lunedì 18 maggio 2015

I PAESI DELLA BRIANZA : VIMERCATE

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«Centro strategico della resistenza della Brianza orientale partecipò coraggiosamente all'insurrezione contro l'oppressore nazifascista. La popolazione, aiutata da gruppi di partigiani, tra cui donne e giovani, si contrappose ad ogni forma di prevaricazione e di violenza, sopportando la perdita di numerose vite umane. Nobile esempio di abnegazione e spirito patriottico. 1943/1945»
 Vimercate, 24 aprile 2009


Vimercate è un comune italiano della provincia di Monza e della Brianza. È al centro del territorio chiamato Vimercatese.

Il nome deriva dal latino Vicus Mercati ("borgo del mercato").

Il luogo è sempre stato centro di scambi commerciali e tuttora ospita un frequentato mercato settimanale al dettaglio.

Vimercate, pur avendo tutte le caratteristiche dell'operosa cittadina brianzola, ha saputo conservare e valorizzare un patrimonio storico artistico di alto valore, sviluppando nuove potenzialità culturali e turistiche e mantenendo un ruolo di riferimento per tutta l'area circostante.
In Piazza Marconi si trova la stazione di interscambio del trasporto pubblico, posta a fianco della Galleria Marconi, edificio a destinazione commerciale progettato dall'architetto Mario Botta. Da sempre centro nevralgico della viabilità cittadina, fino agli anni '70 capolinea della linea tranviaria Milano-Vimercate, oggi è una rinnovata e frequentatissima piazza, centro della vita notturna cittadina, e sede di una galleria commerciale costruita nel 2003, anch'essa su progetto di Mario Botta, e di una stazione di autobus al centro di una fitta rete di trasporto pubblico che collega la cittadina con la metropolitana milanese, con Monza, con varie stazioni ferroviarie e con i paesi limitrofi.
Lasciandosi il grande edificio in mattoni rossi alle spalle, si attraversa via Galbussera per dirigersi verso la centralissima via Vittorio Emanuele II, non senza aver gettato uno sguardo alla propria sinistra per ammirare la nuova area ex Bassetti, riqualificazione di un'area dismessa nella quale le linee liberty dello storico edificio industriale, parzialmente conservato, si fondono con quelle moderne dei nuovi edifici e con il verde che abbellisce la grande piazza del Linificio.
Percorrere via Vittorio Emanuele II, la via principale della Città, è un po' come salire su una macchina del tempo: mentre si ammirano le vetrine dei negozi si incontrano la neoclassica Villa Sottocasa, esempio di "villa di delizia" neoclassica, fu costruita negli ultimi decenni del XVIII secolo. La struttura è ad U, con ampio cortile d'onore affacciato sulla centrale via Vittorio Emanuele II. La facciata anteriore è di stampo neoclassico, semplice e sobria; la fascia marcapiano, le lesene binate e il timpano evidenziano la zona centrale. Le ali laterali sono, come di norma nelle ville neoclassiche brianzole, di altezza dimezzata rispetto al corpo principale.

La facciata posteriore verso il giardino è più elaborata di quella anteriore: presenta infatti una balaustra con vasi sulla sommità, cornici e timpani alle finestre, fasce verticali a sottolineare la parte centrale.

Il grande parco fu sistemato nel XIX secolo secondo la moda del giardino all'inglese, con architetture curiose: una torre neogotica, una Kafehaus, costruzione nel parco dove i nobili si recavano a bere il caffè, le serre.

Attraverso un portone sormontato da una pensilina si accede all'interno. L'atrio d'ingresso presenta pianta quadrata con iscritto uno spazio circolare delimitato da colonne neoclassiche e sormontato da cupola. Decorano l'ambiente statue di un Satiro danzante e di una Venere , oltre a bassorilievi con putti; a metà dello scalone è collocata una copia dell'Apollo del Belvedere dei Musei Vaticani.

Le sale interne, riccamente decorate, presentano affreschi, lampadari in cristallo, fregi e pavimenti originali. La cappella privata, dedicata all' Assunzione della Vergine, ha una grata grazie alla quale anche i contadini potevano assistere alle funzioni religiose. Come pala d'altare è collocata una tela con l' Immacolata (1705), opera di Stefano Maria Legnani detto il Legnanino.

