lunedì 1 giugno 2015

IN GIRO PER CASTEL GOFFREDO

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Il territorio di Castel Goffredo appartiene alla zona subcollinare posta ai piedi delle alture che delimitano il lago di Garda verso la pianura padana.

Caratteristica della zona è la presenza di fontanili e di risorse idriche sotterranee, probabilmente alimentate anche per effetto dell'infiltrazione delle acque del Garda attraverso i rilievi morenici.

Numerosi sono i corsi d'acqua e torrenti, alcuni di rilevante valore naturalistico-ambientale, percorrono il territorio comunale.

Interessante per il microambiente naturale è la zona che si trova nelle frazioni Profondi e Perosso, a nord del capoluogo, dove la ricca vegetazione permette la vita di gamberi di fiume e la sopravvivenza di numerosi uccelli acquatici.

Il territorio della provincia di Mantova ha avuto origine dalle vicende intervenute durante l'era quaternaria.
L'assetto geologico della zona è caratterizzato dalla "media pianura idromorfa" e dalla "bassa pianura sabbiosa", presenti nella provincia nella stretta fascia del nucleo urbano di Castel Goffredo. Nella "media pianura idromorfa" i sedimenti diventano prevalentemente sabbiosi, talvolta con lenti di ghiaie e si verifica l'emergenza dei fontanili, mentre il territorio della "bassa pianura sabbiosa" è solcato in senso nord-sud da un fitto reticolo di incisioni, talora occupate da piccoli corsi d’acqua o canali, formatisi per organizzazione delle acque sparse dei fontanili.

Testimonianza dei trascorsi storici, è la scenografica Piazza Mazzini. In questo equilibrato rettangolo, sono rappresentati architettonicamente i "poteri" che ebbero tanta parte sul governo della città: a nord Palazzo Gonzaga-Acerbi, residenza e corte del Signore, ad est la Prepositurale di S. Erasmo, sede del Prevosto, ad ovest il Palazzo Municipale, casa della " Magnifica Comunità di Castel Goffredo" ed, infine, a sud i Portici,cui si affacciano da sempre le botteghe dei commercianti, rappresentanti il potere economico. Molte sono le cose di interesse artistico sparse nel centro storico e che il visitatore attento può scoprire: da segnalare la bella Annunciazione in cotto quattrocentesca posta nel passaggio B.A.M. tra via Roma e via Moratti. A pochi passi sorge la Chiesa dei Disciplini costruita nel 1587 con bel campanile seicentesco.
La Piazza Gonzaga con piazza Castelvecchio è la più antica della città. Si apre sul fianco destro del Palazzo Municipale ed è chiusa a sud dalla torre civica. La piazza faceva parte del primo nucleo abitato, Castelvecchio, e su di essa si sono affacciati, nel corso dei secoli, il castello di Castel Goffredo e la chiesa di Santa Maria del Consorzio, oggi scomparsi.

Castelvecchio è la parte più antica di Castel Goffredo, di origine medievale e costituiva il primo nucleo abitato. Comprende piazza Gonzaga, piazzetta Castelvecchio, adibita a spettacolo all'aperto e concerti, e i caratteristici vicoli stretti: vicolo Pozzo, vicolo Carlo V, vicolo Teodoro da Castel Goffredo, via Manzoni (antica contrada Cavallara), vicolo Cannone e vicolo Remoto.

Il Monumento ai caduti è gruppo scultoreo in marmo bianco posto nei giardini pubblici di piazzale della Vittoria. Fu realizzato nel 1925 dallo scultore Timo Bortolotti - artista che si esprimeva con forme che si ispiravano a un ritorno all'antico e all'idea del classico ed inaugurato il 10 maggio 1925 dal deputato mantovano Gino Maffei (1890-1938). La costruzione è posta al di sopra di tre gradini e costituita da una figura femminile racchiusa tra due colonne di stile ionico sormontate da fregio e architrave su cui spicca la citazione latina Per aspera ad astra. Alla base del monumento sono poste le lapidi a ricordo dei caduti delle due guerre.
Il Monumento a don Aldo Moratti è una scultura in bronzo del 1986, opera di Luciano Scalzotto, posta nella centrale via Mantova, raffigurante il sacerdote che conduce a mano una bicicletta e un ragazzo che tende la mano verso don Aldo.
Il Monumento a Giovanni Acerbi raffigurante il busto del patriota è collocato su un basamento di marmo bianco all'interno dei giardini pubblici di piazzale Marconi. Realizzato nel 1999 su disegno dello scultore-pittore Vindizio Nodari Pesenti.

