giovedì 14 maggio 2015

LA VILLA MIRABELLO DI MONZA



La Villa Mirabello, mirabile esempio di architettura e dimora seicentesca, preesistente alla creazione del Parco, venne costruita verso la metà del XVII secolo dalla famiglia Durini, la quale aveva acquistato il feudo di Monza nel 1648.

Propulsore fu Giuseppe Durini, figlio cadetto di Giacomo, che commissionò la costruzione del-la Villa all'ingegner Gerolamo Quadrio. I lavori iniziarono nel 1656 e terminarono nel 1675.
Si racconta che la Villa sia stata costruita sulle rovine di un antico castello di proprietà dei de Leyva, nobile famiglia d'origine spagnola, da cui nacque Virginia Maria de Leyva, meglio conosciuta come la Monaca di Monza.

Il periodo d'oro di villa Mirabello, tra XVII e XVIII secolo, è legato alla famiglia Durini, ricchi banchieri milanesi: l'edificio fu costruito per volere del conte Giuseppe Durini (1612-1671), che acquistò nel 1652 un terreno a Vedano, chiamato il Mirabello, con annesso un edificio. La villa, tra 1666 e 1675, venne costruita su disegno di Gerolamo Quadrio, uno dei maggiori architetti della seconda metà del Seicento, responsabile della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. La reale conformazione dell'edificio preesistente non è certa; probabilmente situato in corrispondenza dell'attuale corpo centrale, nelle varie trasformazioni vennero inglobati settori importanti di muri vecchi. L'impianto seicentesco di villa Mirabello è molto simile all'attuale, per quanto riguarda il nucleo centrale ad U; l'ampia corte, sulla quale si affaccia il fronte principale, era attraversata da un viale rettilineo d'accesso ed era suddivisa in aiuole, di forma regolare e simmetrica, secondo i canoni del giardino all'italiana. La cappella, a pianta centrale, anch'essa su disegno di Quadrio, fu conclusa nel 1673. Nel 1715 la villa subì danni per un incendio al quale seguì, in breve tempo (1715), un ripristino. Dopo vari passaggi di proprietà per eredità, negli anni tra 1776 e 1788, divenne la residenza preferita del cardinale Angelo Maria Durini (1725-1796). Il cardinale la rese luogo di cultura e di incontri mondani, tanto da commissionare anche la costruzione di un edificio poco distante, villa Mirabellino, per ospitare i suoi illustri invitati. Durante questo arco temporale furono apportate modifiche all'apparato decorativo esterno, al loggiato del primo piano (chiusura) ed allo scalone monumentale. Quest'ultimo conservò l'aspetto originario, ma subì modifiche ai portali degli ingressi con timpani curvilinei e cornici di pietra. Il cardinale intervenne, inoltre, nella cappella, dove fece costruire una nuova tribuna e modificò l'apparato decorativo, togliendo le statue dei quattro evangelisti e chiudendo le nicchie entro cui erano contenute. Fece anche costruire i balconcini in testa alle ali della villa, con motivi analoghi a quelli dell balcone centrale, e due torrette, laterali al fronte principale, usate una come belvedere, l'altra come campanile a servizio della cappella.
Dal 1793 la villa non fu più abitata se non saltuariamente; nel 1806 divenne proprietà del Real Governo, come possedimento all'interno del parco di Monza, recentemente costruito per volontà del vicerè Eugenio di Beauharnais. In questo periodo, oltre alle funzioni di rappresentanza, in villa si ebbero usi agricoli e spazi per l'amministrazione del territorio. Il corpo centrale subì un lento decadimento, mentre si ampliarono le parti rustiche. L'edificio divenne in seguito proprietà dei Savoia, fu ben tenuta fino all'attentato ad Umberto I (1900). Ceduta (1919) al Demanio che la destinò all'Opera Nazionale Combattenti, l'edificio venne sottoposto, da allora in poi, a numerosi cambi di destinazione e passaggi di proprietà. Nel 1920, in particolare, fu data in gestione alla SIRE, Società per l'Incoraggiamento delle Razze Equine. Hanno continuato intanto a mutare d'aspetto le corti rustiche: nel 1962-63 furono costruiti due corpi di fabbrica a sud, uno a forma di I e l'altro a forma di L. Nel 1925 il prato, che congiungeva le ville Mirabello e Mirabellino venne trasformato in ippodromo, con conseguente stravolgimento della zona e con soppressione del cannocchiale, formato da un viale di carpini, tra i due edifici. Quando, nel 1935, divennero proprietari i Comuni di Monza e Milano, il Mirabello fu deputato a sede degli uffici amministrativi del Parco; solo recentemente vi vennero insediate attività culturali; dal 1987 un'ala della villa ospita infatti il CREDA (Centro Ricerche e Documentazione ambientale), dal 1993 la Biblioteca del Parco.