Tra i dipinti ospitati nella villa, sono presenti due ritratti ottocenteschi di Mosè Bianchi oltre a un ritratto equestre di Eleuterio Pagliano.

La facciata posteriore verso il giardino è più elaborata di quella anteriore: presenta infatti una balaustra con vasi sulla sommità, cornici e timpani alle finestre, fasce verticali a sottolineare la parte centrale.

Sul lato nord della villa sono presenti le scuderie e un maneggio coperto, in stile neogotico, edificato intorno agli anni Ottanta dell'Ottocento.

Dagli anni sessanta del Novecento gran parte del parco è proprietà del comune e aperta al pubblico. Nel 2001 il comune ha acquistato l'intera villa compresa la restante parte del parco. L'edificio ospita il Museo del territorio vimercatese, che espone reperti archeologici, opere d'arte, documenti e immagini del territorio compreso tra Monza e Trezzo sull'Adda.

La villa è accessibile al pubblico durante le numerose mostre organizzate lungo l'arco dell'anno e durante la manifestazione Ville Aperte. La medievale Chiesa Plebana di Santo Stefano la cui fondazione  si deve ai Francescani del vicino monastero di Oreno nella seconda metà dell'XI secolo. Gli edifici subirono poi nel tempo diverse trasformazioni ed ampliamenti, tra cui la dotazione, ad opera di Francesco Sforza durante il suo soggiorno vimercatese nel 1450, di una nuova cappella nella chiesa, dedicata a San Giovanni. Soppresso dalla Repubblica Cisalpina nel 1798, il convento venne in seguito acquistato dalla famiglia Banfi (Giuseppe Banfi, Podestà di Vimercate ), che ne è l'attuale proprietaria.

Il complesso conventuale è articolato intorno al chiostro, ristrutturato nel XVI secolo e chiuso a sud dalla chiesa; vi sono collegati inoltre altri edifici ad uso residenziale e una interessante corte rustica, con muro di cinta e portale verso la strada che risalgono al XII-XIII secolo.

La chiesa, a navata unica con tre altari, edificata alla fine del XIII secolo, vide un primo intervento di ristrutturazione a metà del XV secolo. L'edificio venne quindi allungato alla fine del Seicento e dotato di una nuova facciata di mattoni a vista nel Settecento.

Nel convento rimangono interessanti dipinti. Un affresco, ancora bizantineggiante, del quarto decennio del XIV secolo, rappresentante la Madonna della Misericordia, mentre sulle pareti del campanile della ex chiesa sono presenti parti superstiti di un ciclo trecentesco di vasto respiro, illustrante scene della vita di Cristo e immagini di devozione.

L'affresco della Crocefissione e Santi del 1354 è l'unico presente nel convento di San Francesco di cui si conosca la datazione precisa. Si presenta ora diviso in due parti: a destra la Crocefissione, con al centro il crocifisso e ai lati la Vergine e San Giovanni Evangelista; sulla parte sinistra sono invece raffigurati due santi: San Giovanni dei Pellegrini e Santa Francesca Romana. Le due scene sono separate da una sottile colonna tortile policroma. L'opera, una bella composizione caratterizzata da disegno fermo e sapiente uso del colore, è una prova della diffusione dell'arte giottesca in tutta la Lombardia nella prima metà del Trecento.

La Chiesa Anticamente Collegiata Prepositurale Plebana di Santo Stefano, databile intorno al XIII Secolo, era la sede dell'Antica Pieve di Vimercate, soppressa nel 1972 a favore dell'odierno Decanato di Vimercate, di cui è il cuore., il parco Trotti che introduce all'omonimo Palazzo Trotti, che dietro l'ottocentesca facciata nasconde all'interno i propri tesori (preziosi soffitti a cassettoni e affreschi in stile barocchetto).
A metà del proprio percorso, via Vittorio Emanuele incrocia la bellissima via Cavour che, attraverso edifici storici di pregio (fra cui l'Oratorio di Sant'Antonio, con i suoi affreschi quattrocenteschi) ci conduce al Ponte di San Rocco, unico esempio lombardo di ponte fortificato medievale. Fondato sui resti di un preesistente "ponte romano del III secolo, nel XII secolo gli venne sovrapposta una porta difensiva, quella occidentale, citata per la prima volta nel 1153 come "Porta de Moriano" e più bassa della struttura attuale. Nel XIV secolo fu eretta la porta orientale e sopraelevata quella verso il borgo, portando il complesso vicino all'aspetto attuale.

