lunedì 4 maggio 2015

LE CITTA' DEL LAGO DI LUGANO : PORLEZZA




Sull'estremo golfo orientale del lago di Lugano, il paese è circondato da verdi montagne meta di varie escursioni e passeggiate. Oltre al centro principale compongono il comune di Porlezza le frazioni di Tavordo, Begna, Agria e Cima.

Il paese, importante centro turistico e commerciale, è situato in territorio italiano all'estremità nord-orientale del Lago di Lugano (Ceresio).Vi si può arrivare sia attraverso la Svizzera, costeggiando il Ceresio, sia restando in territorio italiano, percorrendo la statale Regina fino ad Argegno per poi attraversare la Val D'Intelvi, oppure fino a Menaggio da dove parte la deviazione per Porlezza.

La località è molto frequentata soprattutto nel periodo estivo, poiché oltre ad essere un centro balneare ricco di attrezzature turistiche, offre la possibilità di compiere diverse escursioni sui monti circostanti.

Di notevole interesse storico è la frazione Cima, che ha mantenuto una tipica struttura medievale con resti di antiche mura e fortificazioni.
A pochi chilometri dal paese, in direzione di Menaggio si possono visitare il Lago del Piano e l'Orrido di Corrido e in direzione della Val d'Intelvi le grotte di Rescia, ricche di suggestive stalattiti e stalagmiti, e l'Orrido di Osteno.

I primi abitanti queste zone furono i Gauni, i quali battezzarono le rive del lago denominandole Gaune sponde. Porlezza, nell'antichità, è indicata con Porletia, spesso Prolectia e Proletia, in diversi scritti anche col nome di Porlexe e Portolexe; si trova anche Portus Laetitiae, toponimo che indicava l'antico porto.

Nel X secolo Porlezza, fino ad allora feudo dei marchesi Corradidi di Lecco, Attonidi, passò sotto il controllo dell'Arcivescovo di Milano. Durante la guerra tra Milano e Como (1117-1127), Porlezza fu una piazzaforte milanese e, dopo la sconfitta della città lariana, rimase parte del contado di Milano. (Stessa sorte ebbero, dal XIII secolo, anche il Varesotto ed il Lecchese). Tale compartimentazione amministrativa sopravvisse per secoli, fino alle riforme illuministe dell'imperatore Giuseppe II; nel 1786 il comune del Ceresio fu incluso nella provincia di Como. Il fratello dell'imperatore, Leopoldo II, annullò l'atto di trasferimento nel 1791, ma i rivoluzionari giacobini lo riproposeo nel 1798, salvo poi revocarlo nuovamente l'anno dopo.

Fu solo il 13 maggio 1801 che il governo della Repubblica Italiana deliberò la definitiva annessione di Porlezza alla provincia comasca. Dal punto di vista religioso, tuttavia, Porlezza rimase - e così è tuttora - sotto la Diocesi di Milano. Alla caduta di Napoleone, il Congresso di Vienna sancì nel 1814 la nascita del Regno Lombardo-Veneto, concepito dal Metternich; Porlezza venne designato come capoluogo del distretto VI della provincia di Como, istituita l'anno successivo. Nel 1859, in seguito alla seconda guerra d'indipendenza, la Pace di Zurigo dispose l'annessione della Lombardia (esclusa Mantova e gran parte della sua provincia) al Regno di Sardegna.

Nel 1928, allorché il regime fascista decise di sopprimere numerose entità comunali, furono annesse le due frazioni di Cima e Tavordo. Tavordo costituiva un antico comune del Milanese e, dal 1801, del Comasco, analogamente a quanto accadde a Porlezza; nel 1807 il comune di Tavordo fu una prima volta unito a Porlezza a seguito di un regio decreto napoleonico e, in seguito, venne ripristinato dal ritorno degli Austriaci. Cima venne invece slegata dall'appena soppresso comune di Cressogno, il quale confluì nel neonato comune della Valsolda, istituito con la volontà di restaurare l'antica unità della valle omonima.

Il 1º dicembre 2013 un referendum consultivo sulla fusione tra i comuni di Porlezza, Valsolda, Claino con Osteno, Corrido e Val Rezzo ha ottenuto un esito negativo.

La chiesa prepositurale di San Vittore il Moro: all'interno, nel presbiterio presenta affreschi di Giulio Quaglio di Laino con Episodi della vita del Santo e un altare barocco, stucchi del Settecento, arredi, dipinti e sculture lignee. Il campanile possiede un concerto di cinque campane in tonalità di Si2 fuse nel 1938 dalla Fonderia Carlo Ottolina di Seregno.
La chiesetta romanica di San Michele del secolo XII, conserva l´affresco dell'Ultima Cena del 1347.
Il santuario di Nostra Signora della Caravina, a Cressogno, edificato nel 1663: l'interno è decorato da affreschi del sec. XVII.
Il tempietto di San Carlo Borromeo fu eretto su progetto di Pellegrino Tibaldi da Puria.
L'oratorio di San Maurizio martire è esempio di architettura romanica comacina dei secoli XI e XII, coperto da una frana nel secolo XIV) fino al 1966, è stato riportato alla luce e restaurato.

Celebri artisti di Porlezza furono alcuni membri della famiglia Della Porta, che tra il XVI e il XVII secolo eccelsero nella scultura, nella pittura e nell'architettura.

Porlezza è inoltre spesso citata nel romanzo Piccolo mondo antico di Antonio Fogazzaro; in particolare a Porlezza risiedeva l'Imperial Regio Commissario dell'omonimo distretto.

Persone legate a Porlezza:
Livia Bianchi, partigiana, medaglia d'oro al valor militare
Giovanni da Porlezza (XVI secolo), architetto e scultore presso cui lavorò il giovane Andrea Palladio
Antonio Della Porta detto Tamagnino, scultore
Giacomo Della Porta (Porlezza, 1532 – Roma, 1602), architetto e scultore, autore della cupola di San Pietro per papa Sisto V
Giovanni Giacomo Della Porta, architetto e scultore
Guglielmo Della Porta, scultore
Francesco Muttoni (Cima di Porlezza, 1667 – Vicenza, 1747), architetto
Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio








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