Monumento alla Croce: Crocifissione in legno d'ulivo posta in prossimità del centro storico, in via Cesare Battisti. L'originale, in legno policromo del XV secolo, è collocato all'interno della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo. Il monumento è stato inaugurato l'8 dicembre 1940.
La Pigna si tratta di un segnacolo funebre romano collocato su una colonna di marmo bianco, posto nei giardini pubblici di piazzale della Vittoria, chiamato La Pigna per la sua forma. In origine la colonna si trovava al quadrivio "Colonna" tra via Garibaldi, via Botturi e via Acerbi e sorreggeva il Leone di san Marco, simbolo della dominazione veneta su Castel Goffredo. Rimase in questo luogo sino al 1827.
L'Annunciazione è un bassorilievo in cotto del XV secolo, collocato nel passaggio tra Via Roma e Via don Aldo Moratti.

L'Oratorio di San Michele Arcangelo è situato alla periferia sud della città in via per Casaloldo nella frazione Zecchini, fu edificato nel 1719 in stile neoclassico. All'interno è presente un altare in legno finemente lavorato, opera del 1721 di Giovanni Battista Barilli.
L'Oratorio di Sant'Anna fu edificato nel 1727 in stile neoclassico in frazione Sant'Anna. Al suo interno è presente una pala d'altare del pittore mantovano Giuseppe Bazzani, L'educazione della Vergine, del 1750 circa.
L'Oratorio di San Vito è del XVI secolo è appartenuto, sino alla metà del XVI secolo, alla parrocchia di Castel Goffredo per poi passare a quella di Casaloldo.
Il Convento dell'Annunciata, appartenuto anticamente al territorio di Castel Goffredo, sorge nel comune di Medole. Ebbe origine da una donazione fatta da Guglielmo Luchino (o Venturella Lucchini) di Castel Goffredo di un oratorio privato con casa ed orto contigui (esistenti già nel 1445), assegnata agli Eremitani di Sant'Agostino con breve di Papa Callisto III del 1455. Il complesso, in stile gotico, è costituito da tre fabbricati disposti attorno al giardino, comprendenti quattro sale a volto, il chiostro, un rustico e la piccola chiesa.

La zona circostante Castel Goffredo, corrispondente alla rispettive frazioni, è stata interessata dalla costruzione di oratori campestri e chiesette sparse nella campagna fin dal XVI secolo.

Numerose sono anche le edicole sacre sparse sul territorio comunale che costituiscono un vero e proprio luogo di culto, vantano antiche tradizioni e sono il segno di una religiosità assai diffusa.

I giardini pubblici sono collocati quasi nel cuore del centro cittadino e occupano l'area antistante la seconda cerchia delle mura, ora demolite, corrispondenti a piazzale della Vittoria e piazzale Marconi. Ospitano al loro interno diversi monumenti commemorativi.
Il parco La Fontanella ex colonia estiva elioterapica inaugurata nel 1930, ora trasformata in parco pubblico e sede di spettacoli all'aperto. È dotata di sala convegni per manifestazioni pubbliche e si trova in piazzale Martiri della Liberazione.
Lungo Tartaro è un percorso ciclopedonale che permette di passeggiare nei pressi del torrente Tartaro, tra via Monteverdi e via Ubertini, a contatto con la vegetazione fluviale e la fauna costituita da anatre, oche selvatiche e gallinelle.
La tenuta Sant'Apollonio è un parco giardino situato alla periferia ovest di Castel Goffredo, a circa 3 km dal centro, in via Casalpoglio. Sorto nel 1973 e gestito da una ONLUS locale, consta di un'area di 70.000 m² comprendente aree fiorite, specie arboree della pianura padana e un grande giardino di piante officinali.Comprende anche un bosco con alberi di alto fusto e laghetti dove vivono aironi, germani, garzette e pesci.
Il censimento degli alberi monumentali effettuato dalla Provincia di Mantova nel 2005 ha riconosciuto la presenza nel territorio di Castel Goffredo di 5 piante: una magnolia in frazione Bocchere, un pioppo bianco in località Pellizzario, un pioppo nero, un gelso bianco e un olmo campestre, tutti in frazione Casalpoglio.