Nel corso dell'Ottocento venne interrata l'ultima arcata orientale, mentre il ponte divenne oggetto di stampe e illustrazioni: da questo periodo l'immagine del ponte fu simbolo di Vimercate.

Il Santuario della Beata Vergine del Rosario, sorge a pochi metri dalla Collegiata. Attualmente è la sede principale della parrocchia e del decanato, visto che la collegiata è utilizzata solo nei giorni di festa o per qualche occasione particolare.

Palazzo Trotti, esempio di "villa di delizia" in Brianza, fu residenza dal XVI secolo dei conti Borella, antichi feudatari di Vimercate, passata quindi insieme al feudo alla famiglia Trotti, dai quali prende il nome, ed è attuale sede del municipio. Presenta un anonimo prospetto ottocentesco su piazza Unità d'Italia, ma ospita all'interno affreschi barocchi.

Gli affreschi sono stati realizzati in tutte le sale quattro scene situate nella fascia alta e sulle intere pareti della sala "Cleopatra". Molte sale presentano soffitti dipinti. Le tre sale centrali del piano terreno ("Ercole", "Cleopatra", "Semiramide") e una sala del primo piano ("Minerva"), furono affrescate da un anonimo pittore del primo Settecento, ancora legato alla pittura accademica seicentesca. La sala di Bacco è opera di Carlo Donelli detto il Vimercati; fu dipinta poco dopo le prime quattro sale e presenta una pittura più decisa e ariosa.

Le sale più importanti sono però quelle dipinte nella seconda metà del Settecento da Giuseppe Antonio Felice Orelli, grande interprete del barocchetto lombardo che si dimostra in grado di articolare il racconto in modo arioso e teatrale.

La torre ovest, verso il centro cittadino, è di pianta trapezoidale e deriva dalla somma di due diversi interventi. Il più antico è costituito dalla porta-torre della fine del XII secolo, con portale concluso da due archi, uno in pietra e l'altro in mattoni. I resti dell'antica porta sono ancora perfettamente conservate e visibili nella parte inferiore, dove su tutti e tre i lati si notano i merli alla guelfa, in laterizio, della Porta de Moriano. Sull'arco in pietra è scolpita una piccola protome umana ad occhi sbarrati, della fine del XII secolo. Questa prima porta venne sopraelevata nella seconda metà del Trecento per svolgere un ruolo difensivo, garantito dai due ordini di feritoie e dagli archi pensili sulla sommità, dai quali era possibile calare liquidi bollenti addosso agli eserciti attaccanti.

La torre orientale, a pianta rettangolare, venne eretta nella seconda metà del XIV secolo. Le forme attuali della parete centrale, in mattoni e completamente prive di aperture, derivano da interventi del tardo Cinquecento. Le due pareti laterali invece presentano la stessa muratura della parte alta dell'altra torre, vale a dire corsi di mattoni alternati a ciottoli di fiume, sulle quali sono presenti quattro feritoie. Il Ponte di San Rocco, unico esempio lombardo di ponte fortificato medioevale, ha acquistato nel tempo una forte valenza simbolica e storica, come provato dal fatto che si tratta dell'unica porta d'accesso al borgo, a differenza delle altre, non abbattuta nell'Ottocento.

Altri monumenti:

Villa Gallarati Scotti, Oreno - Opera di Simone Cantoni (1790)
Chiesetta di Sant'Antonio
Villa Gallarati Scotti nella frazione di Oreno, ristrutturata in stile neoclassico da Simone Cantoni.
Casino di caccia Borromeo
Chiesetta rurale di Santa Maria Assunta
La Morte di Ruginello: due sculture, rappresentanti due interi scheletri, poste ai lati della strada che conduce all'ingresso del cimitero della medesima località.
Il complesso Torri Bianche di Vimercate
Vecchio ospedale civile

Quartiere Torri Bianche è un quartiere direzionale e commerciale che sorge in una posizione strategica rispetto alle grandi arterie di comunicazione, collegato direttamente a Milano dalla Tangenziale Est - Vimercate Sud (preesistente alla costruzione del centro). Costruito negli anni '90 e successivamente più volte ampliato, si compone di 3 grattacieli di 95 metri (due a destinazione direzionale e uno residenziale) e un cinema multisala con annesso centro commerciale, più vari altri edifici minori sempre a carattere commerciale/direzionale.

