunedì 18 maggio 2015

I PAESI DELLA BRIANZA : CORNATE D' ADDA

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Cornate d'Adda  è un comune italiano della provincia di Monza e della Brianza, dal cui capoluogo Monza dista 21 chilometri. Fa parte del territorio del Vimercatese e del Parco Adda Nord.

Nel 1870 furono aggregati a Cornate i comuni di Colnago e Porto d'Adda.

Nel 1924 il comune di Cornate assunse la denominazione di "Cornate d'Adda".

Nel 2009 passò dalla provincia di Milano alla provincia di Monza e della Brianza.

E' assai probabile che il toponimo Cornate sia stato mutuato da Paolo Diacono il quale, nel suo libro Historia Langobardorum, afferma che gli eserciti di Alachi (usurpatore del trono) e Cuniberto, re legittimo alla fine del VII secolo, vennero a tenzone in campo cui Coronate nomen est. In seguito alla battaglia che lo vide prevalere, il re Cuniberto avrebbe edificato nella campagna un monastero in onore del beato Giorgio martire, di cui tuttavia non si sono trovate tracce.
La presenza longobarda sul territorio è corroborata da ritrovamenti archeologici che due diverse equipe di ricercatori hanno eseguito sul territorio.

L'equipe del Prof. Brogiolo, della facoltà di Archeologia dell'Università di Padova, ha eseguito prospezioni in località Rocchetta, ove ha messo in luce la presenza di vari reperti fra cui una cospicua cisterna, probabilmente risa lente al V secolo dell'era volgare, ed alcune tombe e fortificazioni probabilmente coeve, oltre ad abbondanti materiali ed oggetti di uso comune quali olle e ceramiche. Essendo collo cata in posizione strategica su uno sperone di roccia, la località era probabilmente fortificata sia per controllare il porto sottostante che il fiume in generale.
In località Villa Paradiso ha operato un gruppo di ricerca diretto dal Prof. Lampugnani, della Società Lombarda di Archeologia, che ha messo in luce la presenza di una decina di tombe longobarde del VII - VIII secolo, ricavate in una preesistente villa rustica romana, risalente con ogni probabilità al I secolo della nostra era. Sono evidenti una pavimentazione in ciottoli rustici ed alcuni muri perimetrali, per un complesso di almeno nove ambienti. Possiamo quindi in via ipotetica desumere che il nostro centro sia stato abitato dai Romani, che lasciarono sul nostro territorio sia segni di una strada che attraversava l'Adda in località della centrale Bertini, che la villa rustica cui sopra si è accennato. Sono poi intervenuti i Longobardi che, a partire dal 569, occuparono tutta l'Italia del Nord.

Non vi sono riscontri storici significativi fino al 1538, anno in cui Carlo V diede Cornate, con altre terre, al marchese Pagano D'Adda. Alcuni dati demografici successivi ci informa no che Cornate contava 317 persone nel 1583, che raggiunsero la cifra di 715 alla fine del Seicento, ed erano per la maggior parte dedite all'agricoltura; tale situazione non cambiò in maniera significativa fino agli inizi del secolo scorso, quando furono costruite due centrali idroelettriche (Bertini ed Esterle) e si sviluppò l'industria a Milano, permettendo a molti di diventare operai.

Un cenno a parte merita la località di Villa Paradiso (probabilmente dal nome del proprietario delle terre, tale Paradixi), che è posta in una suggestiva posizione a dominare la valle dell'Adda, più propriamente della Bagna e del fiume sottostante. Fu fabbricata alla fine del XVI secolo dai Gesuiti e da loro gestita fino al 1773, quando la compagnia venne soppressa dall'imperatore d'Austria Giuseppe II. Oggi il vecchio caseggiato storico è stato rimaneggiato e l'unica vestigia di quei tempi è una piccola chiesa dedicata a Sant'Ignazio di Loyola.
La frazione più cospicua del Comune è Colnago, che fu anche Comune autonomo prima del regio decreto del 1870. In questa località due torri testimoniano i tempi feudali e, dopo opportuni restauri, si presentano in ottimo stato. Un altro monumento cospicuo è la Villa Sandroni, oggi ristrutturata e sede della Biblioteca Civica.
Più significativa appare la storia di Porto d'Adda, che già nel XII - XIII secolo si chiama va Portus de Coronatae. Col passare del tempo il guado acquisì maggiore importanza strategica e commerciale, dato che l'Adda segnò, dal 1428 al 1797, il confine tra il ducato di Milano (occupato prima dagli Spagnoli e poi dagli Austriaci) e la Repubblica di Venezia. Proprio durante il periodo della dominazione austriaca furono resi operativi gli studi per la costruzione di un canale navigabile, incominciati fin dai tempi di Leonardo, e nel 1777 vi fu l'inaugurazione del naviglio di Paderno, che permetteva il superamento delle rapide dell'Adda fra i Tre Corni e la località Rocchetta.