Lasciata l'atmosfera di antico borgo, tutt'intorno la campagna si propone con paesaggi lineari interrotti da architetture rurali cariche di storia, come Villa Beffa, del 1550, o la bellissima corte di Gamberedolo, di poco più giovane, luogo vacanza dei Signori Gonzaga, che l'attrezzarono con torre, cappella, e ampi spazi rustici.
Ma in zona i borghi e i paeselli non si contano; recano testimonianza di un Settecento prolifico, che ha assegnato a ciascuna località una chiesa, una parrocchiale, come a Perosso, Bocchere, Poiano, Selvole, Berenzi, Zecchini, Sant'Anna e Casalpoglio.


Il dialetto locale è il dialetto alto mantovano, ma, essendo la località posta nell'alto mantovano al confine con la provincia di Brescia, si parla un dialetto fortemente contaminato dal vernacolo bresciano.

Già nel XIII secolo a Castel Goffredo era presente una casa degli Umiliati, congregazione religiosa dedita alla preghiera e alla lavorazione della lana. Risale al 1288 la presenza in città della "Congregazione di Santa Maria di Castel Goffredo" (o "Congregazione della Misericordia"), sul modello della Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo, movimento dedito alla preghiera e alla carità, che aveva la sua sede nella chiesa di Santa Maria del Consorzio.

È del 1468 il primo documento che attesta la presenza in città di una comunità ebraica.

Nel 1543 in alcune località nello Stato gonzaghesco (Castel Goffredo, Gonzaga e Viadana) si manifestarono le prime teorie luterane, che misero preoccupazione nel cardinale Ercole Gonzaga, vescovo di Mantova.

Nel 1568, per volere del marchese Alfonso Gonzaga, si insediò a Castel Goffredo la famiglia Norsa di Mantova che istituì il banco dei pegni. Fu creata anche la sinagoga, andata perduta, che era collocata nell'attuale vicolo Remoto.

Sono presenti attualmente due parrocchie appartenenti alla diocesi di Mantova: la parrocchia di Sant'Erasmo nel centro storico e la parrocchia di San Lorenzo in frazione Casalpoglio, che sino al seconda metà del Settecento appartenevano alla diocesi di Brescia, per passare poi alla diocesi di Mantova, vicariato San Carlo Borromeo.
Del territorio castellano faceva parte anche la parrocchia autonoma di Santa Margherita in frazione Bocchere, che dal 1986 è stata estinta e accorpata alla parrocchia di San Martino Gusnago.
Il 1º gennaio 1725 il consiglio comunale di Castel Goffredo dichiarò san Luca patrono della città.
La religione maggiormente praticata nel comune è, come per l'Italia, quella cattolica; gli stranieri invece sono in prevalenza induisti, sikh e musulmani. In città esistono anche alcune famiglie di testimoni di Geova.

Storico carnevale, tra i più antichi d'Italia, risalente al 1872 che ha la sua maschera caratteristica in Re Gnocco, monarca dai pieni poteri. Ogni quattro anni, nel giorno della sua incoronazione, il venerdì gnoccolaro, pronuncia il discorso della corona e ai suoi sudditi affamati vengono distribuiti gratuitamente gli gnocchi. Quindi dà il via ai festeggiamenti, con sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati nella rinascimentale piazza Mazzini.
La fiera di San Giuseppe (19 marzo) è caratterizzata dalle esposizioni agricolo-floreali.
Per la festa di Sant'Erasmo e della città (2 giugno) si organizzano concerti, visite alla città ed esposizioni. Viene anche assegnato dal Comune l'Erasmo d'oro al cittadino che ha maggiormente illustrato la città nel campo della cultura.
La festa del Tortello amaro di Castel Goffredo (terza settimana di giugno) si svolge annualmente nel Parco La Fontanella in onore del piatto tipico locale, il Tortello Amaro di Castel Goffredo, durante la quale è possibile gustare questa specialità.
La fiera di San Luca (18 ottobre) è antica ed è istituita, assieme al mercato del giovedì, con decreto del 1º luglio 1457 da Alessandro Gonzaga, figlio di Gianfrancesco Gonzaga I marchese di Mantova. Si svolge nel centro storico della città ed è caratterizzata dalla presenza di numerose bancarelle e un ampio luna park allestito per l'occasione.
La prima domenica del mese si tiene un mercato specializzato di libri nuovi e vecchi, usati, riviste e dischi in vinile. Si tiene sotto i portici di piazza Mazzini e di via Italia.
Il mercato ambulante del centro storico è una delle tradizioni popolari più antiche e significative della città, essendo stato istituito con decreto del 1º luglio 1457 dal marchese Alessandro Gonzaga. Al giovedì si svolge in parte del centro storico e in piazzale Martiri della Liberazione.