Nonostante l'incuria e i numerosi cambi d'uso che hanno comportato ampi rimaneggiamenti internamente rimangono ambienti di grandissimo pregio con ambienti stuccati e affrescati a motivi architettonici ed episodi mitologici, soffitti a volta generalmente a padiglione in muratura, oppure finte volte in incannicciato o solai lignei a cassettone. Le pareti sono in muratura, le pavimentazioni in parte cambiate in parte ancora originali, in medoni di cotto. La copertura è a falda con struttura a capriate e manto in coppi. Le corti rustiche hanno: pianta a U quella nord, e pianta ad L quella sud con muri perimetrali in laterizio e solai in legno. Il centro ippico Santa Maria è caratterizzato da uno schema planimetrico ad L con muri in laterizio e copertura a quattro falde in coppi. Il monza polo club è costituito da due corpi che formano una T, con muri perimetrali in laterizio.

La villa si trova all'interno del Parco di Monza, sul ciglio discendente verso la valle del fiume Lambro, in posizione dominante rispetto ai boschi sottostanti. L'edificio è collegato alla vicina villa Mirabellino tramite uno scenografico viale alberato, recentemente ricostituito, e si presenta oggi come un insieme di fabbricati racchiusi entro una cinta muraria. Il blocco più antico e nobile è quello centrale, sviluppato sull'asse est-ovest con conformazione ad U, ove le ali separano la corte nobile dai cortili di servizio laterali, a nord e a sud.
Il fronte principale della villa, verso la corte d'onore, è messo in evidenza nella sua parte centrale da un un portico su colonne a tre fornici e dal sovrastante balcone, coronato da un timpano triangolare. Due volumi laterali più bassi, leggermente sporgenti verso la corte, connettono il corpo descritto alle ali laterali, più semplici dal punto di vista decorativo, interrotte al centro da passaggi coperti a volta che consentono l'accesso ad una cappella, nell'ala nord, e alle scuderie, in quella opposta; conducono pertanto alle corti rustiche. La cappella risulta completamente inglobata nella struttura della villa, segnalata all'esterno solo dal portale in pietra; all'interno lo spazio ha struttura ottagonale con volta ellittica. Ai lati del corpo centrale si innalzano due torrette, una adibita a campanile della chiesa, l'altra usata come belvedere. Anche la distribuzione interna di villa Mirabello risponde a criteri di assialità, gli ambienti si dispongono simmetricamente sull'asse ovest-est; risultano in infilata allineati il portico d'ingresso e il salone centrale a doppia altezza, che si affaccia sul giardino posteriore verso il Lambro. Al lato del portico d'ingresso uno scalone d'onore, con balaustra in arenaria finemente lavorata, conduce all'ammezzato e al primo piano nobile. Nonostante l'incuria e i numerosi cambi d'uso dell'edificio, che hanno comportato ampi rimaneggiamenti, internamente rimangono ambienti di grandissimo pregio, stuccati e affrescati con motivi architettonici ed episodi mitologici, con soffitti a volta, generalmente a padiglione, in muratura, oppure con finte volte in incannicciato, o ancora solai lignei a cassettone, decorati con rosette dipinte e borchiette dorate.
Attorno al nucleo più antico, si sono aggiunti altri corpi di fabbrica, diversamente databili: superato il passaggio, nell'ala nord si incontra dapprima il "cortile degli stalloni", poi un secondo cortile a portici, di forma rettangolare, con un piccolo galoppatoio. Anche a sud si trovano spazi analoghi: dopo la corte rustica, vi sono tre edifici in cui ha sede la Monza Polo Club. Verso est è situato il giardino della villa, cintato da mura.




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