mercoledì 8 aprile 2015

ANGELO ANELLI

.


Angelo Anelli è stato un librettista e scrittore italiano.
Il 1° novembre del 1761, a Desenzano nacque Angelo Antonio Anelli, che ancora oggi è tra i più illustri, se non il più illustre cittadino desenzanese. Alberto era il padre e Cattarina Bertoni la madre. Lo battezzò l’arciprete don Vincenzo Gamba e padrino fu il nobile Teodosio Arighi.

Angelo senza dubbio era nato sotto una buona stella e ben presto mise in mostra il suo precoce ingegno, per cui fu mandato all’età di dieci anni a studiare nel seminario di Verona, dove gli insegnanti si prodigarono in giudizi più che lusinghieri.

Compi i primi studi nel seminario di Verona, dedicandosi soprattutto alla letteratura e alla poesia; recatosi nel 1793 a Padova, nel 1795 vi conseguì la laurea in utroque iure.Datosi alla politica, aderì alla Cisalpina; sopravvenuta la reazione austro-russa, finì in prigione per due volte. Il sentimento italiano, che in mezzo a queste vicissitudini lo ispirava, è attestato da un sonetto (La calamità d'Italia),scritto nel 1789 e attribuito per lungo tempo al Foscolo. Tornato poi all'insegnamento - era stato non ancora ventenne professore di lettere a Desenzano -, ottenne nel 1802 la cattedra di eloquenza forense a Milano, il che gli attirò l'odio del Foscolo, che vi aspirava. Nel 1809 partecipò a un concorso melodrammatico bandito dalla direzione generale dell'Istruzione pubblica del Regno italico; i giudici, tra i quali era il Monti, non assegnarono il premio ad alcuno adducendo poco fondati motivi, e l'A. si vendicò facendo rappresentare, in un teatro milanese, durante il carnevale del 1815, un suo libretto satirico Dalla beffa al disinganno (musica di G. Pacini), che colpiva il Monti. L'enorme successo di pubblico spinse le autorità a proibire la rappresentazione, e l'A., sempre con musica di Pacini, fece rappresentare altre due opere satiriche, Il matrimonio per procura e Il carnevale di Milano,sullo stesso argomento. In realtà, il difetto dell'A. era proprio quello di rifarsi sempre a immediati motivi di cronaca, usando inoltre uno stile sciatto e volgare: egli stesso, che affermava di comporre per guadagno, non disdegnava di apparire in scena in situazioni volgarissime; aveva però un senso molto spiccato del gioco scenico e un brio costantemente acceso dall'arguzia. Poeta quasi fisso del teatro della Scala dal 1799 al 1817, l'A. fornì a molti grandi musicisti libretti che costituivano un concreto tentativo di uscire dai canoni dell'opera buffa consacrati da Paisiello e da Cimarosa; la sua Italiana in Algeri (musicata da G. Mosca nel 1808 e nel 1813 da Rossini) alternava ad una azione genuinamente comica accenti patriottici. L'A. compose oltre quaranta libretti, tra i quali sono da ricordare La Griselda (musicata da N. Piccinni nel 1793 e da F. Paër nel 1797) e Ser Marcantonio (musicato da S. Pavesi nel 1810), sulla cui traccia M. Accursi compose poi (1843) il Don Pasquale per Doninzetti. L'A. fu anche autore di molte opere letterarie - poesie, tragedie, traduzioni, poemi in ottava rima - tra le quali meritano un cenno le sette Cronache di Pindo (Milano 1811-1818), più un'ottava lasciata manoscritta, che, ricalcate sui Ragguagli di Parnaso di T. Boccalini, colpivano, con una violenta e qua e là gustosa satira in versi, letterati e movimenti letterari dell'epoca. A farne le spese erano soprattutto i romantici, che l'A., tradizionalista, colpiva senza ritegno, mettendo in burletta le loro "innovazioni": Monti, Foscolo (che nell'Ipercalisse raffigurò l'A. come l'istrione Fliria), Cesarotti, Giordani, Klopstock, Schiller, Berchet per le sue traduzioni del Bürger piene di suoni onomatopeici, e altri poeti e letterati non furono risparmiati da quelle rime che il Giordani definì "scipite e barbare".