È presente l'Istituto Scientifico di Riabilitazione di Castel Goffredo, aperto nel 1990, ospedale di rilievo nazionale ad alta specializzazione per quanto attiene alla Medicina riabilitativa.
L'unico museo della città è rappresentato dalla cappella del Tesoro della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo in piazza Mazzini, nel quale sono esposte alcune delle opere d'arte più preziose legate alla storia della chiesa, che racconta attraverso sculture, manoscritti, argenti e reliquiari l'evoluzione della fede e dell'arte dal Quattrocento al Settecentesca.

La cappella del Tesoro fa parte di un progetto più ampio in via di allestimento la cui apertura è prevista per il 2016, il MAST (Museo Archivio Storia), che sarà costituito da: Museo Corsini-Tosani, museo della città e del territorio dell'alto mantovano, in cui saranno conservate opere d'arte che appartengono alla storia di Castel Goffredo; Archivio storico parrocchiale, ricco di documenti antichi risalenti al Trecento; Antica libreria del clero di Castel Goffredo, costituita da oltre mille volumi, alcuni rarissimi, di filosofia, storia, diritto e teologia risalenti al Quattrocento; Biblioteca di storia dell'arte e di storia locale, composta al momento di ottocento volumi, con specializzazione nella scultura lignea.

A Castel Goffredo, in frazione Zecchini, tra il Seicento ed il Settecento operarono numerosi falegnami ed ebanisti che prestarono la loro opera a favore del comune e delle chiese locali. A testimonianza della loro arte sono rimasti numerosi manufatti di pregio (confessionali, armadi, banconi, ancone e inginocchiatoi) collocati prevalentemente all'interno della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo. I più illustri furono: Adriano Tosani, Pompeo e Costanzo Redini, Antonio e Massimo Ferrari, Pietro Zecchini.

Nella prima metà del Novecento l'alto mantovano ed in particolare Castel Goffredo e Castiglione delle Stiviere sono stati i luoghi prediletti di ritrovo e di frequentazione artistica dei pittori mantovani facenti parte del movimento artistico chiamato "Chiarismo lombardo", lasciando una traccia importante della zona nei loro dipinti. Avevano eletto come maestro il professore castiglionese Oreste Marini e facevano parte del gruppo, tra gli altri, i pittori Maddalena (Nene) Nodari, nata a Castel Goffredo, Umberto Lilloni e Angelo Del Bon..

D'altra parte Castel Goffredo è anzitutto un centro industriale, specializzato nel settore della calzetteria femminile. Da qui, una miriade di moderne aziende piccole e medie e grandissime, esportano in tutto il mondo questi accessori d'abbigliamento molto apprezzati per la loro eleganza. E la storia di questa affermazione comincia probabilmente dal vecchio calzificio Noemi, sorto in paese ai primi del secolo come piccolo laboratorio artigianale e divenuto in breve una vera e propria scuola per giovani capitani d'industria, che dal 1960 in poi costruiscono alla periferia del paese e nei comuni limitrofi decine di piccole fabbriche.
Tanto che oggi Castel Goffredo è considerata a ragione la "CAPITALE DELLA CALZA", ed è sede del distretto industriale cui fanno capo 12 comuni della zona: Castel Goffredo (sede), Castiglione delle Stiviere, Asola, Casalmoro, Casaloldo, Casalromano, Cavriana, Ceresara, Gazoldo degli Ippoliti, Guidizzolo, Medole, Piubega, Rodigo, Redondesco e Solferino situati nella provincia di Mantova, mentre Acquafredda e Carpenedolo nella provincia di Brescia.

La cucina castellana è tipica dell'arte culinaria mantovana, profondamente legata ad antiche tradizioni contadine e al forte legame con le zone vicine, soprattutto l'Emilia-Romagna. I piatti caratteristici sono i primi piatti di pasta ripiena, tortelli e agnoli in testa.