Eventi:
Sagra di Sant'Antonio abate, si svolge nel mese di gennaio ed ha il suo culmine il 17 con il tradizionale falò, nel letto del torrente Molgora.
Fiera di Santo Stefano, patrono della città, Il 3 agosto.
"Sagra della patata", a metà settembre degli anni pari, nella frazione di Oreno. Vi si svolge un corteo storico e una partita a dama con personaggi in costumi duecenteschi.

La graziosa frazione di Vimercate chiamata Oreno è nota ai più per un suo ortaggio speciale, la patata. Le patate coltivate ad Oreno sono principalmente della varietà Kennebec, Albane, Bianchidea, Daytona.

Alcune fonti storiche accertate riferiscono della comparsa di questo prodotto nella zona individuata nella seconda metà de 1800, in seguito alla diminuzione delle superfici vitate, al punto da caratterizzare il paesaggio rurale locale. Fino agli anni ’30 vi fu una costante richiesta di prodotto, mentre dopo gli anni ’60 la coltivazione subì un forte declino a causa della guerra e dell’industrializzazione che erose spazi all’agricoltura.

A Oreno la semina delle patate avviene in primavera, mentre la raccolta comincia a settembre. Nell’area del Vimercatese tutte le patate prodotte si producono esclusivamente per uso domestico.

Dal settembre 1968 si tiene la Sagra della Patata, intitolata a questo prodotto dagli abitanti di Oreno. Nei paesi vicini infatti questo comune è conosciuto come il “paese delle patate”.

Le caratteristiche di queste patate le rendono particolarmente adatte alla preparazione di purè e gnocchi.

Persone legate a Vimercate:
Gaspare da Vimercate, condottiero
Pinamonte da Vimercate, console di Milano
Alchiero da Vimercate, militare, combatté contro Federico Barbarossa
Benedetta da Vimercate, monaca agostiniana nel Monastero di Santa Marta in Milano
Gian Giacomo Caprotti detto il Salaino, pittore, allievo di Leonardo Da Vinci
Carlo Donelli detto Carlo Vimercati, pittore
Antonio Banfi, senatore della Repubblica e filosofo
Agostino Bonalumi, pittore astrattista
Gian Giacomo Gallarati Scotti, Senatore del Regno d'Italia, Podestà di Milano
Franco Brezzi, matematico
Tiziana Carraro, mezzosoprano
Maria Luisa Cassanmagnago Cerretti, insegnante, politica italiana
Giovanni Moioli, teologo
Enrico Assi, vescovo di Cremona
Lorenzo Maria Balconi, vescovo, missionario e scrittore
Adriano Bernareggi (di Oreno), arcivescovo di Bergamo
Roberto Rampi, deputato della Repubblica, politico e filosofo, già vicesindaco e consigliere comunale
Vittoria Belvedere, attrice italiana
Michael Girasole, calciatore
Emis Killa, rapper italiano
Corrado Colombo, calciatore
Matteo Morandi, ginnasta italiano vincitore della medaglia di bronzo nella specialità degli Anelli alle Olimpiadi di Londra 2012
Thomas Beretta, giocatore professionista di pallavolo, attualmente gioca in serie A1 a Modena: ha partecipato nel 2013 alla WORLD LEAGUE con la nazionale maggiore (terzi classificati) ed è stato confermato da Berruto (ct nazionale) per i Campionati Europei dello stesso anno
Stefanardo da Vimercate, domenicano, nato a Vimercate, morto a Milano nel 1297, scrittore, priore per alcuni anni del convento di S. Eustorgio a Milano, poi insegnante di teologia a Milano (1296-97)



LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/05/una-vasta-zona-della-lombardia-la.html




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