All’età di 18 anni pubblicò un ampio studio teologico sugli attributi di Dio, in lingua latina. E sempre in latino l’anno successivo diede alle stampe una raccolta di odi ed elegie. Tutto ciò colpì gli amministratori del Comune di Desenzano (e già questo lo potremmo registrare come un primo miracolo) che aprirono una scuola pubblica, comunale, di grado medio, affidando ad Anelli l’insegnamento dell’italiano e del latino. Era il 1782. La scuola durò solo due anni e poi fu soppressa, ma in quei due anni Anelli dimostrò di essere un bravo insegnante.

Verso il 1792 Anelli si trasferì a Venezia, dove si impegnò soprattutto nel mondo del teatro. Compose almeno sei libretti d’opera che furono musicati e rappresentati con successo. Compose anche una lunga novella in ottave, per non trascurare l’altra sua passione, quella per la poesia. I guadagni così ottenuti gli consentirono di pagarsi gli studi presso l’Università di Padova, dove si laureò, in giurisprudenza, l’11 gennaio 1796.

Si era così giunti agli anni della presenza francese in Italia, anni di grandi cambiamenti in politica, ma anche di fecondi stimoli nella vita culturale. Anelli fu molto impegnato e la sua esperienza politica lo portò da una parte a bollare l’opportunismo dei furbi e degli egoisti, dall’altra ad affermare l’amor di patria e, tra l’ altro, l’idea che gli interessi comuni sono preponderanti sugli interessi privati. Alla fine i disinganni della vita pubblica finirono per disgustarlo e lo indussero ad un ritorno alla scuola e all’insegnamento.

Chiese una cattedra e nel settembre del 1802 fu nominato professore di storia e letteratura italiana presso il Liceo di Brescia, dove rimase fino al 1809, quando lasciò il suo posto al poeta Cesare Arici. Periodo felice e tranquillo quello bresciano; seppe conquistarsi le simpatie della città e contribuì al rilancio dell’Ateneo di Brescia.

Anelli si trasferì poi a Milano, per una buona ragione. Nel capoluogo lombardo lo attendeva infatti una cattedra assai prestigiosa, appena istituita da Napoleone e destinata all’insegnamento dell’eloquenza pratica forense. Era una specie di scuola di perfezionamento, aperta a quei giovani che, dopo aver completato gli studi giuridici, volevano acquisire conoscenze pratiche sulla trattazione delle cause. Gli aspiranti a tale cattedra erano tre, oltre ad Anelli, e tutti agguerriti e prestigiosi, in quanto titolari delle cattedre di eloquenza, soppresse da Napoleone, nelle Università di Padova, Bologna e Pavia. Il più famoso dei tre era Ugo Foscolo, sul quale Anelli riportò una vittoria tanto inattesa quanto schiacciante (e questo fu il terzo miracolo).

Anelli si inserì bene nella Milano napoleonica: entrò presto in amicizia con ministri e letterati. Vasta fu la sua produzione di scrittore. Compose più di trenta libretti per opere liriche. Uno di essi, l’Italiana in Algeri, musicato da Gioachino Rossini, fu un grande successo. A Milano Stendhal fu uno degli ammiratori di Anelli, perché nei testi teatrali del desenzanese c’è attenzione alla quotidianità, c’è l’analisi e la riflessione sui mali della vita e sui difetti degli uomini. Inoltre, mentre tutti gli scrittori del tempo erano degli imitatori, Anelli, anche da semplice librettista, era originale e divertiva il pubblico che andava a teatro. A Milano compose la sua maggiore opera poetica, Le Cronache di Pindo, che sono una specie di storia della letteratura italiana in versi. L’autore le definisce scherzi poetici che hanno per tema un qualche fatto o capriccio intorno alla Italiana letteratura.

Con il ritorno degli Austriaci, dopo il tramonto di Napoleone, la fortuna per Anelli voltò pagina. La sua cattedra milanese fu soppressa e gli fu offerto l’incarico di supplente alla cattedra di eloquenza legale e procedura giudiziaria presso l’Università di Pavia. Accettò e si trasferì nella città sul Ticino, ma gli anni pavesi furono difficili e amari e le difficoltà finirono per minare la sua salute. Morì il 3 aprile del 1820.


LEGGI ANCHE : http://asiamicky.blogspot.it/2015/04/le-citta-del-garda-desenzano-del-garda.html




FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.
 GUARDA ANCHE


LA NOSTRA APP



http://mundimago.org/le_imago.html



Nessun commento:

Posta un commento


Eseguiamo Siti e Blog a prezzi modici visita: www.cipiri.com

Post più popolari

Elenco blog AMICI