Il Tortello Amaro di Castel Goffredo è il piatto tipico locale, risalente ai tempi dei Gonzaga. Questa specialità di pasta ripiena viene cucinata utilizzando l'erba amara (o erba di San Pietro) tipica della zona, infine viene condita con abbondante burro fuso. In onore di questo piatto tipico ogni anno, nella terza settimana di giugno, si tiene la tradizionale festa.
I Tortelli di zucca è il piatto tradizionale per la sera della vigilia di Natale, fatto con la sfoglia d'uovo e farcita da un impasto di zucca bollita, amaretti, mostarda, formaggio grana e noce moscata. Sono conditi con burro fuso e una spolverata di grana grattugiato.
Gli gnocchi di patate vengono preparati con patate lesse, farina, pane secco e conditi con ragù di carne o pomodoro. Piatto tipico del Carnevale di Castel Goffredo, cucinato in onore di Re Gnocco, viene distribuito gratuitamente in piazza l'ultimo venerdì di carnevale.
Beèr en vì è il nome dialettale del Bere in vino, è una minestra in brodo di carne alla quale viene aggiunto il vino rosso.
Il Panàda è un piatto unico di umili origini ma molto sostanzioso preparato con pane raffermo, olio di oliva, formaggio grana, brodo.
Tridarì è il nome dialettale di Pasta trita, è un composto di pasta all'uovo e farina bianca che, fatto seccare, viene tritato e servito in minestra di brodo di carne.
La gallina ripiena viene preparata utilizzando una gallina al cui interno è aggiunto un impasto costituito da pane grattugiato, sale, amaretti dolci, verdure, cipolla, carne tritata, mortadella. Viene lessata in acqua e servita calda.
Il salame cotto è un piatto insaccato di carne suina a grana medio-fine e sottoposto a cottura in acqua bollente.
Il luccio in bianco è un piatto a base di pesce d'acqua dolce dei torrenti locali lessato in acqua e pulito dalle lische. Si può gustare anche con una salsa composta da capperi, prezzemolo, acciughe sotto sale, aglio e cipolla.
La polenta all'erba amara è preparata con farina di mais, burro, erba di San Pietro e grana grattugiato.
La frittata  a base di uova e formaggio, viene aromatizzata con erba amara, germogli di luppolo, pesciolini di acqua dolce (in dialetto bòs) o con le rane.
Il Chisoel è una focaccia preparata con farina, zucchero, burro, mandorle dolci, pinoli, uovo, scorza di limone e cotta al forno. Si può gustare intingendola nel vino bianco secco.
La Bisulà è una ciambella preparata con di farina bianca, zucchero, burro, uova, latte, aromi e lievito.
Sügol è il nome dialettale di Budino di mosto d'uva, preparato durante la vendemmia con mosto di uva rossa e farina.
La polenta dolce fritta viene preparata con farina di cereali, acqua e sale. Viene fritta nell'olio e spolverata di zucchero.
Tipici sono anche i dolci fritti preparati in occasione del carnevale: Frittelle (Frètule in dialetto), Castagnole (Castagnòcc in dialetto) e Lattughe (Latüghe in dialetto).
Il Premio letterario Giuseppe Acerbi nato nel 1993 con lo scopo di divulgare l'immagine di Castel Goffredo e del territorio mantovano nel mondo, è dedicato a Giuseppe Acerbi, illustre personaggio di Castel Goffredo del 1773, che fu viaggiatore ed esploratore. Nel mese di luglio avviene la proclamazione del vincitore.
Oltre al centro cittadino, il comune di Castel Goffredo comprende diciotto frazioni e varie località distribuite al di fuori del perimetro urbano.

A Gambaredolo, piccolo borgo situato ad est del capoluogo si trova l'omonima corte rinascimentale (Corte Gambaredolo), voluta da Aloisio Gonzaga come residenza estiva dei "Gonzaga di Castel Goffredo", nota alla storia per essere stata teatro, il 6 maggio 1592, dell'assassinio del marchese Alfonso Gonzaga e signore di Castel Goffredo, per mano dei sicari del nipote Rodolfo di Castiglione. Nel 1615 Caterina Gonzaga, figlia di Alfonso, fece erigere l'Oratorio di San Carlo.
Rassica, si trova ad ovest del capoluogo, ricca di acqua, sono stati scoperti alcuni reperti archeologici (tre cuspidi di freccia in selce e frammenti umani) dell'età del bronzo.
Fanno parte del territorio comunale anche gli agglomerati sparsi in campagna di Boccardi, Cascina Frino, Malcantone, Poiano di mezzo, Ravenoldi, San Pietro e Traversino.