Tale opera consentì il collegamento del lago di Como con Milano, utilizzando, da Vaprio, il canale della Martesana. Oggi il canale è fatiscente, pur se studi ed interessamenti a livello europeo potrebbero permetterne una significativa ristrutturazione per finalità turistiche. Già dai prossimi anni tuttavia vi saranno interventi per recuperare ad uso culturale vecchi edifici lungo il canale.
A livello della conca grande del Naviglio sorge, su uno sperone di roccia incombente sul fiume, il santuario della Madonna della Rocchetta, il cui toponimo rimanda ad un uso militare del manufatto. La chiesa fu eretta al tempo della costruzione del Duomo di Milano (1386) dal fisico Beltrando Cornatese, che vi chiamò i frati eremiti dell'ordine religioso di Sant'Agostino, i quali occuparono la località per pochi decenni, poiché all'inizio del XVI secolo Filippo Maria Sforza trasformò l'altura rocciosa in un fortilizio, pur lasciando intatta la chiesa. Oggi il santuario è stato restaurato ed è utilizzato per funzioni religiose.

I siti di interesse turistico nel territorio di Cornate d'Adda sono legati a filo doppio alla presenza del fiume che, oltre ad avere influenzato in modo evidente i toponimi, ha condizionato gli insediamenti umani nel corso del tempo.
Detto delle ville patrizie disseminate nelle frazioni (Villa Biffi Sormani a Cornate, Villa Sandroni con il suo parco pubblico a Colnago e Villa Monzini a Porto, nonché la zona di Villa Paradiso) bisogna però riconoscere che l'attrattiva maggiore é costituita dalle magnifiche centrali idroelettriche "Bertini" ed "Esterle", gestite dalla Società Edison S.p.A.. Le due centrali sono ovviamente poste sulla sponda destra dell'Adda, lungo l'alzaia, per sfruttare il naturale movimento delle acque. La Bertini, attivata nel 1898 tramite una derivazione presa all'altezza della prima conca del Naviglio di Paderno, rappresenta un prezioso repertorio di ricerca stilistica fra richiami neo-classicheggianti e citazioni decorative desunte dalla tradizione locale; per le sue particolarità costruttive fu a lungo annoverata fra le prime in Europa.

Seguendo il canale di restituzione delle acque si raggiunge, a poco più di un chilometro verso sud, la centrale elettrica Esterle, funzionante dal 1914 in parallelo con la Bertini. Anche in questo secondo caso l'applicazione del tema neoclassico é tale da dissimulare la reale funzione dell'edificio, che si avvicina al carattere di una residenza signorile di stile liberty.
Peraltro quello che può essere definito il "percorso dell'energia elettrica" non si limita al territorio di Cornate, ma va esteso fino a comprendere almeno i Comuni di Paderno d'Adda e di Trezzo. E' qui infatti, a pochi chilometri da Cornate, che si trovano due tra i maggiori esempi di quella civiltà industriale di cui dicevamo sopra: a nord le prese dei canali sull'Adda che alimentano le centrali Bertini ed Esterle, in prossimità del magnifico ponte in ferro (costruito verso la fine dell'ottocento) che unisce la sponda milanese a quella bergamasca, e a sud la centrale Taccani che con la sua imponenza forma un complesso inscindibile con il Castello e con il villaggio di Crespi d'Adda, un sito che è stato recentemente dichiarato patrimonio mondiale dall'UNESCO e che risulta come uno degli insediamenti operai di inizio novecento meglio conservati d'Europa.

Non si possono dimenticare, a fianco degli insediamenti industriali, i luoghi che ricordano la presenza di una civiltà contadina che per lungo tempo é stata l'attività predominante della zona: é quindi obbligatorio citare alcune cascine che si rifanno alla tipica architettura rurale lombarda. Loggiati, portici, ballatoi, pozzi, scale in legno, camini dalle forme curiose: tutti elementi che si ritrovano ancora, spesso ben conservati quando non addirittura ristrutturati, nella Cascina Fugazza, nella Cascina Pozzona o nella Curt di Sa'natt, nella Curt del Gugia o nella Cascina Borina. Impossibile nominarle tutte, ciascuna immersa dentro le proprie peculiarità costruttive, nei propri linguaggi che mescolano i dialetti e lasciano quasi sdrucciolare le parole fino a renderle differenti a distanza di poche centinaia di metri.
Al centro dell'abitato di Colnago, in via Castello, si erge poi la Torre, un imponente quadrilatero che spicca tra una cornice di edifici nuovi come un elemento estraneo, quasi calato da una mano gigantesca. In effetti la prima impressione è che la torre sia stata rubata di peso ad un castello, e che ora le manchi la protezione delle mura amiche. Alcune testimonianze storiche sono peraltro propense ad affermare che una fortificazione fosse davvero presente nel territorio comunale, ma gli scarsi resti rinvenuti costringono a pensare quest'eventualità come una semplice ipotesi.
Un restauro della torre é stato eseguito negli scorsi anni a cura di uno studio privato, ed ora il piano terreno dalla struttura é adibito all'esposizione di mostre artistiche o viene utilizzato come sede di concerti di musiche antiche.




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