La principale squadra di calcio della località è l'Associazione Calcistica Castellana Calcio fondata nel 1973. Ha sempre disputato campionati di livello regionale. Dopo dieci anni disputati in Serie D, alla fine del campionato 2014-2015 è stata retrocessa in Eccellenza.
La Tennistavolo Castel Goffredo è una delle società più prestigiose a livello nazionale ed europeo e tra le più titolate d'Italia. Nasce nel 1977, e raggiunge nel 1984 un importante traguardo, quando la squadra femminile esordisce per la prima volta in serie A.
L'Associazione Tiro con l'arco Sagittario è nata agli inizi degli anni novanta. Nel 1993 si è associata alla FITARCO e nel 1994 è stato inaugurato il nuovo campo di tiro nella zona industriale di Castel Goffredo.
La Polisportiva Castellana ha raccolto l'eredità società tamburellistica che nel Campionato italiano di tamburello fu Campione d'Italia 1947, 1950 e 1951.

Molti sono i personaggi il cui nome è rimasto legato a questa città: politici, scrittori, imprenditori e artisti.

Publio Virgilio Marone (70 a.C. - 19 a.C.), poeta romano. Il filologo e latinista prof. Davide Nardoni, dell'Università di Cassino, sulla base di un attento esame filologico, sostiene che l'effettivo luogo di nascita sia proposto nella zona di Castel Goffredo.
Aloisio Gonzaga (1494 - 1549), nobile e condottiero. Fu il capostipite del ramo cadetto dei "Gonzaga di Castel Goffredo".
Alfonso Gonzaga (1540 - 1592), nobile e secondo marchese dei "Gonzaga di Castel Goffredo".
Ferrante Gonzaga (1544 - 1586), nobile. Fu primo marchese di Castiglione e padre di san Luigi Gonzaga.
Orazio Gonzaga (1545 - 1587), nobile e futuro marchese di Solferino.
Rodolfo Gonzaga (1569 - 1593), nobile, terzo ed ultimo marchese dei "Gonzaga di Castel Goffredo".
Giuseppe Acerbi (1773 - 1846), esploratore ed egittologo. Fu il primo uomo della storia a raggiungere Capo Nord via terra.
Andrea Botturi (1823 - 1902), parlamentare e sindaco della città di Mantova.
Giovanni Acerbi (1825 - 1869), patriota e intendente della Spedizione dei Mille di Garibaldi.
Anselmo Cessi (1877 - 1926), educatore e vittima del fascismo.
Aldo Moratti (1877 - 1951), religioso ed educatore è ricordato come formatore dei giovani e portatore di aiuto ai poveri e malati.
Delfino Eoli (1900 - 1971), imprenditore. Pioniere dell'industria tessile a Castel Goffredo.
Oreste Marini (1909 - 1992), pittore
Maddalena (Nene) Nodari (1915 - 2004, pittrice ed esponente del Chiarismo lombardo.
Matteo Bandello (1485 - 1561), scrittore e vescovo cattolico, dal 1538 al 1541.
Pietro Aretino (1492 - 1556), scrittore, nel 1536.
Cesare Fregoso (1500-1541), condottiero e diplomatico dal 1538 al 1541. Fu sepolto a Castel Goffredo.
Luigi Gonzaga "Rodomonte" (1500 - 1532), capitano imperiale di Carlo V, nel 1532.
Carlo V (1500 - 1558), imperatore, il 28 giugno 1543.
Carlo Borromeo (1538 - 1584), cardinale, delegato apostolico e futuro santo, nel 1580.
Luigi Gonzaga (1568 - 1591), futuro santo, nell'ottobre 1589.
Pietro Vito Ottoboni (1610 - 1691), cardinale e futuro Papa Alessandro VIII, nel 1657 e nel 1662.
Carlo Emanuele III di Savoia (1701 - 1773), re di Sardegna, il 3 luglio 1735.
Ranieri d'Asburgo (1783 - 1853), viceré del Regno Lombardo-Veneto, il 7 ottobre 1837.
Giuseppe Diotti (1779 - 1846), pittore, il 21 ottobre 1844.
Vittorio Emanuele II (1820 - 1878), futuro re d'Italia, nel maggio del 1848.
Giuseppe Garibaldi (1807 - 1882), generale, nei giorni 27-28-29 aprile 1862.
Giuseppe Sarto (1835 - 1914), vescovo, futuro papa Pio X, il 5 agosto 1889.
Nikoleta Stefanova, tennistavolista che ha militato nella "Tennistavolo Castel Goffredo", con il quale ha vinto due Champions' League e sei scudetti.
Wenling Tan Monfardini, tennistavolista che ha militato nella "Tennistavolo Castel Goffredo", con il quale ha vinto sette scudetti.
Alessia Arisi, ex tennistavolista della "Tennistavolo Castel Goffredo", con il quale ha vinto due scudetti.
Laura Negrisoli, tennistavolista, vincitrice di 17 scudetti nazionali.



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